RED SOX REPORT #8: NEL MOMENTO DI DIFFICOLTA’ AD AGOSTO, ECCO SPUNTARE IL NOME DI ALFREDO ACEVES E IL REALIZZARSI DI UNO STORICO TRIPLO GIOCO

di ROBERTO MANTOVANI

Momento di difficoltà per i Red Sox, che tra infortuni e un normale calo fisiologico soffrono nel caldo agosto. Tra le note positive un sempre ottimo Dustin Pedroia, un meraviglioso Alfredo Aceves e il primo triplo gioco eseguito dopo tanto tempo a Fenway Park. Nell’articolo, il video della giocata.

Qualche infortunio, un calo di forma fisiologico, una sonnolenza agostana appannano questo periodo di alti-e-bassi dei Red Sox.
Non vorrei dare troppa importanza alla voce “qualche infortunio” in quanto vorrei scacciare, scaramanticamente, la preoccupazione che questi intoppi fisici ai nostri BIG non vadano a copiare la sfortunata stagione del 2010. Abbiamo tutti presente la sequenza di infortuni dell’anno scorso, quindi preferirei bypassare questo argomento.
Gli Yankees effettuano un contro-sorpasso, ma la classifica non ci preoccupa fino a quando le “altre” continueranno a stare a debita distanza nella Wild-Card-Standings.
Fino a quando i Tampa Bay, gli Angels, Chicago e Cleveland continueranno a vivacchiare pacificamente, possiamo rimanere tranquilli.

Avanti con i Rays e Royals, in attesa di affrontare la pericolosa trasferta in Texas.
Pensiero buttato lì, sul tavolo, senza pensare se si incastra armoniosamente tra queste righe: “Ma il Gonzalez che non batte più un home-run da…da quanto tempo? No no no, troppo tempo”.
I Rays, dicevamo, arrivano a Boston con una batteria di partenti bella pimpante: Shields, Niemann e Price ci fanno neri. Noi dormiamo, certo, ma questi tre pitcher hanno fatto di tutto e di più. Se ne tornano in Florida con 2 punti, mentre a noi deve bastare una sola vittoria…e ringraziare…poteva andare peggio.
Si perché, senza quel fuoricampo da tre, arraffato da Jacoby Ellsbury, in gara 1, saremmo stati qui a leccarci le ferite dello sweep casalingo.
Lester, Bard e Papelbon strappano una vittoria ad un incolpevole James Shields, un ottimo Shields che sta vivendo la sua migliore annata con una ERA da 2.80.
Stendiamo un velo pietoso sulle due partite seguenti contro le “Razze”. Mamma mia che torpore, che desolazione quei 2 miseri RUN in 2 incontri…!

Tanti zero, troppi zero, vergognosi zero. Tutto da dimenticare se non quei pochi secondi che a sorpresa creano un gioiello, una giocata di prestigio che da sola meriterebbe il prezzo del biglietto.
Il 16 agosto, dopo ben 17 anni, si rivede al Fenway Park un triplo gioco: Lowrie 3B, Pedroia 2B, Gonzalez 1B, sfornano la più classica delle combinazioni (5-4-3) per una spettacolare, adrenalinica, tripla eliminazione, per la delizia del pubblico di casa, che l’aspettava dal 1994.
Non posso evitarmi di dedicare un piccolo pensiero consolatorio a quella parte di spettatori che presenti allo stadio, in quella serata si sono persi quei 4 secondi del “triple-play”, perché in quel momento erano in fila a prendersi una birra, oppure in bagno a svuotare il serbatoio! Forza, dai, non abbattetevi eravate presenti eravate lì col cuore. Non importa starete più attenti la prossima volta… (magari fra altri 17 anni) (ahahah, per questo io consiglio sempre la pisciata nel cambio-inning… vi sta bene!).
Casualità: la sera prima, a Milwaukee è toccato ai Brewers a dare spettacolo con un raro TRIPLE PLAY (4-6-3-2), una perfetta combinazione difensiva 2B/SS/1B/C che non si vedeva da ben 38 anni.
i 40mila del Miller Park se lo sono gustato in diretta (eccetto i soliti girovaghi… ahahah), mentre a voi consiglio di andarvelo a vedere negli highlights.

Torniamo a noi: dopo la dormita generale coi Rays ci tocca la four-game series a Kansas City. Già a luglio, a casa nostra, questi giovani ragazzoni del Missouri, ci depredarono meritatamente di 2 partite su 4, vediamo ora cosa succede al Kauffman Stadium, dove regna l’azzurro, un azzurro melenso, un azzurro stomachevole dal troppo azzurro.
Si parte bene, almeno nel punteggio: si vince di un soffio… 4-3, grazie al “Laser Show”, (altro nickname di Pedroia), grazie ai suoi 3 HIT e 3 RBI, trascina la squadra alla vittoria, dalla non consueta quarta posizione nel lineup, invece che dalla solita seconda (mica male il suo .491 quando parte quarto in battuta….). Pedroia. Dustin Pedroia: “Heart of Red Sox” come titola in copertina Sports Illustrated (rivista da tenere in considerazione per molti servizi sportivi di alto livello e per la seguitissima sezione Swimsuit dedicata alla collezione costumi da bagno femminili presentata da discrete signorine. Solo “roba” di classe.)

Alla prima al Kauffman, i compagni del Pedroia se la dormono, ma non tutti per fortuna… infatti a Kansas City torna a farsi vivo Beckett: pur mantenendo un’ ERA da favola (2.46), era già al quinto tentativo di agguantare la sua vittoria n. 10 (ultime 4 partite: 2 perse, 2 no-decision), un Beckett “certezza” seguito dai nostri 2 closer, Bard e Pape, che vigilano attentamente sulla conclusione positiva del match.
Seconda a Kansas City: ritorna come starter Andrew Miller, cioè amiamo il brivido, (proprio di meglio non ce n’è…?)
Ebbene, “gamba-lunga-Miller” ci sorprende e confeziona 5 inning da vincente, coadiuvato da un sempre positivo Aceves. WOW Aceves, continua così. Che sia il caso di tenercelo stretto questo ex Yankees? L’Alfredo Messicano, era un’incognita vista la sua sfortunata stagione dell’anno scorso, condita da troppi infortuni ma questo Aceves sta lavorando alla grande, sta lavorando per guadagnarsi un discreto contratto, vista anche la sua invidiabile percentuale di carriera: 22 vinte e solo 2 perse, (WOW Aceves).
Da segnalare anche la prima valida del debuttante Lavarnway, un 24enne californiano, catcher, in campo come DH in sostituzione dell’infortunato Ortiz.
Si vince, pertanto, anche la seconda partita col punteggio di 7-1, grazie anche al fuoricampo n.12 di Salty (suo record) ed alla 3-hits-night di Lowrie e Gonzo.
Ma si sentono delle urla provenire da Washington: al National Park la corazzata capolista Phillies sta conducento per 2-4, quando al 9° inning succede il finimondo. I Nationals prima si portano sul pari, 4-4…. e poi, per rendere la serata memorabile, con calma vanno a riempire le basi. Zimmerman si trova le basi piene, 2 out, e conto pieno…. e BOOM !! 8-4 !! Il povero closer dei Phillies incassa una bastonata da 6 punti nell’ultimo inning e la faccia di “Zimm” è tutta da vedere quando colpisce il suo Walk-off-Grand-Slam !

La terza a Kansas ha come tema principale la rincorsa alla vittoria n.200 del “knuckleballer Tim”.
il 45enne Wakefield ci sta provando da quasi un mesetto e anche questo suo 5° tentativo andrà fallito. Non iniziamo a parlare di maledizioni sul 200, perché a forza di provarci, prima o poi arriverà questo benedetto traguardo psicologico. Inizia bene il Wake, ma poi arriva il sesto inning (dove ne incassiamo 8), un inning da dimenticare.
Già fatto. Già dimenticato. Quale 6° inning? Non lo conosco ! What ?
Si è giocato senza il trio di infortunati Ellsbury-Youk-Ortiz. Infortunati ? (ehh no ehh ) infortunati ? What ?
Mi consolo gustandomi la contemporanea sconfitta dei cuginastri, specialmente perchè il tatuatissimo Burnett in una delle sue consuete seratacce (sempre di più, AJ, sempre di più), si lascia scappare una parolina di troppo quando viene sostituito a tempo di record da Girardi. Il viso di Burnett trapelava rabbia da tutti i pori, una parolina gli è scappata, e la cosa viene poi magistralmente descritta così: “Expresses displeasure to Girardi” ! (Ahhahah.)
Passiamo agevolmente a parlare della quarta a Kansas City…e tocca a Jon Lester.
Il nostro ragazzone fa il solito muro e mantiene a zero gli azzurri fino a quando al quinto inning ci pensa il suo “quasi” coetaneo (il capitano va verso i 40 !) Varitek-ginocchia-d’acciaio a scodellare un RBI-Triple che scioglie il ghiaccio e ci porta in vantaggio. Di seguito HR di McDonald. HR di Crawford.
Al lancio n. 113 il braccio di Lester ha bisogno del cambio e Bard deve salire al settimo inning per difendere una potenziale situazione di pareggio visti gli uomini sulle basi. 2 bunt falliti per il Royals Escobar (grazie) perché finiti in foul ci salvano dall’avanzamento dei corridori, così il Bard riesce a chiudere incolume anche grazie alla sua sequenza di K.Pericolo scampato e vittoria no-problem.
E così la trasferta nel Missouri totalizza un bilancio favorevole scacciando possibili incubi AZZURRI. Troppo Azzurri.

Pronti per Il RANGERS BALLPARK in ARLINGTON – Dallas – Texas ? Pronti..Via!

 

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