PARTE DOMANI L’AVVENTURA DELLA NAZIONALE ITALIANA NEGLI USA

di DANIELE MATTIOLI

Parte domani la stagione della nazionale italiana di baseball che effettuerà per due settimane uno stage in Florida. Sono previste amichevoli contro squadre di Major League, che stanno svolgendo lo Spring Training. Esordio in azzurro, come allenatore per Marco Nanni.

Riparte la stagione del grande baseball italiano e riparte con la nazionale azzurra. La squadra allenata da Marco Mazzieri, infatti, sarà impegnata in uno stage di due settimane (da domani, primo marzo, al tredici) in Florida, USA, e precisamente a Vero Beach.
La nazionale italiana, vittoriosa lo scorso anno dell’Europeo e terza alla Coppa Intercontinentale (primo podio mondiale nella storia del nostro batti e corri), sfrutterà la vicinanza ad alcuni camp di squadre della Major League, anche loro i fase di preparazione in vista della nuova stagione, per svolgere alcune gare amichevoli. Tra le possibili avversarie, i New York Mets e i Washington Nationals.

Da ricordare la presenza di due nuovi coach nello staff azzurro, sempre guidato dal Manger Mazzieri. Stiamo parlando del Manager della Fortitudo Bologna Marco Nanni, qui Bench Coach, e di Frank Catalanotto. Per l’ex giocatore di Major League è arrivata subito la possibiltà di ritornare sui campi da gioco, dopo il ritiro nella passata stagione.

Questi i convocati per lo stage oltreoceano della nazionale:
Lanciatori: (11) Corradini, Grifantini, Cicatello (Parma), Matteo Pizziconi, Richetti (Nettuno), Di Roma (Rimini), Cooper, Giovanni D’Amico e Oberto (Grosseto), Cillo (Bologna), Da Silva (San Marino)
Ricevitori: (3) Reginato (San Marino), Bertagnon (Parma), Angrisano (Fortitudo BO)
Interni (7): Vaglio, Sgnaolin (Grosseto), Sambucci (Parma), Infante (Fortitudo BO), Pantaleoni e Ramos Gizzi (San Marino), Santora (Rimini)
Esterni (5) Chiarini (Rimini), Zileri e De Simoni (Parma), Ambrosino e Caradonna (Nettuno).

 

I TOP E I FLOP DEL 2010 PER IL SITO GRANDESLAM

Sembra ieri quando i New York Yankees battevano in gara 6 i Philadelphia Phillies vincendo il titolo 27 della loro storia e chiudendo la stagione del baseball 2009. Ora siamo qui, un anno dopo, pronti a raccontare quello che è successso in questo 2010 del batti e corri. Lo facciamo in un modo singolare, con un Top 3 e Flop 3 realizzata da tutti i collaboratori del sito, per diversi settori: in Italia, in Europa, in MLB e nel Mondo.

TOP & FLOP 2010 PER IL SITO GRANDE SLAM

Prima di partire con le valutazioni di coloro che collaborano per il sito, ecco i pensieri sul meglio del 2010 in MLB di alcuni nostri lettori:
Alessandro Cuomo scrive: Nell’ Opening Day di Mlb la giocata di Buehrle, lanciatore dei White Sox, in mezzo alle gambe per eliminare il battitore che stava correndo in prima base.
Roberto Mantovani dice: In assoluto Gallaraga col suo perfect….. Negato dall’errore arbitrale.
Ma ancora di più il pianto dello stesso arbitro distrutto dal dispiacere il giorno dopo quando si è incontrato col giocatore.
Spettacolare, emozionante e perfetto esempio sul significato del vero spirito sportivo Americano.

Ecco come la pensiamo noi, invece:

DANIELE MATTIOLI

TOP 3 IN ITALIA

1 – Emilia al potere
Una finale solo emiliana non la si vedeva dal lontano 2003, anno della vittoria della Fortitudo Bologna sulla Comcor Modena in cinque partite. Quest’anno la squadra bolognese è arrivata a pochissimo dal vincere il secondo titolo consecutivo dopo quello del 2009, ma ha trovato un Parma Baseball duro a morire, che ha vinto il tricolore (decimo della storia) dopo sette lunghe e appassionanti sfide. Tutte all’insegna del “Made in Emilia”.
2 – Bidi&Fabio
Al secondo posto della classifica, metto Bidi Landuzzi e Fabio Betto. Il motivo? Il primo dopo una carriera sempre a Bologna ha deciso di appendere il guanto al chiodo e mancherà molto al baseball giocato, mentre Fabio Betto ha raggiunto quest’anno il record delle 100 vittorie in Serie A. Il secondo posto a pari merito è meritato.
3 – Le Franchigie
Finalmente sono arrivate e hanno portato un filo d’aria fresca nel mondo del baseball giocato. Certo c’è ancora qualcosa da perfezionare, ma come primo anno, non c’è da lamentarsi.

TOP 3 IN EUROPA

1 – Venticinque anni dopo
Juan Pablo Angrisano batte lungo e profondo dove l’esterno avversario non può arrivare. Ramos segna punto a casa e la Fortitudo Bologna è campione d’Europa venticinque anni dopo. Merito di una squadra e di uno staff tecnico che non molla mai e riporta a casa la terza coppa europea della storia, recuperando lo svantaggio alla decima ripresa. Epici.
2 – Lunga vita a Sua Maestà
Trascinatore contro il Minolta Pioniers e vincitore con due prova da “extraterrestre” nelle sfide contro gli spagnoli del San Boi e il San Marino nella semifinale delle Final Four di Barcelona: signori e signore Jesus Matos, il migliore lanciatore dell’Europa intera.
3 – Germania in crescita
Nessuno l’avrebbe detto, ma dopo aver parlato con Dustin Bergman nel girone eliminatorio di Brno e averli visti giocare, i tedeschi dell’Heidheneim sono stati la vera sorpresa dell’annata del baseball europeo andando vicini ad una vittoria storica. Sará per la prossima volta.

TOP 3 NEGLI STATES

1 – Il trio delle meraviglie
Metti assieme tre lanciatori del calibro di Tim Lincecum, Matt Cain e Madison Bumgarner e un box di battuta presente al momento giusto e capirai perché i San Francisco Giants sono i nuovi campioni del mondo. Facendo impazzire la baia e la California.
2 – Roy Halladay
Doc Roy scrive una nuova pagina di storia del baseball firmando un perfect game in Regular Season e una No Hit al suo esordio ai Playoff. Philadelphia se lo coccola e punta a ritornare grande con i suoi lanci. Chapeau.
3 – Dai Alex, Dai
Essere tra i 40 giocatori chiamati a far parte dello Spring Training dei Seattle Mariners è motivo di prestigio e vuol dire che sei ad un passo dal baseball vero e proprio. E allora dal prossimo marzo tutti a fare il tifo per Alex Liddi sperando che riesca a coronare il suo sogno. In attesa che anche Ale Maestri dimentichi il 2010 e riparta alla grande con il doppio A dei Chicago Cubs.

TOP 3 NEL MONDO

1 – Storici
Terzo posto alla Coppa Intercontinetale e primo all’Europeo: la nazionale italiana ha fatto quello che non ha mai realizzato in precedenza, vicendo la prima medaglia extraeuropea e ritornando sul tetto d’Europa tredici anni dopo. La storia è stata scritta.
2 – Orange
D’accordo che sono arrivati secondi in Europa, ma hanno messo paura a Cuba nella Finale della Coppa Intercontinentale dimostrando come l’Europa del Baseball sia in ottime condizioni.
3 – Pedro Lazo
Dopo tantissimi anni di gioco, si ritira uno dei più grandi campioni di questo sport. Cuba e il baseball mondiale perdono uno grandissimo del batti e corri.

FLOP 3 IN GENERALE

1 – I media italiani
Se ne potrebbe parlare per ore e ore, ma la pubblicità che ha il baseball su giornali e televisioni è veramente imbarazzante confrontandolo con altri sport. L’esempio più eclatante è stato per la Coppa Intercontinentale. La Rai che fine ha fatto? D’accordo che la diretta live poteva avere un costo esagerato, ma almeno la trasimissione in differita potevano farlo.
2 – Risse in IBL
D’accordo, a volte succede e tutto ciò è normale, ma vedere quello che è successo nelle Finali IBL è veramente triste, soprattutto con tanti spettatori sugli spalti. Sentire poi i fischi attribuiti (senza motivo) ad un campione come Jesus Matos in gara 7 a Parma, ti fanno capire come girano effettivamente le cose.
3 – Gli arbitri in Italia
Troppo protagonisti, a volte sembrano messi lì per sbaglio. Se si vuole avere credibilità, bisogna partire da loro.

EMILIANO DELLUCCA

TOP 3 IN ITALIA

1 – Parma Baseball
Niente da dire: hanno vinto il campionato, complimenti a loro.
2 – Fortitudo Bologna
Finale Scudetto persa in gara 7 e vittoria in Coppa Italia. La davano per messa male, invece…
3 – Juan Pablo Angrisano
Catcher come lui in Italia non ce ne sono.

TOP 3 IN EUROPA

1 – Bidi Landuzzi
Grazie di tutto Capitano!!!
2 – Fortitudo Bologna (di nuovo)
Campione d’Europa dopo oltre 20 anni: che dire di più?
3 – Heidenheim Heidekopfe
La grande sorpresa d’Europa. Il baseball tedesco cresce vertiginosamente e loro ne sono la dimostrazione. Ti aspettavi gli olandesi invece…

TOP 3 NEGLI STATES

1 – Tim Lincecum
Vincitore di gara 1 e gara 5, ha spazzato via tutti i battitori affrontati. Non the Freak ma the Champ!
2 – San Francisco Giants
Riescono finalmente a vincere le World Series da quando si sono trasferiti sulla baia. Complimenti!
3 – Texas Rangers
In uno stato dove il football la fa da padrone loro sono riusciti ad arrivare fino in fondo. Sarà per la prossima ragazzi.

TOP 3 NEL MONDO

1 – Italia
Finalmente schiantati gli olandesi con personalità e grande gioco. Un anno da incorniciare per il baseball italiano. Un nuovo rinascimento.
2 – Olanda
Sempre lì e sempre quelli da battere. Costanti.
3 – Germania
Il baseball tedesco cresce, merito di un’ottima programmazione.

FLOP 3 IN GENERALE

1 – Risse in finale IBL
Gradiremmo non vedere più giocatori aggrediti da entrambe le tifoserie, dita medie verso il pubblico o altri giocatori, fischi vergognosi verso campioni stimati. Basta così, grazie.
2 – Arbitri
Dilettanti allo sbaraglio.
3 – World Series 2010
Complimenti alle due franchigie che si sono guadagnate il diritto di andare in finale, ma il livello di gioco è stato veramente a volte pietoso. Ho rimpianto New York e Philadelphia.

MARA MENNELLA

TOP 3 IN ITALIA

1 – Sistema franchigie
Il propulsore più adatto per far crescere il Baseball in Italia (ovviamente quando sfruttato e gestito nel modo corretto).
Ha permesso di non far sparire le realtà più piccole e di allargare ancora di più quelle più affermate, dando ai giovani maggiori possibilità di entrare nel circuito della IBL.
2 – Parma
Campionessa d’Italia e giustamente premiata per un progetto a lungo termine che ha finalmente portato i suoi frutti.
3 – I 14 inning di Parma vs Bologna nella Post Season
Posso dire con orgoglio che io, quel 4 agosto, c’ero. Insieme alla mia inseparabile coperta, al mio compagno di avventure, a patatine, coca cola, birra e hot dog ho assistito ad una delle partite più emozionanti. Quattro ore e quindici minuti con il fiato sospeso, in uno stadio stracolmo e sempre vivo che non ha mai abbandonato i suoi giocatori.

TOP 3 IN EUROPA

1 – Italia
Maledetto campanilismo. Ma se siamo campioni d’Europa e abbiamo battuto Taiwan e Giappone un motivo c’è.
2 – L’Europeo vinto dall’Italia
Scappare dal lavoro, cercare una tv con satellite, vedere l’Italia che domina l’Olanda e poi spiegare perché stai facendo i salti di gioia non ha prezzo.
3 – Olanda
Nutro una certa simpatia per i nostri eterni rivali del nord. Ho avuto la possibilità di seguirli per qualche giorno in occasione della BWC 2009: (quasi) tutti gentili, simpatici e disponibili.

TOP 3 NEGLI STATES

1 – San Francisco Giants
Come non citare i vincitori delle World Series? Saranno state le più noiose da anni, ma perdere ore di sonno per vedere i club più forti degli USA è stato entusiasmante e da veri malati di baseball.
2 – Roy Halladay
Un perfect game nella regular season e una no-hit nel post season per il lanciatore dei Philadelphia Phillies, giustamente entrato nella storia.
3 – Jennie Finch
Una delle donne più belle che abbia mai visto che si “allontana” temporaneamente dal softball per dedicarsi alla sua famiglia. Vincitrice di mondiali e Olimpiadi, con estrema umiltà saluta il suo sport e i suoi tifosi, ma senza dire loro addio. Ritornerà?

TOP 3 NEL MONDO

1 – Usa
2 – Cuba
3 – Venezuela

Sono semplicemente le nazionali per me più rappresentative, quello a cui penso subito quando si parla di baseball. Come l’Utalia è uguale al calcio.

FLOP 3 IN GENERALE

1 – Poca visibilità (comunque maggiore rispetto agli anni passati).
2 – Il riconoscimento di fatiche e sacrifici che spesso non c’è stato.
3 – La mancanza di solidarietà: è uno sport minore, siamo più o meno tutti nella stessa barca.

RUBEN HERNANDEZ

TOP 3 IN ITALIA

1 – La No Hit di Jim Brower
Iniziare la propria avventura in Italia con una gara del genere in trasferta sul campo del Grosseto dice tanto.
2 – La tripla corona di Carlos Duran
Era da tempo che un giocatore non si aggiudicava questo premio: miglior battitore, fuoricampista e battitore di punti battuti a casa. Tanta roba.
3 – Marcos Yepez
Una stagione regolare normale, ma poi è venuto fuori quando contava ovvero nella fase finale. Se Parma ha vinto, deve tantissimo a lui.

TOP 3 IN EUROPA

1 – Fortitudo Bologna
2 – T&A San Marino
3 – Barcelona

TOP 3 NEGLI STATES

1 – Perfect Games
Le gare perfette di Roy Halladay e Dallas Braden. Grandissimi.
2 – Il grande slam di Nava
Esordire in Major League battendo un grande slam è il sogno di tutti. E’ successo a Daniel Nava con i Red Sox. Bravissimo.
3 – Le World Series 2010
Complimenti ai campioni dei San Francisco Giants e ai Texas Rangers. Anche se la qualità non è stata elevata, sono stati molto bravi ad arrivarci.

TOP 3 NEL MONDO

1 – Italia
2 – Olanda
3 – Germania

FLOP 3 IN GENERALE

1 – La Nazionale spagnola all’Europeo 2010
2 – Il Quasi Perfect Game di Armando Gallaraga, deciso da un errore arbitrale.
3 – Gli arbitraggi in generale.

LORENZO BELLOCCHIO

Da fotografo, partirei dicendo che una delle foto più brutte è quella riguardante la rissa in gara 4 delle Finali IBL tra Parma e Bologna, ma voglio parlare di quella foto che per me è la più bella. Ovvero quella della Coppa Campioni 2010, vinta dalla Fortitudo Bologna.

E OVVIAMENTE BUON 2011 A TUTTI DA PARTE DELLO STAFF DEL SITO GRANDE SLAM: IL BASEBALL VISTO DA UN TIFOSO!

INTERVISTA INEDITA E IN ESCLUSIVA AD ALESSANDRO MAESTRI, PORTABANDIERA DEL BASEBALL ITALIANO NEGLI USA

di DANIELE MATTIOLI

Alessandro Maestri, lanciatore della nazionale italiana e portabandiera del baseball italiano negli USA, si racconta al sito Grandeslam in un’interivsta inedita e in esclusiva. Parliamo con lui della Coppa Intercontinentale e della sua avventura con i Chicago Cubs, ripercorrendo anche la sua carriera di giocatore.

Quando c’è da scrivere la storia, lui è sempre presente. Lo è stato tre anni addietro contro gli USA ai Mondiali, dove chiuse la partita alla grande dando all’Italia il primo successo della storia contro la formazione a stelle e striscie e si è ripetuto qualche settimana fa durante la Coppa Intercontinentale. E’ stato infatti Alessandro Maestri a consegnare la medaglia di bronzo alla nazionale italiana (primo podio della storia in una competizione internazionale per gli azzurri) salvando il risultato nella Finale per il terzo/quarto posto contro Taiwan, in un ultimo inning thrilling. E proprio il lanciatore azzuro è il nostro intervistato della settimana e con lui non si è parlato solo di nazionale, ma anche tanto della sua avventura negli USA, dove sta cercando di ritagliarsi uno spazio importante nella Franchigia dei Chicago Cubs.

DANIELE MATTIOLI: Ciao Ale.
ALESSANDRO MAESTRI: Ciao a tutti.

DANIELE MATTIOLI: Iniziamo la nostra intervista commentando assieme l’ultima giocata da te realizzata e divenuta importantissima per la storia del baseball italiano: l’ultimo inning della sfida contro Taiwan, nella finale per il terzo posto della Coppa Intercontinentale.
ALESSANDRO MAESTRI: Beh che dire. Diciamo che ho voluto rendere il finale ancora piu interessante di quello che era già. Da un out e nessun corridore in base, sono arrivato a basi piene con 2 out. Sono stato bravo ad andare subito in vantaggio con l’ultimo battitore, 2 strike e 0 ball, cercando di metterlo sulla difensiva. Su una fastball esterna ha poi battuto una rimbalzante che è finita dritta dritta nel mio guantone. Non mi è rimasto nient altro da fare che passare la palla a Sambucci che difendeva il sacchetto di prima ed iniziare a festeggiare. Una bella emozione.

DANIELE MATTIOLI: Prima di Taiwan, qualche giorno addietro, era arrivata la primissima vittoria della storia contro il Giappone, impegnato con una squadra formata da giocatori professionisti. Avete dimostrato come poter scrivere la storia in brevissimo tempo.
ALESSANDRO MAESTRI: Sì, proprio dopo la partita contro il Giappone è dove forse ci siamo resi conto che avremo potuto dire la nostra contro tutte le squadre presenti al torneo. Cillo ha lanciato una partita incredibile, era un piacere vederlo sul monte, la difesa ha fatto il lavoro e l’attacco è riuscito a darci quei 3 punti che sono serviti a fare la differenza! Grandissima partita!

DANIELE MATTIOLI: Parlando sempre della competizione, quello raggiunto dall’Italia è un risultato storico, nonostante alla vigilia c’erano stati commenti scettici da parte di altre testate sulle convocazioni fatte e sulla possibilità di passare il turno. Quale è stato, secondo te, il segreto di questo grande successo?
ALESSANDRO MAESTRI: Premettendo che lo scetticismo della gente mai è mancato e mai mancherà, io penso che gran parte del merito vada a Marco Mazzieri. Un allenatore deve forse anche essere un pò psicologo con i propri giocatori e cercare di tirare fuori il massimo da ognuno. Lui secondo me è molto bravo in questo. E’ bravo a motivare, a far dimenticare in fretta brutte partite e girare pagina, a sorvolare su gli errori fatti (perche sono cose che capitano nel baseball) e a trasmettere positività, pensando sempre avanti. Non sono sempre solo i nomi a fare la differenza, spesso è l’atteggiamento che i giocatori hanno in campo che la fanno.

DANIELE MATTIOLI: Concludendo l’argomento nazionale, sei stato protagonista anche dell’altro storico successo della nazionale italiana ai Mondiali del 2007, contro gli Stati Uniti. In quell’occasione hai chiuso la partita eliminando al piatto Jayson Nix, quando le basi erano tutte piene. Che ricordo hai di quel momento?
ALESSANDRO MAESTRI: Anche quella volta ero finito a basi piene con due out! (ride NDI) Un altro bellissimo ricordo. Un’altra partita in cui tutti avevano dato tutto quello che avevano. La partita è finita con uno strike out, in quell ultima dritta, ho cercato di metterci tutta la forza che avevo, ed è andata bene!

DANIELE MATTIOLI: Arriviamo ora a parlare della tua stagione in Doppio A con i Tennesse Smokies, dove sei ritornato dopo una breve apparenza in Singolo A Avanzato. Potremmo azzardare che quella che hai passato, è stata forse la prima vera annata difficile per te negli States?
ALESSANDRO MAESTRI: Si quest’anno non è andata esattamente come sperato ad inizio anno. Diciamo che i primi 3 mesi di campionato ho fatto molta fatica. E’ il primo anno che vado in contro a cosi tanta difficolta, diciamo che mi sono un po perso soprattutto a livello mentale. Sono cose che capitano nel baseball come in tutti gli sport. L’importante è una volta superato l’ostacolo cercare di capire perchè è successo.

DANIELE MATTIOLI: In cosa dovrai lavorare in questa off season per ritornare in forma l’anno prossimo?
ALESSANDRO MAESTRI: Quest’inverno cercherò di concentrarmi di piu sulla meccanica, per cercare di avere un caricamento piu costante sul monte, che mi permetterà di fare meno errori.

DANIELE MATTIOLI: Quello appena trascorso è stato il tuo quinto anno negli USA, dove dal 2006 sei entrato a far parte della Franchigia dei Chicago Cubs. In questa circostanza sei stato firmato, primo ad esserlo, quando eri all’Accademia del Baseball di Tirrenia. Cosa hai pensato quando hai saputo di andare a giocare nel paese dove il baseball non è semplicemente uno sport, ma una religione?
ALESSANDRO MAESTRI: Diciamo che quando ho firmato di pensieri ne ho avuti tanti, molto spesso mi chiedevo come sarebbe stato, non riuscivo ad immaginarmelo molto bene nella mia mente. Insomma i dubbi erano tanti, non ero sicuro di essere all’altezza, o di quanto sarei riuscito a rimanere oltreoceano. L’unica cosa certa che mi ero promesso era il fatto che avrei dato tutto quello che avevo per cercare di fare durare l’esperienza il piu possibile.

DANIELE MATTIOLI: Quanto è importante, proprio in virtù di ciò, la possibilità di avere un centro federale dove poter far crescere ragazzi che forse seguiranno le tue orme?
ALESSANDRO MAESTRI: Un centro federale come l’Accademia è senza dubbio un mezzo per maturare piu in fretta come giocatore. A me ha aiutato tantissimo.

DANIELE MATTIOLI: Si potrebbe parlare per ore di quanto è successo in questi anni in America, ma preferiamo far stillare a te una top three della tua avventura negli States. Quale sarebbe?
ALESSANDRO MAESTRI: Al primo posto l’annata del 2007 a Peoria. La migliore che ho avuto; sono riuscito ad essere costante per praticamente tutto il campionato. Al secondo la partita giocata in Major durante una partita di Spring Training contro gli Oakland Athletics, dove ho lanciato un inning e ho affrontato Orlando Cabrera (strike out), Matt Holliday (strike out), Jason Giambi (valida) ed Eric Chavez (strike out). Al terzo riunirei forse tutte gli altri piu o meno piccoli episodi che magari al momento mi sfuggono ma che hanno caratterizzato tutti questi 5 anni.

DANIELE MATTIOLI: Nel corso di questi anni, hai avuto la possibilità anche di essere convocato con i Chicago Cubs nel corso dello Spring Training e anche di giocare in squadra, come in Doppio A, con un grande come Geovany Soto, ricevitore della squadra di MLB. Che impressione ti hanno fatto?
ALESSANDRO MAESTRI: Beh lanciare con giocatori come lui dietro il piatto è fantastico, a partire dal target che ti offrono e alla sicurezza che ti danno. Tra l’altro Soto è un ragazzo molto simpatico, ogni volta che mi vede mi chiama Spaghetti.

DANIELE MATTIOLI: Chiudiamo il discorso MLB, chiedendoti un commento sulle World Series appena concluse. Giusto il risultato finale, con i San Francisco Giants vittoriosi?
ALESSANDRO MAESTRI: Devo essere sincero, non sono riuscito a seguire le World Series cosi bene quest’anno. Sono sicuro che ha vinto la squadra che piu meritava. Arrivare in fondo a un campionato del genere (162 partite + playoffs) e battere quel tipo di competizione che c’e in Major non ha bisogno di altri commenti.

DANIELE MATTIOLI: Stiamo arrivando alla fine della nostra intervista. Come è nata la tua passione per il baseball? Chi era il tuo idolo da giovane?
ALESSANDRO MAESTRI: La mia passione è nata dal fatto che mio cugino e mio fratello (4 anni piu grande di me) si erano avvicinati a questo sport. Io non ho fatto altro che seguire le loro orme. Poi da cosa è nata cosa. Se devo essere sincero non ho avuto un idolo in particolare, mi divertiva molto collezionare le figurine americane però. Ne avevo degli album pieni!

DANIELE MATTIOLI: Parlando invece dei tuoi hobby, hai un film preferito? Un cantante?
ALESSANDRO MAESTRI: Un film in particolare no, comunque amo le commedie. Musica quella latina e l’hip hop su tutte le altre, mentre telefilm forse quello che ho guardato piu di tutti gli altri è stato Friends

DANIELE MATTIOLI: Ora per te è momento di Off Season. Cosa farai in questo periodo?
ALESSANDRO MAESTRI: Da quando sono tornato da Taiwan non ho ancora preso una completa vacanza, ho continuato ad allenarmi. Mercoledi prossimo vado al caldo per due settimane, dopodichè andrò probabilmente a Tirrenia a prepararmi per il prossimo anno.

DANIELE MATTIOLI: Grazie mille per la disponibiltà.
ALESSANDRO MAESTRI: Grazie a te.

VA IN ONDA STASERA, DALLE ORE 20.30, LA QUARTA PUNTATA DI “GRANDESLAM SHOW”, DEDICATA ALLA VITTORIA DELL’EUROPEO DELLA NAZIONALE ITALIANA E ALL’AVVIO DELLA POST SEASON DEL CAMPIONATO IBL

di DANIELE MATTIOLI

Dopo la pausa di lunedì scorso per problemi di trasmissione, ritorna e addirittura con un episodio più lungo (circa ’90 minuti) la nostra rubrica radiofonica “Grandeslam Show”.
Nella puntata intitolata “Sul tetto d’Europa…chi su quello d’Italia?”, si parlerà della vittoria della nazionale italiana all’Europeo in Germania e ovviamente verrà dato grande spazio anche all’avvio, imminente, del Round Robin dell’Italian Baseball League.

Per interagire da casa con domande, opinioni e curiosità, scriveteci all’indirizzo email: grandeslamwordpress@virgilio.it
Appuntamento, quindi, a stasera, dalle ore 20.30!

Ecco il link per seguire la diretta: Grandeslam Show

DOPO TREDICI ANNI L’ITALIA E’ DI NUOVO CAMPIONE D’EUROPA! L’OLANDA E’ BATTUTA 8 A 4!

Era scritto nel destino. Il baseball azzurro torna a dominare l’Europa, e si prende tutte le rivincite in una volta contro la rivale di sempre. L’Olanda aveva infatti vinto gli ultimi 5 Europei, contro gli 8 dei nostri, sempre respinti dal 1997 a Parigi, quando con Masin sul monte conquistammo l’oro in una finale secca e non a serie. Poi solo delusioni, frustrazioni e l’impressione che gli orange ne avessero sempre una di più dell’Italia, che aveva sofferto soprattutto l’ultima finale del 2005 a Praga con uno 0-15 in 7 inning, e soprattutto l’eliminazione olimpica per Pechino. Perciò l’impresa di Stoccarda era sentita, attesa, ed è stata alla fine voluta, pur soffrendo nel finale dopo una gara che già all’inizio pareva destinata al peggio e s’è invece conclusa al meglio. Ma rocambolescamente.

Peggio non potrebbe cominciare per l’Italia: Tiago Da Silva al sesto lancio viene punito dal fuoricampo del lead-off Eugene Kingsale, si carica la base a zero out, e pare a un passo dalla capitolazione, finchè trova la mira giusta per uscire senza ulteriori danni. Occasionisisma sprecata per i tulipani di dilagare. Ma almeno la finale può proseguire aperta, sull’1-0. Anzi, al primo attacco l’Italia ribalta subito il punteggio grazie a un doppio lungo a sinistra che consente a De Simoni e Chiarini (dopo una hit) di siglare il 2-1. Poi è il cubano d’Italia, Laidel Chapelli a prendersi la base e il ricevitore Angrisano a esplodere un volo di sacrificio per far segnare il 3-1 a Mazzanti. Ramos Gizzi, invece, si segnala per una spettacolare presa sul filo del foul contro Kemp. Anche in difesa i preziosisimi valgono. Al 3° inning, il manager Marco Mazzieri cambia Da Silva col primo rilievo Cicatello, che la difesa aiuta in un doppio gioco necessario per tranquilliarsi su Bas de Jong. La partita azzurra finora è sotto controllo. La reazione olandese non matura, grazie anche alla nostra attenta difesa, e così al sesto inning sul rilievo Boyd sono Beppe Mazzanti a sinistra (il ventesimo azzurro in rassegna) e Jayro Ramos Gizzi sopra il tabellone a sparare 2 fuoricampo che potrebbero spegnere ogni speranza rivale. Sul 5-1, infatti, l’Italia dovrebbe aver messo l’oro in cassaforte. Al settimo toccano in singolo anche il parmigiano De Simoni e il riminese Chiarini, la difesa olandese respira grazie a un doppio gioco su Granato, ma il destino del match non cambia, non volta le spalle agli azzurri che aspettano da 13 anni per trionfare. Si conclude al 7° il match del rilievo Ciccatello dopo due valide subite nel penultimo attacco olandese. Dura invece il tempo di subire una valida il lavoro sul monte di Pezzullo, che subisce il secondo punto olandese battuto da Engelhardt. Tornano gli spettri, la paura: Mazzieri chiama a lanciare Grifantini, l’Olanda a zero eliminazione pare aver trovato la chiave per risalire. E infatti su palla mancata sigla il 5-3. Soffre, l’Italia: Grifantini prova a spegnere a 94 miglia e con 2 strikout gli ardori olandesi, ma Kemp spedisce un doppio a sinistra che vale il 5-4, per fortuna senza altre conseguenze.

La reazione finale dell’Italia nell’ottavo attacco è immediata: basi cariche per incrementare ancora e allungare definitivamente. Il 6-4 arriva nel modo più facile: cioè con una base gratuita a Santora che costa il posto al rilievo Asjes. Non fa meglio il neo entrato Van Kampens, che colpire Avagnina e dunque regalare il punto del 7-4 all’Italia. Un lancio pazzo su Granato ci frutta l’8-4. Tre punti insperati per il modo in cui maturano. Vanificata la rimonta precedente. E l’Italia spreca pure le basi cariche prima dell’ultima ripresa. Era scritto nel destino, il trionfo azzurro. “Quest’oro è dedicato a mio padre Vincent, italiano come mi sento italiano io”, ha detto Mike Piazza. “Trionfo costruito in 3 anni – aggiunge il manager Mazzieri – questi ragazzi sono straordinari”.

IL RICORDO DI LATINA, L’AVVENTURA IN FORTITUDO E L’ESPERIENZA IN NAZIONALE: ECCO A VOI ALESSANDRO ULARETTI

Intervista di DANIELE MATTIOLI
Foto di LORENZO BELLOCCHIO

Dopo qualche uscita non al meglio, sabato sera ha sfoderato una prestazione convincente, punto subito a parte, testimoniando le importanti qualità che  Alessandro Ularetti possiede. E per il prodotto originario di Latina arriva proprio un periodo decisivo per lui: trascinare la Fortitudo alla Post Season, e perchè no, aspirare ad una chiamata in azzurro per gli Euoropei di Luglio in Germania.
Abbiamo parlato di questo e altro con il numero ventisette biancoblù.

DANIELE MATTIOLI: Ciao Ale.
ALESSANDRO ULARETTI: Ciao a tutti.

DANIELE MATTIOLI: Weekend che si può definire dolce-amaro per la Fortitudo: dopo le due vittorie di giovedì e venerdi, è arrivata la sconfitta di sabato.
ALESSANDRO ULARETTI: Eravamo partiti con l’idea di realizzare una tripletta contro il Godo, ma alla fine sono arrivate solo due vittorie, anche perché in gara 3 Sikaras ha lanciato una grande partita per il Godo al Godo per la vittoria in gara 3.
Per fortuna siamo stati aiutati dai risultati degli altri campi, a noi favorevoli.

DANIELE MATTIOLI: Parlando del tuo fine settimana, si può dire che la tua prova sul monte, eccezion fatta per il punto subito, sia stata convincente.
ALESSANDRO ULARETTI: Nella gara di sabato ho avuto delle buone impressioni sin da subito e quindi è andato tutto bene e meglio rispetto alle altre prestazioni passate.

DANIELE MATTIOLI: Il 2010 è un anno importante per il baseball italiano. E’ infatti entrata in vigore la regola delle franchigie e il numero degli italiani in campo è aumentato a 6. Che idea ti sei fatto di queste modifiche?
ALESSANDRO ULARETTI: Diciamo che da una parte sono contento, in quanto la regola dei 6 ASI in campo garantisce maggior possibiltà per i giovani italiani di giocare. Dall’altra parte, invece, l’aver tolto uno straniero influisce molto sullo spettacolo in campo, che è di conseguenza diminuito ed influisce anche sul numero di spettatori alle partite, perché più c’è spettacolo, più c’è gente.

DANIELE MATTIOLI: Questo è il tuo secondo anno in Fortitudo, dopo la vittoria dello Scudetto dello scorso anno. Sempre nel 2009 hai ottenuto la tua prima vittoria in IBL contro il Grosseto, finita 8 a 6. Cosa ti ricordi a riguardo?
ALESSANDRO ULARETTI: E’ stata una grande soddisfazione in quanto é stata la mia prima vittoria nella massima serie.

DANIELE MATTIOLI: Tu sei nato a Latina, città che ha dato i natali ad altri giocatori di IBL come . C’è soddisfazione nel vedere l’importanza che la propria città ha assunto a livello nazionale?
ALESSANDRO ULARETTI: Assolutamente si. Sono molto contento e voglio sottolineare l’importanza che hanno avuto gli allenatori delle giovanili che sono molto preparati. Questo almeno fino a due anni fa prima di venire in Fortitudo, ora non so come si è evoluto il tutto anche se so che ci sono stati dei problemi tra Nettuno e Latina all’interno della franchigia laziale, con l’esclusione della mia ex squadra.

DANIELE MATTIOLI: Parlando sempre di Latina, nel 2009 sei stato nominato come uno degli sportivi dell’anno della città. Cosa vuole dire questo premio nella carriera di un giocatore della tua età?
ALESSANDRO ULARETTI: E’ sicuramente un bel riconoscimento che attribuito dalla tua città, ti riempie ancora di più d’orgoglio.

DANIELE MATTIOLI: Guardando invece il tuo rapporto con la nazionale, non si può non menzionare la tua convocazione per l’European Series 2009 contro l’Olanda. Cosa si prova a far parte della nazionale maggiore del tuo paese?
ALESSANDRO ULARETTI: Sono stato molto felice di indossare la casacca azzurra e per me questo è un punto d’inizio e spero di continuare a migliorarmi allenandomi ogni giorno.

DANIELE MATTIOLI: Sempre riguardo alla nazionale, tu hai vinto nel 2007 la medaglia d’oro agli European Junior Championship. Cosa ti ricordi di questa vittoria?
ALESSANDRO ULARETTI: E’ un emozione e un ricordo che terrò sempre con me. E’ stato un torneo indementicambile culminato con la vittoria in finale contro la Russia, dopo aver eliminato l’Olanda in semifinale. Inoltre sono stato il partente della finale (in 5.0 inning lanciati, 5 valide concesse, 2 punti subiti e 5 eliminazioni al piatto NDI) in una gara che si è decisa solo all’ottavo inning con due punti segnati che ci hanno permesso di vincere il titolo scofiggendo la Russia per 4 a 2.

DANIELE MATTIOLI: E ora prima di concludere l’intervista, qualche piccola curiosità. A che età hai iniziato a giocare a a baseball? Chi erano i tuoi giocatori preferiti da giovane?
ALESSANDRO ULARETTI: Ho iniziato a giocare a baseball alle elementari quando, invece di fare ginnastica, veniva un allenatore ad insegnarci le regole del gioco. Da quel momento mi sono appasionato e ho iniziato a giocare al di fuori della scuola. I miei giocatori preferiti erano Kenny Lofton ed Edgar Renteria, interbase come me quando giocavo interno.

DANIELE MATTIOLI: Parlando sempre di Major League, se dovessi dire il tuo idolo di oggi?
ALESSANDRO ULARETTI: Sicuramente Mariano Rivera, storica bandiera dei New York Yankees.

DANIELE MATTIOLI: Siamo giunti all’ultima domanda della nostra intervista. Hai un hobby in particolare?
ALESSANDRO ULARETTI: Sì, quello della lettura. Non a caso gestico a Latina una libreria con mia sorella. Al momento ci pensa lei visto il mio impegno qui in Fortitudo, in inverno, però, ci sono anche io.

DANIELE MATTIOLI: Grazie mille per la tua disponibilità.
ALESSANDRO ULARETTI: Grazie a te.

ALLA SCOPERTA DI ALEX SAMBUCCI, GRANDE PROMESSA DEL BASEBALL ITALIANO E TRASCINATORE DEL PARMA AL SUO PRIMO ANNO IN SERIE A1

di GIDEON 12IBL

Ci sono giocatori che quando salgono di categoria, non sono più loro stessi e si trovano in difficoltà, non riusciendo ad esprimere al meglio le loro capacità. C’è chi, invece, dopo la difficoltà iniziale, riesce ad ambientarsi e a dare il meglio di sè, aiutando così la squadra in ogni situazione.
L’intervistato di oggi ne è l’esempio. Un inizio di stagione sotto tono, ma poi, dopo aver fatto la conoscenza dei nuovi lanciatori, è diventato subito fondamentale, e, a suon di fuoricampo (ben 5), ha trascinato la squadra ai playoff. Ecco a voi Alex Sambucci.

GIDEON 12: Ciao Alex.
ALEX SAMBUCCI: Ciao a tutti.

GIDEON 12: Prima di tutto, come sta andando la tua off season?
ALEX SAMBUCCI: La mia off season è appena cominciata. Ho ricominciato ad andare in palestra e a correre e soprattutto sono ufficialmente a dieta perchè come tutti sanno sono un pochino sovrappeso e voglio arrivare all’anno prossimo in gran forma. Mi aspetta un’inverno duro e faticoso e soprattutto senza cibo, in quanto una delle cose che amo di più è mangiare (sorride).

GIDEON 12: Parliamo ora della tua prima stagione in IBL. Quali differenze hai trovato rispetto all’A2?
ALEX SAMBUCCI: La più grande differenza sono sicuramente i lanciatori, in IBL sono molto più controllati e molto più potenti, in A2 non trovavo lanciatori con gran velocità, più che altro giocavano sulla location dei lanci e usavano molto gli effetti. In A1, in particolar modo Lo swing di Alex / FIBS con me che sono un “rookie”, sfruttavano il fatto di non essere abituato alla velocità e anche la mia inesperienza.

GIDEON 12: Quarto posto in Regular Season, confermato poi ai Playoff, dopo una stagione combattuta fino all’ultimo out. Che giudizio dai al Cariparma per la stagione 2009?
ALEX SAMBUCCI: Vedendo le potenzialità della squadra saremmo potuti essere sicuramente fra le prime tre, ma si sà che non si gioca mai tutti al meglio è normale che alcuni in siano in forma ed altri no, però alla fine siamo rientrati nei playoff e questo era l’obbiettivo che ci eravamo prefissati. Diciamo che, almeno secondo il mio punto di vista, è stata una bella stagione. Certo se avessimo sfruttato alcune occasioni forse saremmo andati meglio, ma il mio rimane un giudizio positivo.

GIDEON 12: E ad Alex Sambucci, invece?
ALEX SAMBUCCI: La stagione di Alex Sambucci? Da lontano puo esser sembrata una grande stagione, essendo il mio primo campionato nella massima serie italiana ho giocato bene, invece dal mio punto di vista cè tanta strada da fare, non sono pienamente soddisfatto, devo ancora migliorare.

GIDEON 12: Sempre parlando della tua stagione, proprio una tua giocata ha permesso alla squadra ducale di accedere alla Post Season: il fuoricampo da 3 punti battuto allo Steno Borghese di Nettuno al nono inning, quando il risultato vedeva i laziali condurre per 4 a 2. Cosa hai provato quando hai visto la pallina andare oltre le recinzioni, in una gara di così grande importanza per le sorti del vostra stagione?
ALEX SAMBUCCI: Tutti dicono che quella giocata è stata la giocata che ci ha portato ai playoff, non è vero. Credo che anche se avessimo perso quella partita probabilmente avremmo poturo accedere alla post season, certo che quella battuta ci ha dato una mano.
Prima di andare nel box ero cosciente di poter essere l’ultimo out della partita e siccome per esperienze passate so cosa si prova ad essere l’ultimo out con il punto del pareggio sulle basi non volevo essere io quella persona, allora mi sono concentrato e il mio obbiettivo era solo di prolungare la partita e cercare di fare un punto alla volta, poi quando ho visto la pallina partire è stataAlex dopo un fuoricampo battuto / FIBS una gioia indescrivibile, un sogno. Il sogno di tutti penso: essere a un out dalla fine della partita, con i punti del pareggio sulle basi trovarsi nel box come punto della vittoria e fare fuoricampo…Bellissimo!!!!!

GIDEON 12: Il campionato 2009, è stato vinto dalla Fortitudo Bologna, che in Finale ha battuto agevolmente il San Marino. Quale pensi possa essere stata la chiave di questo successo per i bolognesi?
ALEX SAMBUCCI: Durante la Regular Season la Fortitudo ha battuto bene e i lanciatori hanno fatto un gran lavoro. Secondo me la chiave per la vittoria della Scudetto è stato il gran stato di forma di Garabito, Austin e Liverziani. Tutta la squadra era in gran forma ma loro erano ingiocabili, erano sempre sulle basi e sfruttavano tutte le occasioni che avevano e poi i lanciatori… insomma erano tutti in gran forma, una vittoria meritata.

GIDEON 12: Dopo la fine del campionato, è stato il turno dell’Italia, con la quale hai giocato il Pre Mondiale. Come è stato indossare la divisa della nazionale maggiore?
ALEX SAMBUCCI: Bhè, è stato bellissimo chi avrebbe mai immaginato di avere l’onore di indossare la maglia della Nazionale già a 19 anni. C’è un po di dispiacere per non aver preso parte al Mondiale, perchè con l’assenza di Liddi e di Mazzanti speravo nella convocazione, però purtroppo nel pre-mondiale non ho giocato come avrei dovuto e Mazzieri secondo me a fatto la scelta giusta a non portarmi, perchè in quel momento c’era gente più in forma di me…

GIDEON 12: Se dovessi dare un giudizio sulla prova della formazione azzurra quale sarebbe? Ti aspettavi una vittoria così agevole da parte della nazionale americana, imbattuta nella fase finale del torneo?
ALEX SAMBUCCI: La nazionale secondo me ha giocato molto bene purtroppo eravamo in un girone di ferro e la qualificazione era molto difficile. Se avessimo difeso un po meglio il nostro vantaggio in un paio di partite avremmo potuto superare il turno, però è facile parlare, quando si è in campo è un’altra storia.
Gli americani avevano uno squadrone, tutti gran prospetti e che battevano forte. Ero convinto che la finale sarebbe stata Cuba vs Usa, però ti dico che da spettatore che era allo stadio, l’America non ha avuto vita facile in finale, il risultato inganna. Tanto di cappello, però, all’America, e non sarei sorpreso di vedere qualcuno dei giocatori fare qualche apparizione durante la Postseason d’oltre oceano.

GIDEON 12: Ripercorrendo la tua carriera da giovane, dove e a che età hai esordito? Come è nata la tua passione per questo sport? Chi era il tuo idolo da giovane?
ALEX SAMBUCCI: Ho iniziato a giocare a Baseball quando avevo 8 anni. Eravamo a scuola e durante l’ora di ginnastica venne Claudio Mantovani a farci vedere il baseball, non sapevo nenche che cosa fosse. Piano piano giocandoci mi piacque. Ho fatto per due anni minibaseball a scuola poi ho deciso di provare anche sul campo e da lì non ho mai smesso.
La mia prima partita con la categoria ragazzi è stata contro il Nettuno ed ho giocato l’ultimo inning all’esterno (senza sfiorare la palla).
Io purtroppo sono un giocatore ignorante per quanto riguarda la storia del baseball italiano e soprattutto dei giocatori più forti mai esistiti, da piccolo non ho mai avuto un’ idolo ho sempre seguito Alex in difesa proprio contro la Fortitudo / FIBS gli insegnamenti dei miei allenatori e basta. Mi vergogno un po di non sapere chi fossero i migliori giocatori però mi sto rifacendo, diciamo che sto studiando.

GIDEON 12: Se dovessi fare una top three dei momenti più belli che hai vissuto da giocatore di baseball, quali sceglieresti?
ALEX SAMBUCCI: Al terzo posto direi il fuoricampo di Nettuno; al secondo la vittoria del Latina sul Buttrio alla 5° partita per 1 a 0 in finale playoff per andare in A2; e al primo la Vittoria dell’Europeo Juniores nel 2007 in Olanda (dove Alex ha vinto la classifica di RBI battuti del torneo, ben sette in cinque partite NDI).

GIDEON 12: Per quale squadra tifi di MLB? Chi è il tuo giocatore preferito?
ALEX SAMBUCCI: Io non ho una squadra preferita, ma mi piacciono molto Cubs, Cardinals, Red Sox e Tampa Bay.
Di solito ney playoff tifo per la squadra meno quotata alla vittoria. Non ho neanche giocatori preferiti, però adoro molto Dustin Pedroia, Jacoby Ellsbury, Manny Ramirez, Albert Pujols e anche qui mi piacciono molto i “Rookie”, giocatori al primo anno che giocano quasi alla pari con i Migliori.

GIDEON 12: In MLB è ora tempo di Playoff: chi vedi come squadra favorita per la vittoria finale? Una previsione?
ALEX SAMBUCCI: Difficile definire una favorita perchè i playoff sono molto differenti dalla regular season, però secondo me quest’anno gli Yankees stanno battendo molto e mi sembrano in gran forma. Ma nel baseball non si può mai sapere, un giro di mazza può cambiare l’esito di una stagione.

GIDEON 12: Grazie mille per la tua disponibilità.
ALEX SAMBUCCI: Grazie a te.