LE INTERVISTE AI PROTAGONISTI DI BOLOGNA – SAN MARINO (BLUE F BALL)

dallo stadio “Gianni Falchi” di Bologna, DANIELE MATTIOLI

Nella finale della ventesima edizione del “Blue F Ball”, succeso in rimonta della Fortitudo Bologna sulla T&A San Marino per 5 a 3. Ecco le interviste ai protagonisti della sfida: il Manager Marco Nanni, Mark Castellitto, Marco Sabbatani e Mark Langone.

Nelle ultime quattro edizioni erano state sempre loro due a vincere il “Blue F Ball”. Oggi, la Fortitudo Bologna e la T&A San Marino si sono ritrovate ancora una volta in finale. E, come successo negli anni passati, hanno dato vita ad una bella partita, dal buon ritmo e con importanti colpi di scena. Il più importante di nuovo è avvenuto alla settima ripresa, quando Angrisano e compagni hanno ribaltato il tre a zero del San Marino segnando cinque punti sul rilievo di Bartolucci, dopo che nella parte precedente della partita, Tiago Da Silva era risultato intoccabile. Ha cercato di movimentare ancora di più la partita Lorenzo Avagnina colpendo un fuoricampo all’ottavo inning, ma non è bastato per i suoi. La ventesima edizione del torneo va alla Fortitudo Bologna. Ecco le interviste ai protagonisti della partita.

MARCO NANNI (Manager Fortitudo Baseball): “Quarta vittoria nelle ultime cinque edizioni per noi? E’ un torneo che organizziamo e ci teniamo a fare una bella figura come abbiamo fatto oggi. Sono contento per l’atteggiamento della squadra che ha lottato fino all’ultimo rimontando un ottimo avversario contro il San Marino. La prova dell’attacco? Sapevamo che Tiago Da Silva era avanti nella preparazione e abbiamo subito molto i suoi lanci. Quando è sceso siamo stati bravi a colpire i rilievi, con una buona prova corale. Il monte di lancio meglio di ieri? E’ andato bene, Fabio ha tenuto bene contro le mazze avversarie, tenedoci in partita. Mattia (Barbaresi NDI) ha traghettato ottimamente e poi Mark Langone ha chiuso e salvato la partita. Sarà lui il closer della gara del lanciatore in attesa del rientro di Fabio Milano dall’infortunio? Penso proprio di sì“.

MARK CASTELLITTO (esterno Fortitudo Baseball): “Entrare come pinch hitter e colpire il doppio del vantaggio? E’ stata una bella sensazione, con la squadra che aveva rimontato. L’uomo era in seconda e ho girato forte la fastball che il lanciatore mi aveva tirato. Sono riuscito a metterla dove la difesa non poteva arrivare. Bene così e bene anche per la vittoria in rimonta della squadra, in una partita che ci ha permesso di prendere ancora più feeling con il campo. Come mi comporterò, visto che giocherò a Castenaso in IBL2 e probabilmente anche in Fortitudo? Io penso sempre a giocare il miglior baseball possibile, a prescindere dal dove gioco. Darò sempre il meglio di me“.

MARCO SABBATANI (ricevitore Fortitudo Baseball): “Come giudico questa Finale e il torneo che abbiamo disputato? Sono contento, perchè abbiamo giocato bene. Abbiamo giocato anche più carichi, come è giusto sia in un torneo dove l’adrenalina è maggiore. Come mi trovo a Bologna? E’ una bella esperienza e cerco di rendermi utile per la squadra. Il mio obiettivo? Quello di dimostrare che puntare su di me è stata una scelta giusta da parte della Fortitudo“.

MARK LANGONE (lanciatore Fortitudo Baseball): “Un commento sulla partita? Abbiamo giocato bene e sono felice per la squadra che è riuscita a fare una bella rimonta. La mia prestazione? Mi ha caricato molto la nostra rimonta e quindi sono salito più deciso sul monte, peccato per il fuoricampo di Avagnina. Cosa mi aspetto dalla mia prima stagione in IBL? So che è un livello diverso rispetto alla Serie A Federale, ma cercherò di dimostrare in campo di saper giocare anche in una serie come questa dove tutto è diverso: dalla qualità più alta in campo al seguito ben più maggiore“.

 

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IL SITO “GRANDE SLAM: IL BASEBALL VISTO DA UN TIFOSO” COMPIE OGGI TRE ANNI

Il sito “Grande Slam: Il Baseball Visto Da Un Tifoso” compie oggi gli anni. Sono tre anni “cronologici” per quattro stagioni coperte. Il tutto è nato per caso il 29 marzo 2008. Ringraziamenti a tutto lo staff e a voi lettori, ogni giorno sempre più numerosi.

Chi l’avrebbe mai detto. Era il 29 marzo del 2008 quando decisi di aprire questo sito/blog, un pò per caso, un pò per scrivere di uno sport che mi ha preso dal primo momento, quando i miei genitori, in occasione del mio decimo compleanno, mi hanno regalato mazza, guantone e il gioco per PC della EA Sports “Triple Play 2001”, che ho consumato a forza di giocarci.
Ora tre anni dopo, se consideriamo l’annata 2008 come numero zero, sono ancora qui a raccontare quello che succede nel mondo del baseball. Anzi, siamo. Proprio così, perchè con il passare del tempo altri appassionati e cari amici si sono aggiunti nello Staff del sito. Alcuni di loro ci hanno salutato – David Bucci e Marco Dalla Vite – altri invece scrivono ancora e con successo.
Il primo della lista è Emiliano Delucca e la sua magnifica rubrica “Golden Glove”, che racconta, con anedotti e curiosità, le vite dei grandi giocatori di Major League e che è un grandissimo successo anche negli USA, con moltissimi lettori statunitensi pronti a leggere i lavori del nostro “Special One”.
Sono poi entrati nello Staff, Ruben Hernandez e Mara Mennella, ambedue importantissimi corrispondenti del sito: il primo è la nostra fonte di sapere dal Venezuela, mentre Mara è la nostra voce da Godo, con il resconto di quello che accade nel mondo del batti e corri della cittadina romagnola. Il loro contributo alla crescita di questa pagina è veramente importante.
Tranquilli. Non mi sto dimenticando di nominare l’immenso e unico Lorenzo Bellocchio, fotografo del sito e da sempre eterna risorsa di foto rigurdante la Fortitudo Bologna. Tutti i meravigliosi scatti sulla squadra Campione d’Europa sono suoi.

Che dire ora. Il 2010 è stata un’annata epica per il sito. Abbiamo ricoperto dal campo tutte le competizioni per club più importanti al mondo, dal campionato italiano di IBL, alla Coppa Campioni, fino ad arrivare alla Major League, con il resoconto in diretta dagli USA delle World Series.
A questo punto, si potrebbe dire di aver raggiunto l’apice con l’annata passata. E invece non è così. Come in ogni cosa si può sempre migliorare e questo sarà il nostro motto per la stagione 2011. Annata, che in vostra compagnia, cari lettori, sarà ancora una volta spettacolare!

E mi raccomando: non perdete questa sera una nuova speciale intervista per festeggiare al meglio il compleanno del sito!

Daniele Mattioli

LA FORTITUDO BASEBALL PAREGGIA 2 A 2 NELLA PRIMA USCITA CONTRO IL CASTENASO. LA DIRETTA TESTUALE DELLA SFIDA

di DANIELE MATTIOLI

Alle ore 14.30 di questo pomeriggio inizia la stagione 2011 della Fortitudo Bologna, che al “Teseo Bondi” di Castenaso affronta i padroni di casa nella tradizionale amichevole di inizio anno. Appuntamento su questa pagina per la diretta testuale della partita.

Parte allo Stadio Teseo Bondi di Castenaso la stagione 2011 della Fortitudo Bologna, Campione d’Europa in carica, che affronta la formazione locale per la sfida tradizionale di inizio precampionato. Per la Fortitudo Bologna sarà assente il Manager Marco Nanni, impegnato nel ruolo di Bench Coach con la nazionale italiana nella tourneè negli USA e mancheranno, ovviamente, i giocatori convocati: Juan Pablo Angrisano, Juan Carlos Infante e Cody Cillo.

APPUNTAMENTO QUI SUL SITO ALLE ORE 14.30 PER LA DIRETTA TESTUALE DELLA PARTITA TRA LA FORTITUDO BOLOGNA E IL CASTENASO!

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PARTE LA DIRETTA

Leggera foschia ma anche sole: ore 14.30 e play ball a Castenaso!
Al momento le due squadre stanno finendo il riscaldamento.

La Fortitudo Bologna schiera sul monte di lancio Betto, a ricevere Sabbatani, in prima Sartori, in seconda Santaniello, in terza D’Amico Andrea, interbase D’Amico Luca, esterno destro Malengo, esterno centro Fornasari, esterno sinistro Ermini, battitore designato Chiatto.

Primo inning: Inizia la partita con la Fortitudo in attacco. Malengo e Ermini sono colpiti tutte e due, dopo l’out di Santaniello. Sartori guadagna la base ball. Sabbatani è out al volo, mentre Andrea D’Amico è eliminato in diamante. La Fortitudo muore a basi piene con zero punti fatti.
Segna subito il Castenaso, invece, grazie ad un singolo concesso da Betto, che in apertura aveva iniziato con una base ball. Fine primo, vantaggio Castenaso 1 a 0.

Secondo inning: Fornasari è eliminato al piatto, ora alla battuta Chiatto, under 21, ma pure lui è strikeout. Luca D’Amico batte la prima valida dell’incontro per la Fortitudo. Intanto si contano circa quaranta persone sugli spalti.
Sfortunato Santaniello! La sua battuta secca si trasforma in un linea che è preda del prima base avversario. Ancora 0 punti per i Campioni d’Europa. Arriva sugli spalti anche Bidi Landuzzi, bandiera della Fortitudo, che si è ritirato alla fine della passata stagione.
Non segna punti il Castenaso nella ripresa, ma batte la seconda valida della propria partita. Sempre 1 a 0.

Terzo inning: Malengo parte subito forte con un doppio a destra, rischiando di essere eliminato poi in seconda. Ermini è eliminato in diamante. Batte sul lanciatore Sartori ed è il secondo fuori. Anche Sabbatani è out, al volo dall’esterno centro.
Nel frattempo il sole decide che oggi ha lavorato troppo e lascia il posto alle nuvole e ad un freddo vento.
Betto lascia a secco l’attacco avversario e la ripresa termina 1 a 0.

Quarto inning: Fornasari batte valido, dopo che Sabbatani era stato eliminato al volo. Scelta difesa su Chiatto che é salvo in prima. Luca D’Amico batte valido a sinistra. Uomini in prima e seconda e due fuori. Santaniello viene eliminato e la Fortitudo non raccoglie quanto seminato. Sempre 1 a 0 Castenaso.
Esce Fabio Betto ed entra Mark Langone, arrivato dal Codogno nel mercato invernale. E’ all’esordio con la divisa Fortitudo.
Nel quarto attacco, il Castenaso trova prima la valida e poi guadagna la base ball con due out, ma la difesa biancoblù chiude l’inning. I padroni di casa conducono sempre con il minimo vantaggio.

Quinto inning: La Fortitudo cerca di ribaltare il punteggio. Malengo, autore del doppio in precedenza, è ora in battuta. L’esterno destro è out in diamante, Ermini al volo dall’esterno centro. E’ di Sartori la prima valida della ripresa. Sabbatani non concretizza e la Fortitudo rimane ancora a secco, dopo cinque riprese.
Non ha problemi Langone che realizza tre eliminazioni consecutive. Invariato il punteggio qui al “Teseo Bondi”.

Sesto inning: Andrea D’Amico non trova la valida, mentre batte un doppio a sinistra Riccardo Fornasari. Lo stesso esterno tenta la rubata, ma è eliminato in terza. Il terzo eliminato della ripresa Fortitudo è Chiatto. L’attacco del Castenaso trova il punto numero due. Singolo di Breveglieri e poi singolo a destra di Monari con il compagno che parte dalla seconda (scelta difesa in precedenza) e segna. Arriva poi il terzo out, con il Castenaso che allunga: 2 a 0, dopo sei riprese.

Settimo inning: Ancora niente per la Fortitudo che rimane a seccod di valide e punti anche in questa ripresa.
Entra nella sfida Turrini, che prende il posto di Langone sul monte e realizza tre eliminazioni di fila, con una base ball nel mezzo.

Ottavo inning: Malengo è eliminato al volo a sinistra e subisce la stessa sorte Ermini, out peró al centro. E’ eliminato pure Sartori. La Fortitudo non riesce a sbloccarsi.
Il Castenaso trova ancora la base e raggiunge la terza. Scende così Turrini e al suo posto Volodin, arrivato quest’anno e che giocherà in IBL 2. Il neo entrato ottiene la terza eliminazione.

Nono inning: azzecca la valida Sabbatani a destra. Sono le ultime chance di rimonta per la Fortitudo. Andrea D’Amico guadagna la prima con una base ball, mentre un errore della difesa sulla battuta Fornasari riempie le basi.
Una nuova base ball fa entrare il primo punto per la Fortitudo ora sotto 2 a 1. Il Castenaso realizza il doppio gioco casa-prima che potrebbe spezzare i tentativi di rimonta della Fortitudo, che ha ora due out. Arriva pero la base ball per il pareggio Fortitudo che impatta a quota due. Malengo batte una bella palla ma la difesa del Castenaso é ottima e l’esterno destro ê il terzo eliminato. Il risultato è di parità: 2 a 2.
Volodin amministra bene l’attacco del Castenaso e la partita così si chiude senza extrainning. La prima uscita in famiglia della Fortitudo 2011 si chiude in pareggio, facendo contente ambedue le squadre.

RITORNA EMILIANO DELUCCA CON “GOLDEN GLOVE” E CI PORTA ALLA SCOPERTA DI TIM “THE FREAK” LINCECUM

di EMILIANO DELUCCA

Dopo un periodo di riposo, ritorna il nostro “Special One” Emiliano Delucca con la sua rubrica di grande successo Golden Glove. Si riparte con la vita, i successi e la classe di uno dei lanciatori più forti degli ultimi decenni: Tim Lincecum.

The Freak. The Franchise. Seabiscuit. Nel baseball i soprannomi si sprecano, soprattutto quando sembri un bat boy ma lanci missili verso casa base. Chiamalo come ti pare tanto lui se la ride. Se la ride mentre spazza via un battitore con una fastball o lo fa girare come fosse una ciambella col suo cambio o con le sue palle curve. Chiamalo come vuoi, lui ride.

Timothy LeRoy Lincecum nasce il 15 luglio 1984 a Bellevue nello stato di Washington. I suoi genitori Chris e Rebecca avevano dato alla luce 4 anni prima il loro primogenito Sean. E’ una famiglia molto sportiva e come i genitori anche i figli amano lo sport.
Chris e Rebecca amano il rock e nei viaggi in auto ascoltano moltissima musica. Tim ha una memoria incredibile per i testi: impara una miriade di canzoni tanto che i suoi compagni di squadra lo chiamano “The Human Jukebox”.
Chris Lincecum lavorava alla Boeing. Aveva una fervida mente analitica nel progettare aeroplani, mente che aveva allenato fin da piccolo giocando a baseball. A soli sei anni lanciava già le palle curve, poi un grave infortunio alla schiena gli chiude le porte del professionismo.
Sean è il primo a beneficiare degli insegnamenti del padre. Alto e muscoloso, è un ottimo pitcher e letteralmente una belva sul campo da football.
Tim invece è piccolo e mingherlino, ma segue come un’ombra il padre e il fratello imitando tutto quello che vede. Il padre nota che ha il fisico perfetto per poter interpretare il suo caricamento di lancio che è unico nel panorama del baseball, anche se qualcuno, maliziosamente, sostiene che lo abbia copiato da Sandy Koufax.
Purtroppo per Sean la sua carriera si ferma per una brutta frattura ad un braccio,così i genitori si concentrano su Tim. La madre lo accompagna ad allenamenti e partite mentre il padre filma tutte le sue apparizioni sul monte e la sera a casa le riguardano per correggere eventuali errori nel caricamento e nel rilascio della palla.
Il problema di Tim era il suo fisico. Troppo esile e quando entrò alla Liberty High School di Renton era alto 1,50 e pesava 39 chili. Ma era incredibilmente snodato e molto forte muscolarmente.

Passa il primo anno nella squadra delle riserve con una media ERA di 0,73.
Molti allenatori di college gli mettono gli occhi addosso, fra cui Ken Knutson della Washington University.
Per tutta la stagione Tim si mantiene su ottimi livelli, tuttavia, proprio nella partita in cui gli scouts sono seduti fra il pubblico, il suo caricamento rasenta la perfezione e la sua velocità di lancio raggiunge le 90 miglia. I Chicago Cubs decidono di spendere per lui una scelta durante il draft, ma Tim declina e accetta la corte di Coach Knutson con la promessa che non avrebbe interferito nella sua meccanica di lancio, non che ce ne fosse bisogno per la verità.
I primi due anni al college sono impressionanti. Nella stagione da sophomore (ovvero al secondo anno) concede ai battitori solo un misero .179!
Cleveland lo sceglie al 42esimo giro ma ancora Tim declina e clamorosamente sceglie in estate di giocare nella Cape Cod League. Durante l’All Star Game della Lega,naturalmente con gli scout ad osservarlo, tocca le 98 miglia all’ora.
Comincia il terzo anno al college mantenendo una velocità media sulle 90 miglia con punte fino a 101!!

Nonostante tutto, le squadre MLB non sono convinte della sua tenuta in una squadra professionistica visto il suo fisico esile. Al draft 2006 i Giants lo scelgono col numero 10, ma nella relazione degli scout viene definito “il piccolo Tim”.
Il suo soggiorno nelle Minors è lungo quanto un battito di ciglia. In Singolo A gioca 4 innings con 10 K e solo una valida subita. San Francisco lo passa in A avanzato e lui ottiene un record di 3 vittorie e 0 sconfitte con 58 K in 34 innings.
Nel 2007 passa in Triplo A: in 31 innings subisce un solo punto e mai una valida con corridori in posizione punto. E’ pronto, non deve più provare nulla e Russ Ortiz si infortuna e Tim prende il suo posto.
Nel suo primo inning in MLB subisce due valide,due punti ma ottiene tre eliminazioni al piatto. A maggio ottiene la sua prima vittoria contro Colorado.
L’anno successivo il pitching staff dei Giants programma per lui allenamenti mirati per preservare quel braccio bionico capace di lanciare siluri nonostante la “piattaforma di lancio” sia molto ridotta.
Chi lo affronta e subisce fulminanti eliminazioni, come Lance Berkman e Conor Jackson, lo descrive come un pitcher “intoccabile” e che ti fa fare figure da pollo grazie ai suoi tre lanci micidiali e velocissimi.
A fine stagione ottiene 265 strike outs, 54 dei quali con soli tre lanci, record del 2008. Totalizza inoltre 10,5 K per 9 Innings e la più bassa media slugger nei suoi confronti,ma pareggia anche il record per i wild pitches (lanci pazzi),17. Ciò nonostante vince il Cy Young Award.
Il 2009 è simile. Ottiene un record di 15-7, media ERA di 2,48 e 261 K e il secondo Cy Young consecutivo diventando il primo giocatore della storia a vincere il riconoscimento nei primi due anni di carriera in MLB, anche se, qualche settimana prima di venire premiato, viene fermato dalla polizia e trovato in possesso di una piccola quantità di marijuana.
La stagione 2010 parte con 5 vittorie e 0 sconfitte, ma a maggio entra in slump, forse mancanza di confidenza o eccessiva rilassatezza.
Fatto sta che fino ad agosto le cifre non sono il massimo.
Ma con la fine di agosto finisce anche lo slump, per stessa ammissione di Tim molto più lungo di quello che avrebbe voluto. Settembre si chiude con 5 vittorie e 1 sconfitta e si vola alla post season!

Alla sua prima partita di playoffs contro i Braves lancia uno shutout (gara senza subire punti) subendo solo due valide e ottenendo 14 eliminazioni al piatto, record assoluto per i Giants nella post season e annienta nientemeno che Halladay nella sua successiva partenza regalando la vittoria per 4-3 a San Francisco in gara 1 della NLCS.
Ed eccoci alle World Series. Gara 1 è una passeggiata per Tim che, dopo una partenza mostruosa, viene chiamato nel dug out per riposarsi. Il resto del lavoro lo compie il bullpen e San Francisco vince gara 1 contro Texas 11 a 7.
L’1 novembre 2010 ad Arlington, in Texas, San Francisco si gioca il suo primo match per vincere il titolo e capita nelle mani più sicure che ci siano…lancia The Freak!
Tim lancia 8 innings, subisce 3 valide fra cui un solo homer e ottiene 10 K. I Giants vincono per la prima volta le World Series grazie al suo Seabiscuit.

Chiamalo come vuoi…The Freak, The Franchise…chiamalo come vuoi, tanto lui se la ride e ridendo…diventa The Champ!

LA FORITUDO BATTE IN TRE GARE NETTUNO E VINCE COPPA ITALIA&PASS EUROPEO 2011

dal Gianni Falchi di Bologna, DANIELE MATTIOLI

Dopo la sconfitta in gara uno, la Fortitudo riesce nell’impresa: prima impatta la serie e poi vince la sfida decisiva che vale trofeo e qualificazione alla prossima Coppa Campioni. Vittorie per Betto e Mazzocchi. E ora Final Four di Barcelona!

Ci sono squadre che dopo aver perso un Finale Scudetto alla settima gara e per un punto, non si risollevano, soprattuto se escono sconfitte anche nella prima gara della Finale di Coppa Italia.
Esistono, formazioni che, invece, hanno “gli attributi” di riprendere il cammino, lì dove si erano fermati. In quest’ultimo caso stiamo parlando ovviamente della Fortitudo Bologna. Persa la Finale Scudetto al termine di uno spettacolare duello durato sette sfide, e sotto una a gara a zero nella Finale di Coppa Italia che vale l’Europa, la squadra allenata dal Manager Marco Nanni è ritornata la formazione che tutti abbiamo ammirato nel corso della stagione ed ha invertito un trend che diceva una vittoria nelle ultime cinque partite prima di ieri pomeriggio.
Sono arrivate la devastante vittoria in gara 2, terminata all’ottavo inning con il punteggio di 10 a 0 e dove ha brillato ancora una volta la stella di Fabio Betto, autore di sette riprese dove ha concesso solo tre valide, battendo il quotatissimo Carlos Richetti, e la vittoria in gara 3, la sfida decisiva, grazie ad un bella prova di Renè Mazzocchi sul monte e di un attacco concentrato su ogni singola palla e che ha visto in Joe Mazzuca uno dei trascinatori. Per il terza base Fortitudo, congedo spettacolare in quanto la gara giocata ieri sera è anche l’ultima della stagione con la maglia bolognese in stagione in quanto non sarà a Barcelona per le Final Four di Coppa Campioni per motivi famigliari.
A proposito di Coppa Campioni, il trofeo vinto dalla squadra allenata da Marco Nanni garantisce la qualificazione al prossimo turno di qualificazione della Champions 2011, dove per il terzo anno consecutivo la Fortitudo Bologna parteciperà a testimonianza delle qualità della squadra e della società.

17/9/2010: GARA 1, FORTITUDO BOLOGNA vs DANESI NETTUNO 3 a 4 (10°)
E’ un doppio al centro di Beppe Mazzanti nel corso della decima ripresa a dare la vittoria alla Caffè Danesi Nettuno nella prima sfida della Finale di Coppa Italia. Ottima gara dei lanciatori partenti, Cillo per Bologna, Hernandez per Nettuno, con la Fortitudo che in vantaggio 3 a 2 dopo due terzi di gara non ha saputo mantenere il risultato.

18/9/2010: GARA 2, DANESI NETTUNO vs FORTITUDO BOLOGNA 0 a 10 (8°)
Un attacco finalmente cinico e spietato, un Betto fenomenale sul monte e la Fortitudo vince 10 a 0 e in otto inning la sfida pomeridiana e impatta la serie. Gara che ha visto dal primo inning avanti Bologna con un Joe Mazzuca autore di 3 RBI. Per il Nettuno pesa la prova non sufficente di Richetti, non aiutato però dalla difesa che ha commesso ben 5 errori difensivi.

18/9/2010: GARA 3, DANESI NETTUNO vs FORTITUDO BOLOGNA 2 a 5
Sono circa le 0.20 quando Stefano “Bidi” Landuzzi, capitano della Fortitudo, alza il trofeo al cielo. Bologna vince la Coppa Italia, seconda in tre anni, e si qualifica per la Coppa Campioni 2011. Grande prova sul monte di lancio di Renè Mazzochi e salvezza di Fabio Milano, con Joe Mazzuca che si congeda nel migliore dei modi battendo un bel 4 su 4 nel box di battuta. Ottimo l’apporto di tutta la squadra nel box, capace di battere 12 valide totali. Per il Nettuno, pesano i cinque rimasti in base tra sesta e settima ripresa, quando il punteggio era sul 5 a 2 per Bologna e la rimonta ancora fattibile. Per la Fortitudo ora parte l’avventura spagnola e l’assalto alla Coppa Campioni 2010.

IL PUNTO DELLA SITUAZIONE IN CASA FORTITUDO DOPO LA PRIMA PARTITA DI POULE SCUDETTO

di DANIELE MATTIOLI

Dopo la grande vittoria di mercoledì sera, la Fortitudo gioca a Parma la seconda gara di Poule Scudetto. Cillo contro Burlea sul monte. A San Marino, la squadra del Titano cerca il bis contro il Rimini.

Non si può neanche festeggiare la grande vittoria ottenuta mercoledì sera al quattordicesimo inning (decisiva la battuta di Alaimo), che la Fortitudo Bologna deve ritornare in campo questa sera nella seconda sfida di Poule Scudetto contro il Cariparma.
Seconda e terza sfida che si giocheranno in terra ducale in virtù del miglior piazzamento in Regular Season ottenuto dalla formazione allenata da Gilberto Gerali.
I Campioni in Carica della Fortitudo faranno partire sul monte di lancio Cody Cillo con Yulman Ribeiro pronto a entrare dal bullpen, ma hanno sempre il dubbio Infante, infortunatosi con la nazionale durante gli Europei, che non ha ancora recuperato. Sembra ancora azzardato vederlo in campo questa sera, più probabile domani, anche se molto dipenderà da quanto detto dai medici.
Sarà Mihail Burlea invece il partente per il Cariparma, che ha utilizzato Grifantini e Cicatello nella sfida di mercoledì e che, quindi, saranno pronti come rilievi.

Nell’altra sfida di questa Poule Scudetto 2010, la T&A San Marino tenterà di portare a casa la seconda sfida di questo Round Robin, dopo aver espugnato 4 a 1 (vincente Bonilla, perdente Bower, fuoricampo per De Biase) la Casa dei Pirati mercoledì sera. Rimini affiderà la pallina a Enorbel Marquez, San Marino probabilmente a Tiago Da Silva.

GOLDEN GLOVE: PARTE LA SECONDA STAGIONE DELLA RUBRICA DI EMILIANO DELUCCA CON LA VITA E LE GRANDI GIOCATE DI GRADY “SUPERMAN” SIZEMORE

di EMILIANO DELUCCA

Dopo il grandissimo successo ottenuto dalla prima stagione, torna, a grande richiesta, la rubrica Golden Glove, con la seconda stagione. A curarla? Sempre il nostro “Special One” Emiliano Delucca!

Grady Hustle… L’incessante Grady.. Questo è l’appellattivo che i tifosi di Cleveland hanno dato a Grady Sizemore e gli calza come un guanto!
Corre, lotta, difende e batte come se stesse sempre giocando l’ultimo inning della sua carriera. Non molla mai un centimetro, sia quando deve prendere una flyball, sia quando gira il sacchetto di seconda per sfrecciare verso la terza.
Non ti piace come gioca Sizemore? Probabilmente non ti piace il baseball!

Grady Sizemore III nasce il 2 agosto 1982 a Seattle. Sua madre Donna è una commercialista e il padre Grady II un assicuratore.
Il papà incoraggia il figlio a praticare ogni sport possibile, nonostante lui sia stato un eccellente giocatore di baseball a livello collegiale.
Grady comincia a giocare a baseball a 18 mesi quando i suoi genitori gli regalano una mazza giocattolo. La prende in mano e la sua stance è talmente perfetta che suo padre gli scatta una foto.
Se fate un salto a Everett, nello stato di Washington,ed entrate a casa Sizemore vedrete quella foto campeggiare in formato gigante nel loro salone…
Adora il baseball, il basket e il football ed è anche un coscienzioso studente in grado di organizzarsi sia per gli allenamenti che per gli studi.
Entra alla Cascade High School nel 1996 e fa parte della squadra di basket e.. non era insolito vedere Grady fare i compiti negli intervalli delle partite!
Diventa velocemente una star della squadra di baseball allenata da coach Bob Smithson e un ottimo multiruolo per quanto riguarda il football. Nell’autunno del ’99, da senior, è già alto 1,89 e pesa 100 kg circa e gioca indifferentemente da quarterback e da running back. Tutt’oggi detiene il record assoluto di yards corse e di intercetti della Cascade.
Parecchie università gli mettono gli occhi addosso, Arizona State e University of California su tutte.
Ma Grady vuole fortemente la University of Washington e scrive una lettera di intenti all’università dicendo di volere giocare quarterback per gli Huskies di coach Neuheisel.
Nell’aprile 2000 comincia perciò quella che potrebbe essere la sua ultima stagione da giocatore di baseball. Dice che solo “un’offerta che non si può rifiutare” gli farebbe cambiare idea sul suo destino da quarerback…
Lui fa in modo che questa offerta si concretizzi…batte .457 con 7 fuoricampo, 20 RBI e 24 basi rubate..
Sebbene non fosse fra i 100 migliori prospetti delle High Schools molti scouts lo avevano in cima alle loro liste.
Gli Expos lo chiamano al terzo giro e gli offrirono un bonus di 2 milioni di dollari per non andare al college.
Vi lascio immaginare la faccia di coach Neuheisel quando gli dissero che il suo futuro quarterback sarebbe andato a giocare nelle Minors.
Si narra che la reazione più composta sia stata il ribaltamento del tavolo… il resto non si può raccontare per non offendere le persone più impressionabili…
Comincia la stagione nei Brevard County Manatees nella Florida State League e a fine giugno gli arriva la notizia che i Brewers hanno intenzione di inserirlo in uno scambio con Cleveland.
Milwaukee inserisce Grady in una trade di cui fanno parte anche Cliff Lee, Brandon Phillips e Lee Stevens per avere in cambio Bartolo Colon e Tim Drew.
L’intera famiglia Sizemore rimane di sasso…perchè mettere un bonus di 2 milioni di dollari su Grady per poi scambiarlo alla prima occasione..?
A conti fatti Cleveland può essere un buon posto per lui… dopo aver dominato l’American League negli anni 90, gli Indians stanno ricostruendo una squadra fondata su giovani prospetti…Eric Wedge è pronto a dargli fiducia.
Il 2003 lo passa tutto in AA negli Akron Aeros battendo .304 con 26 doppi, 11 tripli e 13 fuoricampo..
Dopo uno spettacolare spring training nel 2004 Grady sembra pronto per il grande salto, ma Cleveland lo manda in AA a Buffalo.
A luglio però il telefono suona e arriva la grande occasione. In sole 43 partite batte .246 con 12 extrabasi. Quello che impressiona è l’incredibile istinto difensivo che gli fa intuire dove finirà una fly non appena la pallina si invola verso di lui.
Il 2005 è la sua prima stagione in Major. Complice l’infortunio di Juan Gonzales durante la prima gara diventa titolare fisso all’esterno.
Ozzie Guillen, dopo averlo visto in azione a Milwaukee, gli diede il soprannome di Superman.. E Superman comincia davvero a volare.. A fine stagione diventa, insieme al grande Roberto Alomar, l’unico giocatore della Tribù (ovvero degli Indians) ad aver messo a segno 20 doppi, 10 tripli, 20 Fuoricampo e 20 basi rubate in una stagione.
Cleveland capisce con chi ha a che fare e gli offre un contratto di 6 anni a quasi 24 milioni di dollari con opzione per il 2012!
Grady gioca la sua stagione migliore nel 2006. Disputa tutte e 162 le partite di regular season, batte .290 con 28 Home Run, 76 RBI, 53 doppi, 11 tripli e 22 basi rubate.
Sizemore diventa uno dei soli due giocatori della storia ad ottenere queste cifre!
L’anno successivo batte 4 fuoricampo nelle prime sei partite e in tutta la stagione commette solo due errori vincendo a mani basse il suo primo Gold Glove.
Anche Superman a volte deve fermarsi…dopo 382 partite consecutive una banale distorsione alla caviglia lo mette ai box per un breve periodo, ma questo non lo ferma dal diventare l’unico giocatore della MLB che nel quadriennio 2004-2008 ad ottenere almeno 20 fuoricampo e 20 basi rubate in ogni stagione e a vincere il suo secondo Golden Glove e il suo primo Silver Slugger Award.
Nella passata stagione il suo fisico risente di un piccolo infortunio avuto durante lo spring training.
Batte comunque il primo grande slam del nuovo Yankee Stadium ma il 9 settembre, dopo una stagione al di sotto dei suoi standard, Grady deve operarsi al gomito sinistro.
Una settimana dopo viene operato anche di ernia, strascico del piccolo infortunio della primavera.
Quest’anno Sizemore sembra essere tornato in perfetta forma così come il suo grande amico Pronk, alias Travis Hafner.

Superman vola ancora a recuperare palline impossibili, le butta fuori quando è al piatto…supera la seconda per correre come il vento verso la terza…
Se a qualcuno non piace come gioca Superman…beh, forse è meglio che si procuri un po’ di kriptonite.