WORLD SERIES 2010 (8): I COMMENTI DEI PROTAGONISTI DI GARA TRE

da Arlington (Texas, Usa), DANIELE MATTIOLI

I commenti dei protagonisti di gara tre delle World Series, vinta dai Texas Rangers su San Francisco per 4 a 2. Sentiamo Mitch Moreland e Colby Lewis.

Lui in realtà potrebbe fare il lanciatore e anche di un certo livello, essendolo stato al College. Ora invece occupa il cuscino di prima dei Texas Rangers e in gara tre delle World Series ha fatto la storia con un homer che ha caricato i suoi ancora di più. “Sapevo di poter portare a casa un compagno” dice Mitch Morelande allora ho cercato di battere valido e alla fine è arrivato un fuoricampo importantissimo per noi e per le nostre World Series”. Gli fa eco l’altro eroe della serata, Colby Lewis che afferma “dovevamo vincere per riportare la serie a contatto e ci siamo riusciti, merito di un pubblico che con il suo tifo ti fa entrare in campo carico e senza problemi a livello mentale.
E domani sera, ora di Dallas, una nuova partita, per decidere chi debba vincere gara 5.

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WORLD SERIES 2010 (7): TEXAS TRIONFA IN GARA 3 E RIAPRE LA SERIE

da Arlington (Texas, Usa), DANIELE MATTIOLI

Dopo due sconfitte consecutive, arriva, in gara tre delle World Series, la prima vittoria di Texas. Ottimo Lewis sul monte, decidono i fuoricampo di Moreland e Hamilton.

C’è tutto uno stadio a scandire, azione dopo azione, out dopo out, “let’s go Rangers”. Potremo dire, addirittura, tutto uno Stato, che fino a qualche giorno fa viveva solamente di football americano, con i Dallas Cowboys di Tony Romo in NFL e con le tantissime squadre universitarie di NCAA. Ora la musica è cambiata e lo sanno anche i giocatori in campo, che dopo le due pessime figure nelle altrettante gare giocate a San Francisco, hanno disputato una partita quasi perfetta. Texas è ancora viva e la vittoria per 4 a 2, in gara tre delle World Series lo dimostra appieno.

E’ stata la serata di un lanciatore, Colby Lewis (che fino all’anno scorso giocava in Giappone), capace di concedere solo due punti in 7.2 riprese di gioco, ad un attacco, quello dei Giants, che ne aveva segnato venti nelle prime due sfide. E poco importa se i due punti subiti siano stati due fuoricampo concessi (a Ross e a Torres), quando i Rangers conducevano giá 4 a 0, perché alla fine conta la qualità, è Lewis ne ha dimostrata di possedere tanta.
Non è un caso se nella firma della partita ci sia posto anche per Josh Hamilton, che ha colpito il fuoricampo del quattro a zero, e soprattutto Mitch Moreland, il prima base, autore della giocata decisiva, il fuoricampo da tre punti che al secondo inning aveva messo in grave difficoltà Jonathan Sanchez, partente di San Francisco.

La vittoria di stasera permette ai Rangers di guardare con più serenità a gara 4, ai Giants, invece, di non dormire più di tanto sugli allori.

 

WORLD SERIES 2010 (6): RIFLESSIONI SULLA FINALE DURANTE IL VOLO SAN FRANCISCO-DALLAS

da Dallas (Texas, Usa), DANIELE MATTIOLI

Dopo due partite di Finale, San Francisco sogna il Titolo, Texas è chiamata al miracolo partendo da zero vittorie. Ecco il punto della situazione delle World Series 2010.

Qualche tifoso di ritorno in Texas dopo le prime due gare delle World Series, e soprattutto molti supporter di San Francisco animano il volo aereo che abbiamo preso per raggiungere Dallas. La scena che testimonia quanto siano decisi e carichi i tifosi dei Giants l’abbiamo prima di partire, quando il pilota del volo aereo esclama dal microfono “Go Giants”.

Mai tanta attesa è giustificata per un tifoso di San Francisco. La delusione per la sconfitta alla settima partita delle World Series del 2002 contro gli Anheim Angels è ancora viva e la voglia di festeggiare quel titolo che manca dal 1954 (quando ancora la squadra giocava a New York) è senza paragone. E l’impressione, dopo le prime due partite di Finale e il vantaggio di due gare a zero nella serie, è che questo possa essere veramente l’anno della squadra californiana. Cinici in attacco, solidi in difesa e sul monte di lancio: questa è una squadra rodata e in forma per vincere. Se poi aggiungi la coppia Uribe&Renteria nel box di battuta, calda come non mai, allora sognare è lecito.
Chi non può più solamente sognare ma deve cercare di riprendersi subito sono i Texas Rangers, che devono ritrovarsi a livello offensivo e sperare che le mosse di Manager Washington non siano disastrose come nelle prime due partite. Sarà Colby Lewis a cercare di far vincere la prima partita delle Finali ai suoi e sfiderà il buon Jonhatan Sanchez in una bella sfida tra grandi lanciatori.

E’ il momento di spegnere il PC…il volo aereo è arrivato a Dallas. A pochi chilometri da qui domani si giocherà gara tre delle World Series 2010. Texas contro San Francisco. La sfida continua.

 

WORLD SERIES 2010 (5): ANCORA SAN FRANCISCO, ANCORA GIANTS IN GARA DUE. PER TEXAS LA SERIE SI FA IN SALITA

dall’AT&T Ballpark di San Francisco (California, Usa), DANIELE MATTIOLI

La seconda partita della World Series 2010 dice ancora San Francisco, brava a colpire nei momenti opportuni e capace poi di dilagare nell’ottava ripresa. Fuoricampo di Renteria e ottima gara sul monte di Cain. Texas recrimina sulla poca fortuna avuta ed è costretta ad inseguire già due partite ai Giants.

Il momento chiave della seconda partita delle World Series 2010 è alla quinta ripresa. Dopo quattro inning di dominio dei lanciatori, CJ Wilson per i Texas Rangers e Matt Cain per i padroni di casa, succede qualcosa di importante. Ian Kinsler, seconda base texano, batte lungo e profondo a sinistra sotto la nostra postazione. Sembra fuoricampo, ma la pallina si ferma sulla parte superiore della recinzione e ritorna in campo. Doppio per il giocatore texano, non fuoricampo. E se i compagni dietro non riescono a portarlo a casa, la strada si fa davvero in salita. Nella parte bassa della stessa ripresa, i Giants trovano un vantaggio clamoroso. Edgar Renteria batte anche lui lontano e trova il fuoricampo del vantaggio, con un gesto tecnico che carica tutto lo stadio. Da questo momento in poi, Texas avrà una possibilità solo alla sesta ripresa (valide di Young e Hamilton con un out) per entrare in partita, salvo poi uscirne del tutto all’ottavo inning.

E’ infatti probabilmente girata la sorte dell’incontro in questa azione, ma anche alla settima ripresa, quando CJ Wilson è costretto ad uscire dalla gara per via di un infortunio. Qui San Francisco segna il secondo punto della gara (doppio con RBI di Juan Uribe) e vola verso la vittoria.
I rilievi dei Rangers, infatti, devono ancora entrare in aria World Series, perchè ancora una volta toppano alla grande, così come anche il Manager della squadra Washington che non mette a lancare, al’ottavo inning, il proprio closer Neftali Feliz con l’intento di giocarsi tutto poi alla nona ripresa. O’Day realizza i primi due out al piatto, ma la valida di Posey lo vede uscire. Entra al suo posto Holland, il quale tira 12 ball praticamente di fila che obbligano le basi e fanno segnare un nuovo punto ai Giants. Da questo momento in poi, la squadra californiana e non si ferma più e segnerà altri sei punti con i rilievi texano incapaci di fermare questa emmoragia. I Giants vincono facilmente gara due, e nel frattempo c’è chi dice che la serie finirà in quattro partite. Ai giocatori di Texas non resta che cambiare subito rotta e allungare la serie. San Francisco permettendo.

WORLD SERIES 2010 (4): IL COMMENTO DEI PROTAGONISTI DOPO GARA UNO

dall’AT&T Ballpark di San Francisco (California, Usa), DANIELE MATTIOLI

Il commento dei protagonisti dopo la vittoria dei San Francisco Giants contro i Texas Rangers. Cliff Lee “giornata strana per me”, mentre Freddy Sanchez sottolinea l’importanza “di aver attaccato da subito” il partente avversario.

E’ stata una partita strana la mia“, dice ai microfoni in sala stampa Cliff Lee, meraviglioso lanciatore uscito sconfitto in gara uno delle World Series, dopo aver ottenuto sette vittorie e nessuna sconfitta in carriera ai playoff con una media ERA a 1.24 prima di questa gara. Il lanciatore continua poi dicendo che “una volta lanciavo bene, l’altra male. E’ difficile trovare costanza in una situazione come questa“. Parole veritiere quelle di Lee, che però si è trovato di fronte un lineup mai così carico come quello dei San Francisco Giants, soprattutto in Freddy Sanchez. Il seconda base locale è infatti riuscito a battere tre doppi nei primi tre turni in battuta, firmando un clamoroso record nelle World Series. Il suo commento alla partita è “sapevamo che Lee è uno dei migliori giocatori della lega e volevamo attacarlo sin da subito e oggi ci è andata molto bene. Sono contento per il record, ma soprattutto per la vittoria della squadra.” Il commento finale è del Manager dei Giants, Bruce Bochy, che si dice soddisfatto del successo ottenuto, ma che “non è stato realizzato secondo i piani di squadra. Dovevamo tenerli a freno nel punteggio e invece il risultato è salito a punteggi molto alti. così Alla fine però la vittoria è arrivata, va bene anche così”.
Domani sera, in Italia nella notte tra giovedì e venerdì, la seconda sfida di queste World Series.

WORLD SERIES 2010 (2): SAN FRANCISCO FA SUA GARA UNO, BATTENDO TEXAS 11 A 7

dall’AT&T Ballpark di San Francisco (California, Usa), DANIELE MATTIOLI

Doveva essere un duello tra lanciatori gara uno delle World Series tra San Francisco e Texas. Invece a dominare sono gli attacchi delle due squadre, soprattutto quello dei Giants, con Juan Uribe ancora protagonista con il fuoricampo che spezza in due la sfida.

Tutto esaurito, come previsto, a San Francisco per la prima partita delle World Series, tra i Giants e i Texas Rangers. E’ la sfida tra due dei migliori lanciatori della lega, Tim Lincecum per i padroni di casa e Cliff Lee per gli ospiti. Prima dell’inizio della gara è festa sugli spalti, con i fuochi d’artificio che illuminano la baia californiana, gli aerei militari che passano sopra il campo e il cantante soul John Legend che canta l’inno nazionale. Poi è tempo di giocare.

L’avvio di partita di Tim Lincecum è traumatizzante. Subisce infatti due punti nelle prime due riprese di gioco, con Texas che segna subito al primo inning grazie alla valida di Guerrero e alla secondo, con la volata di sacrificio di Andrus, dopo che Molina aveva battuto valido e lo stesso lanciatore degli ospiti Lee aveva battuto un doppio.
Sembra una gara in discesa per Texas, ma San Francisco non ci sta e alla terza ripresa impatta il risultato. L’errore di Young sulla battuta di Renteria e il colpito di Torres, riempiono prima e seconda. Tocca alla valide di Sanchez e Posey far impattare il risultato. Saliranno in cattedra i lanciatori, penserete voi e invece non è così.
Al quinto inning i Giants riescono a far capitolare clamorosamente Lee, che prima di oggi aveva una media ERA di 1.24 e aveva subito un complessivo di punti ai playoff pari a quattro segnature. Oggi saranno di più. Tim Lincecum è out in diamante, ma i doppi in successione di Torres e Sanchez fanno avanzare San Francisco. Con due out (Posey è il secondo), Burrell guadagna la base ball e le valide di Ross e Huff fanno aumentare il divario nel punteggio, che ora è 5 a 2 per i padroni di casa. Arriva il cambio sul monte per uno spento Lee, che lascia il posto a O’Day che affronta Juan Uribe, castigatore nel turno precedente di Philadelphia. Anche qui il terza base dei Giants non perdona e manda la pallina lontano, quasi vicino alla nostra postazione per il fuoricampo dell’8 a 2.

Al sesto inning Texas cerca di ritornare in partita su Lincecum che uscirà poco dopo in quanto concederà due punti ai Rangers, con il doppio di Bengie Molina e i singoli di Moreland e Murphy. Gara riaperta forse? No, perchè oggi San Francisco sembra avere una marcia in più ed è brava a colpire all’ottava riprese le clamorose amnesie difensive di Texas, con un Guerrero maldestro in due occasione, segnando altri tre punti sui rilivevi ospiti. Hamilton e compagni mostreranno l’orgoglio alla nona ripresa, impaurendo il pubblico californaniano segnando tre punti che rendono il passimo meno amaro. Gara uno va ai Giants per 11 a 7 e già da domani Texas cercherà di riscattare la prova opaca di oggi e di mettere in difficoltà gli avversri apparsi già da subito pronti a vincere queste World Series 2010.

WORLD SERIES 2010 (2): E’ TUTTO PRONTO A SAN FRANCISCO PER L’INIZIO DELLA SERIE FINALE

da San Francisco (California, Usa), DANIELE MATTIOLI

Tanta attesa a San Francisco per l’inizio delle World Series. Texas è alle prese con il dubbio Guerrero ma con la certezza di essere arrivata in Finale per aver espresso il miglior baseball dell’American League. San Francisco si affida ad un gruppo unito e alla carica di Pat Burrell. Si inizia mercoledì sera (notte tra mercoledì e giovedi in Italia), con la sfida Lee-Lincecum sul monte.

Si respira aria di grande festa a San Francisco. Sin da quando atterri dall’aereo capisci che qualcosa di importante è successo nella città californiana. Lo senti dai discorsi degli abitanti di questa splendida città, considerata giustamente una delle più belle dell’intera nazione, lo vedi dalle vetrine dei negozi, dei ristoranti, dei bar. Tutti infatti parlano dei Giants, la squadra di baseball, che ha raggiunto, otto anni dopo l’ultima volta, quelle World Series che mancano in bacheca dal lontano 1954, anno in cui la squadra si chiamava già Giants, ma di New York. Ma ora è già tempo di guardare avanti. E’ già tempo di pensare alla prima partita delle World Series, in programma mercoledì sera (in Italia, sarà nella notte che va tra mercoledì e giovedì), dove San Francisco ospiterà i Texas Rangers, vincitori dell’American League.

Le due formazioni presentano caratteristiche simili in ogni settore. Lo dicono i dati stagionali che testimoniano come sia a livello offensivo che sul monte di lancio regni l’equilibrio con Texas in vantaggio come media battuta e fuoricampo battuti e San Francisco davanti nella media ERA (o PGL per dirla all’italiana), il tutto nel giro di pochi numeri. “ Le due migliori squadre sono qui” dice Ron Washington , Manager dei Texas Rangers, “queste non sono solo le due migliori squadre, ma sono quelle che hanno giocato il miglior baseball. Guai a chi dice che è una finale tra squadre scarse”. Il commento del capo allenatore della squadra di Josh Hamilton è chiaro e semplice ed è rivolto a tutti coloro che hanno definito questa Finale uno scontro tra due formazioni perdenti e quindi privo di interesse.. Gli fa eco C.J. Wilson, partente dei Rangers “non ci saranno nomi di stelle assolute come negli anni passati, ma credo che siamo qui per una ragione ed è quella di aver giocato meglio degli altri. Ci stiamo giocando un titolo importantissimo, non il Campionato dell’High School (paragonabile alle nostre Scuole Superiori)” . Parole importanti ma veritiere, perché Texas ha schiantato nella Finale dell’American League una formazione come New York, impartendo una lezione di gioco che i tifosi degli Yankees non dimenticheranno a breve. Il lanciatore partente di gara uno, stando alle parole di Washington, sarà l’ace Cliff Lee, mentre si sanno già gli altri due nomi dei lanciatori partenti delle successive partite, CJ Wilson e Colby Lewis, ma non ancora in quale ordine di gara. Il Manager Washington ha poi parlato anche del problema riguardante Vladimir Guerrero, di solito battitore designato nell’American League, senza ruolo, invece, nella National League, in quanto il DH non esiste perché al suo posto vanno a battere i lanciatori. Queste le sue parole “potete scommettere che noi troveremo il modo di mettere Vlad (soprannome di Guerrero) nel lineup”. I Texas infatti non possono perdere un battitore del livello dell’esterno ex Angels e già si è aperta l’ipotesi di un suo impiego a sinistra, zona dove la corsa sarebbe più limitata visto la più piccola zona d’azione rispetto all’esterno destro, ruolo in cui Guerrero di solito gioca quando impiegato in difesa.

Per quanto riguarda i San Francisco GIants, che nella Finale della National League hanno battuto i Philadelphia Phillies, interrompendo il loro regno biennale, a parlare è il Manager della formazione californiana Bruce Bochy che dice “Noi abbiamo avuto un contributo importante da parte di tutti i giocatori, chi a livello offensivo, chi in difesa. I ragazzi sono stati bravi a sacrificarsi in più di un’occasione per far spazio a chi era più in forma e hanno mostrato un spirito di squadra veramente molto importante, che è stato una delle chiavi del nostro successp”. Riferimento indiretto del Manager dei Giants a gente come Juan Uribe che, quando chiamata in causa non ha mai sbagliato, come testimonia la volata di sacrificio vincente battuta in gara quattro e l’homer decisivo in gara sei sempre battute dall’interbase. Parla invece di grande spirito di lotta Pat Burrell quando gli viene chiesto di commentare sempre la sfida contro la sua ex squadra dei Philadelphia Phillies “abbiamo combattuto duramente in ogni singola azione e sudato tanto per arrivare qui. Non so come ma non ci siamo riusciti, ci siamo riusciti”. E’ facile quindi pensare che con la carica e l’esperienza dell’esterno già campione del mondo nel 2008 con la divisa dei Phillies, San Francisco non avrà paura di affrontare questa Finale. In gara uno, spazio alla sfida tra Tim Lincecum per i Giants e Cliff Lee per i Rangers sul monte, ovvero subito sfida di grande cartello per le World Series. E, senza ombra di dubbio, il giorno dopo tutta San Francisco saprà di cosa parlare.