GOLDEN GLOVE: PARTE LA SECONDA STAGIONE DELLA RUBRICA DI EMILIANO DELUCCA CON LA VITA E LE GRANDI GIOCATE DI GRADY “SUPERMAN” SIZEMORE

di EMILIANO DELUCCA

Dopo il grandissimo successo ottenuto dalla prima stagione, torna, a grande richiesta, la rubrica Golden Glove, con la seconda stagione. A curarla? Sempre il nostro “Special One” Emiliano Delucca!

Grady Hustle… L’incessante Grady.. Questo è l’appellattivo che i tifosi di Cleveland hanno dato a Grady Sizemore e gli calza come un guanto!
Corre, lotta, difende e batte come se stesse sempre giocando l’ultimo inning della sua carriera. Non molla mai un centimetro, sia quando deve prendere una flyball, sia quando gira il sacchetto di seconda per sfrecciare verso la terza.
Non ti piace come gioca Sizemore? Probabilmente non ti piace il baseball!

Grady Sizemore III nasce il 2 agosto 1982 a Seattle. Sua madre Donna è una commercialista e il padre Grady II un assicuratore.
Il papà incoraggia il figlio a praticare ogni sport possibile, nonostante lui sia stato un eccellente giocatore di baseball a livello collegiale.
Grady comincia a giocare a baseball a 18 mesi quando i suoi genitori gli regalano una mazza giocattolo. La prende in mano e la sua stance è talmente perfetta che suo padre gli scatta una foto.
Se fate un salto a Everett, nello stato di Washington,ed entrate a casa Sizemore vedrete quella foto campeggiare in formato gigante nel loro salone…
Adora il baseball, il basket e il football ed è anche un coscienzioso studente in grado di organizzarsi sia per gli allenamenti che per gli studi.
Entra alla Cascade High School nel 1996 e fa parte della squadra di basket e.. non era insolito vedere Grady fare i compiti negli intervalli delle partite!
Diventa velocemente una star della squadra di baseball allenata da coach Bob Smithson e un ottimo multiruolo per quanto riguarda il football. Nell’autunno del ’99, da senior, è già alto 1,89 e pesa 100 kg circa e gioca indifferentemente da quarterback e da running back. Tutt’oggi detiene il record assoluto di yards corse e di intercetti della Cascade.
Parecchie università gli mettono gli occhi addosso, Arizona State e University of California su tutte.
Ma Grady vuole fortemente la University of Washington e scrive una lettera di intenti all’università dicendo di volere giocare quarterback per gli Huskies di coach Neuheisel.
Nell’aprile 2000 comincia perciò quella che potrebbe essere la sua ultima stagione da giocatore di baseball. Dice che solo “un’offerta che non si può rifiutare” gli farebbe cambiare idea sul suo destino da quarerback…
Lui fa in modo che questa offerta si concretizzi…batte .457 con 7 fuoricampo, 20 RBI e 24 basi rubate..
Sebbene non fosse fra i 100 migliori prospetti delle High Schools molti scouts lo avevano in cima alle loro liste.
Gli Expos lo chiamano al terzo giro e gli offrirono un bonus di 2 milioni di dollari per non andare al college.
Vi lascio immaginare la faccia di coach Neuheisel quando gli dissero che il suo futuro quarterback sarebbe andato a giocare nelle Minors.
Si narra che la reazione più composta sia stata il ribaltamento del tavolo… il resto non si può raccontare per non offendere le persone più impressionabili…
Comincia la stagione nei Brevard County Manatees nella Florida State League e a fine giugno gli arriva la notizia che i Brewers hanno intenzione di inserirlo in uno scambio con Cleveland.
Milwaukee inserisce Grady in una trade di cui fanno parte anche Cliff Lee, Brandon Phillips e Lee Stevens per avere in cambio Bartolo Colon e Tim Drew.
L’intera famiglia Sizemore rimane di sasso…perchè mettere un bonus di 2 milioni di dollari su Grady per poi scambiarlo alla prima occasione..?
A conti fatti Cleveland può essere un buon posto per lui… dopo aver dominato l’American League negli anni 90, gli Indians stanno ricostruendo una squadra fondata su giovani prospetti…Eric Wedge è pronto a dargli fiducia.
Il 2003 lo passa tutto in AA negli Akron Aeros battendo .304 con 26 doppi, 11 tripli e 13 fuoricampo..
Dopo uno spettacolare spring training nel 2004 Grady sembra pronto per il grande salto, ma Cleveland lo manda in AA a Buffalo.
A luglio però il telefono suona e arriva la grande occasione. In sole 43 partite batte .246 con 12 extrabasi. Quello che impressiona è l’incredibile istinto difensivo che gli fa intuire dove finirà una fly non appena la pallina si invola verso di lui.
Il 2005 è la sua prima stagione in Major. Complice l’infortunio di Juan Gonzales durante la prima gara diventa titolare fisso all’esterno.
Ozzie Guillen, dopo averlo visto in azione a Milwaukee, gli diede il soprannome di Superman.. E Superman comincia davvero a volare.. A fine stagione diventa, insieme al grande Roberto Alomar, l’unico giocatore della Tribù (ovvero degli Indians) ad aver messo a segno 20 doppi, 10 tripli, 20 Fuoricampo e 20 basi rubate in una stagione.
Cleveland capisce con chi ha a che fare e gli offre un contratto di 6 anni a quasi 24 milioni di dollari con opzione per il 2012!
Grady gioca la sua stagione migliore nel 2006. Disputa tutte e 162 le partite di regular season, batte .290 con 28 Home Run, 76 RBI, 53 doppi, 11 tripli e 22 basi rubate.
Sizemore diventa uno dei soli due giocatori della storia ad ottenere queste cifre!
L’anno successivo batte 4 fuoricampo nelle prime sei partite e in tutta la stagione commette solo due errori vincendo a mani basse il suo primo Gold Glove.
Anche Superman a volte deve fermarsi…dopo 382 partite consecutive una banale distorsione alla caviglia lo mette ai box per un breve periodo, ma questo non lo ferma dal diventare l’unico giocatore della MLB che nel quadriennio 2004-2008 ad ottenere almeno 20 fuoricampo e 20 basi rubate in ogni stagione e a vincere il suo secondo Golden Glove e il suo primo Silver Slugger Award.
Nella passata stagione il suo fisico risente di un piccolo infortunio avuto durante lo spring training.
Batte comunque il primo grande slam del nuovo Yankee Stadium ma il 9 settembre, dopo una stagione al di sotto dei suoi standard, Grady deve operarsi al gomito sinistro.
Una settimana dopo viene operato anche di ernia, strascico del piccolo infortunio della primavera.
Quest’anno Sizemore sembra essere tornato in perfetta forma così come il suo grande amico Pronk, alias Travis Hafner.

Superman vola ancora a recuperare palline impossibili, le butta fuori quando è al piatto…supera la seconda per correre come il vento verso la terza…
Se a qualcuno non piace come gioca Superman…beh, forse è meglio che si procuri un po’ di kriptonite.

ROAD TO GROSSETO (6): IL COMMENTO DEI PROTAGONISTI DELLA VITTORIOSA TRASFERTA DI GROSSETO

da Grosseto, DANIELE MATTIOLI

Il ruolino di marcia della Fortitudo Bologna qui a Grosseto parla chiaro. Nelle ultime 10 partite giocate allo Jannella la squadra allenata da Marco Nanni ha vinto ben 9 gare contro una sola sconfitta, dimostrando un certo feeling con il campo toscano.

Sì, proprio così” dice al sito Grandeslam proprio il Manager Marco Nannida qualche anno a questa parte ci stiamo comportando molto bene e questo vittorioso fine settimana ne è la testimonianza“. Venerdì sera è arrivata la prima vittoria per 4 a 1, mentre in gara 2 la rimonta dell’ultimo inning è valso il secondo successo “la vittoria nella gara del lanciatore straniero è stata ottimamente lanciata da Matos e Moreno, e l’attacco è stato capace di trovare le valide al momento giusto, contro un Figueroa un pò nervoso sul monte di lancio. E’ stato più difficile contro il rilievo Diaz, autore di una bella prova. Per quanto riguarda gara 2, siamo stati bravi a restare in partita fino alla fine e a colpire alla fine, nell’ennesima gara al cardiopalma giocata qui a Grosseto“.

Nel fine settimana la Fortitudo ha dovuto registrare anche l’infortunio subito in gara 1 a Daniele Malengo, e il riacutizzarsi del problema al polso di Mattia Reginato “Daniele farà una lastra martedì, ma si pensa possa essersi incrinata una costola, mentre Mattia ha un gran male a tal punto che non riesce nemmeno a stringere la mano“.

Se Malengo era stato uno dei protagonisti della vittoria di venerdì sera, uno dei migliori in casa della Fortitudo nelle gare del sabato è stato sicuramente Francesco Alaimo ho cercato di aiutare la squadra il più possibile ed alla fine sono arrivate due importanti vittorie, che alla vigilia avremmo fatto la firma per ottenerle“. Due risultati positivi, ma anche una sconfitta, quella di sabato sera “loro sono stati più bravi di noi in battuta e, probabilmente causa stanchezza, non siamo stati carichi come in gara 2, dove abbiamo siamo stati un bel gruppo e abbiamo ottenuto una bella vittoria“.

Merito della rimonta nella gara pomeridiana, con la Fortitudo vittoriosa 5 a 4, dove ha ribaltato il risultato segnando quattro punti al nono inning, è da attribuire anche a Cody Cillo, rilievo di Yulamn Ribeiro, che ha ottenuto la sua prima vittoria stagionale “è stata una bella prova della squadra e sono felice per aver contribuito alla vittoria“, dice l’ex lanciatore della De Angelis Godo, che poi continua “sono riuscito da subito ad entrare nell’area dello strike con i miei lanci e di conseguenza sono spesso andato in vantaggio nel conto. Ho avuto ottime sensazioni da subito. Vincere una partita al nono inning, in rimonta, è una cosa da urlo” conclude sorridendo il pitcher della Fortitudo Bologna.

ROAD TO GROSSETO (5): NON RIESCE LA TRIPLETTA ALLA FORTITUDO. IL GROSSETO VINCE 8 A 1, TRASCINATO DAI LANCI DI RICCARDO DE SANTIS

da Grosseto, DANIELE MATTIOLI

Con una prova d’orgoglio e trascinato dai lanci di un recuparato Riccardo De Santis, il BBC Grosseto evita lo sweep e vince l’ultima gara del trittico per 8 a 1.

La Fortitudo parte subito in salita subendo due punti in apertura di gara, ma è bravo Alaimo a trovare la valida che porta a casa Jairo Ramos e che permette ai felsinei di segnare il punto che accorcia momentaneamente le distanze. Al secondo inning, infatti, il BBC Grosseto passa per ben 5 volte andando sul 7 a 1.
Vaglio arriva in base su errore della difesa, e sulla battuta di Coromato tutti i corridori sono salvi, anche se rimangono molti dubbi sulla chiamata del duo arbitrale sulle basi Spera-Leone con quest’ultimo che espelle il Manager Nanni uscito per aver informazioni sul perché della chiamata. La squadra e Fabio Betto si agitano un pò, ma De Santis è il secondo out che poteva essere il terzo se Coromato veniva dato out. La base ball data a Sandoval riempie le basi. ed è il Grande Slam di Coffie ad aumentare il vantaggio per i suoi: 6 a 1 dice il punteggio. Il successivo fuoricampo di Kelly Ramos (back to back home run) fissa il punteggio sul 8 a 1. La Fortitudo Bologna cerca di ritornare in partita, ma Riccardo De Santis fa buona guardia e il Grosseto allunga ancora al quinto inning segnando il punto sul rilievo di Ularetti (buona la sua gara) con il punteggio che vede i padroni di casa trionfare per 8 a 1.

ROAD TO GROSSETO (4): LA FORTITUDO VINCE IN RIMONTA AL NONO INNING. SOTTO 4 A 1, VINCE 5 A 4

da Grosseto, DANIELE MATTIOLI

E’ il momento della verità. La Fortitudo Bologna, sotto 4 a 1 ad inizio nono inning, ha appena segnato il secondo punto e ora ha la possibiltà di impattare il risultato. Non solo. Anche di passare in vantaggio. Le basi sono piene e alla battuta c’è Juan Carlos Infante. Gutierrez, lanciatore del Grosseto, lancia. Strike a casa base. C’è un solo eliminato. Serve la valida. E Infante non perdona. Triplo lungo linea a destra. La Fortitudo é in vantaggio 5 a 4, dopo esser stata sotto per tutta la partita. E la squadra di Marco Nanni va a vincere la partita, con un superlativo Cody Cillo sul monte, che entrato alla quinta ripresa, trova la forza per chiudere la gara, e ottenere la prima vittoria stagionale per lui, la nona della Fortitudo.

La squadra biancoblù non era partita benissimo e ancora una volta si è vista costretta a inventarsi una formazione, visto l’infortunio subito da Malengo (si parla di una costola incrinata) e il successivo forfait di Reginato, che al quinto inning è dovuto uscire dalla gara per il riacutizzarsi del problema alla mano. Il Grosseto, infatti, si era portato in vantaggio al quarto inning, dove un doppio di uno scatenato Sgnaolin aveva fatto entrare due dei quattro punti e aveva tenuto botta fino alla nona ripresa, quando al posto di un buon Cooper era entrato Yovany D’Amico. Ma non aveva fatto i conti con il brutto rilievo di Gutierrez e con una Fortitudo mai doma, che ha vinto, ancora una volta, una gara in rimonta.

ROAD TO GROSSETO (3): MATOS C’E’, LA FORTITUDO PURE. JANNELLA ESPUGNATO IN GARA 1

da Grosseto, DANIELE MATTIOLI

Bastano le prime tre riprese alla Fortitudo Bologna per avere la meglio sul BBC Grosseto, vincendo la prima gara del fine settimana per 4 a 1.

E’ la sfida dei lanciatori stranieri e sul monte di lancio si sfidano Jesus Matos per la Fortitudo e Juan Figueroa per i padroni di casa, mentre una leggere pioggerellina fa da sfondo alla gara. Sugli spalti sono 5 tifosi biancoblù a seguito della squadra.
L’inizio della gara è da cineteca per la squadra allenata da Marco Nanni che, grazie anche ad una prova non al top di Figueora, segna 4 punti nei primi tre inning.
Alla prima ripresa apre subito le danze Infante con un lungo triplo a destra, com Garabito che porta a casa il punto del vantaggio con una volata di sacrificio. Al secondo inning sono le valide di uno scatenato Malengo, di Alaimo e Infante (RBI battuto per gli ultimi due) ad aumentare il divario che si farà ancora più grande alla terza ripresa quando il triplo di Garabito è tramutato in punto dalla valida di Malengo. Dopo i punti iniziali la Fortitudo non farà più niente in fase offensiva, grazie anche all’ottimo rilievo di Diaz, che concederà solo una valida nei sei inning lanciati.
Dal punto di vista dei lanciatori della Fortitudo, ottima prova come sempre di Jesus Matos in stagione che ottiene la vittoria (un solo punto subito in 6.2 riprese lanciate) e di Victor Moreno, alla seconda salvezza stagionale.

Da segnalare inoltre lo bel gesto del BBC Grosseto che, durante la pausa tra il primo e il secondo inning, ha ricordato Robert Fontana, facendo risuonare la sua canzone quando andava nel box di battuta “In The End” dei Linkin Park. Chapeau.

IL COMMENTO “E’ stata una grande vittoria di squadra, dove ognuno ha fatto il suo dovere e dove Jesus Matos ci ha trascinato sul monte di lancio. E quando fai quattro punti nella gara del lanciatore straniero, la devi portare a casa” dice al sito Grandeslam JAIRO RAMOS GIZZI, grande ex della sfida.
A proposito del suo ritorno a Grosseto (dopo esserne stato il giocatore simbolo per tanti anni) accolto dagli applausi del suo ex pubblico dice “non c’è stata emozione, perché per me questo è un lavoro e cerco di fare bene in ogni squadra dove gioco. Così è stato a Paternò, a Grosseto e ora a Bologna”.
E a proposito del suo ambientamento nella città felsinea, Jairo Ramos dice “sta andando tutto alla grande, in squadra c’è grande voglia di fare bene soprattutto tra i giovani, speriamo di continuare così”.

ROAD TO GROSSETO (2): GRANDI GIOCATE E TANTI SUCCESSI: ECCO A VOI DAVID RIGOLI, EX DI GROSSETO E BOLOGNA

di DANIELE MATTIOLI

In ogni sport ci sono giocatori discreti, buoni e ottimi, con gli ultimi che vengono propriamente definiti campioni. Il giocatore che abbiamo intervistato appartiene a quest’ultima categoria. Per lui, infatti, parlano i numerosi successi ottenuti e le ottime statistiche realizzate dall’anno dell’esordio in A1, nel 1990, con il Grosseto, fino a quello conclusivo del 2005 con la Fortitudo Bologna. Una media vita battuta di .313 (in 663 gare giocate), condita da 62 fuoricampo realizzati, ben 370 punti battuti a casa e soprattutto la bellezza di 354 basi rubate su 422 tentativi che ne hanno fatto il giocatore più veloce della storia del baseball italiano. Sono numeri degni di un campione. Sono i numeri di David Rigoli.

DANIELE MATTIOLI: Ciao David.
DAVID RIGOLI: Ciao a tutti.

DANIELE MATTIOLI: La prima domanda di questa intervista riguarda te. Fino a questo inverno eri il Team Manager del BBC Grosseto poi le dimissioni. Cosa è successo? Ora di cosa ti occupi?
DAVID RIGOLI: Quando sono stato chiamato a ricoprire il ruolo del General manager al Bbc Grosseto credevo che ci fosse la volontà da parte della società di dare una svolta al loro modo di operare e soprattutto di fare una programmazione di medio periodo che potesse riportare entusiasmo a tutti i livelli nei giocatori, nei settori giovanili e anche sugli spalti. Purtroppo la mia visione non era in linea con quella del presidente e allora ho deciso di farmi da parte e tornare ad essere un semplice appassionato che guarda le partite dalla tribuna.

DANIELE MATTIOLI: Nel prossimo fine settimana, allo Janella di Grosseto si andranno ad affrontare le tue due ex squadre: i padroni di casa del BBC Grosseto e la Fortitudo Baseball. Un tuo pronostico a riguardo?
DAVID RIGOLI: Fare pronostici è sempre difficile e credo che le due squadre in questo momento si equivalgono, per questo non so dire chi vincerà la serie, ma di sicuro non ci sarà la tripletta da parte di nessuna delle due squadre.

DANIELE MATTIOLI: La Fortitudo ha cambiato molto in questa off season, complice le partenze di alcuni grossi calibri, come Liverziani, Pantaleoni, Frignani e Austin, puntando su linea giovani. Cosa ne pensi?
DAVID RIGOLI: Penso che una società che ha dimostrato di saper vincere sia anche consapevole che i cicli costruiti con alcuni giocatori sono destinati a finire e che, prima che sia troppo tardi, è giusto investire su nuovi talenti in modo da crearne un altro il prima possibile, per questo credo che la società abbia fatto una scelta saggia che forse potrà non dare risultati immediati, ma che nel medio termine sicuramente darà i frutti attesi.

DANIELE MATTIOLI: A riguardo di nuovi arrivi in biancoblù, quale pensi sarà l’accoglienza che il pubblico grossetano riserverà ad Jairo Ramos Gizzi, bandiera della squadra toscana per molte stagioni?
DAVID RIGOLI: Jairo ha dato molto al Bbc Grosseto con il quale ha vinto 2 scudetti e una Coppa dei Campioni e la scelta di andare via da Grosseto è da imputare più alla volontà della società che a quella del giocatore. Nonostante il suo rapporto di amore e odio con il pubblico di Grosseto credo che Ramos sia un grande giocatore e non si lascerà influenzare dall’accoglienza che il pubblico di Grosseto gli riserverà, qualunque essa sia.

DANIELE MATTIOLI: Sempre riguardo alla squadra allenata da Marco Nanni, il 10 aprile 2010 Fabio Betto ha ottenuto la vittoria numero 100 della sua carriera. Un tuo commento a riguardo.
DAVID RIGOLI: Lunedì scorso ho chiamato Fabio per complimentarmi con lui per lo splendido risultato che ha raggiunto, soprattutto perché la sua carriera è passata attraverso momenti di forte difficoltà, più volte è stato dato per finito, come se non avesse più niente da dare, ma grazie al suo carattere tenace ha saputo reagire sempre da grande campione per questo credo che si meriti pienamente tutti i successi che ha raggiunto nella sua carriera.

DANIELE MATTIOLI: Passando invece dalla sponda dei padroni di casa, cosa ne pensi della squadra allestita che ha il compito di riscattare la difficile annata del 2009?
DAVID RIGOLI: Personalmente avrei fatto scelte diverse, con un programma che aveva ambizioni di medio termine e non di breve, come invece sono state fatte dal BBC. Detto questo credo il Grosseto ha nel reparto lanciatori il suo punto di forza, anche se ha perso un giocatore importante come Oberto, per quanto riguarda il resto della squadra è sicuramente un buon gruppo di giocatori che, se riescono a trovare i giusti stimoli, saranno in grado di lottare fino in fondo, non credo però che tutti i problemi che si sono manifestati l’anno scorso siano stati risolti e questo potrebbe essere sicuramente un grande limite per arrivare in finale.

DANIELE MATTIOLI: Parlando invece del campionato, chi vedi tra le favorite per la vittoria finale?
DAVID RIGOLI: Considerato che si gioca un campionato a 8 squadre e che già oggi la classica è divisa in due tronconi con sei squadre che lottano per i playoff e due che non hanno particolari ambizioni, non è mai facile fare un pronostico, ma penso che le candidate allo scudetto possono essere Rimini, Bologna, Nettuno e San Marino.

DANIELE MATTIOLI: E’ un anno importante questo per il nostro movimento. E’ infatti entrata in vigore la regola delle franchigie e il numero degli italiani in campo è aumentato a 6. Che pensiero ti sei fatto di questi cambiamenti?
DAVID RIGOLI: Personalmente, come consigliere federale, ho partecipato attivamente per la realizzazione di questo tipo di campionato e credo che sia l’unica soluzione per riportare interesse nel Baseball. Certamente le regole che abbiamo introdotto sono tutte rivolte al miglioramento del nostro sport, ma se non saranno condivise dagli attori principali, atleti, tecnici e dirigenti è ovvio che anche così sarà difficile che si ottengano grandi cambiamenti.

DANIELE MATTIOLI: Visto che il paragone alla MLB è ovvio per quanto riguarda le Franchigie, due piccole curiosità: che squadra tifi in Major League? Il tuo giocatore preferito?
DAVID RIGOLI: Onestamente non ho mai avuto una squadra per la quale tifare in modo particolare, diciamo che ho sempre avuto un occhio di riguardo per gli Atlanta Braves perché il giocatore al quale mi sono sempre ispirato è Chipper Jones.

DANIELE MATTIOLI: Ripercorriamo ora la tua carriera sin dagli inizi. Chi ti ha fatto conoscere il meraviglioso gioco del baseball? Dove e a che età hai esordito? Chi era il tuo giocatore preferito?
DAVID RIGOLI: Il gioco del baseball l’ho conosciuto perché la scuola che frequentavo era proprio dietro lo stadio e soprattutto perché in quel periodo il baseball a Grosseto era giocato ovunque e quindi è stato quasi inevitabile iniziare, devo dire però che è stato un amore a prima vista.
Ho esordito nel 1990 con il Grosseto, quell’anno ho fatto solo poche apparizioni al piatto, l’anno successivo invece sono diventato titolare. Il giocatore che ammiravo di più da ragazzo era Giammario Costa, un vero idolo prima, un amico adesso.

DANIELE MATTIOLI: Prima di arrivare in Fortitudo nel 2003, hai giocato a Grosseto e a Parma. Che ricordi hai di queste esperienze?
DAVID RIGOLI: Senza dubbio l’esperienza più importante e quella che mi ha permesso di farmi conoscere è stata quella di Parma dove ho vissuto i tre anni più belli della mia carriera sportiva e non solo, è stata un’esperienza che mi ha permesso di confrontarmi con i migliori giocatori di quel periodo che per la maggior parte erano anche i miei compagni di squadra. Grosseto è stato un rapporto di amore e odio, ho sempre avuto un rapporto ottimo con tutti i miei compagni di squadra, ma più volte non sono stato in sintonia con la dirigenza da qui il motivo per cui me ne sono andato per due volte a giocare in atre squadre.

DANIELE MATTIOLI: Nel 2003 eccoti a Bologna, dove vinci subito lo Scudetto da protagonista.
DAVID RIGOLI: Per quanto riguarda Bologna è stata un’esperienza molto bella, soprattutto perché affrontata insieme a dei compagni di squadra che, prima di tutto, erano degli amici e ho trovato una dirigenza con la quale ho instaurato da subito un ottimo rapporto. Ovviamente la ricordo con piacere anche perché è stata l’ultima squadra con la quale ho giocato.

DANIELE MATTIOLI: Due anni più tardi, c’è il bis con la vittoria in gara 7 di fronte ad un Gianni Falchi strapieno. Che emozione è stata quella di vincere il tricolore davanti a 4000 persone?
DAVID RIGOLI: Sicuramente ogni finale scudetto ha il suo fascino, ma sicuramente quella finale è stata speciale sia per la presenza del pubblico che ci ha supportato sia perché abbiamo recuperato una serie che ci vedeva indietro 3 a 2.

DANIELE MATTIOLI: Sempre in quell’anno, è arrivata la tua decisione di appendere il guantone al chiodo. Hai un pò di rammarico, visto che il tuo ritiro è arrivato a 33 anni, età che nel baseball non si può ritenere certamente elevata?
DAVID RIGOLI: La decisione del mio ritiro è maturata durante l’ultimo anno di attività, infatti, i problemi alla schiena erano diventati troppo importanti e questo non mi permetteva di esprimermi ai livelli che volevo. Certo smettere di giocare non è stato facile, ma sicuramente dopo ormai 15 credo che sia stata la decisione giusta.

DANIELE MATTIOLI: Dopo il tuo addio dai campi di gioco, è arrivata l’incarico da opinionista per il programma Extra-Inning, in onda sul canale Teletirreno.
DAVID RIGOLI: Più che un incarico quello di Teletirreno è stato un divertimento, anche perché sia i conduttori sia il direttore sono degli amici e quindi alla loro richiesta di un mio coinvolgimento nel programma, ho dato subito la mia disponibilità. Credo che quella trasmissione sia stata un’esperienza importante che mi ha fatto conoscere un altro modo di vedere il baseball, non più come attore principale, ma bensì come osservatore.

DANIELE MATTIOLI: Ed eccoci arrivati all’ultima domanda della nostra intervista. Detieni il record di basi rubate nella storia della campionato italiano. Cosa si prova ad essere nella storia, vittorie di squadra a parte, di questo sport?
DAVID RIGOLI: Non ho mai giocato per battere dei record, soprattutto perché il baseball è un gioco di squadra e quello che conta alla fine è il risultato del collettivo. In ogni caso sono certamente orgoglioso di essere riuscito nella mia carriera ha raggiungere un traguardo importante, sono consapevole anche del fatto che questo record è stato il frutto di molto impegno, dedizione e collaborazione da parte dei compagni di squadra che mi hanno aiutato nel corso della mia carriera.

DANIELE MATTIOLI: Grazie mille per la disponibilità.
DAVID RIGOLI: Grazie a te.

ROAD TO GROSSETO (1): A 24 ORE DA GARA 1, IL MANAGER MARCO NANNI CI PRESENTA LA SFIDA TRA LA SUA FORTITUDO E IL BBC GROSSETO

Articolo e intervista di DANIELE MATTIOLI

Foto di LORENZO BELLOCCHIO

E’ la sfida delle sfide quella che si giocherà in questo fine settimana tra la Fortitudo Baseball e il BBC Grosseto. Sono ben 18 le sfide giocate dalle due squadre nelle due precedenti stagioni, e tutte le gare sono state delle vere battaglie, come dimostra la rivalità (sportiva ovviamente) tra le due compagini.

Tutto è iniziato nel 2008 con la storica tripletta della Fortitudo allo Jannella, con l’epica gara 2 condita dai due fuoricampo di Bautista agli extrainning, e sempre a Grosseto la storia di questa sfida infinita è proseguita, prima con la debacle Fortitudo in Poule Scudetto (14 a 0 per i locali) e poi con il riscatto, che è valso l’accesso alla Coppa Campioni, in Coppa Italia, con la vittoria 12 a 6 in gara 2.
A senso unico sono state sfide dello scorso anno, con la Fortitudo che ha trionfato in tutte e sei le gare giocate.
Rispetto l’anno scorso, ambedue le squadre hanno cambiato molto e dopo tre giornate di campionato si incontrano in tre sfide che si preannunciano molto elettrizanti. Ne abbiamo parlato con il Manager Campione d’Italia Marco Nanni, che ci ha presentato il trittico.

DANIELE MATTIOLI: La Fortitudo è tornata alla tripletta contro il Paternò, dopo il doppio passo falso contro il San Marino. Un commento su questo fine settimana.

MARCO NANNI: E’ stato un buon fine settimana non solo per la triplice vittoria ma anche perché ho visto dei miglioramenti sia in fase offensiva che difensiva. I ragazzi giovani stanno prendendo confidenza con la squadra ed iniziano ad esprimersi al meglio.

DANIELE MATTIOLI: In questo weekend, la squadra è stata priva di Juan Pablo Angrisano e Mattia Reginato, con Juan Carlos Infante che continua ad avere il problema al braccio. Come stanno?

MARCO NANNI: Per Pablo e Mattia è stata una settimana di esami clinici e terapie. La risonanza magnetica ha scongiurato fratture di ogni genere il problema è che per tutti e due il dolore persiste ancora impedendogli di allenarsi al meglio, vedremo stasera e domani se potranno giocare.

Infante, invece, è un paio di settimane che convive con un infiammazione al gomito e questo lo limita in attacco e in difesa comunque sarà regolarmente al suo posto.

DANIELE MATTIOLI: Dopo la vittoria contro il Paternò la Fortitudo andrà a Grosseto. La squadra toscana ha cambiato molto in Inverno, a partire dal Manager con l’arrivo di Bagialemani e l’aggiunta di altre importanti pedine, come il ritorno di Kelly Ramos.

MARCO NANNI: Grosseto è sempre stata un ottima squadra e questo anno grazie anche ad un ottima campagna acquisti sarà una delle protagoniste del campionato. Ramos e Coffie completano il cuore del line-up e questo è quello che hanno sofferto di più l’anno scorso

DANIELE MATTIOLI: Il turno che verrà vedrà anche altri “big match” in programma: Rimini vs San Marino, Nettuno vs Parma e in fondo alla classifica, Catania vs Godo. Se dovessi fare dei pronostici, quali sarebbero?

MARCO NANNI: Week-end dal difficile pronostico, viste le qualità simili delle squadre. Spero solo non ci siano triplette per nessuna squadra.