GOLDEN GLOVE: PARTE LA TRILOGIA DELL’ASTERISCO DEL NOSTRO “SPECIAL ONE” EMILIANO DELUCCA. IL PRIMO GIOCATORE E’ BARRY BONDS

di EMILIANO DELUCCA

Sulle pubblicità delle auto devi stare attento quando leggi il prezzo perché solitamente c’è un asterisco che ti rimanda in fondo alla pagina…e lì scopri che in realtà il prezzo è un altro..
Dal 2003 la carriera di Barry Bonds sembra il prezzo di un’auto: leggi le sue medie e i suoi record strabilianti ma trovi l’asterisco che ti dice “può non essere farina del suo sacco!”..
O ami Barry Bonds oppure lo odi. Come non amare un giocatore che per ogni pallina buttata fuori dallo stadio è stato mandato in base almeno quattro volte…ma diBarry Bonds contro come si fa ad amare un giocatore sempre schivo con i tifosi e a cui i giornalisti neanche si avvicinano per paura di essere mandati a quel paese…
Barry Bonds nasce il 24 luglio 1964 a Riverside in California. Il padre Bobby è stato una ex star della MLB, suo padrino di battesimo è stato Willie Mays ed è un lontano cugino di Reggie Jackson..il baseball scorre potente nelle sue vene..
Dopo la High School Barry (foto a sinistra) stava per essere scelto dai Giants, ma il padre Bobby insistette per un contratto da 75.000$. San Francisco ritenne la richiesta eccessiva, e Barry scartò così i Giants, accasandosi al college di Arizona State.
Al college si dimostrò, oltre che un impressionante slugger, anche un eccellente “ladro” di basi.
Diventa eleggibile al Draft del 1985 e tutto lascia pensare che Barry verrà scelto dagli Indians, visto che il padre Bobby allena Cleveland. La loro prima scelta, però, è la numero 9, e prima di loro ci sono i Pirates con la numero 6…e se lo portano a casa.
Resta a Pittsburgh 7 stagioni nelle quali si distingue per il numero di fuoricampo, 175 in totale con un massimo di 34 nel ’92, e per le basi rubate, 241 con il top nel ’90 con 52 rubate.
Alla fine della stagione 1992 diventa free agent…ha 28 anni, è al massimo della sua efficienza fisica e mentale ed è universalmente riconosciuto come uno dei giocatori più completi della MLB.
San Francisco si assicura i suoi servigi con un contratto di 9 anni a 43 milioni di dollari. Barry ritiene che i Giants siano la scelta migliore. D’altronde è proprio con i Giants che suo padre Bobby e il suo padrino Mays hanno avuto gli anni migliori.
Il suo fisico cambia, diventa più grosso muscolarmente…questo fatto ostacola la sua facilità di rubare basi ma aumenta la barry bondssua capacità di buttare fuori la pallina…solo il primo anno a San Francisco i suoi fuoricampo aumentano a 46 e le basi rubate scendono a 29.
Questa tendenza aumenta ogni anno fino ad arrivare al 2001. E’ un anno pazzesco per Barry (foto a destra). Batte 28 fuoricampo nelle prime 50 partite, va in base per ball 177 volte (record assoluto!) e finisce la stagione schiantando il record di homerun in una stagione detenuto da Mark “BigMac” McGwire con 73 fuoricampo!
Nel gennaio del 2002 allunga il contratto di altri 5 anni a 90 milioni di dollari e nel 2003 diventa l’unico giocatore della storia a battere 500 homerun e a rubare 500 basi. Ma nel 2003 esplode il bubbone BALCO.
Il suo allenatore personale, Greg Anderson,viene accusato di aver dato steroidi e anabolizzanti ai suoi assistiti. Bonds si dichiara innocente sostenendo che l’aumento della sua massa è dovuto unicamente all’allenamento, ma viene accusato di spergiuro e di avere ostacolato le indagini.
Il suo modo di fare e il suo ego smisurato lo fanno diventare, al di fuori di San Francisco, uno dei giocatori più odiati della storia. Viene fischiato sonoramente ovunque metta piede e le contestazioni arrivano al culmine al Petco Park di San Diego dove gli lanciano addirittura delle siringhe.
Il suo “smisurato” ego però lo aiuta a superare il momento difficile. Continua la sua cavalcata verso il record assoluto di fuoricampo detenuto da Hank Aaron.
Nel gennaio 2007 viene trovato positivo alle anfetamine, ma neanche questo scandalo lB.Bonds nella storia!!o riesce a fermare. Nonostante i guai fisici che lo affliggono (Barry ha già 42 anni e 21 anni di MLB alle spalle) il 4 agosto 2007 batte contro Clay Hensley dei Padres il fuoricampo numero 755, raggiungendo Aaron, e il 7 agosto conquista il record battendo un homerun contro Mike Bacsik dei Nationals (foto a sinistra).
A San Francisco viene portato in trionfo, mentre il resto dell’America celebra il record in tono dimesso..neanche Bud Selig, il capo della MLB, si complimenta di persona con lui, lasciando l’onore e l’onere al suo vice Solomon.
Questa sarà l’ultima stagione di Bonds, perché i Giants non rinnovano il contratto e lo rendono free agent.
762 homerun, 2558 basi ball, 668 basi intenzionali, .298 di media-vita nel box di battuta,1996 punti battuti a casa, 7 volte MVP, 8 volte Gold Glove e 14 volte All Star e uno scandalo che rischia di offuscare tutto.
Amore e odio sono divisi da una sottile linea, ma per quanto riguarda i tifosi e i detrattori di Barry Bonds la differenza si riduce ad un piccolo ed insignificante…* (asterisco).

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TERZA TRIPLETTA STAGIONALE CONTRO IL REGGIO EMILIA. E IL DISTACCO DAL RIMINI E’ ORA DI UNA SOLA GARA

di GIDEON 12

Ancora due vittorie e poi saranno otto volte consecutive. Otto volte consecutive alla post season. Un piccolo grande risultato per la nostra Fortitudo che potrebbe divenire ancora più grande se riuscisse a superare la Telemarket Rimini, laureandosi così vincitrice della Regular Season per la quarta volta negli ultimi otto anni (2003, 2005, 2006, 2008). E considerando le aspettative di partenze (lotta per l’accesso alla poule scudetto), si può dire che ancora una volta questi ragazzi ci hanno regalato qualcosa di insperato in partenza, ottenendo vittorie su vittorie nel corso della stagione e arrivando ad una gara dalla capolista Rimini, quando ancora mancano nove gare da giocare, di cui tre proprio contro i romagnoli in quello che si potrebbe definire come lo scontro alla vetta.

In questo fine settimana la Fortitudo ha scacciato completamente la delusione europea, vincendo tre importanti gare contro la Palfinger Reggio Emilia, con ottime prestazioni offensive ( 33 valide di cui 13 extrabase e ben 14 basi per ball guadagnate) e un gran monte di lancio (13 valide subite nel fine settimana e 3 punti subiti di cui solo uno guadagnato sul lanciatore) che ha imbrigliato le mazze avversarie.

GARA 1 All’andata finì in disfatta per la formazione biancoblù con una clamorosa sconfitta per 10 a 1 nella gara riservata al lanciatore straniero. Nella sfida di ritorno, invece, è la Fortitudo a dominare gli avversari, grazie ad un altro “shootout game“ firmato dalla coppia Matos&Moreno che in nove riprese concedono 5 misere valide all’attacco reggiano, eliminando al piatto ben 12 battitori. Dall’altra parte la Fortitudo passa subito in vantaggio grazie alla valida di Austin che porta a casa Infante, in base grazie ad un singolo. La squadra di Marco Nanni amministra facilmente la sfida e aumenta il divario al sesto inning dove segna altri due punti. Singolo di Liverziani che però è out in scelta difesa sulla battuta di Mazzuca. Juan Pablo Angrisano batte valido e porta a casa Joe (dopo che l’ex Godo aveva rubato la seconda base) per il punto del 2 a 0. Spetta poi a Capitan Frignani battere a casa, con un bel doppio, il punto del 3 a 0.
Finisce qui la gara di Alvarez, partente reggiano, sostituito da William Juarez. L’impatto con la gara del rilievo non è dei migliori. Singolo in apertura di ottavo da Infante e poi, con due eliminati, singolo con RBI di Austin. Liverziani batte valido e Mazzuca guadagna la base ball. Tocca a Juan Pablo Angrisano battere il triplo che svuota le basi e che permette la segnatura di altri 3 punti. La gara finisce 7 a 0 per la Fortitudo.

GARA 2 Yulman Ribeiro trascina ancora la squadra grazie ad una ottima prestazione sul monte di lancio concedendo solo 2 valide agli avversari in sei riprese lanciate e la squadra ricambia l’ottima prestazione del partente bolognese con la bellezza di 11 valide, 5 delle quali extrabase per un totale di 10 punti realizzati.
Subito alla seconda ripresa il partente reggiano Palanzo è costretto a capitolare. Triplo di uno scatenato Garabito e volata di sacrificio di Matt Stocco, per il vantaggio Fortitudo.
Si arriva al quinto inning e l’attacco Fortitudo si scatena. Secondo doppio della serata di Angrisano e singolo con RBI di Breveglieri, autore ad inizio gara di una pregevole presa contro le recinzioni. Alaimo batte in doppio gioco, ma Infante batte valido e sul tentativo di rubare la seconda è salvo grazie ad un errore difensivo. Pantaleoni trova la valida e fa segnare l’interbase, mentre Liverziani guadagna la seconda base ball della serata. Con uomini in prima e seconda base Austin trova il suo secondo fuoricampo del 2009 battendo un lungo Home Run a destra per il momentaneo 6 a 0 Fortitudo. Al settimo inning il punteggio cambia ancora grazie alla volata di sacrificio di Francesco Alaimo che spinge a casa Juan Pablo Angrisano. La Fortitudo segnerà altri tre punti all’ottavo inning grazie ad un lancio pazzo a basi piene, ad una battuta in diamante di Alaimo e alla valida di Infante. Il Reggio Emilia segnerà i due punti della bandiera al nono inning, quando la gara è già in ghiaccio e vede la Fortitudo ancora vincitrice.

GARA 3 Delle tre gare, quella più equilibrata è stata sicuramente l’ultima, complice anche un ottimo duello sul monte di lancio tra i due lanciatori partenti: Dusty Nielsen per Reggio Emilia, Fabio Betto per Bologna. E’ una assolo di Stocco a regalare il punto del vantaggio alla Fortitudo grazie ad un doppio a sinistra alla seconda ripresa. Angrisano porta poi il compagno a casa per il vantaggio Fortitudo. Le successive quattro riprese sono state un monologo dei due lanciatori che hanno collezionato eliminazioni su eliminazioni ed anche un pizzico di spavento quando Mazzuca ha colpito un lungo fuoricampo in foul al quarto inning. Dopo sei riprese finisce la prova di Fabio Betto, che ha concesso la miseria di 3 valide, eliminando al piatto anche 2 battitori avversari. Al suo posta entra Norrito che ha un avvio difficile, in quanto riempie le basi con un solo eliminato. Il pitcher biancoblù riesce ad eliminare Quintavalla al piatto e ci pensa Milano ad eliminare Santaniello, facendolo battere in diamante.
Nielsen continua a lanciare ma la stanchezza è evidente e all’ottavo inning arrivano altri due punti per la Fortitudo. Due doppi consecutivi firmati da Infante e Garabito (per lui 4 su 5 in serata, con 3 doppi e un triplo) permettono alla Fortitudo la segnatura numero due dell’incontro e ci penserà Austin, con un singolo, a portare a casa il punto del 3 a 0 Fortitudo.
Nel successivo attacco del Reggio Emilia, Lee batte valido e Blalcok riceve la base ball. I due avanzano su lancio pazzo con il terza base locale che segna il punto della bandiera sulla volata di sacrificio di Reginato. La Fortitudo segna poi altri due punti nell’ultima ripresa sul rilievo di Nielsen, Corsaro, grazie a tre valide, di cui due doppi di Capitan Frignani e Eddy Garabito. La gara termina sul punteggio di 5 a 1 per la Fortitudo che centra così la terza tripletta stagionale.

L’OPINIONEAbbiamo giocato un grande fine settimana, dove tutta la squadra ha dato il suo contributo risultando decisiva ai fini dei risultati” ha detto al sito Grandeslam Juan Pablo Angrisano, autore di un ottimo 5 su 10 nel weekend con 5 RBI realizzati.
Si potrebbe dire che con questa tripletta, la delusione di Barcellona sia stata spazzata via “posso dire che quello che è successo a Barcellona è rimasto in Spagna. Certo, c’è rammarico ma ora siamo concentratissimi sul campionato che ci vede tra i protagonisti” ha poi aggiunto il miglior catcher dell’Ibl. Ora quindi assalto al Rimini, primatista in classifica con una gara di vantaggio sulla Fortitudo “al momento pensiamo a noi, cercando di vincere più gare possibili fino alla fine della stagione, poi si vedrà”, ha concluso Juan Pablo Angrisano.

ROAD TO BARCELLONA (14): GLI SCATTI DI LORENZO BELLOCCHIO CI RACCONTANO LE FINAL FOUR DI BARCELLONA (PARTE SECONDA)

di GIDEON 12

Concludiamo la rubrica Road To Barcellona con la seconda parte degli scatti fotografici realizzati da Lorenzo Bellocchio durante la trasferta spagnola di Barcellona.

La gara fotografata da Lorenzo è la finale di Final Four di Coppa Campioni vinta 1 a 0 dalla Caffè Danesi Nettuno contro la nostra Fortitudo.
Possibilità quindi, per i presenti a Barcellona e per i tifosi rimasti a casa, di (ri)vedere questa sfida nonostante l’esito negativo per i colori biancoblù, tramite le splendide fotografie di Lorenzo Bellocchio. Buona Visione!!!

 

 

Per vedere tutte le foto scattate da Lorenzo Bellocchio, cliccate qui .

* Questo video è stato inserito nella Playlist del sito www.baseball.it (29/6/2009).

ROAD TO BARCELLONA (13): GLI SCATTI DI LORENZO BELLOCCHIO CI RACCONTANO LE FINAL FOUR DI BARCELLONA (PARTE PRIMA)

di GIDEON 12

Si potrebbe definire un ritorno in grande stile quello di Lorenzo Bellocchio, importante fotografo dell’hinterland bolognese. Dopo il successo ottenuto lo scorso anno con le sue foto della regular season, eccolo di nuovo sul sito Grande Slam con nuovi scatti della stagione 2009 della Fortitudo Baseball.

La gara fotografata da Lorenzo è la semifinale di Final Four vinta 6 a 0 dalla nostra Fortitudo contro gli olandesi dell’Amsterdam.
Possibilità quindi, per i presenti a Barcellona e per i tifosi rimasti a casa, di (ri)vedere le gesta e le giocate dei giocatori Fortitudo, in queste splendide fotografie di Lorenzo Bellocchio. Buona Visione!!!

 

 

Per vedere tutte le foto scattate da Lorenzo Bellocchio, cliccate qui .

ROAD TO BARCELLONA (12): I GIOCATORI E LO STAFF FORTITUDO RINGRAZIANO I TIFOSI

da Barcellona (Spagna), GIDEON 12

Il Capitano della squadra Daniele Frignani, a nome suo, dei suoi compagni e di tutto lo staff tecnico biancoblù, tramite questo sito, vuole ringraziare tutti i tifosi che hanno sostenuto fino alla fine la squadra in questa trasferta spagnola.

ROAD TO BARCELLONA (11): COMMENTIAMO QUESTA FINAL FOUR 2009 INSIEME AL MANAGER BIANCOBLU’ MARCO NANNI

da Barcellona (Spagna), GIDEON 12

Alla vigilia, la Fortitudo era considerata dagli addetti ai lavori tra le meno accreditate alla vittoria finale della Coppa Campioni 2009 . I motivi erano semplici: l’assenza di una mazza e di un guanto importante come Garabito e un avversarira di semifinale, l’Amsterdam, davvero ostica e difficile da battere. E invece la squadra allenata da Marco Nanni ha sorpreso ancora una volta in positivo tutti. Ha “matato” gli olandesi 6 a 0, mostrando un baseball eccezionale ed è arrivata a 27 metri (la distanza di una base all’altra e quindi dalla terza base a casa base, dove si segnano i punti) dalla Coppa Campioni. Un risultato insperato ad inizio stagione, ma che, grazie alla capacità e la volontà dei giocatori e dello staff tecnico, è stato possibile. Ora bisogna guardare avanti perchè la stagione continua e il campionato diventa ora l’obbiettivo primario per Frignani e compagni.
Abbiamo parlato di questo e della Final Four di Barcellona con Marco Nanni, Manager biancoblù.

GIDEON 12: Ciao Marco.
MARCO NANNI: Ciao a tutti.

GIDEON 12: Due grandi gare quelle giocate dalla Fortitudo Bologna qui a Barcellona, con la Coppa sfuggita per poco. Cosa è mancato alla Fortitudo per vincere il titolo?
MARCO NANNI: In Finale non siamo riusciti a concretizzare le occasioni che abbiamo avuto nei primi inning dove Farnsworth era più scontrollato, negli inning successivi ha trovato fiducia e controllo mettendoci in difficoltà sopratutto con breaking-ball.

GIDEON 12: Sempre riguardo alla finale contro il Nettuno, c’è un motivo preciso di aver preferito far battere Mazzuca invece che fargli fare il bunt?
MARCO NANNI: Il primo motivo e che ho giocato per vincere la partita e non per pareggiare, poi se Joe avesse eseguito il bunt correttamente portando l’uomo in terza, credo che avrebbero passato in base Angrisano per far battere Lele e Breveglieri, cosi facendo avrei tolto la possibilità di battere sia a Mazzuca che ad Angrisano due mazze importanti per la Fortitudo, purtroppo non è andata bene, chissà se facendo il bunt sarebbe andata diversamente…

GIDEON 12: Nonostante la sconfitta, è stata una partita dei lanciatori. Un commento sulla partita di Ribeiro, Moreno, Milano e Farnsworth.
MARCO NANNI: Tutti e quattro hanno dominato i line-up avversari, ma un complimento particolare va a Yulman (Ribeiro NDR) che a 23 anni ha lanciato una finale europea come un veterano.

GIDEON 12: Ritornando indietro, nella gara di sabato la Fortitudo ha giocato una delle migliori gare dell’anno, trascinata da un super Matos, cha ha vinto la sfida contro Blackley.
MARCO NANNI: Nella gara di sabato invece siamo riusciti ad andare in vantaggio nei primi inning e questo ha dato tranquillità a noi e tolto aggressività nel gioco dell’Amsterdam rendencoci le cose più facili.
Matos quando riesce nel giusto mix di lanci e location diventa un lanciatore difficile per tutti, sabato ha fatto questo alla perfezione ed è venuta fuori questa super prestazione.

GIDEON 12: E ora sotto di nuovo con il Campionato. Quale sarà la medicina per superare questa delusione????
MARCO NANNI: Guardiamo i lati positivi e prendiamo spunto dagli errori (pochi) per corregerci e già da domani stando uniti supereremo la delusione di una coppa persa per un soffio.

GIDEON 12: Grazie mille per la disponibilità.
MARCO NANNI: Grazie a te.

ROAD TO BARCELLONA (10): IL SOGNO FINISCE IN FINALE. IL NETTUNO VINCE GARA E COPPA. APPLAUSI, MERITATISSIMI, A QUESTI RAGAZZI

da Barcellona (Spagna), GIDEON 12

Juan Pablo Angrisano, Matthew Stocco, Daniele Frignani, Joseph Mazzuca, Francesco Alaimo, Juan Carlos Infante, Giovanni Pantaleoni, Andrea D’Amico, Claudio Liverziani, Luca Breveglieri, Stefano Landuzzi, Jesus Matos, Victor Moreno, Yulman Ribeiro Perez, Fabio Betto, Fabio Milano, Alessandro Ularetti, Giuseppe Norrito, e lo staff tecnico composto da Marco Nanni, Fabio Frignani, Roberto Radaelli e Mauro Brandoli: grazie mille ragazzi per questa splendida avventura che ci avete regalato. Vittoria contro i più quotati olandesi dell’Amsterdam per 6 a 0, nella gara dove Jesus Matos ha brillato ancora una volta, e sconfitta nella finalissima per 1 a 0 contro il Nettuno, dopo nove drammatici inning nei quali la squadra ha lottato fino alla fine ma non ha avutio, forse, quel pizzico di fortuna che si meritava.
A vincere la coppa è il Nettuno, che ha avuto nel lanciatore Jeff Farnsworth (14 strike out alla fine per lui) e nell’ex Manny Gasparri gli uomini di punta, con il catcher autore della valida decisiva.

Di fronte ad una buona cornice di pubblico, si assiste ad una gara tra ottimi lanciatori: Farnsworth da una parte, Ribeiro dall’altra. Il pitcher biancoblù non subisce nulla al primo inning, mentre quello nettunese subisce valida in apertura da Infante ma, dopo aver conccesso la base ball a Stocco e con due eliminati, elimina al piatto Mazzuca.
Si arriva subito al momento decisivo della gara. Mazzanti va in base per ball. Sul tentativo di bunt di Gasparri, Stocco perde la palla e nel tentativo di eliminare il corridore avversario che si era allontato dalla prima base, lancia la pallina in prima ma il suo lancio improvviso e non preciso coglie impreparata la difesa e di conseguenza la pallina non viene fermata e raggiunge gli esterni permettendo al terza base nettunese di raggiungere la terza base. E qui, sulla valida di Manuel Gasparri, Mazzanti segna il punto che si rivelerà poi decisiovo. La Fortitudo non si perde d’animo e riempie subito cuscinetto di prima e seconda grazie alla base ball ricevuta da Angrisano e alla valida di Capitan Frignani. Breveglieri mostra il bunt ma è eliminato al piatto, imitato poi da Landuzzi e Infante. I tre inning successivi li fanno da padroni i lanciatori che non subiscono più nulla. Si arriva al sesto inning con Ribeiro che subisce valida da Alexander, che raggiunge poi la seconda su sacrificio di Tavarez. Nanni quindi sostituisce giustamente Yulman con Fabio Milano che si gioca Camilo in una sfida “mancino contro mancino”. E la scelta premia la mossa del Manager biancoblù in quanto Camilo è out al volto al centro. Milano concede poi la base intenzionale a Giuseppe Mazzanti ed è sostituito da Vic Moreno sul monte di lancio. Moreno, appena entrato, fredda Gasparri eliminandolo al piatto. Sempre 1 a 0 Nettuno.
Gli inning passano e Farnsworth rimane intoccablie. Ci prova Mazzuca a caricare i compagni con una valida ma il pitcher avversario è bravo a concludere l’inning senza subire punti e concedere altre valide, nonostante Joe fosse arrivato in terza base (saranno tre le volte in partita).
Mentre Moreno continua a fare il suo ottimo lavoro sul monte di lancio, la Fortitudo tenta di recupare la segnatura che la distanzia dal Nettuno. Pantaleoni, all’ottavo inning e con due eliminati, batte una valida interna ma Liverziani batte in diamante per il terzo out.
Si arriva quindi all’ultimo assalto al muro nettunese. Un doppio di Stocco riaccende le speranze dei tifosi bolognesi sugli spalti, e spinge Faraone al cambio sul monte. Entra Pezzullo. Mazzuca batte in diamante e Angrisano è out al volo. Vengono obbligate le basi con l’intenzionale a Frignani. Pezzullo si gioca Breveglieri e il lanciatore laziale ha la meglio. Strike out finale. Il Nettuno è Campione d’ Europa 2009, per il secondo anno consecutivo.

Ora bisognerà cercare di recupare tutte le forze, fisiche e morali, e cercare di continuare a fare bene in Italia, anche perchè la Fortitudo vista qui a Barcellona ha giocato molto bene, facendo entusiasmare i tifosi presenti. E con la possibilità di schierare tutti gli stranieri, Austin e Garabito inclusi, tutto è possibile…