I TOP E I FLOP DEL 2010 PER IL SITO GRANDESLAM

Sembra ieri quando i New York Yankees battevano in gara 6 i Philadelphia Phillies vincendo il titolo 27 della loro storia e chiudendo la stagione del baseball 2009. Ora siamo qui, un anno dopo, pronti a raccontare quello che è successso in questo 2010 del batti e corri. Lo facciamo in un modo singolare, con un Top 3 e Flop 3 realizzata da tutti i collaboratori del sito, per diversi settori: in Italia, in Europa, in MLB e nel Mondo.

TOP & FLOP 2010 PER IL SITO GRANDE SLAM

Prima di partire con le valutazioni di coloro che collaborano per il sito, ecco i pensieri sul meglio del 2010 in MLB di alcuni nostri lettori:
Alessandro Cuomo scrive: Nell’ Opening Day di Mlb la giocata di Buehrle, lanciatore dei White Sox, in mezzo alle gambe per eliminare il battitore che stava correndo in prima base.
Roberto Mantovani dice: In assoluto Gallaraga col suo perfect….. Negato dall’errore arbitrale.
Ma ancora di più il pianto dello stesso arbitro distrutto dal dispiacere il giorno dopo quando si è incontrato col giocatore.
Spettacolare, emozionante e perfetto esempio sul significato del vero spirito sportivo Americano.

Ecco come la pensiamo noi, invece:

DANIELE MATTIOLI

TOP 3 IN ITALIA

1 – Emilia al potere
Una finale solo emiliana non la si vedeva dal lontano 2003, anno della vittoria della Fortitudo Bologna sulla Comcor Modena in cinque partite. Quest’anno la squadra bolognese è arrivata a pochissimo dal vincere il secondo titolo consecutivo dopo quello del 2009, ma ha trovato un Parma Baseball duro a morire, che ha vinto il tricolore (decimo della storia) dopo sette lunghe e appassionanti sfide. Tutte all’insegna del “Made in Emilia”.
2 – Bidi&Fabio
Al secondo posto della classifica, metto Bidi Landuzzi e Fabio Betto. Il motivo? Il primo dopo una carriera sempre a Bologna ha deciso di appendere il guanto al chiodo e mancherà molto al baseball giocato, mentre Fabio Betto ha raggiunto quest’anno il record delle 100 vittorie in Serie A. Il secondo posto a pari merito è meritato.
3 – Le Franchigie
Finalmente sono arrivate e hanno portato un filo d’aria fresca nel mondo del baseball giocato. Certo c’è ancora qualcosa da perfezionare, ma come primo anno, non c’è da lamentarsi.

TOP 3 IN EUROPA

1 – Venticinque anni dopo
Juan Pablo Angrisano batte lungo e profondo dove l’esterno avversario non può arrivare. Ramos segna punto a casa e la Fortitudo Bologna è campione d’Europa venticinque anni dopo. Merito di una squadra e di uno staff tecnico che non molla mai e riporta a casa la terza coppa europea della storia, recuperando lo svantaggio alla decima ripresa. Epici.
2 – Lunga vita a Sua Maestà
Trascinatore contro il Minolta Pioniers e vincitore con due prova da “extraterrestre” nelle sfide contro gli spagnoli del San Boi e il San Marino nella semifinale delle Final Four di Barcelona: signori e signore Jesus Matos, il migliore lanciatore dell’Europa intera.
3 – Germania in crescita
Nessuno l’avrebbe detto, ma dopo aver parlato con Dustin Bergman nel girone eliminatorio di Brno e averli visti giocare, i tedeschi dell’Heidheneim sono stati la vera sorpresa dell’annata del baseball europeo andando vicini ad una vittoria storica. Sará per la prossima volta.

TOP 3 NEGLI STATES

1 – Il trio delle meraviglie
Metti assieme tre lanciatori del calibro di Tim Lincecum, Matt Cain e Madison Bumgarner e un box di battuta presente al momento giusto e capirai perché i San Francisco Giants sono i nuovi campioni del mondo. Facendo impazzire la baia e la California.
2 – Roy Halladay
Doc Roy scrive una nuova pagina di storia del baseball firmando un perfect game in Regular Season e una No Hit al suo esordio ai Playoff. Philadelphia se lo coccola e punta a ritornare grande con i suoi lanci. Chapeau.
3 – Dai Alex, Dai
Essere tra i 40 giocatori chiamati a far parte dello Spring Training dei Seattle Mariners è motivo di prestigio e vuol dire che sei ad un passo dal baseball vero e proprio. E allora dal prossimo marzo tutti a fare il tifo per Alex Liddi sperando che riesca a coronare il suo sogno. In attesa che anche Ale Maestri dimentichi il 2010 e riparta alla grande con il doppio A dei Chicago Cubs.

TOP 3 NEL MONDO

1 – Storici
Terzo posto alla Coppa Intercontinetale e primo all’Europeo: la nazionale italiana ha fatto quello che non ha mai realizzato in precedenza, vicendo la prima medaglia extraeuropea e ritornando sul tetto d’Europa tredici anni dopo. La storia è stata scritta.
2 – Orange
D’accordo che sono arrivati secondi in Europa, ma hanno messo paura a Cuba nella Finale della Coppa Intercontinentale dimostrando come l’Europa del Baseball sia in ottime condizioni.
3 – Pedro Lazo
Dopo tantissimi anni di gioco, si ritira uno dei più grandi campioni di questo sport. Cuba e il baseball mondiale perdono uno grandissimo del batti e corri.

FLOP 3 IN GENERALE

1 – I media italiani
Se ne potrebbe parlare per ore e ore, ma la pubblicità che ha il baseball su giornali e televisioni è veramente imbarazzante confrontandolo con altri sport. L’esempio più eclatante è stato per la Coppa Intercontinentale. La Rai che fine ha fatto? D’accordo che la diretta live poteva avere un costo esagerato, ma almeno la trasimissione in differita potevano farlo.
2 – Risse in IBL
D’accordo, a volte succede e tutto ciò è normale, ma vedere quello che è successo nelle Finali IBL è veramente triste, soprattutto con tanti spettatori sugli spalti. Sentire poi i fischi attribuiti (senza motivo) ad un campione come Jesus Matos in gara 7 a Parma, ti fanno capire come girano effettivamente le cose.
3 – Gli arbitri in Italia
Troppo protagonisti, a volte sembrano messi lì per sbaglio. Se si vuole avere credibilità, bisogna partire da loro.

EMILIANO DELLUCCA

TOP 3 IN ITALIA

1 – Parma Baseball
Niente da dire: hanno vinto il campionato, complimenti a loro.
2 – Fortitudo Bologna
Finale Scudetto persa in gara 7 e vittoria in Coppa Italia. La davano per messa male, invece…
3 – Juan Pablo Angrisano
Catcher come lui in Italia non ce ne sono.

TOP 3 IN EUROPA

1 – Bidi Landuzzi
Grazie di tutto Capitano!!!
2 – Fortitudo Bologna (di nuovo)
Campione d’Europa dopo oltre 20 anni: che dire di più?
3 – Heidenheim Heidekopfe
La grande sorpresa d’Europa. Il baseball tedesco cresce vertiginosamente e loro ne sono la dimostrazione. Ti aspettavi gli olandesi invece…

TOP 3 NEGLI STATES

1 – Tim Lincecum
Vincitore di gara 1 e gara 5, ha spazzato via tutti i battitori affrontati. Non the Freak ma the Champ!
2 – San Francisco Giants
Riescono finalmente a vincere le World Series da quando si sono trasferiti sulla baia. Complimenti!
3 – Texas Rangers
In uno stato dove il football la fa da padrone loro sono riusciti ad arrivare fino in fondo. Sarà per la prossima ragazzi.

TOP 3 NEL MONDO

1 – Italia
Finalmente schiantati gli olandesi con personalità e grande gioco. Un anno da incorniciare per il baseball italiano. Un nuovo rinascimento.
2 – Olanda
Sempre lì e sempre quelli da battere. Costanti.
3 – Germania
Il baseball tedesco cresce, merito di un’ottima programmazione.

FLOP 3 IN GENERALE

1 – Risse in finale IBL
Gradiremmo non vedere più giocatori aggrediti da entrambe le tifoserie, dita medie verso il pubblico o altri giocatori, fischi vergognosi verso campioni stimati. Basta così, grazie.
2 – Arbitri
Dilettanti allo sbaraglio.
3 – World Series 2010
Complimenti alle due franchigie che si sono guadagnate il diritto di andare in finale, ma il livello di gioco è stato veramente a volte pietoso. Ho rimpianto New York e Philadelphia.

MARA MENNELLA

TOP 3 IN ITALIA

1 – Sistema franchigie
Il propulsore più adatto per far crescere il Baseball in Italia (ovviamente quando sfruttato e gestito nel modo corretto).
Ha permesso di non far sparire le realtà più piccole e di allargare ancora di più quelle più affermate, dando ai giovani maggiori possibilità di entrare nel circuito della IBL.
2 – Parma
Campionessa d’Italia e giustamente premiata per un progetto a lungo termine che ha finalmente portato i suoi frutti.
3 – I 14 inning di Parma vs Bologna nella Post Season
Posso dire con orgoglio che io, quel 4 agosto, c’ero. Insieme alla mia inseparabile coperta, al mio compagno di avventure, a patatine, coca cola, birra e hot dog ho assistito ad una delle partite più emozionanti. Quattro ore e quindici minuti con il fiato sospeso, in uno stadio stracolmo e sempre vivo che non ha mai abbandonato i suoi giocatori.

TOP 3 IN EUROPA

1 – Italia
Maledetto campanilismo. Ma se siamo campioni d’Europa e abbiamo battuto Taiwan e Giappone un motivo c’è.
2 – L’Europeo vinto dall’Italia
Scappare dal lavoro, cercare una tv con satellite, vedere l’Italia che domina l’Olanda e poi spiegare perché stai facendo i salti di gioia non ha prezzo.
3 – Olanda
Nutro una certa simpatia per i nostri eterni rivali del nord. Ho avuto la possibilità di seguirli per qualche giorno in occasione della BWC 2009: (quasi) tutti gentili, simpatici e disponibili.

TOP 3 NEGLI STATES

1 – San Francisco Giants
Come non citare i vincitori delle World Series? Saranno state le più noiose da anni, ma perdere ore di sonno per vedere i club più forti degli USA è stato entusiasmante e da veri malati di baseball.
2 – Roy Halladay
Un perfect game nella regular season e una no-hit nel post season per il lanciatore dei Philadelphia Phillies, giustamente entrato nella storia.
3 – Jennie Finch
Una delle donne più belle che abbia mai visto che si “allontana” temporaneamente dal softball per dedicarsi alla sua famiglia. Vincitrice di mondiali e Olimpiadi, con estrema umiltà saluta il suo sport e i suoi tifosi, ma senza dire loro addio. Ritornerà?

TOP 3 NEL MONDO

1 – Usa
2 – Cuba
3 – Venezuela

Sono semplicemente le nazionali per me più rappresentative, quello a cui penso subito quando si parla di baseball. Come l’Utalia è uguale al calcio.

FLOP 3 IN GENERALE

1 – Poca visibilità (comunque maggiore rispetto agli anni passati).
2 – Il riconoscimento di fatiche e sacrifici che spesso non c’è stato.
3 – La mancanza di solidarietà: è uno sport minore, siamo più o meno tutti nella stessa barca.

RUBEN HERNANDEZ

TOP 3 IN ITALIA

1 – La No Hit di Jim Brower
Iniziare la propria avventura in Italia con una gara del genere in trasferta sul campo del Grosseto dice tanto.
2 – La tripla corona di Carlos Duran
Era da tempo che un giocatore non si aggiudicava questo premio: miglior battitore, fuoricampista e battitore di punti battuti a casa. Tanta roba.
3 – Marcos Yepez
Una stagione regolare normale, ma poi è venuto fuori quando contava ovvero nella fase finale. Se Parma ha vinto, deve tantissimo a lui.

TOP 3 IN EUROPA

1 – Fortitudo Bologna
2 – T&A San Marino
3 – Barcelona

TOP 3 NEGLI STATES

1 – Perfect Games
Le gare perfette di Roy Halladay e Dallas Braden. Grandissimi.
2 – Il grande slam di Nava
Esordire in Major League battendo un grande slam è il sogno di tutti. E’ successo a Daniel Nava con i Red Sox. Bravissimo.
3 – Le World Series 2010
Complimenti ai campioni dei San Francisco Giants e ai Texas Rangers. Anche se la qualità non è stata elevata, sono stati molto bravi ad arrivarci.

TOP 3 NEL MONDO

1 – Italia
2 – Olanda
3 – Germania

FLOP 3 IN GENERALE

1 – La Nazionale spagnola all’Europeo 2010
2 – Il Quasi Perfect Game di Armando Gallaraga, deciso da un errore arbitrale.
3 – Gli arbitraggi in generale.

LORENZO BELLOCCHIO

Da fotografo, partirei dicendo che una delle foto più brutte è quella riguardante la rissa in gara 4 delle Finali IBL tra Parma e Bologna, ma voglio parlare di quella foto che per me è la più bella. Ovvero quella della Coppa Campioni 2010, vinta dalla Fortitudo Bologna.

E OVVIAMENTE BUON 2011 A TUTTI DA PARTE DELLO STAFF DEL SITO GRANDE SLAM: IL BASEBALL VISTO DA UN TIFOSO!

Annunci

TANTISSIMI AUGURONI DI BUON NATALE 2010!!!

L’INTERO STAFF DEL SITO GRANDE SLAM AUGURA A TUTTI VOI UN BUON NATALE 2010!!!!

SECONDO FONTI ATTENDIBILI, VIC MORENO HA FIRMATO CON I DETROIT TIGERS IN MLB. LA FORTITUDO BOLOGNA PERDE IL CLOSER STRANIERO

di DANIELE MATTIOLI (con la collaborazione di RUBEN HERNANDEZ)

Dal Venezuela arriva una notizia clamorosa: secondo diversi fonti, Victor Moreno, closer della Fortitudo Bologna, ha firmato con i Detroit Tigers in Major League ed è stato invitato al Training Camp con la squadra americana. Sarebbe un ritorno per lui in America e una importante perdita per i Campioni d’Europa.

Dopo il mancato accordo di collaborazione tra la Fortitudo Bologna e il Godo Baseball, la squadra Campione d’Europa sembra aver perso una pedina fodamentale della sua scacchiera in queste stagioni.
Victor Moreno, infatti, ha infatti firmato con i Detroit Tigers in Major League. Lo comunicano varie testate internet e sarebbe un risultato prestigioso per il lanciatore MVP della Coppa Campioni 2010, ma sicuramente una grave perdita per la squadra allenata da Marco Nanni.

Il contratto firmato dal lanciatore sarebbe un “Minor League Contract” ovvero un contratto per giocare in Minor League, ma avrebbe ricevuto l’invito di disputare il Training Camp con la squadra di Major.

La stella della Fortitudo Bologna sta lanciando una grande stagione in Venezuela con i Tigres de Aragua con un ruolino di marcia personale che parla di cinque vittorie a fronte di tre sconfitte in trentanove inning lanciati con una media ERA di 2.04. A fronte di questi risultati, Detroit si è mossa e ha trovato l’accordo con il lanciatore.

La notizia deve ancora trovare una conferma ufficiale ma qui in Venezuela viene data come per certa. Se così sarà, come si comporterà la Fortitudo Bologna?

Seguono aggiornamenti.

(Si chiede, inoltre, qualora venissero prese notizie da questo articolo, di linkare la fonte. Grazie).

RITORNA EMILIANO DELUCCA CON “GOLDEN GLOVE” E CI PORTA ALLA SCOPERTA DI TIM “THE FREAK” LINCECUM

di EMILIANO DELUCCA

Dopo un periodo di riposo, ritorna il nostro “Special One” Emiliano Delucca con la sua rubrica di grande successo Golden Glove. Si riparte con la vita, i successi e la classe di uno dei lanciatori più forti degli ultimi decenni: Tim Lincecum.

The Freak. The Franchise. Seabiscuit. Nel baseball i soprannomi si sprecano, soprattutto quando sembri un bat boy ma lanci missili verso casa base. Chiamalo come ti pare tanto lui se la ride. Se la ride mentre spazza via un battitore con una fastball o lo fa girare come fosse una ciambella col suo cambio o con le sue palle curve. Chiamalo come vuoi, lui ride.

Timothy LeRoy Lincecum nasce il 15 luglio 1984 a Bellevue nello stato di Washington. I suoi genitori Chris e Rebecca avevano dato alla luce 4 anni prima il loro primogenito Sean. E’ una famiglia molto sportiva e come i genitori anche i figli amano lo sport.
Chris e Rebecca amano il rock e nei viaggi in auto ascoltano moltissima musica. Tim ha una memoria incredibile per i testi: impara una miriade di canzoni tanto che i suoi compagni di squadra lo chiamano “The Human Jukebox”.
Chris Lincecum lavorava alla Boeing. Aveva una fervida mente analitica nel progettare aeroplani, mente che aveva allenato fin da piccolo giocando a baseball. A soli sei anni lanciava già le palle curve, poi un grave infortunio alla schiena gli chiude le porte del professionismo.
Sean è il primo a beneficiare degli insegnamenti del padre. Alto e muscoloso, è un ottimo pitcher e letteralmente una belva sul campo da football.
Tim invece è piccolo e mingherlino, ma segue come un’ombra il padre e il fratello imitando tutto quello che vede. Il padre nota che ha il fisico perfetto per poter interpretare il suo caricamento di lancio che è unico nel panorama del baseball, anche se qualcuno, maliziosamente, sostiene che lo abbia copiato da Sandy Koufax.
Purtroppo per Sean la sua carriera si ferma per una brutta frattura ad un braccio,così i genitori si concentrano su Tim. La madre lo accompagna ad allenamenti e partite mentre il padre filma tutte le sue apparizioni sul monte e la sera a casa le riguardano per correggere eventuali errori nel caricamento e nel rilascio della palla.
Il problema di Tim era il suo fisico. Troppo esile e quando entrò alla Liberty High School di Renton era alto 1,50 e pesava 39 chili. Ma era incredibilmente snodato e molto forte muscolarmente.

Passa il primo anno nella squadra delle riserve con una media ERA di 0,73.
Molti allenatori di college gli mettono gli occhi addosso, fra cui Ken Knutson della Washington University.
Per tutta la stagione Tim si mantiene su ottimi livelli, tuttavia, proprio nella partita in cui gli scouts sono seduti fra il pubblico, il suo caricamento rasenta la perfezione e la sua velocità di lancio raggiunge le 90 miglia. I Chicago Cubs decidono di spendere per lui una scelta durante il draft, ma Tim declina e accetta la corte di Coach Knutson con la promessa che non avrebbe interferito nella sua meccanica di lancio, non che ce ne fosse bisogno per la verità.
I primi due anni al college sono impressionanti. Nella stagione da sophomore (ovvero al secondo anno) concede ai battitori solo un misero .179!
Cleveland lo sceglie al 42esimo giro ma ancora Tim declina e clamorosamente sceglie in estate di giocare nella Cape Cod League. Durante l’All Star Game della Lega,naturalmente con gli scout ad osservarlo, tocca le 98 miglia all’ora.
Comincia il terzo anno al college mantenendo una velocità media sulle 90 miglia con punte fino a 101!!

Nonostante tutto, le squadre MLB non sono convinte della sua tenuta in una squadra professionistica visto il suo fisico esile. Al draft 2006 i Giants lo scelgono col numero 10, ma nella relazione degli scout viene definito “il piccolo Tim”.
Il suo soggiorno nelle Minors è lungo quanto un battito di ciglia. In Singolo A gioca 4 innings con 10 K e solo una valida subita. San Francisco lo passa in A avanzato e lui ottiene un record di 3 vittorie e 0 sconfitte con 58 K in 34 innings.
Nel 2007 passa in Triplo A: in 31 innings subisce un solo punto e mai una valida con corridori in posizione punto. E’ pronto, non deve più provare nulla e Russ Ortiz si infortuna e Tim prende il suo posto.
Nel suo primo inning in MLB subisce due valide,due punti ma ottiene tre eliminazioni al piatto. A maggio ottiene la sua prima vittoria contro Colorado.
L’anno successivo il pitching staff dei Giants programma per lui allenamenti mirati per preservare quel braccio bionico capace di lanciare siluri nonostante la “piattaforma di lancio” sia molto ridotta.
Chi lo affronta e subisce fulminanti eliminazioni, come Lance Berkman e Conor Jackson, lo descrive come un pitcher “intoccabile” e che ti fa fare figure da pollo grazie ai suoi tre lanci micidiali e velocissimi.
A fine stagione ottiene 265 strike outs, 54 dei quali con soli tre lanci, record del 2008. Totalizza inoltre 10,5 K per 9 Innings e la più bassa media slugger nei suoi confronti,ma pareggia anche il record per i wild pitches (lanci pazzi),17. Ciò nonostante vince il Cy Young Award.
Il 2009 è simile. Ottiene un record di 15-7, media ERA di 2,48 e 261 K e il secondo Cy Young consecutivo diventando il primo giocatore della storia a vincere il riconoscimento nei primi due anni di carriera in MLB, anche se, qualche settimana prima di venire premiato, viene fermato dalla polizia e trovato in possesso di una piccola quantità di marijuana.
La stagione 2010 parte con 5 vittorie e 0 sconfitte, ma a maggio entra in slump, forse mancanza di confidenza o eccessiva rilassatezza.
Fatto sta che fino ad agosto le cifre non sono il massimo.
Ma con la fine di agosto finisce anche lo slump, per stessa ammissione di Tim molto più lungo di quello che avrebbe voluto. Settembre si chiude con 5 vittorie e 1 sconfitta e si vola alla post season!

Alla sua prima partita di playoffs contro i Braves lancia uno shutout (gara senza subire punti) subendo solo due valide e ottenendo 14 eliminazioni al piatto, record assoluto per i Giants nella post season e annienta nientemeno che Halladay nella sua successiva partenza regalando la vittoria per 4-3 a San Francisco in gara 1 della NLCS.
Ed eccoci alle World Series. Gara 1 è una passeggiata per Tim che, dopo una partenza mostruosa, viene chiamato nel dug out per riposarsi. Il resto del lavoro lo compie il bullpen e San Francisco vince gara 1 contro Texas 11 a 7.
L’1 novembre 2010 ad Arlington, in Texas, San Francisco si gioca il suo primo match per vincere il titolo e capita nelle mani più sicure che ci siano…lancia The Freak!
Tim lancia 8 innings, subisce 3 valide fra cui un solo homer e ottiene 10 K. I Giants vincono per la prima volta le World Series grazie al suo Seabiscuit.

Chiamalo come vuoi…The Freak, The Franchise…chiamalo come vuoi, tanto lui se la ride e ridendo…diventa The Champ!

SALTA L’ACCORDO DI COLLABORAZIONE TRA BOLOGNA E GODO. LA FRANCHIGIA SARA’ TRA LA FORTITUDO E IL CASTENASO

di DANIELE MATTIOLI

Notizia dell’ultima ora in casa Fortitudo. E’ infatti saltato all’ultimo l’accordo di collaborazione tra la squadra Campione d’Europa e il Godo Baseball, con i romagnoli che avrebbero dovuto disputare l’IBL2.
Rimane allora tutto immutato rispetto alla passata stagione. Sarà il Castenaso Baseball ad affiancare la Fortitudo nella prossima stagione. La squadra allenata Marco Nanni giocherà in IBL1, con il Castenaso che prenderà parte al Campionato di IBL2.

Seguono aggiornamenti.

IL CAPITANO STEFANO “BIDI” LANDUZZI LASCIA IL BASEBALL GIOCATO

di DANIELE MATTIOLI

Il 27 settembre 2010 Stefano Landuzzi è sceso in campo per l’ultima volta con la maglia della Fortitudo Bologna, vincendo la Coppa Campioni che pone fine ad una carriera unica e straordinaria. Una grande standing ovation al Capitano Biancoblù!

L’ultima volta che vedremo Bidi Landuzzi con la casacca da giocatore della Fortitudo Bologna sarà il 27 settembre 2010, giorno in cui la squadra felsinea ha vinto il titolo europeo a Barcellona contro i tedeschi dell’Heidehneim. E verrà ricordata per sempre: il capitano biancoblù alzava trofeo davanti ai suoi compagni e ai tifosi (nella foto scattata da Lorenzo Bellocchio). Stefano Bidi Landuzzi, infatti, ha detto basta con il baseball giocato. Il 2010 è stato il suo ultimo anno sui diamanti di gioco. Un’ annata che concluso alla grande, con l’ultimo trofeo che gli mancava, quel titolo europeo che era sfuggito per poco nel 2009 e che è invece arrivato trecentosessantcinquegiorni più tardi.
Stefano Landuzzi ha infatti vinto tutto (dagli Scudetti alle Coppa Italia, passando alla Supercoppa Italiana e alla già citata Coppa Campioni) nella sua carriera sempre contrassegnata dal marchio Fortitudo, eccezion fatta per un anno con le Calze Verdi di Casalecchio ad inizio carriera.

E allora anche il sito Grandeslam, nonostante il ritardo dovuto ai problemi di server, vuole ringraziare Bidi per avere dato tanto, tantissimo alla causa Fortitudo. La sua dedizione al lavoro, la sua grinta necessaria sempre e soprattutto nei momenti di difficoltà e il suo attaccamento alla maglia ci mancheranno. Grazie ancora grande Capitano!

IL GODO BASEBALL DICE ADDIO ALL’IBL1 E PROBABILMENTE FARA’ FRANCHIGIA CON LA FORTITUDO BOLOGNA. NELLA SOCIETA’ GOTA ANCHE ADDII TRA I DIRIGENTI

da Godo, MARA MENNELLA

Dopo alcuni problemi di server ritorna attivo il sito Grandeslam che riparte con articolo scritto da Mara Mennella che analizza la difficile situazione del Godo Baseball. I romagnoli danno l’addio all’IBL1 e probabilmente faranno franchigia con la Fortitudo Bologna. Intanto importanti addii nella società gota.


Il baseball ravennate subisce un duro colpo: il Godo non parteciperà alla prossima stagione di IBL1. Dopo diversi anni di militanza nella massima serie, certamente fra alti e bassi, questa piccola grande squadra rinuncia ad affrontare le grandi del panorama italiano e non solo.
Riuscire a disputare un campionato semi professionistico era sempre stato un “miracolo” per una realtà circoscritta come quella godese, nonostante gli enormi sforzi di tutto l’apparato della società, formato solo da volontari. Ma ora non basta più. Le complicazioni arrivano dal ritiro di due dei maggiori sponsor della squadra che riuscivano a dare un po’ di stabilità al bilancio. Anche se il calendario era già stato deciso da tempo, si era preferito aspettare per la conferma dell’iscrizione al campionato fino all’ultimo. E l’iscrizione non é stata presentata.

Cosa ne sarà, quindi, del Godo? Archiviate la possibilità di uno switch con l’affiliata Verona, in condizioni economiche non certo migliori, e la fusione delle due società, si pensa ad una iscrizione ai campionati federali di serie A o B, se non addirittura la C. Ultima, e veramente molto probabile, è la franchigia con la Fortitudo Bologna. I colleghi emiliani sono ora senza una partner, vista la rottura della franchigia con il Castenaso. Una “rivalità” che potrebbe diventare una collaborazione: Bologna porterebbe maggiore competitività al baseball romagnolo e potrebbe attingere non solo dal roster del Godo, ma anche dal foltissimo stuolo di giovani campioncini in continua crescita nel ravennate e nel forlivese.

Ma negli ultimi giorni altre due notizie hanno sconvolto la realtà godese: le dimissioni del general manager della franchigia Vincenzo Mignola e il possibile abbandono della presidenza da parte di Lino Ceccarini. Mignola, lo scorso anno team manager, con l’avvento della franchigia aveva preso il posto di coordinatore tra le due squadre. “Con la nuova organizzazione il mio ruolo non serve più”, dichiara. Ma la situazione diventerebbe ancora più complessa se anche il presidente Ceccarini lasciasse il suo ruolo: “Sono state fatte scelte che non fanno parte della mia politica. Quando verrò a conoscenza delle decisioni della società vedrò se presentare le mie dimissioni o meno”, continua il presidente, “ma al novanta per cento abbandonerò la mia carica”.
Un fine anno burrascoso per il baseball ravennate: speriamo che il MGDB abbia la meglio sulla ormai onnipresente questione economica.