LA CURIOSA STORIA DI ALEXIS AMARISTA, GIOCATORE DAL GRANDE TALENTO, MA TROPPO BASSO DI ALTEZZA PER GLI STANDARD MLB

da El Tigre, Anzoategui (Venezuela), il nostro inviato RUBEN HERNANDEZ

Può l’altezza essere un problema nel baseball, nonostante tu sia un ottimo giocatore? Si, ed è accaduto ad Alexis Amarista, giocatore venezuelano. Ma con un finale a sorpresa. A lieto fine.

Nello Spring Training degli Angels di Los Angeles, si trova il battitore più piccolo dell’intera organizzazione, in quanto è alto solo 168 centimetri. Ma questo dato non deve far pensare che il giocatore in questione sia dotato di poca qualità. Anzi è proprio grazie al talento e alla voglia di fare bene che il venezuelano Alexis Amarista è impiegato con i grandi della Major League.

Alexis Amarista è nato il 6 aprile di 1989, a Barcellona nello stato di Anzoátegui, in Venezuela e sin da giovane ha mostrato appieno tutto il suo talento, soprattutto nei differenti tornei nazionali dove ha giocato. Molte squadre si erano interessate a lui, ma, nonostante le importanti doti, c’era un problema: l’altezza. Non era, infatti, comune firmare un giocatore così basso e allora ecco che nessuno si mosse. Alexis poteva andare in America e non ci sarebbe riuscito. Ma alla fine, ecco arrivare gli Angels di Los Angeles, che ironicamente sarebbero gli Angeli se tradotti in italiano. Ecco arrivare chi potrebbe dare un futuro tra i grandi ad a questo piccolo grande giocatore. Gli Angels firmarono il giocatore nel 2007 e da allora Alexis è diventato uno dei migliori giocatori dell’intera franchigia.

Nella stagione passata ha cominciato cominciò giocando nella squadra di Singolo A avanzato ed ha concluso in Triplo A dove ha battuto con una media di. 400 in 15 partite con la squadra di Salt Lake. I suoi dati dello scorso anno nelle Leghe Minori parlano chiaro: media battuta di. 309(171 su 553), con 5 fuoricampo e 68 punti battuti a casa, in 135 partite giocate.
Nella Lega del Venezuela appartiene ai Caribes de Anzoátegui, nel quale è già una figura che tutti i tifosi ammirano per le capacità. Questo anno grazie alla sua tremenda stagione con la tribù è stato determinante per dare il suo primo titolo agli Orientali da quando si sono fusi più 20 anni addietro.

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IN MLB, RIPARTE LA STAGIONE DI TIM LINCECUM E DEI CAMPIONI IN CARICA DEI SAN FRANCISCO GIANTS

di DANIELE MATTIOLI

E’ iniziato lo Spring Training in Major League, con grandi speranze per i colori italiani grazie alla presenza di Alex Liddi nel roster dei Seattle Mariners e con il ritorno in campo dei Campioni in carica dei San Francisco Giants.

Non è ancora Regular Season, ma la lotta per il titolo è partita. Tutti contro i San Francisco Giants di Tim Lincecum, qui mentre sta lanciando all’esordio dello Spring Training contro gli Arizona Diamondbacks. La squadra vincitrice dell’anello nella passata stagione ha subito trionfato per 7 a 6, con l’ace della squadra californiana che lanciato 1.2 riprese, subendo tre segnature. Non un esordio memorabile il suo (ottimo invece per i Giants, che hanno vinto anche la seconda partita), ma quello che conta è essere pronti per la Regular Season che partirà tra trenta giorni.

MLB NEWS: FELIX HERNANDEZ RIUSCIRA’ A VINCERE IL CY YOUNG AWARD?

di RUBEN HERNANDEZ

Sta per concludersi la stagione regolare in MLB con la lotta per la ricerca di un posto ai Playoff. Ma è anche lotta tra i giocatori per la vittoria dei premi finali. Felix Hernandez è uno di questi.

Sta volgendo al termine la stagione regolare della MLB e proprio in questo momento tutte le squadre stanno cercando di dare il meglio di loro, alcune per cercare di raggiungere la Post Season, altre per evitare, ad esempio, il record negativo di 100 sconfitte. Non solo le squadre stanno lottando. Ci sono anche i giocatori che stanno cercando di migliorare in ogni modo le loro statistiche per cercare di ottenere qualche riconoscimento al termine della stagione regolare.

Uno dei premi dove si registra tanta incertezza è sicuramente quello del Cy Young Award, ovvero il premio come miglior lanciatore, nell’American League. Félix Hernández è senza ombra di dubbio uno dei candidati per vincere il premio. E’ probabilmente il pitcher che più meriterebbe il premio come dimostrano anche alcuni numeri davvero impressionanti. E’ primo nella classifica di riprese lanciate, 233, gare lanciate, 32 e soprattutto di “Quality Starts” ovvero di partite nelle quali ha lanciato almeno sei inning, subendo tre o meno punti. Tra le altre cose, Felix sta lottando per avere il record anche negli strike out realizzati. Una vittoria più che legittima sarebbe per il lanciatore dei Seattle soltanto che…Hernandez ha vinto soltanto 12 partite in stagione, contro 11 sconfitte. Numeri che abbassano notevolmente le sue possibilità di vittoria, ma come si può vedere la colpa non è certamente sua.

Ogni volta che il lanciatore originario della regione del Carabobo sale sul monte, l’attacco dei Seattle Mariners diventa clamorosamente sterile. Ichiro e compagni infatti realizzano con Felix a lanciare una media di 3 punti a partita, dato alquanto irrisorio per supportare un lanciatore e aiutarlo a raggiungere la vittoria. Non resta che ai votanti decidere se dare il premio alla stella dei Mariners, che mai come quest’anno si meriterebbe un riconoscimento di così grande valore.

GOLDEN GLOVE: PARTE LA SECONDA STAGIONE DELLA RUBRICA DI EMILIANO DELUCCA CON LA VITA E LE GRANDI GIOCATE DI GRADY “SUPERMAN” SIZEMORE

di EMILIANO DELUCCA

Dopo il grandissimo successo ottenuto dalla prima stagione, torna, a grande richiesta, la rubrica Golden Glove, con la seconda stagione. A curarla? Sempre il nostro “Special One” Emiliano Delucca!

Grady Hustle… L’incessante Grady.. Questo è l’appellattivo che i tifosi di Cleveland hanno dato a Grady Sizemore e gli calza come un guanto!
Corre, lotta, difende e batte come se stesse sempre giocando l’ultimo inning della sua carriera. Non molla mai un centimetro, sia quando deve prendere una flyball, sia quando gira il sacchetto di seconda per sfrecciare verso la terza.
Non ti piace come gioca Sizemore? Probabilmente non ti piace il baseball!

Grady Sizemore III nasce il 2 agosto 1982 a Seattle. Sua madre Donna è una commercialista e il padre Grady II un assicuratore.
Il papà incoraggia il figlio a praticare ogni sport possibile, nonostante lui sia stato un eccellente giocatore di baseball a livello collegiale.
Grady comincia a giocare a baseball a 18 mesi quando i suoi genitori gli regalano una mazza giocattolo. La prende in mano e la sua stance è talmente perfetta che suo padre gli scatta una foto.
Se fate un salto a Everett, nello stato di Washington,ed entrate a casa Sizemore vedrete quella foto campeggiare in formato gigante nel loro salone…
Adora il baseball, il basket e il football ed è anche un coscienzioso studente in grado di organizzarsi sia per gli allenamenti che per gli studi.
Entra alla Cascade High School nel 1996 e fa parte della squadra di basket e.. non era insolito vedere Grady fare i compiti negli intervalli delle partite!
Diventa velocemente una star della squadra di baseball allenata da coach Bob Smithson e un ottimo multiruolo per quanto riguarda il football. Nell’autunno del ’99, da senior, è già alto 1,89 e pesa 100 kg circa e gioca indifferentemente da quarterback e da running back. Tutt’oggi detiene il record assoluto di yards corse e di intercetti della Cascade.
Parecchie università gli mettono gli occhi addosso, Arizona State e University of California su tutte.
Ma Grady vuole fortemente la University of Washington e scrive una lettera di intenti all’università dicendo di volere giocare quarterback per gli Huskies di coach Neuheisel.
Nell’aprile 2000 comincia perciò quella che potrebbe essere la sua ultima stagione da giocatore di baseball. Dice che solo “un’offerta che non si può rifiutare” gli farebbe cambiare idea sul suo destino da quarerback…
Lui fa in modo che questa offerta si concretizzi…batte .457 con 7 fuoricampo, 20 RBI e 24 basi rubate..
Sebbene non fosse fra i 100 migliori prospetti delle High Schools molti scouts lo avevano in cima alle loro liste.
Gli Expos lo chiamano al terzo giro e gli offrirono un bonus di 2 milioni di dollari per non andare al college.
Vi lascio immaginare la faccia di coach Neuheisel quando gli dissero che il suo futuro quarterback sarebbe andato a giocare nelle Minors.
Si narra che la reazione più composta sia stata il ribaltamento del tavolo… il resto non si può raccontare per non offendere le persone più impressionabili…
Comincia la stagione nei Brevard County Manatees nella Florida State League e a fine giugno gli arriva la notizia che i Brewers hanno intenzione di inserirlo in uno scambio con Cleveland.
Milwaukee inserisce Grady in una trade di cui fanno parte anche Cliff Lee, Brandon Phillips e Lee Stevens per avere in cambio Bartolo Colon e Tim Drew.
L’intera famiglia Sizemore rimane di sasso…perchè mettere un bonus di 2 milioni di dollari su Grady per poi scambiarlo alla prima occasione..?
A conti fatti Cleveland può essere un buon posto per lui… dopo aver dominato l’American League negli anni 90, gli Indians stanno ricostruendo una squadra fondata su giovani prospetti…Eric Wedge è pronto a dargli fiducia.
Il 2003 lo passa tutto in AA negli Akron Aeros battendo .304 con 26 doppi, 11 tripli e 13 fuoricampo..
Dopo uno spettacolare spring training nel 2004 Grady sembra pronto per il grande salto, ma Cleveland lo manda in AA a Buffalo.
A luglio però il telefono suona e arriva la grande occasione. In sole 43 partite batte .246 con 12 extrabasi. Quello che impressiona è l’incredibile istinto difensivo che gli fa intuire dove finirà una fly non appena la pallina si invola verso di lui.
Il 2005 è la sua prima stagione in Major. Complice l’infortunio di Juan Gonzales durante la prima gara diventa titolare fisso all’esterno.
Ozzie Guillen, dopo averlo visto in azione a Milwaukee, gli diede il soprannome di Superman.. E Superman comincia davvero a volare.. A fine stagione diventa, insieme al grande Roberto Alomar, l’unico giocatore della Tribù (ovvero degli Indians) ad aver messo a segno 20 doppi, 10 tripli, 20 Fuoricampo e 20 basi rubate in una stagione.
Cleveland capisce con chi ha a che fare e gli offre un contratto di 6 anni a quasi 24 milioni di dollari con opzione per il 2012!
Grady gioca la sua stagione migliore nel 2006. Disputa tutte e 162 le partite di regular season, batte .290 con 28 Home Run, 76 RBI, 53 doppi, 11 tripli e 22 basi rubate.
Sizemore diventa uno dei soli due giocatori della storia ad ottenere queste cifre!
L’anno successivo batte 4 fuoricampo nelle prime sei partite e in tutta la stagione commette solo due errori vincendo a mani basse il suo primo Gold Glove.
Anche Superman a volte deve fermarsi…dopo 382 partite consecutive una banale distorsione alla caviglia lo mette ai box per un breve periodo, ma questo non lo ferma dal diventare l’unico giocatore della MLB che nel quadriennio 2004-2008 ad ottenere almeno 20 fuoricampo e 20 basi rubate in ogni stagione e a vincere il suo secondo Golden Glove e il suo primo Silver Slugger Award.
Nella passata stagione il suo fisico risente di un piccolo infortunio avuto durante lo spring training.
Batte comunque il primo grande slam del nuovo Yankee Stadium ma il 9 settembre, dopo una stagione al di sotto dei suoi standard, Grady deve operarsi al gomito sinistro.
Una settimana dopo viene operato anche di ernia, strascico del piccolo infortunio della primavera.
Quest’anno Sizemore sembra essere tornato in perfetta forma così come il suo grande amico Pronk, alias Travis Hafner.

Superman vola ancora a recuperare palline impossibili, le butta fuori quando è al piatto…supera la seconda per correre come il vento verso la terza…
Se a qualcuno non piace come gioca Superman…beh, forse è meglio che si procuri un po’ di kriptonite.

ROAD TO GROSSETO (2): GRANDI GIOCATE E TANTI SUCCESSI: ECCO A VOI DAVID RIGOLI, EX DI GROSSETO E BOLOGNA

di DANIELE MATTIOLI

In ogni sport ci sono giocatori discreti, buoni e ottimi, con gli ultimi che vengono propriamente definiti campioni. Il giocatore che abbiamo intervistato appartiene a quest’ultima categoria. Per lui, infatti, parlano i numerosi successi ottenuti e le ottime statistiche realizzate dall’anno dell’esordio in A1, nel 1990, con il Grosseto, fino a quello conclusivo del 2005 con la Fortitudo Bologna. Una media vita battuta di .313 (in 663 gare giocate), condita da 62 fuoricampo realizzati, ben 370 punti battuti a casa e soprattutto la bellezza di 354 basi rubate su 422 tentativi che ne hanno fatto il giocatore più veloce della storia del baseball italiano. Sono numeri degni di un campione. Sono i numeri di David Rigoli.

DANIELE MATTIOLI: Ciao David.
DAVID RIGOLI: Ciao a tutti.

DANIELE MATTIOLI: La prima domanda di questa intervista riguarda te. Fino a questo inverno eri il Team Manager del BBC Grosseto poi le dimissioni. Cosa è successo? Ora di cosa ti occupi?
DAVID RIGOLI: Quando sono stato chiamato a ricoprire il ruolo del General manager al Bbc Grosseto credevo che ci fosse la volontà da parte della società di dare una svolta al loro modo di operare e soprattutto di fare una programmazione di medio periodo che potesse riportare entusiasmo a tutti i livelli nei giocatori, nei settori giovanili e anche sugli spalti. Purtroppo la mia visione non era in linea con quella del presidente e allora ho deciso di farmi da parte e tornare ad essere un semplice appassionato che guarda le partite dalla tribuna.

DANIELE MATTIOLI: Nel prossimo fine settimana, allo Janella di Grosseto si andranno ad affrontare le tue due ex squadre: i padroni di casa del BBC Grosseto e la Fortitudo Baseball. Un tuo pronostico a riguardo?
DAVID RIGOLI: Fare pronostici è sempre difficile e credo che le due squadre in questo momento si equivalgono, per questo non so dire chi vincerà la serie, ma di sicuro non ci sarà la tripletta da parte di nessuna delle due squadre.

DANIELE MATTIOLI: La Fortitudo ha cambiato molto in questa off season, complice le partenze di alcuni grossi calibri, come Liverziani, Pantaleoni, Frignani e Austin, puntando su linea giovani. Cosa ne pensi?
DAVID RIGOLI: Penso che una società che ha dimostrato di saper vincere sia anche consapevole che i cicli costruiti con alcuni giocatori sono destinati a finire e che, prima che sia troppo tardi, è giusto investire su nuovi talenti in modo da crearne un altro il prima possibile, per questo credo che la società abbia fatto una scelta saggia che forse potrà non dare risultati immediati, ma che nel medio termine sicuramente darà i frutti attesi.

DANIELE MATTIOLI: A riguardo di nuovi arrivi in biancoblù, quale pensi sarà l’accoglienza che il pubblico grossetano riserverà ad Jairo Ramos Gizzi, bandiera della squadra toscana per molte stagioni?
DAVID RIGOLI: Jairo ha dato molto al Bbc Grosseto con il quale ha vinto 2 scudetti e una Coppa dei Campioni e la scelta di andare via da Grosseto è da imputare più alla volontà della società che a quella del giocatore. Nonostante il suo rapporto di amore e odio con il pubblico di Grosseto credo che Ramos sia un grande giocatore e non si lascerà influenzare dall’accoglienza che il pubblico di Grosseto gli riserverà, qualunque essa sia.

DANIELE MATTIOLI: Sempre riguardo alla squadra allenata da Marco Nanni, il 10 aprile 2010 Fabio Betto ha ottenuto la vittoria numero 100 della sua carriera. Un tuo commento a riguardo.
DAVID RIGOLI: Lunedì scorso ho chiamato Fabio per complimentarmi con lui per lo splendido risultato che ha raggiunto, soprattutto perché la sua carriera è passata attraverso momenti di forte difficoltà, più volte è stato dato per finito, come se non avesse più niente da dare, ma grazie al suo carattere tenace ha saputo reagire sempre da grande campione per questo credo che si meriti pienamente tutti i successi che ha raggiunto nella sua carriera.

DANIELE MATTIOLI: Passando invece dalla sponda dei padroni di casa, cosa ne pensi della squadra allestita che ha il compito di riscattare la difficile annata del 2009?
DAVID RIGOLI: Personalmente avrei fatto scelte diverse, con un programma che aveva ambizioni di medio termine e non di breve, come invece sono state fatte dal BBC. Detto questo credo il Grosseto ha nel reparto lanciatori il suo punto di forza, anche se ha perso un giocatore importante come Oberto, per quanto riguarda il resto della squadra è sicuramente un buon gruppo di giocatori che, se riescono a trovare i giusti stimoli, saranno in grado di lottare fino in fondo, non credo però che tutti i problemi che si sono manifestati l’anno scorso siano stati risolti e questo potrebbe essere sicuramente un grande limite per arrivare in finale.

DANIELE MATTIOLI: Parlando invece del campionato, chi vedi tra le favorite per la vittoria finale?
DAVID RIGOLI: Considerato che si gioca un campionato a 8 squadre e che già oggi la classica è divisa in due tronconi con sei squadre che lottano per i playoff e due che non hanno particolari ambizioni, non è mai facile fare un pronostico, ma penso che le candidate allo scudetto possono essere Rimini, Bologna, Nettuno e San Marino.

DANIELE MATTIOLI: E’ un anno importante questo per il nostro movimento. E’ infatti entrata in vigore la regola delle franchigie e il numero degli italiani in campo è aumentato a 6. Che pensiero ti sei fatto di questi cambiamenti?
DAVID RIGOLI: Personalmente, come consigliere federale, ho partecipato attivamente per la realizzazione di questo tipo di campionato e credo che sia l’unica soluzione per riportare interesse nel Baseball. Certamente le regole che abbiamo introdotto sono tutte rivolte al miglioramento del nostro sport, ma se non saranno condivise dagli attori principali, atleti, tecnici e dirigenti è ovvio che anche così sarà difficile che si ottengano grandi cambiamenti.

DANIELE MATTIOLI: Visto che il paragone alla MLB è ovvio per quanto riguarda le Franchigie, due piccole curiosità: che squadra tifi in Major League? Il tuo giocatore preferito?
DAVID RIGOLI: Onestamente non ho mai avuto una squadra per la quale tifare in modo particolare, diciamo che ho sempre avuto un occhio di riguardo per gli Atlanta Braves perché il giocatore al quale mi sono sempre ispirato è Chipper Jones.

DANIELE MATTIOLI: Ripercorriamo ora la tua carriera sin dagli inizi. Chi ti ha fatto conoscere il meraviglioso gioco del baseball? Dove e a che età hai esordito? Chi era il tuo giocatore preferito?
DAVID RIGOLI: Il gioco del baseball l’ho conosciuto perché la scuola che frequentavo era proprio dietro lo stadio e soprattutto perché in quel periodo il baseball a Grosseto era giocato ovunque e quindi è stato quasi inevitabile iniziare, devo dire però che è stato un amore a prima vista.
Ho esordito nel 1990 con il Grosseto, quell’anno ho fatto solo poche apparizioni al piatto, l’anno successivo invece sono diventato titolare. Il giocatore che ammiravo di più da ragazzo era Giammario Costa, un vero idolo prima, un amico adesso.

DANIELE MATTIOLI: Prima di arrivare in Fortitudo nel 2003, hai giocato a Grosseto e a Parma. Che ricordi hai di queste esperienze?
DAVID RIGOLI: Senza dubbio l’esperienza più importante e quella che mi ha permesso di farmi conoscere è stata quella di Parma dove ho vissuto i tre anni più belli della mia carriera sportiva e non solo, è stata un’esperienza che mi ha permesso di confrontarmi con i migliori giocatori di quel periodo che per la maggior parte erano anche i miei compagni di squadra. Grosseto è stato un rapporto di amore e odio, ho sempre avuto un rapporto ottimo con tutti i miei compagni di squadra, ma più volte non sono stato in sintonia con la dirigenza da qui il motivo per cui me ne sono andato per due volte a giocare in atre squadre.

DANIELE MATTIOLI: Nel 2003 eccoti a Bologna, dove vinci subito lo Scudetto da protagonista.
DAVID RIGOLI: Per quanto riguarda Bologna è stata un’esperienza molto bella, soprattutto perché affrontata insieme a dei compagni di squadra che, prima di tutto, erano degli amici e ho trovato una dirigenza con la quale ho instaurato da subito un ottimo rapporto. Ovviamente la ricordo con piacere anche perché è stata l’ultima squadra con la quale ho giocato.

DANIELE MATTIOLI: Due anni più tardi, c’è il bis con la vittoria in gara 7 di fronte ad un Gianni Falchi strapieno. Che emozione è stata quella di vincere il tricolore davanti a 4000 persone?
DAVID RIGOLI: Sicuramente ogni finale scudetto ha il suo fascino, ma sicuramente quella finale è stata speciale sia per la presenza del pubblico che ci ha supportato sia perché abbiamo recuperato una serie che ci vedeva indietro 3 a 2.

DANIELE MATTIOLI: Sempre in quell’anno, è arrivata la tua decisione di appendere il guantone al chiodo. Hai un pò di rammarico, visto che il tuo ritiro è arrivato a 33 anni, età che nel baseball non si può ritenere certamente elevata?
DAVID RIGOLI: La decisione del mio ritiro è maturata durante l’ultimo anno di attività, infatti, i problemi alla schiena erano diventati troppo importanti e questo non mi permetteva di esprimermi ai livelli che volevo. Certo smettere di giocare non è stato facile, ma sicuramente dopo ormai 15 credo che sia stata la decisione giusta.

DANIELE MATTIOLI: Dopo il tuo addio dai campi di gioco, è arrivata l’incarico da opinionista per il programma Extra-Inning, in onda sul canale Teletirreno.
DAVID RIGOLI: Più che un incarico quello di Teletirreno è stato un divertimento, anche perché sia i conduttori sia il direttore sono degli amici e quindi alla loro richiesta di un mio coinvolgimento nel programma, ho dato subito la mia disponibilità. Credo che quella trasmissione sia stata un’esperienza importante che mi ha fatto conoscere un altro modo di vedere il baseball, non più come attore principale, ma bensì come osservatore.

DANIELE MATTIOLI: Ed eccoci arrivati all’ultima domanda della nostra intervista. Detieni il record di basi rubate nella storia della campionato italiano. Cosa si prova ad essere nella storia, vittorie di squadra a parte, di questo sport?
DAVID RIGOLI: Non ho mai giocato per battere dei record, soprattutto perché il baseball è un gioco di squadra e quello che conta alla fine è il risultato del collettivo. In ogni caso sono certamente orgoglioso di essere riuscito nella mia carriera ha raggiungere un traguardo importante, sono consapevole anche del fatto che questo record è stato il frutto di molto impegno, dedizione e collaborazione da parte dei compagni di squadra che mi hanno aiutato nel corso della mia carriera.

DANIELE MATTIOLI: Grazie mille per la disponibilità.
DAVID RIGOLI: Grazie a te.

PARTE STANOTTE LA NUOVA STAGIONE MLB. E’ ANCORA CACCIA AI NEW YORK YANKEES

di DANIELE MATTIOLI

 

Parte stanotte alle 2.00, ore italiane, la nuova stagione della Major League Baseball. Ad aprire la stagione si sfideranno i campioni in carica dei New York Yankees e i rivali storici dei Boston Red Sox, in una sfida che si preannuncia ricca di colpi di scena.
Sul monte di lancio si sfideranno C.C. Sabathia, per la squadra della Grande Mela, e Josh Beckett per i Red Sox.
La partita sarà trasmessa in diretta sul canale 214 di SKY, Espn America, a partire dalle ore 2.00 di questa notte, con ampio prepartita dalle ore 1.30.

 

MLB IN UN CLICK: E’ SCONTRO IN CASA MINNESOTA TWINS

di DANIELE MATTIOLI

Articolo della rubrica dedicata al mondo MLB che racconta, utilizzando una foto, quello che è successo nel batti e corri USA.

Il lanciatore dei Minnesota Twins Jose Mijares (sulla sinistra) e l’interbase Trevor Plouffe (dietro) si scontrano nel tentativo di eliminare al volo l’insidiosa battuta di Brandon Moss dei Pittsburgh Pirates, durante la partita di Spring Training giocata il 18 marzo all’Hammond Stadium di Fort Myers, in Florida. La partita, per la cronaca, è stata vinta dai Minnesota Twins 5 a 4.

Foto scattata da: Steven Senne