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di GIDEON 12

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GOLDEN GLOVE: EMILIANO DELUCCA CI PORTA A NEW YORK E CI RACCONTA LA VITA DI DEREK JETER…L’INTERBASE!!!

di EMILIANO DELUCCA

Secondo articolo della nuova rubrica dedicata ai grandi campioni MLB, in attività, con articoli che ne raccontano la carriera sportiva, tra successi e sconfitte, e la loro vita privata. A curare questo nuovo spazio Emiliano Delucca, il nostro “Special One”.

Poche persone possono dire di aver vissuto una vita fantastica,di essersi guadagnate il rispetto totale da parte degli avversari,di aver dominato per una decade a New York senza cadere nei suoi peggiori vizi.
Una battuta di un celebre film recitava:”Sai perché gli Yankees vincono le World Series? Perchè nessuno riesce a staccare gli occhi dalle righine delle loro maglie…”.
No..gli Yankees vincono perché hanno Derek Jeter.
9 volte All Star, 3 volte Gold Glove, 4 World Series vinte.
Basterebbero questi numeri per raccontare di che tipo di giocatore stiamo parlando.
Jeter nasce il 26 giugno 1974 a Pequannock, New Jersey, in una famiglia non facilissima. Ma Derek è un ragazzo intelligente,che si rifugia nel baseball e nello studio per riuscire ad emergere.
Entra nella Kalamazoo Center High School e i suoi miglioramenti sono impressionanti,tanto che nel ’92 diventa eleggibile nel draft MLB. Primi a scegliere gli Astros che lasciano in platea Derek..lo scout di Houston sì arrabbio così tanto che rassegnò le dimissioni.
Altre tre squadre “sorvolarono” Jeter, Cincinnati era tentata di chiamarlo, ma Derek sperava di non essere scelto…il turno dopo sarebbe stato dei sui amati Bronx Bombers. Gli Yankees non amavano scegliere giocatori direttamente dalle high school, ma credevano che Jeter fosse l’uomo giusto per ricostruire la tradizione vincente di New York…e lo resero il ragazzo più felice del mondo!
Passò tre anni nelle Minors, poi il 29 maggio 1995 fa il suo debutto in MLB contro i Mariners battendo la sua prima valida. Giocherà poi ancora 13 partite prima di essere rispedito nelle leghe minori.
Torna nell’Opening Day del 1996 battendo il suo primo fuoricampo. Finirà la stagione con .314 di media battuta, 10 HR e 78 RBI…è nato un fuoriclasse!
Nello stesso anno,durante gara 1 dell’ALCS contro Baltimora mentre gli Yankees erano sotto 4-3 all’ottavo, Jeter batte una flyball a destra..la palla sta per finire comodamente nel guanto di Tony Marasco, ma un dodicenne di nome Jeffrey Meier mette il suo guantone oltre la recinzione e agguanta la pallina!
Nonostante le proteste viene dato il fuoricampo, il primo di Jeter nei playoff. Gli Yankees vinceranno quella partita all’undicesimo e la serie 4-1, per poi trionfare nelle World Series.
Il 1998 e il 1999 sono altre stagioni indimenticabili, che si concludono con la vittoria dell’anello in entrambe le occasioni. Soprattutto nel ’99 riesce ad ottenere medie incredibili: 219 valide, .349 di media battuta e 134 punti segnati, diventando il secondo interbase nella storia degli Yankees a ottenere più 100 punti segnati.
Nel 2000 diventa l’unico giocatore della storia a vincere nello stesso anno il titolo di MVP dell’All Star Game e delle World Series, meglio conosciute quell’anno come Subway World Series, vinte dagli Yankees contro i “cugini” dei Mets.
Nel 2001 gli appassionati hanno ancora negli occhi la sua giocata difensiva contro gli A’s Oakland, quando riuscì ad eliminare Giambi a casa base raccogliendo una pallina ormai perduta lungo la linea di foul all’altezza della prima base e lanciandola nel guanto di Posada. Tom Brennaman,commentatore della FOX, disse che era stata la cosa più spettacolare che avesse mai visto fare da un interbase.
Gli Yankees perderanno le World Series contro i D’backs, ma Jeter registrerà un altro record.Viene nominato per la prima volta (e probabilmente unica!) Mr. November, visto che le ultime partite delle WS vennero giocate appunto in novembre a causa dell’attentato al World Trade Center dell’11 settembre.
Nel 2003 la stagione comincia male. Jeter si lussa una spalla nell’Opening Day contro Toronto. Dovette saltare 36 gare, un’infinità per chi in 7 stagioni piene di MLB aveva giocato almeno 148 partite, ma chiuse comunque con ottime medie.
Ma anche i fenomeni hanno qualche momento buio. Il 2004 si apre con un periodo di slump (ovvero povero di valide NDR) e fino a maggio batte .189, mettendo a segno un tremendo 0 su 32 in aprile. Ma a Giugno si riprende e batte .400, finendo la stagione con .292 di media e 23 HR, il suo secondo miglior risultato di sempre.
Nel 2005 batte .394 ,nel 2006 .343 e nel 2007 si siede sul trono degli Indimenticabili assieme a Lou Gehrig, segnando più di 200 punti per 6 stagioni di cui tre consecutive.
La scorsa stagione è stata negativa per Jeter, ma a ben vedere la colpa può ricadere su un infortunio al polso che lo ha rallentato nella prima parte della stagione…ma i campioni non si arrendono, e proprio l’anno scorso, il 14 settembre, ha raggiunto Gehrig con 1,269 valide messe a segno allo Yankee Stadium, realizzando poi la numero 1,270 due giorni dopo..un degno congedo per il “vecchio” stadio!
Soldi a palate, donne bellissime (Jessica Alba, Scarlett Johansson e Jessica Biel per dirne qualcuna), libri (per chi non l’avesse letto, consiglio caldamente “The Life You Immagine”…), record battuti e nessuna caduta nella polvere…
Pochi possono dire di aver vissuto una vita fantastica…lui la sta vivendo…lui…L’INTERBASE!!!

 

derek-jeterDerek-Jeter

DEREK JETER IN DUE FOTO: LA PRIMA IN UNA NORMALE AZIONE DIFENSIVA, LA SECONDA MENTRE COMPIE UNA SPETTACOLARE ELIMINAZIONE, CONTRO I RED SOX, TUFFANDOSI IN MEZZO AL PUBBLICO.

MLB IN UN CLICK: IL PERIODO NO DI DAVID “BIG PAPI” ORTIZ

di GIDEON 12

Articolo della nuova rubrica dedicata al mondo MLB, che racconta settimanalmente, utilizzando una foto, quello che è successo nel batti e corri USA.

Big Papi

Faccia triste e sguardo pensieroso. David Ortiz, colonna portante dei Boston Red Sox, è appena stato eliminato dal prima base dei Toronto Blue Jays, nella gara giocata questa notte in Canada, (vittoria per i locali 6 a 3) e non sa come uscire fuori dal momento più buio della sua carriera.
Big Papi, infatti, non è più lui. Chi lo ricorda come un giocatore capace di battere più di quaranta fuoricampo in una stagione, deve rimuovere tutto. Ora come ora, numeri bassissimi stanno accompagnando la sua tredicesima stagione MLB: batte solo .189, con la miseria di 18 RBI e un solo Home Run, battuto in 169 turni al box.
I Boston Red Sox, però, lo stanno aspettando. La squadra infatti sta lottando per il primato dell’American League East, e in Massachussets sanno benissimo il valore che Big Papi al 100% può dare. Bisognerà solo aspettare, quando, questo grandissimo campione uscirà da questo momento di slump e ritornerà come quello di qualche mese fa. I tifosi dei Red Sox non vedono l’ora…

PRIMA GIORNATA DI RITORNO: LA FORTITUDO CONTRO IL PARMA PER CONTINUARE IL PERIODO VINCENTE

La Fortiudo Bologna difende il fresco primato, conquistato vincendo il big-match con la Telemarket Rimini, sul diamante della Cariparma, in un incontro che sarà impreziosito dalla presenza di Mike Piazza, ex stella della Major League Baseball. Il coach azzurro, venuto in Italia per tenere alcune lezioni all’Accademia di Tirrenia, lancerà la prima palla dell’anticipo più gustoso.
I felsinei guidati da Marco Nanni, inarrestabili in questo mese di maggio con 11 vittorie su dodici gare disputate, puntano a chiudere il primo turno di ritorno dell’Italian Baseball League con una doppietta, anche se i ducali di Gilberto Gerali vorranno tenersi stretto il quarto posto, arpionato con una buona crescita di rendimento.
La Fortitudo dovrà fare a meno per l’anticipo di giovedì e probabilmente anche per le due gare che si disputeranno al “Falchi” venerdì e sabato, dell’interbase Juan Carlos Infante, alle prese con una distorsione alla caviglia e sostituito da Joe Mazzuca, ma anche Garabito, nonostante qualche problemino di natura muscolare, ha dato la propria disponibilità per ricoprire il delicato ruolo. Migliora a vista d’occhio capitan Frignani.
Nel Parma l’unico dubbio riguarda la presenza di Johnny Carvajal, non al meglio fisicamente.
I due manager hanno confermato le rotazioni. Giovedì nella gara del lanciatore straniero si sfideranno il dominicano Jesus Matos ed il venezuelano Ricardo Palma, con Victor Moreno e Oscar Lira pronti al rilievo.
Il duello, come detto proseguirà poi sotto le due Torri. In gara due vedremo sul monte l’imbattuto Ribeiro contro Grifantin ed in gara tre Betto contro Corradini.

IN EUROPA: L’AVVERSARIA IN COPPA CAMPIONI DELLA FORTITUDO, L’AMSTERDAM, NON SI FERMA PIU’. TEMPO DI RECUPERI IN SPAGNA, MENTRE IL ROUEN VINCE LA COPPA DI FRANCIA

di MARCO DALLA VITE

OLANDA

In Olanda, il trittico più bello è stato quello tra la capolista Amsterdam e il Mr. Cocker. La serie è finita 2 a 1 in favore dell’ Amsterdam. La prima gara è stata vinta 7 a 5 dall’ Amsterdam. Dopo 2 inning, la partita vedeva in vantaggio l’ Amsterdam per 4 a 0, grazie a 4 battute valide e un errore della difesa. Il partente del Mr. Cocker, Miner (alla fine il perdente), dopo aver avuto un inizio non facile, si riprendeva, lanciando tre riprese senza concedere nessun punto. Nella parte alta del sesto inning, l’ Amsterdam allungava ancora, segnando altri due punti, battendo una sola valida. Quando tutto sembra finito, il Mr. Cocker si rifaceva sotto segnando due punti nella parte bassa del sesto, per poi segnare un altro punto all’ ottavo. Al nono arrivava il definitivo 7 a 5. Il Mr.Cocker ha da reclamare sul risultato finale, in quanto sono stati commessi tre errori nelle fasi cruciali del match, che hanno tagliato loro le gambe. Il lanciatore vincente è stato il partente Stuifbergen, che ha lanciato sei riprese, concedendo sei valide e totalizzando ben 10 strike out.
La seconda partita è stata indubbiamente la più bella, giocata sul filo del rasoio. Alla fine ha prevalso il Mr.Cocker per 3 a 2. La gara era partita subito in salita per il Mr.Cocker, che aveva concesso un punto al primo attacco ospite, grazie a due valide, una base ball e una volata di sacrificio. Al terzo attacco arrivava il pareggio e nell’inning successivo il momentaneo sorpasso per 2 a 1. Il quinto inning si apriva con un solo homer del seconda base Koeiman, che portava al pareggio la sua squadra. Il punto del 3 a 2, veniva segnato all’ ottavo grazie a un singolo dell’esterno destro Bazoer. Il lanciatore vincente è stato Joey Eijpe, che ha lanciato un complete game, concedendo 5 valide. Il perdente è stato Blackley, che ha lanciato tutte e otto le riprese, concedendo 7 valide. La terza gara è stata vinta per 7 a 2 dall’Amsterdam.
Il Corendon ha vinto due partite contro la seconda forza del campionato, i Pioners. Hanno completato le doppiette il Neptunus, ai danni dei Media Monks e gli Sparta/Feyenoord sull’ Ado.
A fronte di questi risultati, troviamo in testa alla classifica, ancora una volta l’Amsterdam a tre partite di distacco dal Neptunus e dai Pioners. In fondo alla classifica, da inizio campionato, i Media Monks.

SPAGNA

In Spagna, è stata una settimana di recuperi. Sono state recuperate tre partite, che erano state rinviate per pioggia. Le prime due, sono state disputate dal Barcellona, che ha prevalso in entrambe, vincendo la prima, per 9 a 0 con El Lano e la seconda 6 a 2 contro il Navarra. La terza partita è stata disputata dai Viladecans, contro gli Astros. La partita è finita 17 a 4 in favore dei Viladecans.
Il Barcellona, dopo aver vinto le due partite, ha accorciato le distanze a tre partite dai Marlins e allungato a due partite dalla terza classificata, il Sant Boi. I Viladecans si sono portati al quarto posto, invece gli Astros sono stabilmente all’ ultimo posto, ancora senza vittorie.

FRANCIA

In Francia, in questa settimana si è giocata la coppa nazionale. Sono stati i Rouen Huskies a portare a casa questo trofeo, sconfiggendo in finale per 7 a 5 il Savigny. Tutto è iniziato con due gironi all’italiana, da quattro squadre, il girone A si è svolto a Montpellier, il girone B a Beaucaire. Le prime due di ogni girone si qualificavano alle semifinali. La prima qualificata del girone A, è stato il Senart, che poi ha perso la semifinale contro la seconda qualificata del girone B, ovvero il Savigny. L’altra semifinale è stata fra il Rouen (prima qualificata del girone B) e il Le Gerche (seconda qualificata del girone A). Come detto in precedenza il Savigny ha vinto 4 a 1 contro il Senart e il Rouen ha sconfitto Le Guerche per 6 a 2. Adesso veniamo alla finale.
Dopo due inning la partita era già sul 7 a 0 in favore del Rouen, grazie a un big inning da quattro e uno da tre. Al terzo inning, si svegliava l’ attacco del Savigny, segnando un punto, con un singolo di Stewart e un triplo di Rousseau in successione. Al quinto attacco il Savigny, segnava un altro punto grazie a una base ball a basi piene. Al sesto arrivava un altro punto per il Savigny, che arrotondava il punteggio segnando altri due punti al settimo, grazie a una valida di Goniot con gli uomini in seconda e terza base. In questo attacco il Savigny può recriminare per aver lasciato due uomini in base. Il lanciatore vincente è stato Robin Roy, il perdente è stato Carlos Jiminian. La salvezza è stata siglata dal rilievo Keino Perez. L’ MVP del torneo è stato l’ esterno centro del Rouen Huskies, Kenji Hagiwara.

Ecco di seguito i risultati delle partite:

Giovedì, 21 Maggio
Montpellier (Pool A):
Senart Templiers – La Guerche Hawks 5-0
Montpellier Barracudas – Montigny Cougars 2-3
La Guerche Hawks – Montpellier Barracudas 4-2

Beaucaire (Pool B):
Rouen Huskies – Clermont-Ferrand Arvernes 12-11
Savigny-sur-Orge Lions – Toulouse Tigers 11-0
Clermont-Ferrand Arvernes – Savigny-sur-Orge Lions 4-17

Venerdì, 22 Maggio
Beaucaire (Pool A):
Montpellier Barracudas – Senart Templiers 1-7
Montigny Cougars – La Guerche Hawks 10-11
Senart Templiers – Montigny Cougars 7-4

Montpellier (Pool B):
Savigny-sur-Orge Lions – Rouen Huskies 1-15
Toulouse Tigers – Clermont-Ferrand Arvernes 6-7
Rouen Huskies – Toulouse Tigers 6-8

Sabato, 23 Maggio
Semifinali:
Templiers Senart – Savigny-sur-Orge Lions 1-4
Rouen Huskies – La Guerche Hawks 6-2

Domenica, 24 Maggio
Finale per il terzo posto: Templiers Senart – La Guerche Hawks 8-5 (11)
Final: Savigny Lions – Rouen Huskies 5-7

Rouen Huskies vince la Coppa di Francia 2009

finale coppa di francia 2009

UN’ ELIMINAZIONE DURANTE LA FINALE DI COPPA DI FRANCIA

IL PUNTO DELLA SITUAZIONE IN CASA BIANCOBLU’ CON IL NUOVO COACH MAURO BRANDOLI

di GIDEON 12

E’ il suo primo anno in Fortitudo e non batte né lancia. Il suo compito fondamentale è quello di suggerire. Suggerire ai corridori sulle basi, aiutandoli nel compiere la scelta migliore e più adatta da eseguire. Abbiamo parlato di questo suo incarico, della stagione della Fortitudo e della vicinissima Final Four di Coppa Campioni.
Ecco a voi l’intervistato della settimana Mauro Brandoli.

GIDEON 12: Ciao Mauro.
MAURO BRANDOLI: Ciao a tutti.

GIDEON 12: Gara di grande pathos stasera, decisa da un Walk Off Single di Juan Carlos Infante. Cosa hai provato quando hai visto che nessuno difensore del Rimini poteva raggiungere la pallina colpita da Carlos?
MAURO BRANDOLI: Ovviamente una grande felicità in quanto ci ha permesso di superare il Rimini e di diventare primi in classifica. E’ stata una gara giocata molto bene dalle due squadre e ci ha visto trionfare all’ultimo, grazie anche al bel fuoricampo battuto da Juan Pablo Angrisano, che ci ha permesso di tornare in parità.

GIDEON 12: Con questa vittoria la Fortitudo si è laureata “Campione di Primavera”, ovvero vincitrice del girone d’andata dell’IBL 2009.
MAURO BRANDOLI: E’ sicuramente un ottimo risultato quello raggiunto dalla squadra, dopo i problemi iniziali che ci avevano colpito, come per esempio i numerosi infortuni. Superati questi problemi ed essendosi compattato del tutto lo spogliatoio in quanto una buona parte dei giocatori era nuova abbiamo iniziato a giocare bene. Il ritorno di Austin e il prossimo rientro di Frignani vanno a formare uno dei line up più forti visti da me ultimamente.

GIDEON 12: Sempre rimanendo in discorso campionato, qual ‘è il giocatore che ti ha colpito maggiormente dopo questo girone d’andata? La squadra che ti ha impressionato di più?
MAURO BRANDOLI: Sicuramente Eddy Rios. Il terza base del Rimini ha la battuta da fuoricampo ogni volta che va al box e di conseguenza è sempre pericoloso, come si è già dimostrato nella seconda gara contro di noi, dove ha battuto due fuoricampo consecutivi.
Per quanto riguarda la squadra che mi ha colpito di più, ti rispondo Rimini perché ha un roster profondo e pieno di campioni. Sarà una squadra che lotterà per la vittoria finale fino alla fine. Non trascurerei nemmeno il Nettuno. Quando gli abbiamo affrontati è stato troppo facile per noi, complici anche alcune loro assenze. Per questo motivo rimangono sempre avversari temibilissimi.

GIDEON 12: Tra meno di un mese ci sarà la Final Four di Coppa Campioni di Barcellona. Riguardo questo nella gara di venerdì sera erano presenti anche due emissari dell’Amsterdam, giunti a Bologna per visionare la Fortitudo. State già pensando a questa importante avvenimento?
MAURO BRANDOLI: Sarebbe una bugia se ti rispondessi di no, ma al momento viviamo alla giornata e siamo tutti concentrati sul campionato. C’è sicuramente grande attesa e ovviamente andremo là per fare bene. Siamo in ballo, quindi balliamo…

GIDEON 12: Parlando invece di te, oltre ad essere uno dei Coach della Fortitudo, sei anche uno dei suggeritori. In cosa consiste il tuo ruolo all’interno della squadra?
MAURO BRANDOLI: Nel raccogliere gli oggetti che i battitori mi danno dopo aver raggiunto la base (ride). Cerco di aiutarli nel prendere le decisioni migliori sulle basi, tenendo conto delle varie situazioni. Sono però dei professionisti e di conseguenza non hanno sempre bisogno del nostro aiuto

GIDEON 12: Se il suggerimento non porta, sfortunatamente, al risultato sperato, cosa pensi dentro di te?
MAURO BRANDOLI: Un misto tra rabbia e delusione, perché lo vivi come se fossi tu a commettere l’errore.

GIDEON 12: Chi ti ha fatto conoscere il meraviglioso gioco del baseball? Chi era il tuo giocatore preferito da piccolo?
MAURO BRANDOLI: Ho iniziato a giocare a baseball, in modo casuale, grazie ad un amico che mi ha mostrato come si giocava…sono passati trentatre anni da quel giorno. Come giocatore il mio idolo da giovane era Mike Romano, che ho conosciuto più tardi ad un convention. Pensa che in quell’occasione gli ho chiesto anche l’autografo (ride). Da piccolo inoltre ero un gran tifoso della Fortitudo, targata allora Biemme.

GIDEON 12: Negli anni scorsi sei stato Manager del Carpi Baseball. Cosa ti ricordi di quell’esperienza?
MAURO BRANDOLI: Tante bellissime cose. Sono arrivato in una squadra senza fondamentali e in tre anni sono riuscito a portarli alla vittoria in molte occasioni, sono risultati importanti anche sotto il punto di vista personale. Tra le altre cose ricordo con piacere anche di essere riuscito a migliorare notevolmente le giovanili, portando a giocare ben 85 ragazzi, Due di quelli sono stati poi chiamati alle selezioni. Un’esperienza molto importante e gratificante sotto il punto di vista umano

GIDEON 12: Se dovessi fare una top three della tua carriera nel mondo del baseball, quale sarebbe?
MAURO BRANDOLI: Metterei sicuramente l’esperienza di Carpi, poi il mio primo anno in assoluto di baseball, dove giocavo nella seconda squadra di Modena. Siamo arrivati in finale di campionato e seppur sconfitti ed io fui il lanciatore perdente, io e il mio avversario apparimmo sul giornale dove venne scritto che lanciammo una grande partita. Infine la mia prima valida in A1 contro Martinez, lanciatore dell’Anzio. Ero nono in battuta e nessuno prima di me aveva raggiunto salvo il cuscino di prima. Io fui il primo a battere valido contro il lanciatore straniero.

GIDEON 12: Due o tre curiosità per concludere. Per quale squadra tifi di MLB? Chi è il tuo giocatore preferito?
MAURO BRANDOLI: Tifo Boston Red Sox, grazie anche all’influenza di un mio ex giocatore che tifava per le calzette rosse. Il mio giocatore preferito è Dustin Pedroia, soprattutto per l’esplosività nel box di battuta. Pensare che inizialmente era solo un innesto per i Red Sox, mentre ora è uno dei cardini della squadra…

GIDEON 12: Una tua grande passione è la fotografia. Come è nata?
MAURO BRANDOLI: Sì, sono innamorato della fotografia!! Penso di aver scattato più di 40000 foto di cui 17.000 in Kenia, quando ho lavorato per due anni in un lodge. Ho approfittato di quest’esperienza e ho fotografato di tutto, da animali a paesaggi naturali e inoltre  ho avuto la fortuna di saliroe sul Kilimangaro.

GIDEON 12: Sei un grande fan del telefilm Angel. Cosa ti ha colpito di questo personaggio televisivo?
MAURO BRANDOLI: Mi ha colpito soprattutto perché  seppur vampiro è un buono, che cerca di tutelare i buoni dai cattivi. Sarebbe utile al giorno d’oggi…

GIDEON 12: Prima di salutarci volevi fare un piccolo appello, giusto?
MAURO BRANDOLI: Sì, proprio così. Sono stato molto contento dell’affluenza di pubblico contro il Rimini, ma bisogna incitare maggiormente la squadra, fare sentire il proprio appoggio in ogni azione, soprattutto in queste gare punto a punto.

GIDEON 12: Grazie mille Mauro.
MAURO BRANDOLI: Grazie a te.

LA SCHEDA DI MAURO BRANDOLI

Nome: MAURO
Cognome: BRANDOLI
Ruoli: COACH (in passato LANCIATORE E SECONDA BASE)
Hobby: IL SUO FILM PREFERITO E’ BLUES BROTHERS, MENTRE ASCOLTA LA MUSICA DI BRUCE “THE BOSS” SPRINGSTEEN (CANZONE PREFERITA: BORN TO RUN). IL SUO TELEFILM PREFERITO E’ ANGEL ED E’ UN GRANDE APPASSIONATO DI FOTOGRAFIA. GLI PIACCIONO I LIBRI DI AVVENTURA, PRINCIPALMENTE AMBIENTATA IN AFRICA, COME QUELLI SCRITTI DA WILBUR SMITH O CLIVE CUSSLER (IL SUO PERSONAGGIO PREFERITO E’ DIRK PITT). INOLTRE E’ UN GRANDE LETTORE DELLE OPERE SCRITTE DA ERNST HEMINGWAY.

                                               Brandoli

                                                             MAURO BRANDOLI

PLAYERLIST: TOCCA AL TERZA BASE BIANCOBLU’ GIOVANNI PANTALEONI RACCONTARCI I SUOI GUSTI MUSICALI

di GIDEON 12

Prendendo spunto dall’omonima rubrica in onda su Sky Sport, la nostra “Playerlist” vede un giocatore della Fortitudo Baseball raccontare il suo rapporto con la musica, elemento che ci accompagna quotidianamente in ogni azione che facciamo, e stilando, tra le altre cose, una personale top-three delle canzoni preferite.
L’intervistato di questa settimana è Giovanni Pantaleoni.

 

GIDEON 12: Ciao Panta.
GIOVANNI PANTALEONI: Ciao a tutti.

GIDEON 12: La Musica è elemento portante nella vita di tutti, in quanto ad un determinato evento si associa una determinata canzone. Qual è il tuo rapporto con essa?
GIOVANNI PANTALEONI: Sicuramente molto positivo. L’ascolto sempre, ultimamente soprattutto in palestra quando faccio esercizi.

GIDEON 12: E riguardo al baseball? Si vede molte volte che i giocatori, prima della gara, si caricano ascoltando canzoni varie. Vale la stessa cosa anche per te?
GIOVANNI PANTALEONI: Sì, ma oggigiorno è una cosa che mi succede meno, ma che comunque continuo a fare.

GIDEON 12: Parlando, invece, dei tuoi gusti musicali, quale genere di musica ascolti?
GIOVANNI PANTALEONI: Al momento sto ascoltando generi di musica “divertenti”come quella che fanno gli Ska-P, gruppo musicale che adoro, o anche Franz Ferdinand e Ben Harper, al momento i miei cantanti preferiti.

GIDEON 12: Nessuna loro canzone nella tua playerlist, però.
GIOVANNI PANTALEONI: Già, però ho scelto altre canzoni sempre molto belle.

 

ECCO LA TOP THREE SONGS DI GIOVANNI PANTALEONI:

“THE FINAL COUNTDOWN” (1986) degli EUROPE, dall’album “The Final Countdown”

GIOVANNI PANTALEONI: Questa canzone ricorda un periodo della mia infanzia, quando la ballavo continuamente e mio fratello rideva vedendomi. Quante risate!!!

 

“ENDS” (1999) degli EVERLAST, dall’album “Whitey Ford Sings the Blues”

GIOVANNI PANTALEONI: Seppure sia una canzone non “divertente” ma rilassata, ci sono molto legato in quanto mi ricorda l’esperienza in America fatta con Robert (Fontana NDR) e Christian Mura, in quanto la canzone era appena uscita negli States e di conseguenza era di “moda”.

 

“SEVEN NATION ARMY” (2003) dei WHITE STRIPES, dall’album “Elephant”

GIOVANNI PANTALEONI: Ho scelto questa canzone perché mi ricorda lo Scudetto vinto qui a Bologna nel 2005, anno in cui avevo questa canzone, prima di andare a battere. E’ anche la canzone della vittoria dei Mondiali, quindi…(ride). A parte quest’ultimo scherzo, è una canzone di un gruppo che mi piace molto e anche per questo ho deciso di metterla di nuovo prima di andare in battuta quest’anno.

 

GIDEON 12: L’ultima domanda. Nella musica è possibile fare dei “remix” alle canzoni passate, modificandole e cambiandone il testo o il ritmo. Se ti fosse possibile, cosa modificheresti di Giovanni Pantaleoni giocatore?
GIOVANNI PANTALEONI: Se potessi cambiare qualcosa di me, sicuramente migliorerei la pazienza nel box di battuta. Cercherei di selezionare maggiormente i lanci da battere e in questo modo sicuramente sarei meno discontinuo nel box, visto che alterno periodi dove batto ogni pallina e altri in cui non riesco mai ad arrivare in base.

GIDEON 12: Grazie mille per la disponibilità.
GIOVANNI PANTALEONI: Grazie a te.