ALESSANDRO MAESTRI FIRMA CON I SALTDOGS IN INDEPENDENT LEAGUE. CONTINUA L’AVVENTURA DI ALEX LIDDI CON I TACOMA RAINIERS

di DANIELE MATTIOLI

Dopo essere stato tagliato dai Chicago Cubs, Alessandro Maestri firma un contratto in Independent League con i Lincoln Saltdogs. Intanto Alex Liddi cerca di prendere confidenza in Triplo A con i Tacoma Rainiers.

Alessandro Maestri sarà sì stato tagliato dai Chicago Cubs ma non abbandonda la sua avventura americana. Il lanciatore della nazionale italiana ha infatti firmato il contratto con i Lincoln Saltdogs e giocherà in Independent League. La squadra del Nebraska inizierà il campionato tra trenta giorni e l’acquisto di un giocatore esperto e dalle grandi qualità come Maestri servirà enormemente per una compagine che ha come obiettivo quello di raggiungere la Post Season.

Chi sta giocando ancora in Minor League ed ha possibiltà di vedere presto la Major League è Alex Liddi, impegnato con i Tacoma Rainiers in Triplo. La squadra affiliata ai Seattle Mariners ha incominciato a vincere dopo lo stop iniziale e ora ha un record di .500, equivalente a due vittorie e altrettante sconfitte. Sta avendo vita difficile il nostro Alex, che sta cercando di ambientarsi al meglio nella nuova compagine. Per lui al momento la media battuta è di .071 con una sola valida colpita (un doppio, un punto battuto a casa e sette strike out subiti) in quattordici turni nel box di battuta. Ma il tempo a disposizione per il terza base è ancora tanto e la sua classe, siamo certi, verrà presto fuori.

Annunci

ALESSANDRO MAESTRI E’ STATO TAGLIATO DAI CHICAGO CUBS

di DANIELE MATTIOLI

Notizia clamorosa nel baseball italiano: Alex Maestri è stato rilasciato dai Chicago Cubs. Lo comunica il sito Baseball America. Per il lanciatore italiano il taglio è arrivato a pochissimi giorni dall’inizio della stagione regolare.

Peccato, peccato davvero. Alessandro Maestri non è riuscito a sfondare nella franchigia dei Chiacago Cubs. Il lanciatore italiano, infatti, è stato tagliato dalla squadra americana insieme ad altri nove giocatori. Lo comunica il sito BaseballAmerica.
Il pitcher originario di Rimini doveva iniziare la stagione in Singolo A avanzato con la compagine dei Daytona Cubs. L’anno scorso il lanciatore aveva giocato al di sotto delle aspettative, ma non si pensava certamente al taglio, a così breve distanza dall’inizio della stagione regolare.
Con la franchigia dei Chicago Cubs, Alessandro Maestri aveva raggiunto il Doppio A con i Tennessie Smokies, oltre ad aver esordito in Spring Training con la squadra di Major League nel 2009.
Cosa farà ora il lanciatore? Ritornerà in Italia (a San Marino?), oppure cercherà subito un ingaggio in Minor League? In ogni caso, il sito Grande Slam fa “l’in bocca al lupo” per un immediato riscatto ad un grande giocatore come Alessandro Maestri.

Per chi volesse leggersi l’intervista realizzata lo scorso settembre con il lanciatore, questo è il link.

NEWS UPDATE: Alessandro Maestri continuerà la propria avventura in America, ma nelle Leghe Indipendenti.

(Si chiede, inoltre, qualora venissero prese notizie da questo articolo, di linkare la fonte. Grazie).

NUOVA INTERVISTA A MATTEO D’ANGELO, GIUNTO ALL’ULTIMO ANNO DI COLLEGE IN USA CON I WINTHROP EAGLES

di DANIELE MATTIOLI

In occasione del terzo compleanno, il sito Grande Slam intervista Matteo D’Angelo, lanciatore ex Fortitudo Bologna, impegnato nell’ultimo anno di College USA con Winthrop. Parliamo con lui parlato degli obiettivi di questo 2011, del campionato dii Major League, del duo Liddi&Maestri e della Fortitudo Bologna.

Sarebbe il massimo per un giocatore chiudere la stagione vincendo la propria Divison di College e andare a giocare i Regionals. Diventerebbe ancora più bello se tutto ciò accadesse nel tuo ultimo anno di baseball universitario negli USA. Matteo D’Angelo sa benissimo tutto ciò. Il lanciatore, prodotto del vivaio di Latina, è infatti arrivato all’ultimo anno di college con l’Università di Winthrop e nel corso di questa intervista inedita al sito GrandeSlam racconta tutte i suoi obiettivi dell’annata 2011. Non solo. Insieme a Matteo D’Angelo parliamo anche del suo futuro, della Fortitudo Bologna, di come si stanno comportando Alex Liddi e Alessandro Maestri negli USA e del campionato di Major League, ormai in partenza. Buona Lettura!

DANIELE MATTIOLI: Dopo circa un anno e mezzo, eccoci di nuovo qui in tua compagnia Matteo. La prima domanda è semplice, ma sempre efficace. Come va la tua avventura negli States?
MATTEO D’ANGELO: Ciao Daniele, è un piacere rispondere alle tue domande. La mia esperienza sta andando bene anche se purtroppo sono al mio ultimo anno di college.

DANIELE MATTIOLI: Avete iniziato la stagione 2011 con il record di nove vittorie e undici sconfitte. Quali sono gli obiettivi della squadra per questa annata, che coincide anche con il tuo ultimo anno a Winthrop?
MATTEO D’ANGELO: Gli obiettivi per la squadra sono quelli di vincere la conference e ottenere la qualificazione per gli NCAA Regionals.

DANIELE MATTIOLI: Guardando i tuoi dati, sei partito con il record di due vinte e tre perse, ma, leggendo i tuoi dati si vede come questi siano influenzati dalla difesa non troppo eccezionale. In ogni caso, quando sarà al Top della Condizione Matteo D’Angelo?
MATTEO D’ANGELO: Spero presto, è frustrante non riuscire a vincere partite che sono alla portata. La difesa che fa qualche capriccio è un motivo in più per allenarsi più duramente e compensare gli errori con prestazione migliori. Ovviamente non è facile, però con la bella stagione sono convinto che ci sarà un salto di qualità.

DANIELE MATTIOLI: Parlando della scorsa stagione, nel 2010 sei stato inserito nella seconda squadra dell’All-Big South, ovvero della Division nella quale giocate. Un tuo commento a riguardo.
MATTEO D’ANGELO: E’ stato un buon risultato dato che non avevo iniziato la stagione nei migliori dei modi, ma non sono del tutto soddisfatto dato che il mio obiettivo era quello della prima squadra.

DANIELE MATTIOLI: Sempre nella passata stagione, hai stabilito tanti record personali, come ad esempio quello di tirare tre gare complete, di cui la prima nella partita contro Presbyterian College. Se dovessi scegliere tre momenti importanti dell’annata 2010, quali sarebbero?
MATTEO D’ANGELO: Le cose che ricordo in particolare sono il complete game shutout (gara completa senza subire punti NDI), una soddisfazione che non posso descrivere. E poi il secondo stretch dello scorso campionato dove ho lanciato 7+ inning per 5 partite di fila.

DANIELE MATTIOLI: Questo è il tuo ultimo anno al College, e di conseguenza anche la vita all’interno dell’Università sarà cambiata, rispetto agli inizi. Come ci si sente ora?
MATTEO D’ANGELO: Ci si sente vecchi (ride NDI) ahaha sono uno dei più vecchi nello spogliatoio, e con l’esperienza arrivano anche determinati privilegi che rendono la vita al college e all’interno della squadra molto più semplice.

DANIELE MATTIOLI: Arriviamo alla domanda più difficile, forse. Una volta concluso l’ultimo anno, cosa farà Matteo D’Angelo? Tenterà la strada del Draft in Major League oppure ritornerà in Italia?
MATTEO D’ANGELO: Sfortunatamente la strada del Draft non dipende da me, se potessi scegliere la mia decisione l’avrei già presa. In ogni modo se il baseball professionistico non dovrebbe funzionare la Fortitudo è sempre nel mio cuore. Il baseball mi ha dato grande gioie e opportunità, ma si avvicina anche il momento in cui bisogna decidere che strada percorrere e non sempre le due sono compatibili.

DANIELE MATTIOLI: A proposito di Italia, una battuta su quanto di buono fatto dalla Fortitudo nella scorsa stagione. Hai seguito la tua ex squadra nella vittoria della Coppa Campioni? Hai sentito qualcuno della formazione?
MATTEO D’ANGELO: Sì, seguo sempre la squadra su internet e sono contentissimo dei risultati ottenuti, ogni tanto ho un po’ di nostalgia ricordando i bei momenti trascorsi in Fortitudo. Mi sento con i ragazzi e con Nano (il Manager Marco Nanni NDI) tramite mail o Facebook, ed è sempre bello ricevere belle notizie dall’Italia.

DANIELE MATTIOLI: Parlando invece di baseball 2011, stai seguendo un po’ il mercato di Major League? Quale squadra ti sembra si sia mossa meglio sul mercato?
MATTEO D’ANGELO: Decisamente i Boston Red Sox hanno fatto una gran mossa con Carl Crawford. E i Texas Rangers che hanno firmato Beltre, così da avere più potenza nel loro lineup.

DANIELE MATTIOLI: Condividi anche te, l’idea che la finale delle prossime World Series sia tra i Philadelphia Phillies e i Boston Red Sox?
MATTEO D’ANGELO: Decisamente entrambe le squadre sono fortissime sulla carta, ma come tutti sappiamo è sempre il campo ad avere l’ultima. La stagione è molto lunga e non si sa mai: si potrebbero infilare i Minnesota Twins, gli Atlanta Braves o i New York Yankees.

DANIELE MATTIOLI: Parliamo di Major League e ti viene spontaneo il nome di Alex Liddi. Cosa ne pensi di quanto ha fatto nello Spring Training? E di Alessandro Maestri? Pensi che si riprenderà dopo la stagione “così così” dello scorso anno?
MATTEO D’ANGELO: Penso che Alex sia sulla strada giusta per entrare nella storia, sta facendo delle cose incredibili e tifo per lui! Per quanto riguarda Alemae (nickname di Alessandro Maestri NDI) penso che capiti a tutti di avere delle stagioni non troppo brillanti, credo anche lui abbia tutte le capacità per competere ai massimi livelli. Colgo l’occasione per fare un grosso in bocca al lupo ad entrambi e a tutti i ragazzi che sono in America per questa stagione 2011.

DANIELE MATTIOLI: Infine, visto che la stagione è nella parte centrale, cosa ti aspetti dalla parte rimanente?
MATTEO D’ANGELO: Mi aspetto una reazione da parte di tutta la squadra e una streak vincente. Dato che si tratta del mio ultimo campionato di college non sarebbe male riuscire a conquistare il titolo della Big South Conference ed accedere ai Regionals.

DANIELE MATTIOLI: Grazie per la disponibilità Matteo.
MATTEO D’ANGELO: Grazie a te.

I TOP E I FLOP DEL 2010 PER IL SITO GRANDESLAM

Sembra ieri quando i New York Yankees battevano in gara 6 i Philadelphia Phillies vincendo il titolo 27 della loro storia e chiudendo la stagione del baseball 2009. Ora siamo qui, un anno dopo, pronti a raccontare quello che è successso in questo 2010 del batti e corri. Lo facciamo in un modo singolare, con un Top 3 e Flop 3 realizzata da tutti i collaboratori del sito, per diversi settori: in Italia, in Europa, in MLB e nel Mondo.

TOP & FLOP 2010 PER IL SITO GRANDE SLAM

Prima di partire con le valutazioni di coloro che collaborano per il sito, ecco i pensieri sul meglio del 2010 in MLB di alcuni nostri lettori:
Alessandro Cuomo scrive: Nell’ Opening Day di Mlb la giocata di Buehrle, lanciatore dei White Sox, in mezzo alle gambe per eliminare il battitore che stava correndo in prima base.
Roberto Mantovani dice: In assoluto Gallaraga col suo perfect….. Negato dall’errore arbitrale.
Ma ancora di più il pianto dello stesso arbitro distrutto dal dispiacere il giorno dopo quando si è incontrato col giocatore.
Spettacolare, emozionante e perfetto esempio sul significato del vero spirito sportivo Americano.

Ecco come la pensiamo noi, invece:

DANIELE MATTIOLI

TOP 3 IN ITALIA

1 – Emilia al potere
Una finale solo emiliana non la si vedeva dal lontano 2003, anno della vittoria della Fortitudo Bologna sulla Comcor Modena in cinque partite. Quest’anno la squadra bolognese è arrivata a pochissimo dal vincere il secondo titolo consecutivo dopo quello del 2009, ma ha trovato un Parma Baseball duro a morire, che ha vinto il tricolore (decimo della storia) dopo sette lunghe e appassionanti sfide. Tutte all’insegna del “Made in Emilia”.
2 – Bidi&Fabio
Al secondo posto della classifica, metto Bidi Landuzzi e Fabio Betto. Il motivo? Il primo dopo una carriera sempre a Bologna ha deciso di appendere il guanto al chiodo e mancherà molto al baseball giocato, mentre Fabio Betto ha raggiunto quest’anno il record delle 100 vittorie in Serie A. Il secondo posto a pari merito è meritato.
3 – Le Franchigie
Finalmente sono arrivate e hanno portato un filo d’aria fresca nel mondo del baseball giocato. Certo c’è ancora qualcosa da perfezionare, ma come primo anno, non c’è da lamentarsi.

TOP 3 IN EUROPA

1 – Venticinque anni dopo
Juan Pablo Angrisano batte lungo e profondo dove l’esterno avversario non può arrivare. Ramos segna punto a casa e la Fortitudo Bologna è campione d’Europa venticinque anni dopo. Merito di una squadra e di uno staff tecnico che non molla mai e riporta a casa la terza coppa europea della storia, recuperando lo svantaggio alla decima ripresa. Epici.
2 – Lunga vita a Sua Maestà
Trascinatore contro il Minolta Pioniers e vincitore con due prova da “extraterrestre” nelle sfide contro gli spagnoli del San Boi e il San Marino nella semifinale delle Final Four di Barcelona: signori e signore Jesus Matos, il migliore lanciatore dell’Europa intera.
3 – Germania in crescita
Nessuno l’avrebbe detto, ma dopo aver parlato con Dustin Bergman nel girone eliminatorio di Brno e averli visti giocare, i tedeschi dell’Heidheneim sono stati la vera sorpresa dell’annata del baseball europeo andando vicini ad una vittoria storica. Sará per la prossima volta.

TOP 3 NEGLI STATES

1 – Il trio delle meraviglie
Metti assieme tre lanciatori del calibro di Tim Lincecum, Matt Cain e Madison Bumgarner e un box di battuta presente al momento giusto e capirai perché i San Francisco Giants sono i nuovi campioni del mondo. Facendo impazzire la baia e la California.
2 – Roy Halladay
Doc Roy scrive una nuova pagina di storia del baseball firmando un perfect game in Regular Season e una No Hit al suo esordio ai Playoff. Philadelphia se lo coccola e punta a ritornare grande con i suoi lanci. Chapeau.
3 – Dai Alex, Dai
Essere tra i 40 giocatori chiamati a far parte dello Spring Training dei Seattle Mariners è motivo di prestigio e vuol dire che sei ad un passo dal baseball vero e proprio. E allora dal prossimo marzo tutti a fare il tifo per Alex Liddi sperando che riesca a coronare il suo sogno. In attesa che anche Ale Maestri dimentichi il 2010 e riparta alla grande con il doppio A dei Chicago Cubs.

TOP 3 NEL MONDO

1 – Storici
Terzo posto alla Coppa Intercontinetale e primo all’Europeo: la nazionale italiana ha fatto quello che non ha mai realizzato in precedenza, vicendo la prima medaglia extraeuropea e ritornando sul tetto d’Europa tredici anni dopo. La storia è stata scritta.
2 – Orange
D’accordo che sono arrivati secondi in Europa, ma hanno messo paura a Cuba nella Finale della Coppa Intercontinentale dimostrando come l’Europa del Baseball sia in ottime condizioni.
3 – Pedro Lazo
Dopo tantissimi anni di gioco, si ritira uno dei più grandi campioni di questo sport. Cuba e il baseball mondiale perdono uno grandissimo del batti e corri.

FLOP 3 IN GENERALE

1 – I media italiani
Se ne potrebbe parlare per ore e ore, ma la pubblicità che ha il baseball su giornali e televisioni è veramente imbarazzante confrontandolo con altri sport. L’esempio più eclatante è stato per la Coppa Intercontinentale. La Rai che fine ha fatto? D’accordo che la diretta live poteva avere un costo esagerato, ma almeno la trasimissione in differita potevano farlo.
2 – Risse in IBL
D’accordo, a volte succede e tutto ciò è normale, ma vedere quello che è successo nelle Finali IBL è veramente triste, soprattutto con tanti spettatori sugli spalti. Sentire poi i fischi attribuiti (senza motivo) ad un campione come Jesus Matos in gara 7 a Parma, ti fanno capire come girano effettivamente le cose.
3 – Gli arbitri in Italia
Troppo protagonisti, a volte sembrano messi lì per sbaglio. Se si vuole avere credibilità, bisogna partire da loro.

EMILIANO DELLUCCA

TOP 3 IN ITALIA

1 – Parma Baseball
Niente da dire: hanno vinto il campionato, complimenti a loro.
2 – Fortitudo Bologna
Finale Scudetto persa in gara 7 e vittoria in Coppa Italia. La davano per messa male, invece…
3 – Juan Pablo Angrisano
Catcher come lui in Italia non ce ne sono.

TOP 3 IN EUROPA

1 – Bidi Landuzzi
Grazie di tutto Capitano!!!
2 – Fortitudo Bologna (di nuovo)
Campione d’Europa dopo oltre 20 anni: che dire di più?
3 – Heidenheim Heidekopfe
La grande sorpresa d’Europa. Il baseball tedesco cresce vertiginosamente e loro ne sono la dimostrazione. Ti aspettavi gli olandesi invece…

TOP 3 NEGLI STATES

1 – Tim Lincecum
Vincitore di gara 1 e gara 5, ha spazzato via tutti i battitori affrontati. Non the Freak ma the Champ!
2 – San Francisco Giants
Riescono finalmente a vincere le World Series da quando si sono trasferiti sulla baia. Complimenti!
3 – Texas Rangers
In uno stato dove il football la fa da padrone loro sono riusciti ad arrivare fino in fondo. Sarà per la prossima ragazzi.

TOP 3 NEL MONDO

1 – Italia
Finalmente schiantati gli olandesi con personalità e grande gioco. Un anno da incorniciare per il baseball italiano. Un nuovo rinascimento.
2 – Olanda
Sempre lì e sempre quelli da battere. Costanti.
3 – Germania
Il baseball tedesco cresce, merito di un’ottima programmazione.

FLOP 3 IN GENERALE

1 – Risse in finale IBL
Gradiremmo non vedere più giocatori aggrediti da entrambe le tifoserie, dita medie verso il pubblico o altri giocatori, fischi vergognosi verso campioni stimati. Basta così, grazie.
2 – Arbitri
Dilettanti allo sbaraglio.
3 – World Series 2010
Complimenti alle due franchigie che si sono guadagnate il diritto di andare in finale, ma il livello di gioco è stato veramente a volte pietoso. Ho rimpianto New York e Philadelphia.

MARA MENNELLA

TOP 3 IN ITALIA

1 – Sistema franchigie
Il propulsore più adatto per far crescere il Baseball in Italia (ovviamente quando sfruttato e gestito nel modo corretto).
Ha permesso di non far sparire le realtà più piccole e di allargare ancora di più quelle più affermate, dando ai giovani maggiori possibilità di entrare nel circuito della IBL.
2 – Parma
Campionessa d’Italia e giustamente premiata per un progetto a lungo termine che ha finalmente portato i suoi frutti.
3 – I 14 inning di Parma vs Bologna nella Post Season
Posso dire con orgoglio che io, quel 4 agosto, c’ero. Insieme alla mia inseparabile coperta, al mio compagno di avventure, a patatine, coca cola, birra e hot dog ho assistito ad una delle partite più emozionanti. Quattro ore e quindici minuti con il fiato sospeso, in uno stadio stracolmo e sempre vivo che non ha mai abbandonato i suoi giocatori.

TOP 3 IN EUROPA

1 – Italia
Maledetto campanilismo. Ma se siamo campioni d’Europa e abbiamo battuto Taiwan e Giappone un motivo c’è.
2 – L’Europeo vinto dall’Italia
Scappare dal lavoro, cercare una tv con satellite, vedere l’Italia che domina l’Olanda e poi spiegare perché stai facendo i salti di gioia non ha prezzo.
3 – Olanda
Nutro una certa simpatia per i nostri eterni rivali del nord. Ho avuto la possibilità di seguirli per qualche giorno in occasione della BWC 2009: (quasi) tutti gentili, simpatici e disponibili.

TOP 3 NEGLI STATES

1 – San Francisco Giants
Come non citare i vincitori delle World Series? Saranno state le più noiose da anni, ma perdere ore di sonno per vedere i club più forti degli USA è stato entusiasmante e da veri malati di baseball.
2 – Roy Halladay
Un perfect game nella regular season e una no-hit nel post season per il lanciatore dei Philadelphia Phillies, giustamente entrato nella storia.
3 – Jennie Finch
Una delle donne più belle che abbia mai visto che si “allontana” temporaneamente dal softball per dedicarsi alla sua famiglia. Vincitrice di mondiali e Olimpiadi, con estrema umiltà saluta il suo sport e i suoi tifosi, ma senza dire loro addio. Ritornerà?

TOP 3 NEL MONDO

1 – Usa
2 – Cuba
3 – Venezuela

Sono semplicemente le nazionali per me più rappresentative, quello a cui penso subito quando si parla di baseball. Come l’Utalia è uguale al calcio.

FLOP 3 IN GENERALE

1 – Poca visibilità (comunque maggiore rispetto agli anni passati).
2 – Il riconoscimento di fatiche e sacrifici che spesso non c’è stato.
3 – La mancanza di solidarietà: è uno sport minore, siamo più o meno tutti nella stessa barca.

RUBEN HERNANDEZ

TOP 3 IN ITALIA

1 – La No Hit di Jim Brower
Iniziare la propria avventura in Italia con una gara del genere in trasferta sul campo del Grosseto dice tanto.
2 – La tripla corona di Carlos Duran
Era da tempo che un giocatore non si aggiudicava questo premio: miglior battitore, fuoricampista e battitore di punti battuti a casa. Tanta roba.
3 – Marcos Yepez
Una stagione regolare normale, ma poi è venuto fuori quando contava ovvero nella fase finale. Se Parma ha vinto, deve tantissimo a lui.

TOP 3 IN EUROPA

1 – Fortitudo Bologna
2 – T&A San Marino
3 – Barcelona

TOP 3 NEGLI STATES

1 – Perfect Games
Le gare perfette di Roy Halladay e Dallas Braden. Grandissimi.
2 – Il grande slam di Nava
Esordire in Major League battendo un grande slam è il sogno di tutti. E’ successo a Daniel Nava con i Red Sox. Bravissimo.
3 – Le World Series 2010
Complimenti ai campioni dei San Francisco Giants e ai Texas Rangers. Anche se la qualità non è stata elevata, sono stati molto bravi ad arrivarci.

TOP 3 NEL MONDO

1 – Italia
2 – Olanda
3 – Germania

FLOP 3 IN GENERALE

1 – La Nazionale spagnola all’Europeo 2010
2 – Il Quasi Perfect Game di Armando Gallaraga, deciso da un errore arbitrale.
3 – Gli arbitraggi in generale.

LORENZO BELLOCCHIO

Da fotografo, partirei dicendo che una delle foto più brutte è quella riguardante la rissa in gara 4 delle Finali IBL tra Parma e Bologna, ma voglio parlare di quella foto che per me è la più bella. Ovvero quella della Coppa Campioni 2010, vinta dalla Fortitudo Bologna.

E OVVIAMENTE BUON 2011 A TUTTI DA PARTE DELLO STAFF DEL SITO GRANDE SLAM: IL BASEBALL VISTO DA UN TIFOSO!

INTERVISTA INEDITA E IN ESCLUSIVA AD ALESSANDRO MAESTRI, PORTABANDIERA DEL BASEBALL ITALIANO NEGLI USA

di DANIELE MATTIOLI

Alessandro Maestri, lanciatore della nazionale italiana e portabandiera del baseball italiano negli USA, si racconta al sito Grandeslam in un’interivsta inedita e in esclusiva. Parliamo con lui della Coppa Intercontinentale e della sua avventura con i Chicago Cubs, ripercorrendo anche la sua carriera di giocatore.

Quando c’è da scrivere la storia, lui è sempre presente. Lo è stato tre anni addietro contro gli USA ai Mondiali, dove chiuse la partita alla grande dando all’Italia il primo successo della storia contro la formazione a stelle e striscie e si è ripetuto qualche settimana fa durante la Coppa Intercontinentale. E’ stato infatti Alessandro Maestri a consegnare la medaglia di bronzo alla nazionale italiana (primo podio della storia in una competizione internazionale per gli azzurri) salvando il risultato nella Finale per il terzo/quarto posto contro Taiwan, in un ultimo inning thrilling. E proprio il lanciatore azzuro è il nostro intervistato della settimana e con lui non si è parlato solo di nazionale, ma anche tanto della sua avventura negli USA, dove sta cercando di ritagliarsi uno spazio importante nella Franchigia dei Chicago Cubs.

DANIELE MATTIOLI: Ciao Ale.
ALESSANDRO MAESTRI: Ciao a tutti.

DANIELE MATTIOLI: Iniziamo la nostra intervista commentando assieme l’ultima giocata da te realizzata e divenuta importantissima per la storia del baseball italiano: l’ultimo inning della sfida contro Taiwan, nella finale per il terzo posto della Coppa Intercontinentale.
ALESSANDRO MAESTRI: Beh che dire. Diciamo che ho voluto rendere il finale ancora piu interessante di quello che era già. Da un out e nessun corridore in base, sono arrivato a basi piene con 2 out. Sono stato bravo ad andare subito in vantaggio con l’ultimo battitore, 2 strike e 0 ball, cercando di metterlo sulla difensiva. Su una fastball esterna ha poi battuto una rimbalzante che è finita dritta dritta nel mio guantone. Non mi è rimasto nient altro da fare che passare la palla a Sambucci che difendeva il sacchetto di prima ed iniziare a festeggiare. Una bella emozione.

DANIELE MATTIOLI: Prima di Taiwan, qualche giorno addietro, era arrivata la primissima vittoria della storia contro il Giappone, impegnato con una squadra formata da giocatori professionisti. Avete dimostrato come poter scrivere la storia in brevissimo tempo.
ALESSANDRO MAESTRI: Sì, proprio dopo la partita contro il Giappone è dove forse ci siamo resi conto che avremo potuto dire la nostra contro tutte le squadre presenti al torneo. Cillo ha lanciato una partita incredibile, era un piacere vederlo sul monte, la difesa ha fatto il lavoro e l’attacco è riuscito a darci quei 3 punti che sono serviti a fare la differenza! Grandissima partita!

DANIELE MATTIOLI: Parlando sempre della competizione, quello raggiunto dall’Italia è un risultato storico, nonostante alla vigilia c’erano stati commenti scettici da parte di altre testate sulle convocazioni fatte e sulla possibilità di passare il turno. Quale è stato, secondo te, il segreto di questo grande successo?
ALESSANDRO MAESTRI: Premettendo che lo scetticismo della gente mai è mancato e mai mancherà, io penso che gran parte del merito vada a Marco Mazzieri. Un allenatore deve forse anche essere un pò psicologo con i propri giocatori e cercare di tirare fuori il massimo da ognuno. Lui secondo me è molto bravo in questo. E’ bravo a motivare, a far dimenticare in fretta brutte partite e girare pagina, a sorvolare su gli errori fatti (perche sono cose che capitano nel baseball) e a trasmettere positività, pensando sempre avanti. Non sono sempre solo i nomi a fare la differenza, spesso è l’atteggiamento che i giocatori hanno in campo che la fanno.

DANIELE MATTIOLI: Concludendo l’argomento nazionale, sei stato protagonista anche dell’altro storico successo della nazionale italiana ai Mondiali del 2007, contro gli Stati Uniti. In quell’occasione hai chiuso la partita eliminando al piatto Jayson Nix, quando le basi erano tutte piene. Che ricordo hai di quel momento?
ALESSANDRO MAESTRI: Anche quella volta ero finito a basi piene con due out! (ride NDI) Un altro bellissimo ricordo. Un’altra partita in cui tutti avevano dato tutto quello che avevano. La partita è finita con uno strike out, in quell ultima dritta, ho cercato di metterci tutta la forza che avevo, ed è andata bene!

DANIELE MATTIOLI: Arriviamo ora a parlare della tua stagione in Doppio A con i Tennesse Smokies, dove sei ritornato dopo una breve apparenza in Singolo A Avanzato. Potremmo azzardare che quella che hai passato, è stata forse la prima vera annata difficile per te negli States?
ALESSANDRO MAESTRI: Si quest’anno non è andata esattamente come sperato ad inizio anno. Diciamo che i primi 3 mesi di campionato ho fatto molta fatica. E’ il primo anno che vado in contro a cosi tanta difficolta, diciamo che mi sono un po perso soprattutto a livello mentale. Sono cose che capitano nel baseball come in tutti gli sport. L’importante è una volta superato l’ostacolo cercare di capire perchè è successo.

DANIELE MATTIOLI: In cosa dovrai lavorare in questa off season per ritornare in forma l’anno prossimo?
ALESSANDRO MAESTRI: Quest’inverno cercherò di concentrarmi di piu sulla meccanica, per cercare di avere un caricamento piu costante sul monte, che mi permetterà di fare meno errori.

DANIELE MATTIOLI: Quello appena trascorso è stato il tuo quinto anno negli USA, dove dal 2006 sei entrato a far parte della Franchigia dei Chicago Cubs. In questa circostanza sei stato firmato, primo ad esserlo, quando eri all’Accademia del Baseball di Tirrenia. Cosa hai pensato quando hai saputo di andare a giocare nel paese dove il baseball non è semplicemente uno sport, ma una religione?
ALESSANDRO MAESTRI: Diciamo che quando ho firmato di pensieri ne ho avuti tanti, molto spesso mi chiedevo come sarebbe stato, non riuscivo ad immaginarmelo molto bene nella mia mente. Insomma i dubbi erano tanti, non ero sicuro di essere all’altezza, o di quanto sarei riuscito a rimanere oltreoceano. L’unica cosa certa che mi ero promesso era il fatto che avrei dato tutto quello che avevo per cercare di fare durare l’esperienza il piu possibile.

DANIELE MATTIOLI: Quanto è importante, proprio in virtù di ciò, la possibilità di avere un centro federale dove poter far crescere ragazzi che forse seguiranno le tue orme?
ALESSANDRO MAESTRI: Un centro federale come l’Accademia è senza dubbio un mezzo per maturare piu in fretta come giocatore. A me ha aiutato tantissimo.

DANIELE MATTIOLI: Si potrebbe parlare per ore di quanto è successo in questi anni in America, ma preferiamo far stillare a te una top three della tua avventura negli States. Quale sarebbe?
ALESSANDRO MAESTRI: Al primo posto l’annata del 2007 a Peoria. La migliore che ho avuto; sono riuscito ad essere costante per praticamente tutto il campionato. Al secondo la partita giocata in Major durante una partita di Spring Training contro gli Oakland Athletics, dove ho lanciato un inning e ho affrontato Orlando Cabrera (strike out), Matt Holliday (strike out), Jason Giambi (valida) ed Eric Chavez (strike out). Al terzo riunirei forse tutte gli altri piu o meno piccoli episodi che magari al momento mi sfuggono ma che hanno caratterizzato tutti questi 5 anni.

DANIELE MATTIOLI: Nel corso di questi anni, hai avuto la possibilità anche di essere convocato con i Chicago Cubs nel corso dello Spring Training e anche di giocare in squadra, come in Doppio A, con un grande come Geovany Soto, ricevitore della squadra di MLB. Che impressione ti hanno fatto?
ALESSANDRO MAESTRI: Beh lanciare con giocatori come lui dietro il piatto è fantastico, a partire dal target che ti offrono e alla sicurezza che ti danno. Tra l’altro Soto è un ragazzo molto simpatico, ogni volta che mi vede mi chiama Spaghetti.

DANIELE MATTIOLI: Chiudiamo il discorso MLB, chiedendoti un commento sulle World Series appena concluse. Giusto il risultato finale, con i San Francisco Giants vittoriosi?
ALESSANDRO MAESTRI: Devo essere sincero, non sono riuscito a seguire le World Series cosi bene quest’anno. Sono sicuro che ha vinto la squadra che piu meritava. Arrivare in fondo a un campionato del genere (162 partite + playoffs) e battere quel tipo di competizione che c’e in Major non ha bisogno di altri commenti.

DANIELE MATTIOLI: Stiamo arrivando alla fine della nostra intervista. Come è nata la tua passione per il baseball? Chi era il tuo idolo da giovane?
ALESSANDRO MAESTRI: La mia passione è nata dal fatto che mio cugino e mio fratello (4 anni piu grande di me) si erano avvicinati a questo sport. Io non ho fatto altro che seguire le loro orme. Poi da cosa è nata cosa. Se devo essere sincero non ho avuto un idolo in particolare, mi divertiva molto collezionare le figurine americane però. Ne avevo degli album pieni!

DANIELE MATTIOLI: Parlando invece dei tuoi hobby, hai un film preferito? Un cantante?
ALESSANDRO MAESTRI: Un film in particolare no, comunque amo le commedie. Musica quella latina e l’hip hop su tutte le altre, mentre telefilm forse quello che ho guardato piu di tutti gli altri è stato Friends

DANIELE MATTIOLI: Ora per te è momento di Off Season. Cosa farai in questo periodo?
ALESSANDRO MAESTRI: Da quando sono tornato da Taiwan non ho ancora preso una completa vacanza, ho continuato ad allenarmi. Mercoledi prossimo vado al caldo per due settimane, dopodichè andrò probabilmente a Tirrenia a prepararmi per il prossimo anno.

DANIELE MATTIOLI: Grazie mille per la disponibiltà.
ALESSANDRO MAESTRI: Grazie a te.