GARA 3 TRA RIMINI E BOLOGNA IN DIRETTA SU RADIO ARENA SPORTIVA

Ad una gara dal termine della Regular Season 2011 manca ancora un nome alla lista delle quattro squadre che disputeranno i playoff. Il quarto team sarà Rimini o Nettuno?
Lo sapremo questa sera dalle ore 21.00 su Radio Arena Sportiva con la diretta di gara tre dallo stadio dei Pirati tra Telemarket Rimini e Fortitudo Bologna.

Appuntamento quindi questa sera per la diretta di gara tre dalle ore 21.00 su “Radio Arena Sportiva“ per scoprire assieme quale sarà la quarta snquadra qualificata per i play off!

PER LA DIRETTA DI GARA 3: “RIMINI – BOLOGNA“!

BOLOGNA PERDE LE PRIME DUE GARE CONTRO RIMINI MA E’ ARITMETICAMENTE SECONDA

Nonostante le due sconfitte nelle prime due gare dell’ultimo trittico della stagione contro Rimini, la Fortitudo Bologna raggiunge il secondo posto aritmetico in classifica complice la sconfitta del Parma contro Grosseto in gara tre.

La gara di sabato sera tra Rimini e Bologna, con i romagnoli in lotta per un posto per i playoff sarà in diretta radio su Radio Arena Sportiva dalle ore 21.00 con il commento di Daniele Mattioli.

Ecco, ora, i resoconti delle prime due partite dal sito Fibs in quanto noi di Grandeslam, per motivi personali, eravamo assenti dai campi di gioco.
GARA UNO: L’australiano Ruzic tiene in vita le speranze playoff della Telemarket Rimini con una one-hit (con otto eliminazioni al piatto) tutta classe e palle veloci, contro l’Unipol Bologna, uscita battuta con il minimo scarto (1-0). I campioni d’Europa, contro l’ex Rotterdam, non sono riusciti a combinare nulla, pur arrivando due volte in terza base, e hanno segnato la prima valida dell’incontro solo all’ottavo tentativo con un doppio di Infante. I Pirati, costretti a vincere a tutti i costi, hanno interpretato nel migliore dei modi la gara, anche se alla resa dei conti non hanno sfruttato a dovere le nove valide (8 su Matos, 1 su Pugliese) messe insieme nel corso della gara ed anzi hanno rischiato per ben tre volte di rimettere in corsa la squadra di Nanni, alla ricerca della vittoria per avere la matematica certezza del secondo posto. Al nono Bologna mette in base i primi due battitori, ma Sikaras si esalta lasciando al piatto i tre successivi.

GARA DUE: La Telemarket Rimini resta in corsa per il quarto posto battendo (5-2) la Unipol Bologna. I Pirati ricevono il contributo decisivo di un grande Sikaras (12 strike out e solo 2 valide concesse in 7 riprese) in pedana e di Chaves (3 su 4 e 2 punti battuti a casa) e Phelps (3 su 4 e 1 punto battuto a casa) nel box. Di Roma firma la salvezza concedendo solo una base ball in 2 riprese lanciate.

RED SOX REPORT #5: CON PEDROIA E BARD SUGLI SCUDI, BOSTON CONTINUA A DOMINARE

di ROBERTO MANTOVANI

Un mese di luglio a dir poco dominante, sotto il segno di Pedroia e Bard: Boston vince e si mantiene sempre in vetta.

Un Luglio in gran spolvero.
Ben 16 vinte e solo 3 perse ci portano ad un .626 e conseguentemente ad un più 3 game su New York. Proprio un Luglio eccellente.
Boston offre al proprio pubblico un’ottima difesa: il diamante ci presenta un muro sulle basi, solido e “futuribile”!

Oltre al 1°B Gonzalez, oramai insostituibile da qui sino al 2020… i nostri giovani-vecchi ex rookie posizionati sulla seconda e terza ci danno delle soddisfazioni.
Sicuramente non tutti saranno d’accordo col mio giudizio positivo sul nostro 3°B in quanto le statistiche difensive proprie dell’ UZR (Ultimate Zone Rating) danno Kevin Youkilis molto al di sotto delle valutazioni degli altri terza-base in circolazione: Gli A-Rod, i Polanco, i Longoria, per non parlare del nostro ex Beltre raggiungono medie nettamente migliori del nostro “pelato pizzettato”. Guardandolo spesso, ma non sempre, mi saranno sfuggite alcune sue giocate non felici, oppure qualche palla di troppo che passava tra lui ed il cuscino di terza…magari in qualche momento ininfluente, o in qualche partita già chiusa…perchè io lo vedo deciso e reattivo sempre, e soprattutto quando ce n’è bisogno. Saltella concentrato, si sdraia senza paura di sporcarsi e carica il braccio a dovere per fiondare il colpo il prima. Se qualche sua assistenza arrivava bassa o non precisa, ci pensava il guanto di 1° base a rimediare, positivamente per l’ OUT.
Nei momenti decisivi l’ho visto decisivo. Se i grafici numerici vogliono gli Alex Rodriguez, se lo prendano pure…io mi tengo Youk.

Dalle parti della 2°B non passa nulla, neanche una foglia. Io ed il “signor UZR” la pensiamo uguale: abbiamo il miglior ”seconda” della Major League.
In gran forma, “Pedey” Dustin Pedroia oppure se volete, chiamatelo con l’ultimo dei suoi famosi e numerosi soprannomi: “Muddy Chicken” è arrivato al 21° game hitting streak, cioè per 21 partite consecutive, lui ti ha appoggiato almeno una validina in ogni game.
Casualità: nello stesso momento c’è il Bonifacio dei Miami che gli toglie gli onori della prima pagina MLB in quanto proprio il “Marlins” si assesta ai 23 game hitting streak. Sarò banale, ma anche qui… mi tengo stretto il “Pollo infangato”.

Nelle alte classifiche manca un SS dalla targa BOS che tradotto vuol dire: non abbiamo un interbase vestito Red Sox tra i migliori Shortstop del campionato.
Concreto, sorridente e decisivo il Catcher “Salty” (da sottolineare i suoi 4 RBI nell’ultimo game contro i Mariners).
Per quanto riguarda i lanciatori, bisogna dire che l’ottima difesa coadiuvata dai bombardieri aiuta a migliorare le buone medie dei nostri: Lester 10-4, Beckett 9-3, Wakefield 6-3, il quasi costante Lackey 8-8, Miller 3-1, Aceves 5-1, non fanno (per ora) rimpiangere le assenze dell’irrinunciabile Buchholz e del “sparito totalmente” giapponesino Dice-K.
Sappiamo tutti che le assenze di 2 “partenti” sarebbero catastrofiche in una postseason quindi evitiamo raffreddori, per favore.

Godiamoci il momento strepitoso di Daniel Bard, (un perfetto uomo dell’ottavo inning), con le sue ultime 23 partite consecutive in cui ha subito 0 punti, ZERO.
Ancora 2 parole sul nostro vecchietto, Tim Wakefield, che domenica ha portato a casa la sua vittoria n. 199 ed è uscito dal campo tra gli applausi del pubblico subito dopo aver subito un Grand Slam.
Ecco ancora la forza di questo sport: l’ovazione dei tifosi che accompagna Wakefield mentre cammina fuori dal campo subito dopo l’aver subito un fuoricampo da 4 punti. Ma quando mai eppure è così, e che emozione. Che splendore quegli applausi.

Nel prossimo futuro ci attendono 4 incontri casalinghi contro i tranquilli Royals dalla tranquilla Kansas City… e di seguito 3 pericolosi game nella Chicago dei calzini bianchi. 3 brutte partite in cui prevedo sarà dura tirar fuori un punticino stiracchiato dall U.S CELLULAR FIELD dei White Sox.
Non si può non notare il momentaccio di Seattle, che registra il poco onorevole record personale di 15 sconfitte consecutive.
Non passa certo inosservato, non solo perché le ultime 3 le perde al Fenway Park di Boston ma anche perché attendiamo il sicuro loro riscatto, mosso dall’orgoglio ferito. Un riscatto che troverà giusto sfogo allo Yankee Stadium nelle prossime 3 partite.
Anzi no, perchè Ichiro e soci ne hanno perse due e vinta una sola. Certo non è una tripletta ma in ogni caso bisogna accontentarsi…

ANCORA SORPRESE NEL TRITTICO TRA FORTITUDO BOLOGNA E DE ANGELIS GODO

dallo stadio “Casadio” di Godo, MARA MENNELLA

Come sempre, le due cugine Godo e Bologna dimostrano che la rivalità fa bene al gioco, ma soprattutto allo spettacolo.
La tripletta dello scorso weekend sembrava definita in partenza: la seconda della classe affronta la penultima, con il chiaro obiettivo di mantenere la seconda piazza in classifica e, perché no, il primo posto. La penultima, invece, persegue l’idea di non cedere al Novara, ultima in classifica, il posto che vale la salvezza e un posto sicuro nell’IBL 2012.

Bologna sbaraglia Godo a suon di valide in gara1: ben 16 battute e 11 punti segnati, a fronte di 4 valide e 1 punto segnato dai Knights. Lanciatori determinanti per il risultato definitivo dell’incontro: ottima prestazione del trio Matos – Pugliese – Moreno che concedono 3 valide a Persichina, McClain e Rubboli e un walk-off home run a Bucchi. Ben diverso il monte per i Knights: Rodriguez tiene per 6 inning, concedendo 2 punti, 6 valide e realizzando 7 strike out. Ma con Ulloa sul monte, per solo 1.1 inning, i Bolognesi si portano avanti di ben 8 punti, realizzati soltanto nell’ottavo inning. Il fuoricampo di Bucchi non permette la continuazione della gara fino al nono inning, che infatti termina in anticipo con dieci punti di distacco.

Non molto diverso il risultato di gara2: ancora una volta si termina in anticipo, al settimo inning, sul risultato di 13 a 2. Nuovamente le mazze bolognesi mettono in profonda crisi il monte della De Angelis con 12 battute valide, 13 punti segnati e un quinto inning da 10 punti.
Arismendi subisce in quattro inning nove punti e otto battute valide, tra cui il fuoricampo da un punto di Infante e quello da due di Castellitto. Con del Bianco sul monte Ermini batte un fuoricampo da tre punti. I due punti dei Knights arrivano al quarto inning: Cillo concede una base per ball a Persichina, che avanza fino in terza con la battuta di Mc Clain. La successiva valida di Rubboli e la battuta in diamante di Bucchi permettono al Godo di realizzare un momentaneo vantaggio.

Totalmente a sorpresa, invece, gara3, vinta dalla de Angelis per 6 a 4. Ottima prestazione per Galeotti, partente del Godo, mentre Betto, d’Angelo e Langone sono un po’ meno convincenti. Al terzo inning Bologna segna un punto per una calo del partente Galeotti che mette in base Malengo e Sartori. Sabbatani raggiunge la prima su scelta difesa: a basi piene Infante ed Ermini rimangono strike out e con la base per ball a Mazzucca entra il primo punto dell’incontro. Al settimo i Knights si portano in vantaggio di un punto, ma la risposta di Bologna è subito pronta, realizzando all’ottavo inning tre punti . Al nono, sul risultato di 4 a 2, la situazione si ribalta completamente. Langone probabilmente sottovaluta, sbagliando, le mazze godesi: mette in base Shwartz, mentre Persichina batte un singolo. Sanchez raggiunge la prima per errore di Mazzucca e Shwartz tocca il piatto di casa base. Zucchet prova un bunt, con il quale viene eliminato, ma che riesce comunque a far avanzare i due corridori. Bucchi, dopo l’eliminazione al volo di Rubboli, batte un doppio da due punti. Subito dopo Benetti gira la valida che permette a Bucchi di conquistare il punto della vittoria.
Con pochi lanci Nyari riesce a tenere a bada le mazze bolognesi e a conquistare la vittoria di questa gara del tutto a sorpresa.

RED SOX REPORT #4: TRA LE VARIE TEORIE SU CHI SI QUALIFICA AI PLAYOFF, SPUNTA UNA CERTEZZA: ADRIAN GONZALEZ E’ IL MIGLIOR ACQUISTO DEL 2011

di ROBERTO MANTOVANI

Tra le tante teorie su come si capisce chi accederà alla Post Season 2011, spunta una certezza in casa Boston Red Sox: Adrian Gonzalez che a suon di fuoricampo è il miglior acquisto del mercato 2011.

Si riparte.
Dopo il consueto giro di boa dell’ All Star Game, si riparte per la seconda metà del campionato.
Si riparte, anche se per molti conoscitori dell’ MLB è questo il vero inizio. I mesi di Aprile – Maggio – Giugno da molti vengono considerati inutili, nel senso che fino a quel punto della stagione i punti, la classifica, gli orientamenti, le previsioni lasciano il tempo che trovano…
C’è chi si mette a guardare seriamente la Major League solo dall’ All Star Game, momento “decisivo” perché saranno “Last day of July, August & September” a determinare l’annata, alla faccia di Catalano, principe delle ovvietà.

C’è anche la teoria sostenuta dai “boriosi” (la mia) ovvero quella che pretendono di aver già capito tutto a Maggio! Si, si, ne faccio fieramente parte.
C’è la teoria di quelli che: “tanto, basta che le vinci tutte a Settembre per rientrare nel giro”…
Ci sono quelli che ne sanno a pacchi che dicono: “la stagione si decide nella Spring Training di Marzo basta seguire gli allenamenti…!”
Ci sono i maghi che capiscono tutto scorrendo la classifica della Grapefruit & Cactus League(a volte basta ribaltarla e leggerla al contrario).
Certo è, che da ora la classifica inizieranno seriamente a guardarla tutti. Ogni tifoso sfoglierà frequentemente le pagine STANDINGS e WILD CARD, (io per esempio inizio verso il 2 aprile a cliccare su Standings mentre nella zona Wild Card aspetto ad andarci verso Maggio (quando ho già capito tutto).

Mi sentirei di smorzare eventuali rigurgiti di “La speranza è l’ultima a morire” agli amici di Baltimore, di Houston, di Kansas City e di Chicago sponda Cubs in quanto ci vuole proprio un tifoso malato per sperare in un ritorno delle loro squadre che navigano con delle medie da .400 .
Lasciate a casa vostra ogni velleità di rimonta, cari amici, lasciate stare, giocate per divertirvi, puntate tutto sul gioco-spettacolo, divertitevi e lasciate perdere la classifica.

Io mi diverto spesso ad esplorare certe statistiche, per avere delle conferme. Le trovo a metà campionato, dove? Nella fila E.
Può una squadra sbaragliare il campo ad ottobre, se si trova in testa nella degradante classifica degli ERRORS? No di certo.
Prevediamo quindi che i “cuccioli” CUBS di Chicago, gli Athletics, gli Astros ed i Rangers ad ottobre saranno già in ferie. Facile vero?
Ehi, cosa ci fanno i Texani finalisti nel 2010 in mezzo a tanta robaccia difensiva?

Al contrario, e fin troppo scontato, le squadre che sono in fondo alla statistica delle E ci mostrano una solidità difensiva rassicurante, tale da immaginarle possibili League Champions: Chi se non i Phillies di Philadelphia ed i Red Sox? Eccole li in fondo, ben contente di essere in fondo.
Ma cosa vedono i miei occhi. Cosa ci fanno, a rovinarmi la teoria, anche le razze di Tampa Bay ed i calzetti sbiaditi White Sox di Chicago? Cosa ci fanno…?

Passiamo ora ad inaugurare una nuova rubrica nella rubrica. Parliamo di giocatori, iniziamo a descrivere qualche Players degno di tale attenzione.
Iniziamo dal “nostro” prima base, iniziamo proprio dall’acquisto più azzeccato dell’ MLB del 2011.

Prelevato dai Padres di San Diego, abituato al caldo, al troppo caldo, lo abbiamo portato a Boston e ci sembra che apprezzi la nostra brezza atlantica.
Il 3 volte consecutive All Star…Adrian Gonzalez ha dato spettacolo insieme al Cano nella gara dei fuoricampo, come in partita durante l’ All Star Game.
Il migliore prima base della Major League, (alla faccia del TEX Teixeira), il nostro legnatore cammina con delle medie in battuta da farci dormire sonni tranquilli.
Viaggia ad una media di oltre 30 Home Run a stagione. Una certezza, non ha neanche 30 anni e manterrà la media a lungo. 170 valide all’anno te le porta a casa, e da quando è a Boston il ragazzone migliora, migliora. L’aria fresca del Massachusetts gli fa bene.

Gonzo Adrian Gonzalez, ecco un giocatore che paradossalmente non si merita quei 21 milioni di dollari a stagione perché lui non si sforza.
Non ci mette quell’impegno faticoso, non lo vedi voglioso nel guadagnarsi faticosamente la pagnotta, ti fa incazzare uno così, perché a lui vengono naturalì le “cose” del Baseball. Lui non è uno dei tanti professionisti. Lui nasce per il Baseball.

Basta guardarlo e seguirlo nei suoi movimenti, nelle sue espressioni del viso per capire che non fa fatica a fare le cose giuste, la bella presa, la girata perfetta.
Questo qui è nato per il Baseball, non può fare altro. Non riesce a fare altro. Scommetto che nella vita è una scamorza e sicuramente non infilerà una parola dietro l’altra, è per forza uno zuccone ed imbranato perché in lui la natura avrà puntato e concentrato tutto su mazza e guanto.

A differenza dei vari Pedroia o Youkilis che li vedi concentrati, tesi, impegnati faticosamente alla ricerca dello swing fatto bene, questo messicano, placidamente, semplicemente si muove con disinvoltura, senza contrazioni, fa il suo gran numero senza apparente fatica.
Ma guardatelo mentre la sbatte fuori…ha la stessa espressione del viso che faccio io, mentre carico il baule della macchina con le sporte della spesa!

(E per questo, a me non danno oltre 160 milioni per 8 anni come danno al “GONZO”…)

GIOCATORI VENEZUELANI IN EUROPA (3): DALLO YANKEE STADIUM AL CAMPIONATO SVIZZERO: ECCO LA STORIA DI EDUARDO VILLACIS

di RUBEN HERNANDEZ

Da lanciatore partente allo Yankee Stadium a stella del campionato svizzero sia come lanciatore che come Manager. Ecco la storia di Eduardo Villacis, raccontata in italiano e in spagnolo.

Il sogno di ogni giocatore di baseball è quello di essere firmato in una squadra di Major League e poi dopo tutta la trafila nelle leghe minori di raggiungere quella dove giocano i Campioni assoluti del mondo del baseball. Eduardo Villacis l’ha realizzato nel 2004 quando i Kansas City Royals l’hanno chiamato in prima squadra per affrontare i New York Yankees, addirittura allo Yankee Stadium. Senza ombra di dubbio uno dei momenti più importanti nella carriera di un giocatore, perchè debuttare nelle Grandi Leghe è già un risultato e farlo nel tempio più tradizionale del baseball, prima che fosse demolito, contro una delle squadre più famose di baseball lo rende doppiamente speciale.
Dopo lo storico esordio, Eduardo venne rimandato nelle Leghe Minori dove vi rimase fino alla stagione 2006. Una volta sopraggiunti alcuni problemi al braccio, decise di allontanarsi dal baseball per dedicarsi ad altre attività, sempre nel mondo del baseball, come ad esempio quella di allenatore nelle Minors.

Nel 2011, Villacis ha accettato la proposta di allenare i Cardinals Bern nel Campionato Svizzero grazie a Javier Hernandez, un vecchio amico che vive in Svizzera che gli aveva proposto l’incarico. Nello stesso tempo Eduardo ha accettato anche di tornare a lanciare, vista l’assenza di un lanciatore partente per la seconda partita, che deve essere ad ogni costo un partente straniero. Ad oggi, Villacis vanta un record come Manager della formazione di 18 vittorie e 4 sconfitte per il secondo posto in classifica. Anche sul monte di lancio Eduardo mostra ottime cose come la No Hit (senza subire punti) lanciata. Anche a livello europeo, quando il Berna è stato impegnato nel giorne di qualificazione alla Top 12, è risultato essere il miglior lanciatore della manifestazione giocata in Austria con la ERA di 1.04 mentre nel box di battuta ha chiuso a .500 come media battuta (10 su 20 nel box). Nonostante questi numeri, il Berna non si è qualificato per il turno successivo.

In ogni caso è di grande importanza evidenziare quanto ha portato nel baseball svizzero Eduardo Villacis, grazie anche alla splendida avventura negli Stati Uniti dove ha appreso tante nozioni, fondamentali oggi nel suo lavoro.

El sueño de todo pelotero, que es firmado por un equipo de grandes ligas, es del de llegar a las Mayores. Eduardo Villacis, pudo cumplirlo en el 2004.Cuando los Reales de Kansan City, lo llaman al equipo grandes para que se midiera a los Yankees de Nueva York, en el viejo estadio de los Mulo. Lo cual sin duda fue uno de los momento más especiales, ya que debutar en uno de los templos más tradicionales del beisbol, ante de que fuera demolido, y medirse a uno de los equipos más famosos de beisbol, es sin duda algo especial.
Luego de esa apertura Eduardo, regreso a las menores en donde estuvo, hasta el año 2006.Cuando lamentablemente presento problemas en su brazo, que lo hicieron alejarse del beisbol, para dedicarse a otras actividades, pero relacionada con la pelota como lo fue ser coach en las ligas menores.

Este año, gracias a un viejo amigo que vive en suiza, llamado Javier Hernández, le presento una propuesta, para dirigir en la liga de Suiza a los Bern Cardinals. La cual no tardo en aceptar el reto. Pero a la vez, se dio el chance de lanzar, ya que el equipo no contaba con un pícher que abriera el segundo juego de cada jornada, que esta solo lo puede ser un iniciado importado
Hasta los momento, los momento como manager, su equipo esta de segundo lugar con record de 18 y 4.En lo que es su actuación, como jugador a sido muy bueno, tanto en la liga en donde ya lanzo un no hit no run .En lo que fue la primera fase del europeo de beisbol. Fue nombrado, el mejor lanzador del grupo que jugó en Austria, por su efectividad de 1.04, como abridor. También, fue uno de los mejores bateadores a tal punto de ligar .500 (20-10).Pero nada de esto fue suficiente para que su equipo pasara a segunda ronda.

Sin duda lo que ha podido llevar este pelotero al beisbol de suiza en cuanto a sus conocimientos ha sido muy importante hasta los momentos. Porque a su ministrado eso conocimiento aprendido durante un tiempo atrás en los Estados Unidos.

LE INTERVISTE AI PROTAGONISTI DI FORTITUDO BOLOGNA – BBC GROSSETO (RITORNO)

dallo stadio “Gianni Falchi” di Bologna, DANIELE MATTIOLI

La Fortitudo Baseball batte tre volte il BBC Grosseto e tiene saldo il secondo posto. Le interviste del dopo trittico al Manager Marco Nanni, a Riccardo Fornasari, Joe Mazzuca e a Daniele Malengo.

Dopo le due brutte sconfitte subite a Nettuno, la Fortitudo Bologna si riprende alla grande e ottiene una nuova tripletta stagionale ai danni del BBC Grosseto. Dopo la vittoria rocambolesca in gara uno all’ultimo respiro, nella giornata di sabato sono arrivati due agevoli successi in casa bolognese e la sconfitta di Parma in gara tre contro San Marino ha permesso un nuovo allungo in classifica e reso più saldo il secondo posto in classifica. Intorno alle 0.45, quando già l’articolo era in fase di composizione, ecco arrivare la notizia da Rimini: la Telemarket ha perso gara tre contro Nettuno al 10° inning e trovandosi a sette gare dalla Fortitudo con sei partite da giocare garantisce a Bologna il matematico accesso – per l’undicesimo anno consecutivo – alla Post Season.

Abbiamo parlato della tripletta realizzata contro il BBC Montepaschi Grosseto con alcuni dei protagonisti del trittico in casa Fortitudo Bologna.

MARCO NANNI (Manager Fortitudo Bologna): “Quanto è stato importante vincere tutte e tre le partite? Vincere toglie pressione e di conseguenza la vittoria in gara uno ha dato una tranquillità e la carica per trionfare oggi nelle gare del sabato. Stiamo cercando di uscire da un calo che è evidente agli occhi di tutti esserci stato e piano piano ci stiamo riuscendo. Meglio fuori o dentro al campo per allenare in partita? (sorride) Fuori si vive la partita in maniera differente, sia con elementi positivi sia con elementi negativi“.

RICCARDO FORNASARI (Esterno Fortitudo Bologna): “Un commento sulla mia prestazione in gara uno? Beh, mi sono fatto trovare pronto in una situazione importante per la squadra e di questo sono contento. Non è facile trovare subito il ritmo partita in IBL1 giocando non spesso, ma allenandomi duro e dando il massimo anche quando gioco con il Castenaso cerco di avere l’atteggiamento giusto quando vado a battere. E’ anche una questione di mentalità ed è importante pensare sempre positivo.
Cosa mi aspetto dalle altre gare future? Dobbiamo vincerne il più possibile, partendo dal trittico contro Godo del prossimo fine settimana. Anche se è una partita che può sembrare facile sulla carta, dobbiamo affrontarla con la testa giusta sin dall’inizio“.

JOE MAZZUCA (Terza base Fortitudo Bologna): “Cosa ho pensato quando sono partito verso casa base dalla seconda in gara uno segnando il punto decisivo? Ho visto la situazione con il ricevitore che non trovava la pallina e la difesa non attenta e ho provato a segnare. Sono stato fortunato ed è andata bene. Cosa è successo a Nettuno? Qualcosa non è andato bene ma in una stagione può succedere e dopo sabato sera abbiamo deciso di dimenticarci tutto. Contro Grosseto abbiamo giocato meglio e si è visto in campo“.

DANIELE MALENGO (Prima base Fortitudo Bologna): “Quanta adrenalina c’era dentro di me al momento del mio arrivo in terza sul triplo a basi piene? Tanta, tantissima. E’ un periodo dove in attacco sono parecchio alterno come rendimento e una serata così ci voleva proprio (sorride). Ora devo cercare di mantenermi su questi livelli anche perché all’andata era successo lo stesso prima di uno nuovo calo nel box. Devo stare sempre in guardia“.