ALEX LIDDI BATTE LA SUA PRIMA VALIDA IN CARRIERA IN MLB CONTRO I KANSAS CITY ROYALS

di DANIELE MATTIOLI

Alex Liddi si presenta con un doppio di fronte al pubblico del Safeco Field di Seattle e batte così la sua prima valida in carriera in Major League.

Non sarà un condottiero dell’Impero Romano che a suon di vittorie e conquiste ha scritto i libri di storia, ma il nostro Alex Liddi non ha che di lamentarsi perchè nel giro di centoventi ore – cinque giorni – ha riscritto quella del baseball italiano. In principio fu la chiamata in Major League, poi l’esordio contro i Los Angeles Angels e questa notte la prima valida (doppio a sinistra) in carriera colpita contro i più grandi del baseball mondiale.

Mentre il pubblico del “Safeco Field” è già in festa per il momentaneo 4 a 2 dei propri beniamini guidati da un Miguel Olivo in gran spolvero nel box di battuta, ci pensa il nostro Alex Liddi a rendere la serata ancora più piacevole e soprattutto indimenticabile colpendo un doppio a sinistra contro le recinizioni per la sua prima valida in carriera in MLB.
E’ in corso il quarto inning di gioco e così la stella sanremese raggiunge la seconda dopo aver letto ottimamente la palla lanciata da Jeff Francis (non l’ultimo arrivato: prima di giocare a Kansas è stato pilastro della rotazione dei Colorado Rockies). Subito dopo il singolo di Ichiro Suzuki permette a Liddi di siglare il quinto punto della gara dei Mariners (che vinceranno 7 a 3 alla fine) e soprattutto il suo primo “run” in carriera in Major League.

E poco importa se nel resto della serata verrà eliminato per tre volte su tre al piatto. Alex Liddi ha infatti scritto, con la valida colpita questa notte, una nuova pagina di storia per il baseball italiano.

Alex Liddi scivola a casa base segnando punto nella vittoria dei suoi Seattle Mariners sui Kansas City Royals per 7 a 3. (Foto ESPN/Otto Greule Jr).

ALEX LIDDI ESORDISCE DA TITOLARE IN MAJOR LEAGUE CONTRO GLI ANGELS E COMPIE GIA’ OTTIME GIOCATE IN DIFESA

di DANIELE MATTIOLI

Il momento è finalmente arrivato e il nostro Alex Liddi ha esordito questa notte contro i Los Angels Angels in Major League. Per lui nessuna valida in due turni nel box, ma è spettacolare in difesa.

Nono nel lineup, terza base titolare e tanti, tantissimi tifosi a casa a fare il tifo per lui. E’ bastata una partita per far decidere il Manager Wedge a schierare titolare il nostro Alex Liddi che così ha fatto il suo esordio nella Major League ad Anheim, casa degli Angels di Los Angeles, nell’ultima gara della sfida contro i Seattle Mariners.

E’ stata una serata sfortunata in attacco per il campione sanremese che ha chiuso 0 su 2 nel box di battuta prima di essere sostituito da Kyle Seager nel vano tentativo di rimonta di Ichiro e compagni che sono usciti sconfitti 3 a 1 con una sola valida battuta all’attivo, il solo homer del vantaggio battuto da Trayvon Robinson al sesto inning.

Nonostante i due turni senza aver raggiunto la base (eliminazione 4-3 al terzo inning e strike out girato al sesto), Alex si è comportato ottimamente in difesa dimostrando tutte le sue capacità. La giocata più bella è una presa in tuffo alla settima ripresa su un possibile extra base di Torii Hunter che viene poi eliminato in prima dal braccio di Liddi.
Per chi non fosse riuscito a seguire la diretta della gara, la sfida verrà replicata questo pomeriggio alle 15.30 da ESPN America, canale 214 di SKY.


Nella foto Alex Liddi colpisce la palla nel suo primo turno in Major League (ESPN/Mark J. Terrill).

ALEX LIDDI E I SUOI MARINERS IN DIRETTA MERCOLEDI’ NOTTE SU ESPN AMERICA (CANALE 214 DI SKY)!

di DANIELE MATTIOLI

Chiamato in Major League qualche ora fa e subito in diretta su ESPN America. Alex Liddi continua a scrivere la storia del baseball italiano e dopo essere stato il primo giocatore nato e cresciuto in Italia a raggiungere la Major League potrebbe far presto il suo esordio in televisione con la divisa dei Seattle Mariners. Infatti, nella notte tra mercoledì 7 e giovedì 8 settembre, ESPN America (ch.214 di Sky) trasmetterà in diretta la sfida tra Seattle e i Los Angels Angels a partire dalle ore 04.00. Appuntamento da non perdere e che potrà essere rivisto anche in replica il giovedì pomeriggio alle ore 15.30. Forza Alex, facciamo tutti il tifo per te!

ALEX LIDDI ENTRA UFFICIALMENTE NELLA STORIA DEL BASEBALL ITALIANO: E’ STATO CHIAMATO NEL ROSTER DI MLB DEI SEATTLE MARINERS

di DANIELE MATTIOLI

Dopo aver vinto il titolo di MVP della stagione dei Tacoma Rainiers (chiusa con 30 HR e 104 RBI, record di squadra l’ultimo dato) Alex Liddi è stato chiamato nel roster dei Seattle Mariners. E questa notte potrebbe già esordire in Major League!

Finalmente è arrivato. Il momento che tutti gli appassionati di questo sport stavano aspettando è giunto: Alex Liddi è da oggi un giocatore dei Seattle Mariners. Questa notte, infatti, il General Manager Baseball Operations Jack Zduriencik ha comunicato che il nostro Alex è da oggi il primo giocatore nato e cresciuto in Italia a giocare in Major League. Oltre a lui, il General Manager dei Mariners ha chiamato dal Triplo A l’esterno Michael Saunders e il lanciatore destro Steve Delabar.

C’è grande possibilità che la stella originaria di Sanremo faccia il debutto in Major League questa notte quando alle ore 4 italiane (19 a Los Angeles), Ichiro e compagni giocheranno contro gli Angels cercando di porre fine ad una serie di sconfitte arrivata a cinque.
Ad Alex Liddi vanno i complimenti da parte di tutto il sito Grande Slam con la sicurezza da parte nostra che, dopo aver riscritto la storia dei Tacoma Rainiers colpendo più di 100 RBI in stagione ed aver vinto il premio di MVP del 2011 con la divisa di Tacoma, è finalmente arrivato il momento di scrivere la storia anche in Major League. Forza Alex!

RED SOX REPORT #9: PER BOSTON DOPPIA SCONFITTA NELLA SERIE CONTRO I RIVALI DI SEMPRE DEI NEW YORK YANKEES. GRIDA “VENDETTA” IL FINALE DELLA TERZA SFIDA…

di ROBERTO MANTOVANI

Un breve aggiornamento sulla situazione, proprio 2 parole sulla serie (la “SERIE”).
Stiamo parlando naturalmente della penultima triplice sfida tra gli Yankees ed i Red Sox, appena andata in onda dal Fenway Park.

Sinceramente, la voglia di commentare la doppia sconfitta edulcorata da una misera vittoria (anche se proprio grazie a questa si rimane davanti…) è poca. L’entusiasmo non è alle stelle nel descrivere la doppia vittoria Yankees in “my-home”, ma il dovere mi chiama (anche gli amici Yankee mi chiamano…eccome se lo fanno, e se la ridono!).

La prima sfida vede vincente il CC Sabathia che si scrolla di dosso la personale maledizione contro i Boston: le perdeva sempre tutte. Non metto CC, però al centro dell’attenzione, bensì quel Cervelli catcher targato NY che si ritaglia una serata da protagonista, è lui, è lui.. ricordiamo il Cervelli con la casacca dell’Italia al World Baseball Classic del 2009. Questo adrenalinico giocatore, ci mette sempre della grinta, è gasato. Si vede che ci mette della voglia, ebbene con quelle sue strane posizioni plastico-acrobatiche si fa notare per “long home run” over the Monster e per una quasi rissa con Lackey. Bravo lui.
Partita da dimenticare per noi, ma se vogliamo rigirare il coltello nella piaga: il Gonzalez, fresco-fresco di nomina come Player of the week va strike-out ben 3 volte, mentre l’intera squadra porta a casa ben 16 LOB (Team left on base) e 32 quelli individuali. Numeri da orrore, 16 LOB con gli Yankees…BRIVIDI !!

Nella seconda partita si vede un “errorino” del nostro favoloso centro che si fa scappare un fly-tuffato. Avanti loro.
Avanti noi con Scutaro-Ellsbury-Ortiz. Bella partita.
Avanti ancora loro. Avanti ancora noi con V-Tek ed Ellsbury: Bella partita. Chiude definitivamente il discorso un fuoricampo del nostro capitano Jason Varitek: bella partita, questa proprio non si poteva perdere. Tutti i nostri e dico tutti, portano nello score 1 o 2 valide ciascuno, bel lavoro di squadra. E poi quando la caccia fuori My-Captain la serata cambia positivamente volto (devo averlo già fatto trasparire che Varitek è un caro amico, guai a chi me lo tocca…).

Sulla terza sfida…proprio non ce la faccio. La perdiamo e ci rimane un magone in gola che la metà basterebbe.
Chiariamo subito le cose con gli amici Yankees. Questa partita se ce la rigiochiamo nella postseason… Non finisce certo così: al nono inning il closer Newyorkese Mariano Rivera riempe le basi, con 2 out e la pressione sale. In battuta sale il pericoloso Gonzalez, quindi nell’aria si pregusta un walk-off da manuale.
Rivera non gliene mette dentro nemmeno una, piuttosto gli regala una base-ball. Ma una pallaccia (bollaccio tutta la vita) viene chiamata dentro. ”Strike”, per lo stupore del Gonzo che se ne va via triste triste.
Regalino a New York, non gradito da Boston e nemmeno da tutti noi che alle 5:30 del mattino ce ne andiamo al lavoro…tristi-tristi e sconfitti.

Futuro: c’è una programmazione di una rotazione a 6 starter: facciamocela piacere per forza. Scontato dire che il Miller non mi aggrada troppo, mentre mi manca sempre di più il Buchholz.
Ancora futuro: dopo i Rangers ci attendono 13 strane partite mischiate tutte con i Blue Jays ed i Rays. Tutte mescolate, amalgamate, non proprio strategicamente pensate da un calendario a volte sonnolento.

Casa d’altri: i sorprendenti Arizona Diamondbacks si sono ripresi e hanno ripreso a macinare vittorie, tante da far indebolire le ambizioni dei campioni Giants. Da seguire l’eventuale controffensiva di San Francisco per non perdere l’ultimo treno per la postseason, perché nella loro division o si arriva primi o si va in ferie subito, in quanto la Wild Card l’ha prenotata Atlanta da un bel pezzo.
Texas e Los Angeles: potrebbe farsi interessante il finale di stagione per queste due squadre che si giocano il primo posto nella West Division. Anche qui il discorso Wild-Card non è nemmeno lontanamente pensabile, o primi o ferie subito.

Alla prossima.

Nella foto, scattata da Elsa/Getty Images per ESPN.com, Jason Varitek colpisce l’homer della vittoria nella sfida tra Boston e New York Yankees.

RED SOX REPORT #8: NEL MOMENTO DI DIFFICOLTA’ AD AGOSTO, ECCO SPUNTARE IL NOME DI ALFREDO ACEVES E IL REALIZZARSI DI UNO STORICO TRIPLO GIOCO

di ROBERTO MANTOVANI

Momento di difficoltà per i Red Sox, che tra infortuni e un normale calo fisiologico soffrono nel caldo agosto. Tra le note positive un sempre ottimo Dustin Pedroia, un meraviglioso Alfredo Aceves e il primo triplo gioco eseguito dopo tanto tempo a Fenway Park. Nell’articolo, il video della giocata.

Qualche infortunio, un calo di forma fisiologico, una sonnolenza agostana appannano questo periodo di alti-e-bassi dei Red Sox.
Non vorrei dare troppa importanza alla voce “qualche infortunio” in quanto vorrei scacciare, scaramanticamente, la preoccupazione che questi intoppi fisici ai nostri BIG non vadano a copiare la sfortunata stagione del 2010. Abbiamo tutti presente la sequenza di infortuni dell’anno scorso, quindi preferirei bypassare questo argomento.
Gli Yankees effettuano un contro-sorpasso, ma la classifica non ci preoccupa fino a quando le “altre” continueranno a stare a debita distanza nella Wild-Card-Standings.
Fino a quando i Tampa Bay, gli Angels, Chicago e Cleveland continueranno a vivacchiare pacificamente, possiamo rimanere tranquilli.

Avanti con i Rays e Royals, in attesa di affrontare la pericolosa trasferta in Texas.
Pensiero buttato lì, sul tavolo, senza pensare se si incastra armoniosamente tra queste righe: “Ma il Gonzalez che non batte più un home-run da…da quanto tempo? No no no, troppo tempo”.
I Rays, dicevamo, arrivano a Boston con una batteria di partenti bella pimpante: Shields, Niemann e Price ci fanno neri. Noi dormiamo, certo, ma questi tre pitcher hanno fatto di tutto e di più. Se ne tornano in Florida con 2 punti, mentre a noi deve bastare una sola vittoria…e ringraziare…poteva andare peggio.
Si perché, senza quel fuoricampo da tre, arraffato da Jacoby Ellsbury, in gara 1, saremmo stati qui a leccarci le ferite dello sweep casalingo.
Lester, Bard e Papelbon strappano una vittoria ad un incolpevole James Shields, un ottimo Shields che sta vivendo la sua migliore annata con una ERA da 2.80.
Stendiamo un velo pietoso sulle due partite seguenti contro le “Razze”. Mamma mia che torpore, che desolazione quei 2 miseri RUN in 2 incontri…!

Tanti zero, troppi zero, vergognosi zero. Tutto da dimenticare se non quei pochi secondi che a sorpresa creano un gioiello, una giocata di prestigio che da sola meriterebbe il prezzo del biglietto.
Il 16 agosto, dopo ben 17 anni, si rivede al Fenway Park un triplo gioco: Lowrie 3B, Pedroia 2B, Gonzalez 1B, sfornano la più classica delle combinazioni (5-4-3) per una spettacolare, adrenalinica, tripla eliminazione, per la delizia del pubblico di casa, che l’aspettava dal 1994.
Non posso evitarmi di dedicare un piccolo pensiero consolatorio a quella parte di spettatori che presenti allo stadio, in quella serata si sono persi quei 4 secondi del “triple-play”, perché in quel momento erano in fila a prendersi una birra, oppure in bagno a svuotare il serbatoio! Forza, dai, non abbattetevi eravate presenti eravate lì col cuore. Non importa starete più attenti la prossima volta… (magari fra altri 17 anni) (ahahah, per questo io consiglio sempre la pisciata nel cambio-inning… vi sta bene!).
Casualità: la sera prima, a Milwaukee è toccato ai Brewers a dare spettacolo con un raro TRIPLE PLAY (4-6-3-2), una perfetta combinazione difensiva 2B/SS/1B/C che non si vedeva da ben 38 anni.
i 40mila del Miller Park se lo sono gustato in diretta (eccetto i soliti girovaghi… ahahah), mentre a voi consiglio di andarvelo a vedere negli highlights.

Torniamo a noi: dopo la dormita generale coi Rays ci tocca la four-game series a Kansas City. Già a luglio, a casa nostra, questi giovani ragazzoni del Missouri, ci depredarono meritatamente di 2 partite su 4, vediamo ora cosa succede al Kauffman Stadium, dove regna l’azzurro, un azzurro melenso, un azzurro stomachevole dal troppo azzurro.
Si parte bene, almeno nel punteggio: si vince di un soffio… 4-3, grazie al “Laser Show”, (altro nickname di Pedroia), grazie ai suoi 3 HIT e 3 RBI, trascina la squadra alla vittoria, dalla non consueta quarta posizione nel lineup, invece che dalla solita seconda (mica male il suo .491 quando parte quarto in battuta….). Pedroia. Dustin Pedroia: “Heart of Red Sox” come titola in copertina Sports Illustrated (rivista da tenere in considerazione per molti servizi sportivi di alto livello e per la seguitissima sezione Swimsuit dedicata alla collezione costumi da bagno femminili presentata da discrete signorine. Solo “roba” di classe.)

Alla prima al Kauffman, i compagni del Pedroia se la dormono, ma non tutti per fortuna… infatti a Kansas City torna a farsi vivo Beckett: pur mantenendo un’ ERA da favola (2.46), era già al quinto tentativo di agguantare la sua vittoria n. 10 (ultime 4 partite: 2 perse, 2 no-decision), un Beckett “certezza” seguito dai nostri 2 closer, Bard e Pape, che vigilano attentamente sulla conclusione positiva del match.
Seconda a Kansas City: ritorna come starter Andrew Miller, cioè amiamo il brivido, (proprio di meglio non ce n’è…?)
Ebbene, “gamba-lunga-Miller” ci sorprende e confeziona 5 inning da vincente, coadiuvato da un sempre positivo Aceves. WOW Aceves, continua così. Che sia il caso di tenercelo stretto questo ex Yankees? L’Alfredo Messicano, era un’incognita vista la sua sfortunata stagione dell’anno scorso, condita da troppi infortuni ma questo Aceves sta lavorando alla grande, sta lavorando per guadagnarsi un discreto contratto, vista anche la sua invidiabile percentuale di carriera: 22 vinte e solo 2 perse, (WOW Aceves).
Da segnalare anche la prima valida del debuttante Lavarnway, un 24enne californiano, catcher, in campo come DH in sostituzione dell’infortunato Ortiz.
Si vince, pertanto, anche la seconda partita col punteggio di 7-1, grazie anche al fuoricampo n.12 di Salty (suo record) ed alla 3-hits-night di Lowrie e Gonzo.
Ma si sentono delle urla provenire da Washington: al National Park la corazzata capolista Phillies sta conducento per 2-4, quando al 9° inning succede il finimondo. I Nationals prima si portano sul pari, 4-4…. e poi, per rendere la serata memorabile, con calma vanno a riempire le basi. Zimmerman si trova le basi piene, 2 out, e conto pieno…. e BOOM !! 8-4 !! Il povero closer dei Phillies incassa una bastonata da 6 punti nell’ultimo inning e la faccia di “Zimm” è tutta da vedere quando colpisce il suo Walk-off-Grand-Slam !

La terza a Kansas ha come tema principale la rincorsa alla vittoria n.200 del “knuckleballer Tim”.
il 45enne Wakefield ci sta provando da quasi un mesetto e anche questo suo 5° tentativo andrà fallito. Non iniziamo a parlare di maledizioni sul 200, perché a forza di provarci, prima o poi arriverà questo benedetto traguardo psicologico. Inizia bene il Wake, ma poi arriva il sesto inning (dove ne incassiamo 8), un inning da dimenticare.
Già fatto. Già dimenticato. Quale 6° inning? Non lo conosco ! What ?
Si è giocato senza il trio di infortunati Ellsbury-Youk-Ortiz. Infortunati ? (ehh no ehh ) infortunati ? What ?
Mi consolo gustandomi la contemporanea sconfitta dei cuginastri, specialmente perchè il tatuatissimo Burnett in una delle sue consuete seratacce (sempre di più, AJ, sempre di più), si lascia scappare una parolina di troppo quando viene sostituito a tempo di record da Girardi. Il viso di Burnett trapelava rabbia da tutti i pori, una parolina gli è scappata, e la cosa viene poi magistralmente descritta così: “Expresses displeasure to Girardi” ! (Ahhahah.)
Passiamo agevolmente a parlare della quarta a Kansas City…e tocca a Jon Lester.
Il nostro ragazzone fa il solito muro e mantiene a zero gli azzurri fino a quando al quinto inning ci pensa il suo “quasi” coetaneo (il capitano va verso i 40 !) Varitek-ginocchia-d’acciaio a scodellare un RBI-Triple che scioglie il ghiaccio e ci porta in vantaggio. Di seguito HR di McDonald. HR di Crawford.
Al lancio n. 113 il braccio di Lester ha bisogno del cambio e Bard deve salire al settimo inning per difendere una potenziale situazione di pareggio visti gli uomini sulle basi. 2 bunt falliti per il Royals Escobar (grazie) perché finiti in foul ci salvano dall’avanzamento dei corridori, così il Bard riesce a chiudere incolume anche grazie alla sua sequenza di K.Pericolo scampato e vittoria no-problem.
E così la trasferta nel Missouri totalizza un bilancio favorevole scacciando possibili incubi AZZURRI. Troppo Azzurri.

Pronti per Il RANGERS BALLPARK in ARLINGTON – Dallas – Texas ? Pronti..Via!

 

RED SOX REPORT #7: BOSTON ANCORA VINCENTE CONTRO NEW YORK CON UN PROTAGONISTA A SOPRESA. MA POI ARRIVANO TRE VITTORIE IN SEI INCONTRI…

di ROBERTO MANTOVANI

Nel big match contro i New York Yankees, Boston vince due partite con un eroe a sopresa e spesso poco pubblicizzato. Tra Minnesota e Seattle arrivano tre vittore in sei sfide, prima dello scontro contro Tampa Bay. Inoltre, un punto sulle altre Division della Major League 2011.

Poco da dire sulla serie contro i “Pigiamini” di New York se non che, “come butta quest’anno”, la si vince ancora.
Poco da dire sui lanciatori risultati vincenti nei 3 game: non ne indovino uno neanche a piangere.

Un loro fortunato Logan si trova per caso ad essere vincente sul nostro sfortunato Lester nella prima partita, e la cosa ci lascia l’amaro in bocca, in quanto i cuginastri non fanno poi dei gran numeri, ma solo lo stretto necessario per portare a casa una deludente partita. Il loro bullpen saldamente e meritatamente incassa la vittoria del sorpasso. Tornano in testa alla Division merito anche della loro striscia positiva di 8 vittorie consecutive.
Sembrano proprio in gran forma gli Yankees…. Chi li ferma più quelli ?
Cosa prevedere nel secondo game?
Facile immaginare un altalenante Lackey schiacciato dalla grossa/grassa mole di CC Sabathia.

E ci scaglio ancora: un ottimo Lackey se la ride a vedere il rivale in difficoltà. Se la ride un intero Fenway Park che si gode la vittoria che vale l’aggancio in vetta alla classifica. Se la ride meno quel Sabathia che rimedia la quarta sconfitta su 4 partite quando incontra dei calzini rossi!
Un immenso Ellsbury con i suoi 6 RBI è il mattatore della serata, un insostituibile, concreto ed efficace “cinno”, che continua a vivere quest’annata d’oro, meritandosi già le voci di ”American League Most Valuable Player Award candidate”.

La terza partita…nuovamente e strategicamente vincente dal punto di vista mediatico, porta l’attenzione del grande pubblico USA a questa ennesima e mitica sfida.
Mentre Bud Selig si sfrega le mani, godendosi lo spettacolo, godendosi il piacere del successo di gradimento e di dollari che produce il “suo” giocattolino MLB, Garcia e Beckett si sfidano in una sentita partita, non solo per decidere chi tornerà in testa alla classifica, ma giusto per vedere se verrà confermata la superiorità di Boston sui “Pinstripes” quando ci si trova faccia a faccia. Nessuno dei due risulterà decisivo, in questa orgasmica partita dove succede l’impensabile: basta pensare che quello Scutaro che non batte mai…qui ti sforna un 4 su 4 da appendere nella bacheca dei trofei, uno Scutaro che giustamente va a segnare il punto del pareggio al nono inning sul loro (anzianotto?) closer Mariano Rivera. Uno Scutaro che non si prenderà la prima pagina perché i riflettori (non sempre giustamente) andranno a dirigersi verso il non suo walk off. Ma uno Scutaro che si merita la medaglia di uomo partita. Di uomo del sorpasso. Quando ci vuole ci vuole.
Dicevamo di “MO” Rivera che si becca la sua 14° personale salvezza mancata contro i Red Sox. Ahhhah…ci soffre il ragazzo…ci soffre.
Sarà il “golden boy” Reddick al 10° inning a mettere la firma sull’incontro col suo walk-off: 3-2 per i Red Sox. Fenway Park che trema pericolosamente e tutti a casa.

Dopo la sbornia Yankees, ci attendono a Minnesota ed a Seattle, due Team con medie al di sotto dei .450.
Contro i Twins facciamo il nostro dovere portando in cascina 2 vittorie su tre incontri, grazie alle prestazioni del granitico Ortiz, del McDonald che non ti aspetti, del duo-catcher Salty-Vtek e del Papelbon che chiude sempre bene la porta in faccia agli avversari (cosa ne dite di 27 salvezze su 28 opportunità: mica male!).

A Seattle, purtroppo si raccimola poco: 1W, 2L.
Meraviglioso il “Safeco Field”. Meravigliosa la temperatura che si godono da quelle parti (estati fresche e solo 55 giorni di sole all’anno, ne fanno un paradiso per quelli che come me preferiscono un bel cielo grigio e fresco piuttosto che sole-sole-sole ed afa….).
A Seattle, dicevamo rimediamo solo una vittoria, frutto degli homers di Ortiz-Lowrie-Reddick, mentre le 2 sconfitte di misura chiudono sottotono questa trasferta.

Ed ora di nuovo a casa dove ospiteremo le “Razze” della Florida. Quei Rays che non demordono e non abbandonano l’idea della wild card.
Troveremo un Longoria felice e rinfrancato dalla sua guarigione e dalle sue scarpine nuove. Troveremo uno Shields deciso ad essere la punta di diamante di Tampa. Ma soprattutto troveremo (sarebbe meglio di no) quella batteria di mazze che senza ritegno, venerdì, allo stadio del Bronx di New York, si è permessa di sbatterla fuori dalle rencinzioni per ben 5 volte, così senza timore referenziale.

Cosa succede, invece, dalle altre parti ?
Uggla dei Braves di Atlanta si è fermato a 33 nella sua hitting streak.
Gli Arizona continuano a macinare vittorie e vorrebbero proseguire il cammino davanti a San Francisco, ma ora dovranno affrontare 2 trasferte pericolose, a Philadelphia e ad Atlanta. In queste 6 partite si giocheranno molto, ci diranno se hanno la stoffa per stare davanti agli attuali Campioni.
I Mets sembrano già in vacanza, mentre anche i simpatici Pirati purtroppo stanno mollando il colpo: a fine luglio veleggiavano sopra la soglia psicologica di .500 mentre ora stanno sperperando quel capitale accumulato, peccato.

Si stanno riprendendo invece i White Sox, e si ripropongono in alto, in quel Central dell’American League che si rivelerà la più combattuta Division, in una lotta a tre fino alla fine: vedrete!

A presto.