ROAD TO BRNO (2): A 48 ORE DAL VIA DELLA GIRONE ELIMINATORIO DELLA COPPA CAMPIONI 2010, MARCO NANNI CI RACCONTA LE SUE IMPRESSIONI A RIGUARDO

di DANIELE MATTIOLI

In gergo si dice “live or die”, ovvero vivere o morire, e per ognuna delle prossime cinque partite che affronterà la Fortitudo mai detto è stato così azzecato. E’ arrivato, infatti, il momento della Coppa Campioni 2010, con il suo girone eliminatorio che si disputerà a Brno e che vedrà la nomina delle due squadre che giocheranno le Final Four di Barcellona, dove ogni vittoria vale di più dell’oro e ogni sconfitta potrebbe rivelarsi un macigno insormontabile.
Abbiamo parlato di questo primo grande appuntamento della stagione biancoblù con il Manager della Fortitudo e Campione d’Italia, Marco Nanni.

DANIELE MATTIOLI: Prima di parlare della Coppa Campioni, una domanda sul trittico contro il San Marino, che ha visto i romagnoli vincere per 2 gare a 1. Cosa è mancato alla Fortitudo?
MARCO NANNI: Beh, analizzando le tre gare con il San Marino, quando siamo riusciti a non commettere errori siamo riusciti a portare a casa la partita come in occasione di venerdì sera, quando invece li facciamo in qualche modo questi alla fine influsicono sul risultato. Rispetto ai precedenti trittici abbiamo ridotto il problema e sono sicuro che alla fine i risultati, sotto questo punto di vista, arriveranno.

DANIELE MATTIOLI: Con quale morale arriva la Fortitudo a Brno?
MARCO NANNI: Con un buon morale, consapevole di affrontare un impegno importante e dove cercheremo di fare molto bene.

DANIELE MATTIOLI: Le regole europee parlano chiaro: tre stranieri in campo per squadra. Quali sono gli stranieri scelti e inoltre verrà chiamato qualche giocatore dal Castenaso?
MARCO NANNI: Come stranieri sono stati convocati Jesus Matos, Eddy Garabito e Victor Moreno, con Yulman Ribeiro che di conseguenza non ci sarà. Al roster completo della Fortitudo, sono stati chiamati dal Castenaso i lanciatori Frank Balbuena, Renè Mazzocchi e l’interno Andrea D’Amico.

DANIELE MATTIOLI: Dovendo invece esprimere un giudizio sulle avversarie del girone, chi sono per te le squadre più temibili?
MARCO NANNI: Bisogna prima di tutto fare una premessa e dire che i roster di ciascuna di queste squadre è cambiato perchè sono stati aggiunti giocatori in virtù proprio della Coppa Campioni, e quindi quelle che possono sembrare delle formazioni materasso invece non lo sono. Detto ciò, saranno avversari temibilissimi gli olandesi del Minolta Pioniers e gli spagnoli del Sant Boi, più forti del Barcellona dello scorso anno, che stanno dominando il loro campionato.

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ROAD TO BRNO (1): INTRODUZIONE AL GIRONE ELIMINATORIO DELLA COPPA CAMPIONI 2010, CHE SI DISPUTA A BRNO

di DANIELE MATTIOLI

Per queste sei squadre questo avvenimento rappresenta, probabilmente, il crocevia della stagione. Vincere o arrivare secondi nel girone eliminatorio di Brno vorrebbe dire qualificazione per le Final Four di settembre a Barcellona. A un passo dalla finalissima. A un passo dalla storia.
Prima, però, bisogna ottenere il pass per accedervi. E tutto ciò passa per la strada di Brno, dal 2 al 6 giugno.

LA CITTA’ Brno, seconda città della Repubblica Ceca, è stata fondata nel 1243 nonostante i ritrovamenti archeologici testimonino che fosse abitata dal quinto secolo. E’ diventata con il passare del tempo un centro di grande importanza per tutta la zona della Moravia in virtù della famosa università e delle numerose fiere che sono organizzate nella città natale dello scrittore Milan Kundera. E mercoledì 2 giugno, per cinque giorni, sarà la capitale del baseball europeo, insieme a Rotterdam, dove si gioca l’altro girone di qualificazione per Barcellona.

IL CAMPO Il teatro delle sfide sarà il “Sokolova Field” aperto nel 2007 e sede delle gare del Draci Brno, campione nazionale e avversaria proprio della Fortitudo.
Nello stadio dove si è giocato l’Europeo Cadetto lo scorso anno, é presente anche un bel ristorante, “Fifth Base”, da dove si possono vedere le partite. A testimonianza della maestosità dell’impianto ecco alcuni numeri: 3 gabbie di battute due delle quali coperte, 4 bullpens (due per la squadra di casa, due per gli ospiti), 3 spogliatoi e un sala massaggi.

TV, WEB & RADIO Per chi non potesse seguire la squadra a Brno, esistono diversi modi per rimanere aggiornati sull’evolversi del torneo. Su Internet si potranno seguire le gare in “play by play” sul sito http://competition.baseballeurope.com/2010/brno/schedule.php, oppure tramite il sito FIBS. Per chi volesse sentire la diretta via radio di ciascuna delle gare della Fortitudo appuntamento su Punto Radio (Fm. 87.900 e in streaming sul sito) mentre non si sa ancora se verranno trasmesse gare su Rai Sport Satellite. Da ricordare anche la presenza della web cam sul campo del Brno che trasmette in diretta online le partite (http://www.draci.cz/prenos.php)

Anche il sito Grandeslam seguirà l’appuntamento europeo: non perdetevi i resoconti delle gare, le interviste ai protagonisti e gli approfondimenti su tutto ciò che accadrà a Brno.

FORTITUDO SCONFITTA DUE VOLTE NEL TRITTICO CONTRO LA T&A SAN MARINO. E ORA E’ TEMPO DI COPPA CAMPIONI

Nella seconda giornata di ritorno del campionato IBL 2010, la Fortitudo Bologna viene fermata due volte dalla T&A San Marino e scende in classifica in quarta posizione. Davanti a tutte, la coppia formata da Parma e Rimini. Ecco i resoconti delle tre partite del fine settimana, dal sito FIBS:

27/5/2010: T&A SAN MARINO vs FORTITUDO BOLOGNA 8 a 1

Con Jesus Matos (7-1, 0.85) e Vincente Bonilla (5-0, 0.97) sul monte, la prima sfida del trittico che vede opposte le finaliste del 2009 si preannunciava come una gara di grande interesse e intensità agonistica.
Quello che scende in campo a Serravalle, però, è un Matos molto lontano da quello dominante visto fin qui; a casa base arrivano più ball del solito e lanci sui quali l’attacco di casa si avventa con successo da subito: il lineup della T&A San Marino va subito a segno, con Granato, che ottiene la base per ball e ruba la seconda, Duran che tocca una rimbalzante in diamante, e ottiene un singolo grazie alle sue ottime gambe, e il gran doppio lungo la linea di sinistra picchiato da Max De Biase, che batte a casa entrambi.
Nella seconda ripresa, Sheldon ottiene la base e arriva a segnare il 3-0 con due singoli di Albanese e Pantaleoni.
Dopo due inning perfetti, Bonilla mostra al terzo qualche incertezza, di cui la UGF Assicurazioni approfitta con Alaimo, in base per ball, che avanza in terza su singolo di Santaniello e segna con un singolo a destra di Infante. È questo l’unico neo (e anche unico punto e uniche 2 valide) nella prestazione del salvadoregno del San Marino, autore di un’ennesima splendida prova di 6 inning.
De Biase (2/2) inaugura il terzo attacco dei suoi con il secondo doppio della partita e Jansen lo segue con un singolo, ma il quarto punto dei titani arriva grazie ad una palla mancata da Angrisano.
Nel quarto ricomincia il lineup di casa con Granato, che batte un singolo su Infante e arriva in seconda sull’errore di tiro dell’interbase bolognese; ruba quindi la terza, sforzo reso superfluo da Duran, il quale manda la palla a sbattere contro la recinzione all’esterno centro, ottiene un triplo ma, soprattutto, il 5-1.
Matos termina la sua prova dopo 4 riprese (4 er, 8 h, 4 bb, 3 so) e Nanni fa esordire in IBL il mancino italo-venzuelano René Mazzocchi, in forza alla Fortitudo Castenaso in IBL 2, già visto in prima squadra lo scorso anno nel girone preliminare di European Cup e certamente richiamato a rimpinguare il bull pen proprio in vista dell’impegno in Coppa della settimana ventura. Il giovane italo-venezuelano paga probailmente l’emozione della prima uscita e, con 3 basi per ball, riempie i sacchetti che Duran svuota con un gran doppio a sinistra, per l’8-1.
Duran è anche il primo battitore affrontato da Victor Moreno quando entra al settimo al posto di Mazzocchi e l’esterno della T&A, già autore nella gara di un singolo, un doppio e un triplo, sfiora il cycle con una lunga battuta preda di Garabito a pochissimi centimetri dal fuoricampo. Il pitcher venezuelano non corre poi altri rischi e prosegue la sua stagione immacolata con ancora nessun punto subito, luce fra le parecchie ombre incontrate dai campioni d’Italia al cospetto della squadra di Bindi.

28/5/2010: FORTITUDO BOLOGNA vs T&A SAN MARINO 7 a 4

La T&A San Marino inaugura la seconda partita con tre valide di Granato, Duran e De Biase e si porta subito avanti 1-0 sui lanci di Cody Cillo (3-1, 2.97), ricevuto da Mattia Reginato che ritorna dopo diverse settimane a chinarsi dietro al piatto da titolare (2 colti rubando per lui su 3 tentativi). Sui lanci di Tiago Da Silva (3-3, 2.10) la UGF Assicurazioni va vicina al pareggio nella seconda ripresa, ma, con un out, Ramos in terza e Landuzzi in seconda (doppio al centro), Malengo tocca la palla sul pitcher avversario, che assiste a Rovinelli e questi innesca il doppio gioco cogliendo Ramos troppo lontano dal sacchetto.
Mentre Cillo entra in partita, è il giovane italo-brasiliano di San Marino ad andare in difficoltà al terzo: Santaniello e Infante ottengono entrambi la base per ball, e tutti e due segnano sulla palla battuta al centro da Garabito, che Duran non riesce a raccogliere nella sua corsa in avanti, per il 2-1.
Nel quarto attacco, Bologna mette corridori agli angoli senza eliminati, quindi Reginato batte su Pantaleoni, che elimina Landuzzi a casa base. Santaniello picchia un doppio nell’angolo di destra del campo e spinge a casa base i compagni, andando poi a siglare il 5-1 sull’errore di Imperiali, che non ferma la battuta di Infante. La prova di un Da Silva sotto tono termina qui, dopo 3 inning e 1/3, con 4 punti, 5 valide e 4 basi al passivo e nessuno strikeout. Al suo posto va Alvaro Montes, al secondo esordio nella massima serie dopo le due stagioni a Parma nel 2005 e 2006.
La squadra del Titano trova la vena offensiva al quinto: Sheldon apre con un singolo, ma è eliminato in scelta difesa sulla battuta di Albanese, quindi le basi si riempiono con 4 ball a Granato e il singolo interno di Pantaleoni; il Duran caldissimo di questo periodo (3 su 4 anche stasera) non si fa pregare e piazza un singolo che vale 2 punti. I padroni di casa vanno sul 6-3 al settimo, grazie a capitan Landuzzi che batte a casa Angrisano con la sua terza valida della serata e Montes è rilevato da Bartolucci.
Dopo 7 riprese anche Cillo (vincente) lascia il campo, con 9 valide, 3 punti subiti, 2 bb e 5 so, e cede il monte a Ribeiro, accolto da Duran con un singolo in campo destro; De Biase è colpito, Jansen batte in doppio gioco e porta il compagno più avanzato in terza, pronto a segnare il 4-6 con valida di Imperiali.
La Fortitudo allunga all’ottavo: singolo interno di Reginato, sacrificio di Santaniello e valida di Infante per il 7-4, quindi Ribeiro inizia il nono inning colpendo Sheldon e Nanni lo sostituisce con Fabio Milano. Il closer mancino pota a termine il suo compito con 3 eliminazioni al piatto in fila che gli valgono la terza salvezza della stagione. La UGF si aggiudica una partita gradevole, pur battendo una valida in meno degli avversari (10-11).

29/5/2010: FORTITUDO BOLOGNA vs T&A SAN MARINO 6 a 4

L’infortunio subito in garadue si è rivelato più importante del previsto e la T&A San Marino non può schierare Pantaleoni per una contrattura che probabilmente lo terrà fuori dal campo anche in European Cup; Sheldon torna perciò titolare in terza base, in una serata che vede Bindi schierare da subito Riccardo Suardi all’esterno sinistro e De Biase battitore designato, mentre la UGF Assicurazioni si presenta in formazione tipo “da sabato sera”, con Alaimo a destra e Malengo in prima base.
Sul monte si affrontano Fabio Betto (3-3, 2.22) e Greg Palanzo (3-2, 4.62). Gli ospiti mettono subito la testa avanti: con 2 fuori, Duran ottiene la base per ball e segna il primo punto della gara con due singoli a seguire di De Biase e Jansen, ma la risposta dei bolognesi arriva immediatamente, con Garabito che manda la palla nell’angolo destro del campo, per un triplo, e segna il pareggio grazie al singolo di Angrisano, a sua volta spinto a casa da Ramos con un doppio sulla linea di sinistra per il 2-1.
Un primo inning così scoppiettante lasciava presagire una partita dominata dagli attacchi, invece entrambi i partenti chiudono di lì in poi ogni strada alle mazze avversarie e quando Betto scende, dopo 5 inning completi, sul suo conto ci sono 3 valide in tutto, 1 base ball e 5 strikeout. Il suo posto lo prende Alessandro Ularetti, sul quale, con un eliminato, Duran tocca una valida al centro che trasforma in un doppio con una corsa aggressiva delle sue, De Biase è out al piatto, Jansen viene passato in prima intenzionalmente, ma poi, su un alto pop in diamante di Snijders, Santaniello si lascia clamorosamente sfuggire la palla dal guanto e i titani pareggiano sul 2-2; Sheldon spreme il gioco davanti ad una difesa fortitudina ancora sotto shock e anche Snijders arriva a pestare il piatto, portando i suoi avanti 2-3.
La UGF accusa visibilmente il colpo, anche perché, dall’altra parte, Palanzo ottiene un supporto perfetto dalla sua difesa, che in un paio d’occasioni gli risolve i problemi con provvidenziali doppi giochi e, quando scende dalla collinetta, dopo 7 inning, lo fa con 6 valide, 3 basi ball e nessun altro punto al passivo.
Nella prima parte dell’ottavo, con De Biase in seconda, Jansen in prima e nessun eliminato, Bologna manda sul monte Fabio Milano, ma l’ingresso del mancino non è risolutivo come ventiquattr’ore prima e la T&A allunga decisamente con un singolo di Sheldon che fa segnare De Biase e un lancio pazzo che fa siglare a Jansen il 2-5, presto arrotondato da Francesco Imperiali con un fuoricampo da 1 punto al nono.
I tricolori mettono a referto 2 punti nell’ultimo attacco, contro Mattia Salsi, ma la gara è solidamente nelle mani della T&A, che se la aggiudica per 4-6 e vince una serie importantissima in ottica post-season.

IL RICORDO DI LATINA, L’AVVENTURA IN FORTITUDO E L’ESPERIENZA IN NAZIONALE: ECCO A VOI ALESSANDRO ULARETTI

Intervista di DANIELE MATTIOLI
Foto di LORENZO BELLOCCHIO

Dopo qualche uscita non al meglio, sabato sera ha sfoderato una prestazione convincente, punto subito a parte, testimoniando le importanti qualità che  Alessandro Ularetti possiede. E per il prodotto originario di Latina arriva proprio un periodo decisivo per lui: trascinare la Fortitudo alla Post Season, e perchè no, aspirare ad una chiamata in azzurro per gli Euoropei di Luglio in Germania.
Abbiamo parlato di questo e altro con il numero ventisette biancoblù.

DANIELE MATTIOLI: Ciao Ale.
ALESSANDRO ULARETTI: Ciao a tutti.

DANIELE MATTIOLI: Weekend che si può definire dolce-amaro per la Fortitudo: dopo le due vittorie di giovedì e venerdi, è arrivata la sconfitta di sabato.
ALESSANDRO ULARETTI: Eravamo partiti con l’idea di realizzare una tripletta contro il Godo, ma alla fine sono arrivate solo due vittorie, anche perché in gara 3 Sikaras ha lanciato una grande partita per il Godo al Godo per la vittoria in gara 3.
Per fortuna siamo stati aiutati dai risultati degli altri campi, a noi favorevoli.

DANIELE MATTIOLI: Parlando del tuo fine settimana, si può dire che la tua prova sul monte, eccezion fatta per il punto subito, sia stata convincente.
ALESSANDRO ULARETTI: Nella gara di sabato ho avuto delle buone impressioni sin da subito e quindi è andato tutto bene e meglio rispetto alle altre prestazioni passate.

DANIELE MATTIOLI: Il 2010 è un anno importante per il baseball italiano. E’ infatti entrata in vigore la regola delle franchigie e il numero degli italiani in campo è aumentato a 6. Che idea ti sei fatto di queste modifiche?
ALESSANDRO ULARETTI: Diciamo che da una parte sono contento, in quanto la regola dei 6 ASI in campo garantisce maggior possibiltà per i giovani italiani di giocare. Dall’altra parte, invece, l’aver tolto uno straniero influisce molto sullo spettacolo in campo, che è di conseguenza diminuito ed influisce anche sul numero di spettatori alle partite, perché più c’è spettacolo, più c’è gente.

DANIELE MATTIOLI: Questo è il tuo secondo anno in Fortitudo, dopo la vittoria dello Scudetto dello scorso anno. Sempre nel 2009 hai ottenuto la tua prima vittoria in IBL contro il Grosseto, finita 8 a 6. Cosa ti ricordi a riguardo?
ALESSANDRO ULARETTI: E’ stata una grande soddisfazione in quanto é stata la mia prima vittoria nella massima serie.

DANIELE MATTIOLI: Tu sei nato a Latina, città che ha dato i natali ad altri giocatori di IBL come . C’è soddisfazione nel vedere l’importanza che la propria città ha assunto a livello nazionale?
ALESSANDRO ULARETTI: Assolutamente si. Sono molto contento e voglio sottolineare l’importanza che hanno avuto gli allenatori delle giovanili che sono molto preparati. Questo almeno fino a due anni fa prima di venire in Fortitudo, ora non so come si è evoluto il tutto anche se so che ci sono stati dei problemi tra Nettuno e Latina all’interno della franchigia laziale, con l’esclusione della mia ex squadra.

DANIELE MATTIOLI: Parlando sempre di Latina, nel 2009 sei stato nominato come uno degli sportivi dell’anno della città. Cosa vuole dire questo premio nella carriera di un giocatore della tua età?
ALESSANDRO ULARETTI: E’ sicuramente un bel riconoscimento che attribuito dalla tua città, ti riempie ancora di più d’orgoglio.

DANIELE MATTIOLI: Guardando invece il tuo rapporto con la nazionale, non si può non menzionare la tua convocazione per l’European Series 2009 contro l’Olanda. Cosa si prova a far parte della nazionale maggiore del tuo paese?
ALESSANDRO ULARETTI: Sono stato molto felice di indossare la casacca azzurra e per me questo è un punto d’inizio e spero di continuare a migliorarmi allenandomi ogni giorno.

DANIELE MATTIOLI: Sempre riguardo alla nazionale, tu hai vinto nel 2007 la medaglia d’oro agli European Junior Championship. Cosa ti ricordi di questa vittoria?
ALESSANDRO ULARETTI: E’ un emozione e un ricordo che terrò sempre con me. E’ stato un torneo indementicambile culminato con la vittoria in finale contro la Russia, dopo aver eliminato l’Olanda in semifinale. Inoltre sono stato il partente della finale (in 5.0 inning lanciati, 5 valide concesse, 2 punti subiti e 5 eliminazioni al piatto NDI) in una gara che si è decisa solo all’ottavo inning con due punti segnati che ci hanno permesso di vincere il titolo scofiggendo la Russia per 4 a 2.

DANIELE MATTIOLI: E ora prima di concludere l’intervista, qualche piccola curiosità. A che età hai iniziato a giocare a a baseball? Chi erano i tuoi giocatori preferiti da giovane?
ALESSANDRO ULARETTI: Ho iniziato a giocare a baseball alle elementari quando, invece di fare ginnastica, veniva un allenatore ad insegnarci le regole del gioco. Da quel momento mi sono appasionato e ho iniziato a giocare al di fuori della scuola. I miei giocatori preferiti erano Kenny Lofton ed Edgar Renteria, interbase come me quando giocavo interno.

DANIELE MATTIOLI: Parlando sempre di Major League, se dovessi dire il tuo idolo di oggi?
ALESSANDRO ULARETTI: Sicuramente Mariano Rivera, storica bandiera dei New York Yankees.

DANIELE MATTIOLI: Siamo giunti all’ultima domanda della nostra intervista. Hai un hobby in particolare?
ALESSANDRO ULARETTI: Sì, quello della lettura. Non a caso gestico a Latina una libreria con mia sorella. Al momento ci pensa lei visto il mio impegno qui in Fortitudo, in inverno, però, ci sono anche io.

DANIELE MATTIOLI: Grazie mille per la tua disponibilità.
ALESSANDRO ULARETTI: Grazie a te.

ANCORA UNA DOPPIETTA PER LA FORTITUDO. E ORA SFIDA AL VERTICE CONTRO IL SAN MARINO

di DANIELE MATTIOLI
foto di LORENZO BELLOCCHIO

Poteva andare meglio, ma in fondo, vedendo i risultati dagli altri campi, può andare bene anche così. Contro un Godo in ottima forma, non riesce la tripletta alla Fortitudo che, dopo aver vinto le prime due gare del fine settimana a Godo, cede in casa la terza partita ai romagnoli. Due vittorie che comunque permettono alla compagine allenata da Marco Nanni di raggiungere la vetta della classifica in coabitazione con altre tre squadre – San Marino (con due gare da recuperare), Rimini e Parma – di mantenere 2.5 gare di vantaggio sul Grosseto (deve recupare la gara 3 contro il Paternò), che dovrà giocare a Bologna ed è in svantaggio negli scontri diretti con i Campioni d’Italia per 2 a 1 e 4 sul Nettuno che dovrà però recupare due sfide con il San Marino.
E’ una classifca un pò “zoppa”, ma che rende chiaro un concetto: la Fortitudo c’è, anche se ha rinfondato la squadra in questo inverno
ed è colpita dalla maledizione infortuni, con giocatori che giocano pur con importanti problemi fisici.
Alzi la mano chi avrebbe firmato, ad oggi, di trovarsi in questa posizione della classifica? Probabilmente non in tanti, perchè c’erano molti punti interrogativi in partenza (questi giovani sapranno reggere il peso di giocare in una grande squadra? Quanto pagherà la Fortitudo gli addii di tanti big? Matos non sarà arrivato al capolinea della sua avventura in Italia, visto che oramai è conosciuto da tutti i battitori del nostro campionato ?!?!) e poche certezze. Le risposte la squadra le ha date sul campo con i giovani come Santaniello, Malengo e Alaimo (peccato per Reginato che con l’infortunio al polso non ha ancora mostrato le sue grandi qualità), che hanno risolto situazioni importanti in più di un’occasione e la “vecchia guardia” che lotta in prima fila ogni fine settimana contro gli avversari, con Matos che ha per il momento lanciato 8 “quality starts” ovvero 8 “partenze di qualità” (almeno 6 inning lanciati e PGL non superiore ai 3 punti) zittendo le critiche dei tifosi.
Ora la marcia per il decimo accesso consecutivo alla Post Season deve continuare contro il San Marino, in una sfida chiave in ottica Playoff. La squadra del Monte Titano arriva dal duplice passo falso casalingo contro il Parma Baseball ed è in vantaggio 2 a 1 negli scontri diretti. Importante sarà per Landuzzi e compagni cercare di vincere due gare, per pareggiare il tutto.

IL WEEKEND: Nella serata di giovedì sera a Godo, è brillata ancora una volta la stella di Jesus Matos, autore di sei riprese lanciate senza punti subiti con ben 7 eliminazioni al piatto e solo tre valide concesse. Dall’altra parte la Fortitudo sbloccava il risultato alla quinta ripresa, grazie a quattro valide e agli RBI battuti a casa da Jairo Ramos e Joe Mazzuca. La cigliegina sulla torta la metteva Juan Carlos Infante nell’inning successivo, quando il suo fuoricampo da tre punti metteva fine praticamente all’incontro. Vic Moreno rilevava alla grande, con tre inning perfetti con sei eliminazioni al piatto, e la Fortitudo trovava il punto del definitivo 6 a 0, con una valida di Ramos alla nona e ultima ripresa.
Nuova vittoria per Cody Cillo e salvezza numero 53 in carriera per Fabio Milano nella seconda partita del trittico contro il Godo. Pronti, partenza, via e la Fortitudo è già in vantaggio 7 a 2 dopo i primi quattro inning. La formazione romagnola opta per schierare i lanciatori italiani nella gara riservata a quelli oriundi e schierare Sikaras contro Betto in gara 3 e i lanciatori italiani non riescono a contenere l’attacco biancoblù, capitanato da un Ramos in stato di grazia (3 su 5 alla fine) e dal duo Santaniello&Infante autori di un bel 2 su 3 e 2 su 4 a testa.
Tra il quarto e quinto inning il Godo tenta la rimonta sul calo di Cillo segnando quattro punti, ma Ribeiro prima e Milano dopo chiudono la gara. La Fortitudo vince 7 a 5.
Nella terza partita del fine settimana, una immensa prestazione di Panagiotis Sikaras, autore di una gara completa con 8 eliminazioni al piatto ed un solo punto subito, permette al Godo di espugnare per 4 a 1 il Gianni Falchi contro una Fortitudo che non è stata in grado di sfruttare le occasioni presentate (basi piene al primo inning con un solo eliminato) e che ha pagato duramente alcuni errori di gioco. Errori che sono costati due dei tre punti subiti da Fabio Betto, autore di una bella prestazione ma non supportato a maniera dall’attaco. Tanto di cappello però al Godo, che dopo aver sfiorato la vittoria contro il Parma, è riuscito ad espugnare il campo dei Campioni d’Italia con una bella prova corale dove ha brillato l’ottima serata in battuta di Gary Burnham autore di un bel 3 su 5 nel box.

DA PEGGIOR SQUADRA DELLA LEGA ALLA LOTTA PER LA POST SEASON: ECCO I NUOVI WASHINGTON NATIONALS

di RUBEN HERNANDEZ

In questi primi due mesi di stagione regolare nella Major League abbiamo assistito ad alcune piacevoli sorprese come il buon gioco che stanno esprimendo i Tampa Bay Rays e i San Diego Padres, ma la sopresa numero uno è assolutamente il campionato che stanno facendo i Washington Nationals, fino allo scorso anno la peggior squadra dell’intera lega e ora invece tra le più in palla del campionato come testimonia il record di perfetta parità tra vittorie e sconfitte (20 e 20) e che ribadisce il grande miglioramento per la squadra della capitale che l’anno scorso aveva chiuso con solo 59 vittorie e ben 103 sconfitte.

Senza ombra di dubbio una delle chiavi di questo momento per i Washington è stata la superba stagione lanciata fino ad oggi da Livian Hernandez, autore di 4 vittorie contro 2 sconfitte e con una media di punti subiti pari a 1.62. Numeri che il lanciatore cubano non realizzava da tanto tempo. E’ una stagione da ricordare anche per Matt Capps, closer della squadra, autore già di 15 salvezze su 15 tentativi e per Tyler Clippard, anche lui rilievo, già capace di vincere 7 partite, con una media ERA di 2.22.
Funziona molto bene il monte di lancio e anche nel box di battuta i Nationals stanno facendo un bel lavoro. Ryan Zimmerman è sempre una spina nel fianco per ogni battitore (.304 di media battuta con 8 fuoricampo), con Adam Dunn pronto a seguirlo (9 fuoricampo), mentre Washington sta avendo risultati, quasi insperati alla vigilia da Christian Guzman e Nyjer Morgan. Il seconda base sta battendo .331 con 44 valide in totale, migliore in questa classifica della squadra, mentre Morgan ha una media arrivi in base travolgente, quasi pari a .380, e ciò permette ai Washington di avere sempre un corridore sulle basi.

Se Washington riuscirà a mantenere questo passo solo il tempo potrà dircelo, ma il probabile arrivo in Major League di Stephen Strasburg, prima scelta allo scorso Draft e autore di ottime gare in Triplo A, potrebbe ancora di più far esaltare un ambiente che sta lottando per andare alla Post Season, dopo alcune pessime stagioni giocate, e che quindi potrebbe sognare in grande.

PARLIAMO DI BASEBALL CON MAURO MAZZOTTI, MANAGER DELLA TELEMARKET RIMINI E DELLA NAZIONALE SPAGNOLA

di DANIELE MATTIOLI

Si dice che chi non ha mai giocato o l’ha fatto per poco tempo, abbia difficoltà ad allenare una squadra, a maggior ragione se milita in un campionato nazionale o addirittura se si tratta di una nazionale.
Nel suo caso però si tratta di un eccezione, di una importante eccezione. Mauro Mazzotti, infatti, è partito praticamente da zero ma con grande capacità e dedizione per il suo lavoro è riuscito ad ottenere risultati che tutti gli allenatori vorrebero raggiungere: vincere quattro volte il Campionato Italiano e altrettante Coppe Nazionali, due Coppe delle Coppe, una Supercoppa Europea e Italiana. E’ inoltre diventato Manager della nazionale spagnola a testimonianza della sua bravura come allenatore.
E proprio Mauro Mazzotti, Manager della della Telemarket Rimini e della nazionale iberica, è l’intervistato della settimana.

DANIELE MATTIOLI: Ciao Mauro.
MAURO MAZZOTTI: Ciao a tutti.

DANIELE MATTIOLI: Iniziamo questa intervista parlando della stagione 2010 e in particolare di quella della tua Telemarket Rimini, che alleni. Se dovessi darle un giudizio, quale sarebbe?
MAURO MAZZOTTI: Fino adesso senza dubbio positivo, abbiamo lo stesso record dell’anno scorso al giro di boa, nonostante abbiamo cambiato fisionomia di squadra. 

DANIELE MATTIOLI: Dopo la qualificazione lo scorso anno alla Coppa Campioni, la squadra è stata modificata, con la partenza di giocatori come Rios, Coffie, Garcia e l’arrivo di Carvajal, Marquez e Brower. I giocatori si sono subito ambientati bene, come testimoniano i risultati sul campo.
MAURO MAZZOTTI: Con Carvajal abbiamo giocato sul sicuro, non avevo dubbi che avrebbe fatto bene essendo un esperto della nostra lega; Marquez abita in Germania e quindi anche con lui ero sicuro che si sarebbe trovato bene qui, anche se Enorbel credo debba ancora dimostrare tutto il suo vero valore.
Ed infine Brower che abbiamo trovato quasi ad inizio stagione. Era talmente tardi che non abbiamo neanche avuto il tempo di chiederci se con tanti anni passati in Major League come si sarebbe integrato qui da noi. Firmato, vistato, arrivato e subito “No Hit” (gara senza subire valide NDI) all’esordio contro il Grosseto. Beh, un bel biglietto da visita e dopo qualche mese mi sento anche di affermare che oltre ad essere un lanciatore di Major, è anche una persona di Major League.

DANIELE MATTIOLI: In occasione dello scorso fine settimana, hai incontrato la Fortitudo Bologna, sconfitta 2 a 1 nel trittico. Che giudizio ti sei fatto della squadra felsinea?
MAURO MAZZOTTI: La Fortitudo ha cambiato molto, ma è sempre lì vicina alla vetta e quindi questo sta a significare che la società ha lavorato bene. Vedrete che Bologna sarà protagonista fino alla fine anche quest’anno.

DANIELE MATTIOLI: Siamo già arrivati a metà stagione, chi vedi come favorite per l’accesso alla Post Season?
MAURO MAZZOTTI: C’è talmente poco distacco tra le prime sei squadre che è difficile dire chi andrà ai Play Off e chi ne rimarrà fuori. Posso solo sbilanciarmi nel dirti che secondo me tra quarta e la sesta non ci saranno più di 2-3 partite.

DANIELE MATTIOLI: E’ un anno importante questo per il nostro movimento. E’ infatti entrata in vigore la regola delle franchigie e il numero degli italiani in campo è aumentato a 6. Che pensiero ti sei fatto di questi cambiamenti?
MAURO MAZZOTTI: Le franchigie sono un’ottima idea se realmente le società collaborano unendo mezzi economici e tecnici altrimenti è solo una perdita di tempo. Nel mio modo di concepire il baseball vedo un roster unico con convocazioni settimanali nei 24 di A1, vedo chi non gioca nel trittico di IBL1 andare a fare dei turni in IBL2, ASI, NON ASI e stranieri compresi. E comunque abbiamo già visto qualche lanciatore di buon livello scendere in IBL2 per lanciare qualche inning in più. La regola dei 6 ASI in campo è una conseguenza.

DANIELE MATTIOLI: Ripercorriamo ora la tua carriera da Manager, iniziata nel 1984 come allenatore delle giovanili del Milano ’46. Avresti mai pensato di raggiungere, quando hai iniziato a svolgere questo incarico, questi grandi risultati?
MAURO MAZZOTTI: Ho sempre studiato e viaggiato per imparare e per conoscere meglio il gioco ed i suoi aspetti. Non essendo stato un gran giocatore, ho dovuto iniziare da zero ed ho dovuto guadagnarmi sul campo la credibilità da tecnico.

DANIELE MATTIOLI: Dal 1990 al 1993 sei stato Manager della Mediolanum Milano, dove hai conquistao 2 Coppa Italia, 2 Coppa delle Coppe ed 1 Super Coppa Europea. Che ricordi hai di quelle vittorie?
MAURO MAZZOTTI: Ho a cuore soprattutto la prima Coppa delle Coppe che abbiamo giocato in Svezia. E’ stata la più bella, soprattutto perché abbiamo dovuto battere Parma e Rotterdam per vincere il trofeo.

DANIELE MATTIOLI: Dopo essere passato per Rimini, dove hai vinto il tuo primo Scudetto nella stagione ’99, sei approdato in Fortitudo, dove hai lavorato per sei anni divenendo uno dei Manager più vincente della storia della squadra felsinea (255 vittorie). Quanta soddisfazione c’è stata nell’aver preso una squadra che era retrocessa in A2 ed era appena risalita in A1 e averla riportata sul tetto d’Italia per due volte e al vertice anche del batti e corri europeo?
MAURO MAZZOTTI: Bologna è stata una tappa fondamentale della mia carriera di tecnico. L’essere riuscito a creare una struttura che dura ancora nel tempo è sicuramente un gran vanto per me.

DANIELE MATTIOLI: Tante vittorie e tanti momenti passati in biancoblù. Se dovessi fare una tua top-three personale, quale sarebbe?
MAURO MAZZOTTI: Non è facile fare un elenco anche perché ci sarebbero tantissimi momenti e ricordi da menzionare. Però, senza metterli in ordine, non dimenticherò mai i 10 tifosi che all’alba ci aspettarono a Casteldebole nel 2000 quando tornammo da Nettuno con tre vittorie su tre gare e poi gli ultimi due out negli Scudetti. Nel 2003 quando Fabio Milano affronta Canate del Modena che batte un pop in foul che Sheldon prende al volo e l’urlo della gente nel 2005 all’ultimo strike out di Matos su Molinini.

DANIELE MATTIOLI: Nel 2005, dopo la vittoria dello Scudetto in Finale contro il San Marino, sei passato al BBC Grosseto dove hai allenato fino alla stagione 2008. Lasciando da parte le polemiche extra sportive, anche qui hai conquistato l’ennesimo titolo della tua carriera, sconfiggendo in Finale la Caffè Danesi Nettuno al termine di sette spettacolari gare.
MAURO MAZZOTTI: E’ stato uno spettacolo di pubblico, con 6-7 mila persone in gara 6 e gara 7. Sono state partite tiratissime fino alla 27 esima eliminazione con tanta, tanta tensione. 

DANIELE MATTIOLI: Manager di squadra di Club ma anche Manager di Nazionale, come testimonia il tuo incarico con la nazionale Spagnola. Si potrebbe dire di aver raggiunto l’apice in una carriera di un allenatore, ricoprendo anche il ruolo di commissario tecnico di una nazionale? E inoltre come riesci a conciliare questo doppio incarico?
MAURO MAZZOTTI: Non è facile ma ci riesco dedicandoci molto tempo. In Spagna vado una o due volte al mese ed inoltre ho 4 coaches che seguono delle partite concordate settimanalmente mandandomi dei report con i giudizi sui vari giocatori che sono di interesse nazionale. Poi di solito prima degli eventi internazionali facciamo dei raduni con rose allargate per poi scegliere il roster finale.

DANIELE MATTIOLI: E ora prima di concludere l’intervista, qualche piccola curiosità. Visto il tuo legame con la Major League, che squadra tifi? Il tuo giocatore preferito?
MAURO MAZZOTTI: Una volta tifavo per i Red Sox perché la prima volta che sono stato in America avevo passato molto tempo a Boston. Poi, però, col tempo mi sono sempre appassionato per la squadra dove lavoravo, quindi prima i Seattle Mariners e adesso gli Astros. Come giocatore preferito…facile Ichiro Suzuki, un superatleta in un fisico da persona “normale”.

DANIELE MATTIOLI: Grazie mille per la disponibilità.
MAURO MAZZOTTI: Grazie a te.