INTERVISTA ESCLUSIVA A MATTEO BRIGHI, CENTROCAMPISTA DELL’A.S. ROMA, CHE CI RACCONTA LA SUA PASSIONE PER IL BASEBALL

di DANIELE MATTIOLI

Il sito Grandeslam intervista in esclusiva Matteo Brighi, centrocampista della squadra di calcio dell’A.S. Roma, che ci racconta la sua passione verso il nostro sport, il baseball.

In ogni sport, i giocatori più conosciuti sono quelli che fanno gol o segnano il punto vincente, ma dietro alla vittoria si nascondono sempre atleti seri e con dei valori che, quando chiamati in causa, danno il massimo in ogni partita e alla fine forniscono quelle prestazioni decisive per l’economia della gara. E poi, in molte occasioni, quando segnano, siglano reti che valgono molto. A dimostrazione della loro importanza. Matteo Brighi è uno di questi. Lo è sempre stato in ogni squadra in cui ha giocato: dal suo esordio al Rimini, passando per Juventus, Bologna, Juve ancora, Roma, che lo cede in prestito al Parma e al Chievo Verona, fino a ritornare in pianta stabile nel club capitolino dove sta ottenendo grandi risultati. Tante ottime prestazioni con gol importanti, sia in Serie A che in Coppa Campioni e, a proposito, sono da incornicare le due reti segnate nella partita contro il Cluj in Champions League, stagione 2008. Alla fine, quando giochi così bene, ottieni anche il riconoscimento di vestire la maglia della Nazionale maggiore, dopo essere stato Capitano di quella Under 21.
Nella nostra intervista esclusiva al giocatore dell’AS Roma, non parleremo però di calcio.
Ma di baseball. Infatti Matteo, nato a Rimini ventinove anni fa, è un grandissimo appassionato dello sport del batti e corri e in questa intervista ci racconta questa sua passione. Buona Lettura.

DANIELE MATTIOLI: Ciao Matteo e benvenuto sul sito Grandeslam.
MATTEO BRIGHI: Ciao a tutti.

DANIELE MATTIOLI: Sei nato a Rimini e si dice che in Romagna ci sia il più grande concentramento di campi di baseball d’Italia. Nella tua infanzia, hai mai giocato a questo sport?
MATTEO BRIGHI: E’ vero c’è un bel concentramento di campi e una discreta cultura di baseball nella nostra zona, mi ha sempre affascinato come sport e a parte qualche improvvisazione in cortile non ho mai giocato “seriamente”.
Con alcuni amici 6 anni fa abbiamo fondato una squadra di slowpitch che partecipa al campionato provinciale di Rimini e per un paio di anni ho fatto qualche sparuta comparsata anche io, pure in questo caso “niente di serio”, ma il divertimento non è mancato.

DANIELE MATTIOLI: Quando torni a casa, riesci mai ad andare a vedere qualche inning della Telemarket, la squadra dei Pirati? Se sì, conosci qualche giocatore, come ad esempio, Mario Chiarini?
MATTEO BRIGHI: Visti gli impegni concentrati nel weekend è difficile riuscire ad assistere alle partite del Rimini nella regular season, quando le trasmettono le seguo su Rai Sport, più facile assistere a qualche partita di playoff.
Mario lo conosco, giusto qualche giorno fa l’ho sentito per fargli gli auguri di compleanno.

DANIELE MATTIOLI: Abbiamo toccato l’argomento Italia e allora ecco una domanda sulla nazionale. Hai seguito i successi del 2010 (primo posto all’Europeo e terzo alla Coppa Intercontinentale)? Cosa ne pensi?
MATTEO BRIGHI: Ci sarebbe da aprire un capitolo.
Il 2010 ha portato ottimi risultati come nazionale, spiace solo che abbia avuto poca visibilità. Questo sport non ha la visibilità che merita.

DANIELE MATTIOLI: Dall’Italia andiamo negli States, dove sappiamo che la tua simpatia per i San Francisco Giants. Come hai
reagito alla loro vittoria del Titolo? Hai avuto l’opportunità di vedere
qualche inning delle World Series?
MATTEO BRIGHI: Simpatizzo Los Angeles Dodgers e New York Yankees, tuttavia è stato bello assistere alla vittoria di una outsider come i Giants ed è stato facile affezionarsi a Wilson.
Le finali le ho viste su Sky registrate, con il commento del grande Pietro Nicolodi e di Faso.

DANIELE MATTIOLI: Se dovessi dire un giocatore chiave della squadra per questo traguardo, chi nomineresti?
MATTEO BRIGHI: Dire Lincecum, Huff o Cain sarebbe forse scontato. Cody Ross ha fatto pendere l’ago della bilancia in diverse situazioni e forse ha spostato gli equilibri in campo.

DANIELE MATTIOLI: Sempre rimanendo in tema di MLB, quali altri giocatori ammiri? E perché?
MATTEO BRIGHI: Manny Ramirez, Cole Hamels, Derek Jeter, A-Rod (Alex Rodriguez NDI), Albert Pujols, Ichiro Suzuki e Tim Lincecum hanno il tipico fascino da campione ed è difficile non rimanere colpiti.
Poi ci sono altri ottimi giocatori che non saranno mai degli idoli acclamati, con caratteristiche diverse e meno appariscenti, ma sul campo non sono di certo da meno e fra questi ci metto: Shane Victorino, Evan Longoria, Joey Votto, Miguel Cabrera, Felix Hernandez, Josh Hamilton e Troy Tulowitzki.

DANIELE MATTIOLI: In spogliatoio con te alla Roma, c’è qualche altro giocatore o anche dirigente (ad esempio Bruno Conti che da giovane giocava a Nettuno) che segue il baseball? Se sì, quale?
MATTEO BRIGHI: Nello spogliatoio fra gli sport americani vanno molto di più l’NBA e l’NFL, non c’è la cultura del baseball.

DANIELE MATTIOLI: Siamo arrivati all’ultima domanda della nostra intervista. Se dovessi fare dei paragoni con i giocatori MLB, a chi assomiglierebbero Francesco Totti, Philippe Mexes, Daniele De Rossi, Mirko Vucinic e Marco Borriello? E soprattutto, Matteo Brighi?
MATTEO BRIGHI: Beh non è semplice accostare atleti di due sport così differenti, ma ci proviamo.
Totti lo assocerei certamente a Jeter, in entrambe gli sport se pensi alla figura del capitano non puoi che pensare a loro.
Mexes come Damon sono giocatori eclettici e allo stesso tempo solidi difensori, il paragone può reggere.
De Rossi lo associo a Lincecum, due talenti puri che sono esplosi sotto le ali e i consigli di due leggende come Totti e Randy Johnson.
Vucinic come Doug Mientkiewicz sono partiti come ottimi prospetti incappati spesso in infortuni che non gli hanno dato la possibilità di giocare con continuità, ma di certo due giocatori di talento.
Boriello è Dustin Pedroia, puntuale quando serve un realizzatore di assoluta concretezza, ovviamente il paragone estetico non regge…
A Matteo Brighi vorrei associare Alex Liddi, quanto meno come un “in bocca al lupo”, un ragazzo di ottime qualità, spererei davvero potesse fare il grande salto per la sua carriera e come rappresentante dell’Italia nel baseball che conta.

DANIELE MATTIOLI: Grazie mille per la disponibilità Matteo.
MATTEO BRIGHI: Grazie a te.


(Si chiede, inoltre, qualora venissero prese notizie da questo articolo, di linkare la fonte. Grazie)
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I TOP E I FLOP DEL 2010 PER IL SITO GRANDESLAM

Sembra ieri quando i New York Yankees battevano in gara 6 i Philadelphia Phillies vincendo il titolo 27 della loro storia e chiudendo la stagione del baseball 2009. Ora siamo qui, un anno dopo, pronti a raccontare quello che è successso in questo 2010 del batti e corri. Lo facciamo in un modo singolare, con un Top 3 e Flop 3 realizzata da tutti i collaboratori del sito, per diversi settori: in Italia, in Europa, in MLB e nel Mondo.

TOP & FLOP 2010 PER IL SITO GRANDE SLAM

Prima di partire con le valutazioni di coloro che collaborano per il sito, ecco i pensieri sul meglio del 2010 in MLB di alcuni nostri lettori:
Alessandro Cuomo scrive: Nell’ Opening Day di Mlb la giocata di Buehrle, lanciatore dei White Sox, in mezzo alle gambe per eliminare il battitore che stava correndo in prima base.
Roberto Mantovani dice: In assoluto Gallaraga col suo perfect….. Negato dall’errore arbitrale.
Ma ancora di più il pianto dello stesso arbitro distrutto dal dispiacere il giorno dopo quando si è incontrato col giocatore.
Spettacolare, emozionante e perfetto esempio sul significato del vero spirito sportivo Americano.

Ecco come la pensiamo noi, invece:

DANIELE MATTIOLI

TOP 3 IN ITALIA

1 – Emilia al potere
Una finale solo emiliana non la si vedeva dal lontano 2003, anno della vittoria della Fortitudo Bologna sulla Comcor Modena in cinque partite. Quest’anno la squadra bolognese è arrivata a pochissimo dal vincere il secondo titolo consecutivo dopo quello del 2009, ma ha trovato un Parma Baseball duro a morire, che ha vinto il tricolore (decimo della storia) dopo sette lunghe e appassionanti sfide. Tutte all’insegna del “Made in Emilia”.
2 – Bidi&Fabio
Al secondo posto della classifica, metto Bidi Landuzzi e Fabio Betto. Il motivo? Il primo dopo una carriera sempre a Bologna ha deciso di appendere il guanto al chiodo e mancherà molto al baseball giocato, mentre Fabio Betto ha raggiunto quest’anno il record delle 100 vittorie in Serie A. Il secondo posto a pari merito è meritato.
3 – Le Franchigie
Finalmente sono arrivate e hanno portato un filo d’aria fresca nel mondo del baseball giocato. Certo c’è ancora qualcosa da perfezionare, ma come primo anno, non c’è da lamentarsi.

TOP 3 IN EUROPA

1 – Venticinque anni dopo
Juan Pablo Angrisano batte lungo e profondo dove l’esterno avversario non può arrivare. Ramos segna punto a casa e la Fortitudo Bologna è campione d’Europa venticinque anni dopo. Merito di una squadra e di uno staff tecnico che non molla mai e riporta a casa la terza coppa europea della storia, recuperando lo svantaggio alla decima ripresa. Epici.
2 – Lunga vita a Sua Maestà
Trascinatore contro il Minolta Pioniers e vincitore con due prova da “extraterrestre” nelle sfide contro gli spagnoli del San Boi e il San Marino nella semifinale delle Final Four di Barcelona: signori e signore Jesus Matos, il migliore lanciatore dell’Europa intera.
3 – Germania in crescita
Nessuno l’avrebbe detto, ma dopo aver parlato con Dustin Bergman nel girone eliminatorio di Brno e averli visti giocare, i tedeschi dell’Heidheneim sono stati la vera sorpresa dell’annata del baseball europeo andando vicini ad una vittoria storica. Sará per la prossima volta.

TOP 3 NEGLI STATES

1 – Il trio delle meraviglie
Metti assieme tre lanciatori del calibro di Tim Lincecum, Matt Cain e Madison Bumgarner e un box di battuta presente al momento giusto e capirai perché i San Francisco Giants sono i nuovi campioni del mondo. Facendo impazzire la baia e la California.
2 – Roy Halladay
Doc Roy scrive una nuova pagina di storia del baseball firmando un perfect game in Regular Season e una No Hit al suo esordio ai Playoff. Philadelphia se lo coccola e punta a ritornare grande con i suoi lanci. Chapeau.
3 – Dai Alex, Dai
Essere tra i 40 giocatori chiamati a far parte dello Spring Training dei Seattle Mariners è motivo di prestigio e vuol dire che sei ad un passo dal baseball vero e proprio. E allora dal prossimo marzo tutti a fare il tifo per Alex Liddi sperando che riesca a coronare il suo sogno. In attesa che anche Ale Maestri dimentichi il 2010 e riparta alla grande con il doppio A dei Chicago Cubs.

TOP 3 NEL MONDO

1 – Storici
Terzo posto alla Coppa Intercontinetale e primo all’Europeo: la nazionale italiana ha fatto quello che non ha mai realizzato in precedenza, vicendo la prima medaglia extraeuropea e ritornando sul tetto d’Europa tredici anni dopo. La storia è stata scritta.
2 – Orange
D’accordo che sono arrivati secondi in Europa, ma hanno messo paura a Cuba nella Finale della Coppa Intercontinentale dimostrando come l’Europa del Baseball sia in ottime condizioni.
3 – Pedro Lazo
Dopo tantissimi anni di gioco, si ritira uno dei più grandi campioni di questo sport. Cuba e il baseball mondiale perdono uno grandissimo del batti e corri.

FLOP 3 IN GENERALE

1 – I media italiani
Se ne potrebbe parlare per ore e ore, ma la pubblicità che ha il baseball su giornali e televisioni è veramente imbarazzante confrontandolo con altri sport. L’esempio più eclatante è stato per la Coppa Intercontinentale. La Rai che fine ha fatto? D’accordo che la diretta live poteva avere un costo esagerato, ma almeno la trasimissione in differita potevano farlo.
2 – Risse in IBL
D’accordo, a volte succede e tutto ciò è normale, ma vedere quello che è successo nelle Finali IBL è veramente triste, soprattutto con tanti spettatori sugli spalti. Sentire poi i fischi attribuiti (senza motivo) ad un campione come Jesus Matos in gara 7 a Parma, ti fanno capire come girano effettivamente le cose.
3 – Gli arbitri in Italia
Troppo protagonisti, a volte sembrano messi lì per sbaglio. Se si vuole avere credibilità, bisogna partire da loro.

EMILIANO DELLUCCA

TOP 3 IN ITALIA

1 – Parma Baseball
Niente da dire: hanno vinto il campionato, complimenti a loro.
2 – Fortitudo Bologna
Finale Scudetto persa in gara 7 e vittoria in Coppa Italia. La davano per messa male, invece…
3 – Juan Pablo Angrisano
Catcher come lui in Italia non ce ne sono.

TOP 3 IN EUROPA

1 – Bidi Landuzzi
Grazie di tutto Capitano!!!
2 – Fortitudo Bologna (di nuovo)
Campione d’Europa dopo oltre 20 anni: che dire di più?
3 – Heidenheim Heidekopfe
La grande sorpresa d’Europa. Il baseball tedesco cresce vertiginosamente e loro ne sono la dimostrazione. Ti aspettavi gli olandesi invece…

TOP 3 NEGLI STATES

1 – Tim Lincecum
Vincitore di gara 1 e gara 5, ha spazzato via tutti i battitori affrontati. Non the Freak ma the Champ!
2 – San Francisco Giants
Riescono finalmente a vincere le World Series da quando si sono trasferiti sulla baia. Complimenti!
3 – Texas Rangers
In uno stato dove il football la fa da padrone loro sono riusciti ad arrivare fino in fondo. Sarà per la prossima ragazzi.

TOP 3 NEL MONDO

1 – Italia
Finalmente schiantati gli olandesi con personalità e grande gioco. Un anno da incorniciare per il baseball italiano. Un nuovo rinascimento.
2 – Olanda
Sempre lì e sempre quelli da battere. Costanti.
3 – Germania
Il baseball tedesco cresce, merito di un’ottima programmazione.

FLOP 3 IN GENERALE

1 – Risse in finale IBL
Gradiremmo non vedere più giocatori aggrediti da entrambe le tifoserie, dita medie verso il pubblico o altri giocatori, fischi vergognosi verso campioni stimati. Basta così, grazie.
2 – Arbitri
Dilettanti allo sbaraglio.
3 – World Series 2010
Complimenti alle due franchigie che si sono guadagnate il diritto di andare in finale, ma il livello di gioco è stato veramente a volte pietoso. Ho rimpianto New York e Philadelphia.

MARA MENNELLA

TOP 3 IN ITALIA

1 – Sistema franchigie
Il propulsore più adatto per far crescere il Baseball in Italia (ovviamente quando sfruttato e gestito nel modo corretto).
Ha permesso di non far sparire le realtà più piccole e di allargare ancora di più quelle più affermate, dando ai giovani maggiori possibilità di entrare nel circuito della IBL.
2 – Parma
Campionessa d’Italia e giustamente premiata per un progetto a lungo termine che ha finalmente portato i suoi frutti.
3 – I 14 inning di Parma vs Bologna nella Post Season
Posso dire con orgoglio che io, quel 4 agosto, c’ero. Insieme alla mia inseparabile coperta, al mio compagno di avventure, a patatine, coca cola, birra e hot dog ho assistito ad una delle partite più emozionanti. Quattro ore e quindici minuti con il fiato sospeso, in uno stadio stracolmo e sempre vivo che non ha mai abbandonato i suoi giocatori.

TOP 3 IN EUROPA

1 – Italia
Maledetto campanilismo. Ma se siamo campioni d’Europa e abbiamo battuto Taiwan e Giappone un motivo c’è.
2 – L’Europeo vinto dall’Italia
Scappare dal lavoro, cercare una tv con satellite, vedere l’Italia che domina l’Olanda e poi spiegare perché stai facendo i salti di gioia non ha prezzo.
3 – Olanda
Nutro una certa simpatia per i nostri eterni rivali del nord. Ho avuto la possibilità di seguirli per qualche giorno in occasione della BWC 2009: (quasi) tutti gentili, simpatici e disponibili.

TOP 3 NEGLI STATES

1 – San Francisco Giants
Come non citare i vincitori delle World Series? Saranno state le più noiose da anni, ma perdere ore di sonno per vedere i club più forti degli USA è stato entusiasmante e da veri malati di baseball.
2 – Roy Halladay
Un perfect game nella regular season e una no-hit nel post season per il lanciatore dei Philadelphia Phillies, giustamente entrato nella storia.
3 – Jennie Finch
Una delle donne più belle che abbia mai visto che si “allontana” temporaneamente dal softball per dedicarsi alla sua famiglia. Vincitrice di mondiali e Olimpiadi, con estrema umiltà saluta il suo sport e i suoi tifosi, ma senza dire loro addio. Ritornerà?

TOP 3 NEL MONDO

1 – Usa
2 – Cuba
3 – Venezuela

Sono semplicemente le nazionali per me più rappresentative, quello a cui penso subito quando si parla di baseball. Come l’Utalia è uguale al calcio.

FLOP 3 IN GENERALE

1 – Poca visibilità (comunque maggiore rispetto agli anni passati).
2 – Il riconoscimento di fatiche e sacrifici che spesso non c’è stato.
3 – La mancanza di solidarietà: è uno sport minore, siamo più o meno tutti nella stessa barca.

RUBEN HERNANDEZ

TOP 3 IN ITALIA

1 – La No Hit di Jim Brower
Iniziare la propria avventura in Italia con una gara del genere in trasferta sul campo del Grosseto dice tanto.
2 – La tripla corona di Carlos Duran
Era da tempo che un giocatore non si aggiudicava questo premio: miglior battitore, fuoricampista e battitore di punti battuti a casa. Tanta roba.
3 – Marcos Yepez
Una stagione regolare normale, ma poi è venuto fuori quando contava ovvero nella fase finale. Se Parma ha vinto, deve tantissimo a lui.

TOP 3 IN EUROPA

1 – Fortitudo Bologna
2 – T&A San Marino
3 – Barcelona

TOP 3 NEGLI STATES

1 – Perfect Games
Le gare perfette di Roy Halladay e Dallas Braden. Grandissimi.
2 – Il grande slam di Nava
Esordire in Major League battendo un grande slam è il sogno di tutti. E’ successo a Daniel Nava con i Red Sox. Bravissimo.
3 – Le World Series 2010
Complimenti ai campioni dei San Francisco Giants e ai Texas Rangers. Anche se la qualità non è stata elevata, sono stati molto bravi ad arrivarci.

TOP 3 NEL MONDO

1 – Italia
2 – Olanda
3 – Germania

FLOP 3 IN GENERALE

1 – La Nazionale spagnola all’Europeo 2010
2 – Il Quasi Perfect Game di Armando Gallaraga, deciso da un errore arbitrale.
3 – Gli arbitraggi in generale.

LORENZO BELLOCCHIO

Da fotografo, partirei dicendo che una delle foto più brutte è quella riguardante la rissa in gara 4 delle Finali IBL tra Parma e Bologna, ma voglio parlare di quella foto che per me è la più bella. Ovvero quella della Coppa Campioni 2010, vinta dalla Fortitudo Bologna.

E OVVIAMENTE BUON 2011 A TUTTI DA PARTE DELLO STAFF DEL SITO GRANDE SLAM: IL BASEBALL VISTO DA UN TIFOSO!

WORLD SERIES 2010 (12): IL COMMENTO DEI GIOCATORI DEI SAN FRANCISCO GIANTS, CAMPIONI DEL MONDO 2010

da Arlington (Texas, Usa), DANIELE MATTIOLI

I San Francisco Giants sono i nuovi Campioni del Mondo, dopo aver battuto in cinque gare i Texas Rangers alle World Series. Ecco tutti i commenti raccolti negli istanti subito dopo la fine della partita e durante i festeggiamenti della vittoria.

E’ il sogno di ogni lanciatore chiudere una partita realizzando uno strike out. Figurarsi se quello strike out può valere una vittoria alle World Series, e addirittura il Titolo di Campione del Mondo. E per Brian Wilson quel sogno è diventato realtà, quando ha eliminato al piatto Nelson Cruz dando vittoria e trofeo ai suoi San Francisco Giants. “Sono andato sul monte per chiudere la gara nell’ultima ripresa, e ho sempre pensato a tirare in mezzo al piatto. Devo dire che mi è andata molto bene“. Un rilievo perfetto quello del closer della squadra californiana che sottolinea come “il segreto di questo team, nonostante ci siano tanti giocatori dalle forti qualità e provenienti da paesi differenti, è quello di avere una parola comune che ci guida ogni partita. Questa parola è il baseball e di cercare di giocarlo il più uniti possibile come una squadra e dopo una stagione culminata con questi risultati posso dire che ci siamo riusciti alla grande“. L’eroe delle World Series è stato però Edgar Renteria, autore del fuoricampo della vittoria nell’ultima partita e sempre pronto a portare a casa i compagni con valide al momento giusto. L’ex interbase dei St. Louis Cardinals ha detto “è stato un’annata dura la mia, soprattutto perchè dovevo ritrovare fiducia nelle mie capacità dopo qualche passo falso degli ultimi anni e anche per via di alcuni infortuni che hanno condizionato il mio utilizzo in stagiome. Dopo tanto lavoro credo che non ci sia niente di più bello che ricevere un premio di questo genere ed essere risultato decisivo per la mia squadra nella vittoria finale“. L’ultima battuta spetta a Tim Lincecum, lanciatore vincente in gara uno e nella sfida che ha sancito la vittoria delle World Series, la quinta partita. L’ace di San Francisco commenta la sfida dicendo “è stato un continuo crescendo di adrenalina dal primo all’ultimo out, anche se dopo l’emozione iniziale mi sono calmato con il passare degli out. E’ una vittoria di una grande squadra, che ha dimostrato di sapere fare grandi cose. Renteria? Ha passato tanto tempo fuori dal campo per via di problemi fisici, ma una volta ritornato nessuno è stato in grado di fermarlo e ora è lì con il premio di MVP in mano. E’ anche merito suo se siamo i nuovi Campioni del Mondo“.

WORLD SERIES 2010 (11): I SAN FRANCISCO GIANTS VINCONO LE WORLD SERIES 2010

da Arlington (Texas, Usa), DANIELE MATTIOLI

I San Francisco Giants vincono le World Series 2010, sconfiggendo in gara cinque i Texas Rangers per 3 a 1. Protagonista della gara Edgar Renteria, autore del fuoricampo vincente da tre punti al settimo inning e un maestoso Tim Lincecum sul monte di lancio.

Dopo cinquantasei lunghi anni ci sono riusciti. E in che modo: schiantando l’avversario e vincendo la serie in cinque partite. I San Francisco Giants sono i nuovi Campioni del Mondo. Le World Series tornano in California.

Un successo che ha come parola chiave il concetto di “squadra” che il Manager Billy Bochy ha saputo dare alla sua squadra. I giocatori dei Giants, infatti, sono in gran parte le rimanenze, gli scarti per dirlo direttamente, delle altre squadre. Cody Ross, inserito in extremis nel roster per Josè Guillen, è risultato l’arma in più nella Finale della National League e presente anche alle World Series. Aubrey Huff, dopo essersi spostato da una squadra all’altra ha trovato la sua realtà qui, come anche Juan Uribe, tra i beniamini della tifoseria. Si può dire lo stesso anche di Edgar Renteria, nominato meritatamente MVP delle Finali, che dopo essere apparso in calo nelle ultime stagioni, è tornato decisivo con la casacca Giants. Puro caso? Difficile a dirsi, ma se si aggiungono a questi giocatori “redivivi”, campioni del calibro di Tim Lincecum (due vittorie sue due uscite per lui contro Texas), Matt Cain, Maddison Bumgarner e del closer Brian Wilson ecco che viene a formarsi la squadra che qualche ora addietro si è laureata Campione del Mondo, cinquantasei anni dopo l’ultima volta, quando ancora i Giants giocavano a New York.

Tutti i tifosi dei Texas Rangers sperano in un clamoroso ritorno in carreggiata dei loro beniamini e si affidano a Cliff Lee sul monte di lancio per fermare Cody Ross e compagni, in vantaggio tre gare a uno nella serie. Dall’altra parte, per i San Francisco Giants lancia Tim Lincecum, giá vittorioso in gara uno proprio contro l’ex lanciatore dei Seatlle Mariners. C’è uno spicchio colorato di arancione dietro casa base: sono i tanti tifosi della squadra californiana giunti nella speranza di festeggiare giá stasera il titolo di Campioni del Mondo.
Per sei riprese si assiste ad un dominio dei lanciatori. Cliff Lee da una parte, Tim Lincecum dall’altra viaggiano sullo stesso binario: strike out, eliminazione in diamante, al volo e solo qualche, rarissima volta, i battitori delle due squadre paiono capirci qualcosa. Poi ecco il momento. Ad inizio settimo inning, Cody Ross e Juan Uribe trovano due valide di fila. I due avanzano di una base sulla smorzata di sacrificio di Aubrey Huff, ben difesa da Lee che per lanciare in prima si tuffa, realizzando l’out. Pat Burrell, poi, continua le sue orribili World Series andando ancora una volta strike out (undici volte in tredici turni al box per lui, quasi un record). Ma alla fine ci pensa lui, Edgar Renteria. Missile che si perde oltre gli esterni per il fuoricampo che vale il 3 a 0 e al giocatore il premio di MVP qualche decina di minuti più tardi. E’ praticamente fatta per i Giants, nonostante Nelson Cruz colpisca il fuoricampo che accorcia le distanze sul 3 a 1. Tim Lincecum è veramente tanta roba (in otto inning, tre valide subite con dieci eliminazioni al piatto) veramente tanta roba anche per quello che é il migliore attacco della lega che non supporta adeguatamente il comunque buon Lee e vede sfumare la possibiltà di vincere il titolo. E del closer Brian Wilson l’ultimo inning, perfetto, della stagione MLB. Elimina al piatto Nelson Cruz per il ventisettesimo out dell’incontro. I San Francisco Giants sono i nuovi Campioni del Mondo. La festa può finalmente iniziare.

WORLD SERIES 2010 (10): IL COMMENTO DEI PROTAGONISTI DI GARA QUATTRO

da Arlington (Texas, Usa), DANIELE MATTIOLI

Sono Bumgarner e Huff i protagonisti della vittoria di San Francisco contro Texas in gara 4 delle World Series. Ecco il loro commento finita la gara.

Nella vita c’è sempre una prima volta per ogni cosa. Il primo bacio, il primo giorno di scuola e la prima guida della macchina. Per lui, Maddison Bumgarner, è stata la prima volta alle World Series. E difficilmente se la scorderà: otto inning senza subite punti e tutti in pieno controllo del lineup dei Rangers, sconfitti 4 a 0 in gara quattro delle World Series e ora sotto tre gare a uno nella serie. “Cosa ho fatto per restare così calmo e lanciare bene?” si chiede il lanciatore dei San Francisco Giants “beh, mi sono preso il tempo necessario consapevole di quello che potevo dare in ogni situazione. Mi ha aiutato molto lo stare sempre rilassato. E’ una vittoria fondamentale la nostra“. Successo ottenuto grazie a tutta la squadra ma in particolare, oltre al lanciatore, di tre giocatori Buster Posey, autore del fuoricampo del 4 a 0, Andres Torres, il più costante nel box di battuta, e Aubrey Huff, autore dell’homer da due punti che ha aperto la gara. Proprio il prima base dei Giants chiude il giro di commenti affermando che “sará sicuramente una nottata a sogni tranquilli per la vittoria ottenuta e speriamo di fare il bis anche domani“. I tifosi di San Francisco lo sperano, quelli di Texas un pó meno.

 

Nella foto, Bumgarner parla con Posey (a sinistra) durante la gara.

WORLD SERIES 2010 (9): BUMGARNER E HUFF TRASCINANO SAN FRANCISCO ALLA VITTORIA. I GIANTS SONO AD UN PASSO DAL TITOLO

da Arlington (Texas, Usa), DANIELE MATTIOLI

Gara quattro delle World Series 2010 è un dominio di San Francisco che è ad una gara dal titolo. Vince Bumgarner che lancia otto inning splendidi, decisivo l’homer di Huff.

Alla fine ci sono solo i tifosi di San Francisco, giunti qui in Texas a seguire la squadra, a festeggiare dentro lo stadio. A scattarsi foto ricordo di un successo che potrebbe dire World Series 2010. I Giants espugnano Arlington in gara quattro con il punteggio di 4 a 0, e si portano tre gare a uno nella serie contro Texas, mettendo i Rangers sull’orlo del baratro. L’impressione è che la squadra texana sia scarica a livello fisico e mentale e i media locali addirittura non credono in una possibile rimonta. Ad esempio, finita la partita, ho scambiato due parole con un collega di Dallas il quale ha commentato la partita dicendo: “E’ finita. Anche se lancia Cliff Lee domani, poi in gara 6 sará in ogni caso impossibile”.

Gara 4 sarà la partita che Maddison Bumgarner ricorderà per tutta la vita probabilmente. Otto inning lanciati per lui, tre sole valide concesse e nessun punto subito per un lanciatore al debutto ai Playoff. Una concentrazione altissima, scelta dei lanci corretta e una facilità di entrare nell’aria dello strike disarmante. Dalla sua, il partente dei Giants ha avuto anche una buona difesa (Ross all’esterno destro e Sanchez in seconda) e soprattutto una gran guida a riceverlo, nonostante anche lui sia un rookie, in Buster Posey, autore di una bella prova difensiva e offensiva. Il giovane catcher ha infatti battuto il fuoricampo del 4 a 0 all’ottavo inning, dopo che nella ripresa prima era stato un doppio di uno scatenato Torres a firmare il 3 a 0.
E i primi due punti di chi sono merito? Di un prima base scartato da tutte le altre squadre e che invece in California è rinato. Aubrey Huff avrà sicuramente riso sotto i baffi quando, alla terza ripresa, ha spedito la pallina lanciata da Hunter oltre le recinzioni destra per il momentaneo doppio vantaggio dei Giants.

La serie è ora indirizzata sempre più verso San Francisco, con i Rangers che da domani dovranno vincere ogni gara per portare le World Series a gara 7. Sará Cliff Lee a suonare la carica per i suoi, Tim Lincecum permettendo.

WORLD SERIES 2010 (8): I COMMENTI DEI PROTAGONISTI DI GARA TRE

da Arlington (Texas, Usa), DANIELE MATTIOLI

I commenti dei protagonisti di gara tre delle World Series, vinta dai Texas Rangers su San Francisco per 4 a 2. Sentiamo Mitch Moreland e Colby Lewis.

Lui in realtà potrebbe fare il lanciatore e anche di un certo livello, essendolo stato al College. Ora invece occupa il cuscino di prima dei Texas Rangers e in gara tre delle World Series ha fatto la storia con un homer che ha caricato i suoi ancora di più. “Sapevo di poter portare a casa un compagno” dice Mitch Morelande allora ho cercato di battere valido e alla fine è arrivato un fuoricampo importantissimo per noi e per le nostre World Series”. Gli fa eco l’altro eroe della serata, Colby Lewis che afferma “dovevamo vincere per riportare la serie a contatto e ci siamo riusciti, merito di un pubblico che con il suo tifo ti fa entrare in campo carico e senza problemi a livello mentale.
E domani sera, ora di Dallas, una nuova partita, per decidere chi debba vincere gara 5.