PARTE UNA NUOVA RUBRICA, DEDICATA ALL’ENTERTAINMENT SUL BASEBALL. SI PARTE CON “TAKE ME OUT TO THE BALL GAME”.

di GIDEON 12

 

Parte con questo articolo la rubrica dedicata al mondo dell’entertainment sul baseball. Parleremo infatti di musica, film, giochi elettronici e libri sul batti e corri mondiale.

 

 

La celebre canzone “Take Me Out to the Ball Game” è stata composta nel 1908 dal cantante Tin Pan Alley ed è diventata una specie di inno per le gare di baseball. Si può infatti ascoltarla durante il seventh-inning stretch, ovvero a metà del settimo inning di gioco.

 

Ecco qui di seguito, il video della canzone, in una clip estratta dal film “Facciamo il tifo insieme” (in America con il titolo di “Take Me Out to the Ball Game” ), con attori del calibro di Frank Sinatra e Gene Kelly.

 

ANCHE SE LA STAGIONE AGONISTICA 2008 E’ FINITA, SI DEVE PENSARE AL FUTURO. NE PARLIAMO CON CLAUDIO LIVERZIANI

di GIDEON 12

 

Siamo in tempo di off-season nel mondo del baseball italiano e internazionale. La stagione 2008 si è infatti conclusa da poco. Abbiamo tracciato un riassunto di quest’anno e parlato del futuro in nazionale e a livello di club, con Claudio Liverziani, pilastro della Fortitudo Bologna e miglior giocatore italiano in attività.

 

GIDEON 12: Ciao Claudio.

 

CLAUDIO LIVERZIANI: Ciao a tutti.

 

GID12: Facciamo un salto nel passato. Due mesi fa, in gara due della semifinale di Coppa Italia, contro il Grosseto, hai giocato come terza base. Come ti sei trovato?

 

LIVER: E’ stato strano perché in terza base non giocavo da molto tempo ed è stata comunque un esperienza che ho fatto molto volentieri, perché ho aiutato la squadra che era in difficoltà (Giovanni Pantaleoni, il terza base titolare, si era fatto male durante gara uno e il ruolo di terza era “sguarnito” Ndr). Per fortuna non mi è arrivata neanche una pallina… (ride) 

 

GID12: Il 21 settembre si è conclusa la stagione 2008 della Fortitudo, con la vittoria della Coppa Italia ai danni del Nettuno. Cosa avete provato?

 

LIVER: E’ stato comunque un degno finale, dopo la delusione del mancato piazzamento nella Poule Scudetto. Siamo stati bravi a ritrovare i giusti stimoli per concludere una stagione che ci ha dato, con la vittoria della Coppa Italia, il diritto di disputare la prossima Coppa Campioni.  

 

GID12: A stagione conclusa, fai una top-three dei momenti più belli di questo 2008 biancoblù.

 

LIVER: Sicuramente al primo posto metto la striscia di quindici vittorie che abbiamo ottenuto ad inizio stagione. E’ stato qualcosa di fenomenale. Poi la tripletta realizzata a Grosseto nel girone d’andata, dove siamo stati veramente molto bravi. Chiudo la top-three, mettendo sul gradino più basso del podio, la settima gara della Poule Scudetto, giocata a Nettuno. Seppure sconfitti 3 a 2 nella partita ed eliminati dai playoff scudetto, è stata una bellissima partita per l’intensità delle due squadre, per il cuore che abbiamo messo per tentare di vincere e per il tanto pubblico presente sugli spalti. Un pubblico d’alto livello.

 

GID12: Ritorniamo a oggi. Stanno girando le più strane voci di mercato sul tuo conto: c’è chi dice che ti ritiri, chi invece afferma che vai a Nettuno. Cosa ci puoi dire a riguardo?

 

LIVER: Io al momento sono Fortitudo Bologna. Inoltre non ci sono stati contatti con altre squadre e soprattutto non ho mai pensato di ritirarmi dal baseball giocato.

 

GID12: Sempre nella prossima stagione pare imminente l’uso del tie break in caso di extra-inning (il manager sceglie il battitore e mette in prima e seconda i due che lo precedono nel lineup, quindi si gioca con 1 eliminato). Cosa ne pensi di questa innovazione?

 

LIVER: Penso semplicemente che sia ridicolo. Il baseball è da 100 anni che è così e non capisco il perché di questo cambiamento. Può andare bene il numero di lanci che il lanciatore ha a disposizione tra una ripresa e l’altra, ma questa regola proprio non ha senso. Bisognerebbe copiare dall’America in modo migliore e non solamente nel baseball, ma anche in altri settori.

 

GID12: A Marzo prima, e a settembre poi, la Nazionale affronterà due importanti impegni: il World Baseball Classic 2009 e il Mondiale che vedrà il disputarsi della fase finale in Italia. Claudio Liverziani ci sarà?

 

LIVER: Penso proprio che non ci sarò in quanto non ho ricevuto nessuna convocazione da enti federali anche perché faccio parte di quel gruppo di giocatori che è stato definito dal Manager della Nazionale come uno che sfrutta la nazionale ogni quattro anni.

 

GID12: Sempre riguardo la nazionale, nel mondo del baseball sta impazzando la polemica su quale tipo di formazione bisognerebbe mandare a disputare nelle varie competizioni. Squadra di soli giovani o formata principalmente da oriundi? Cosa ne pensi?

 

LIVER: Per quanto riguarda gli oriundi penso che non si possa farne a meno nelle squadre di club, mentre è più esteso il discorso relativo alla nazionale. Siamo bravissimi, infatti, a convocarli a priori. Penso che si dovrebbero convocare principalmente  per occupare quei ruoli in cui mancano giocatori di scuola italiana. Quindi sono dell’idea che la nazionale italiana debba essere composta da un mix di oriundi meritevoli che già da anni si sono affermati in Italia (De Biase, Mazzuca, Buccheri etc) e che quindi hanno dimostrato di essere legati al nostro stato, e da italiani, dando la precedenza alle stelle dell’IBL e alle nuove leve. Questo discorso si può farlo per quanto riguardo le competizioni come Europei e Mondiali dove le stelle Mlb non vengono, mentre, per un torneo di grande importanza come il World Baseball Classic, penso che si debba dare la precedenza ai campioni della Major che possono far da richiamo per il nostro sport convocando, però, anche ragazzi italiani per permettergli di accumulare esperienza. 

 

GID12: Facendo un salto oltre oceano, negli Usa, chi ti ha impressionato di più nelle World Series tra i Philadelphia Phillies e i Tampa Bay Rays?

 

LIVER: Ti dico la verità: nessuna delle due perché mi sono rifiutato di vederle in quanto le ho trovate abbastanza noioso, complice l’assenza di Boston, la mia squadra del cuore. Ho trovato comunque devastanti i Rays, che seppur sconfitti solo nell’atto finale, sono stati capaci di trovare una continuità davvero impressionante, in una squadra formata da rookies e da giocatori recuperati come il lanciatore Garza e il ricevitore Navarro.

 

GID12: E a proposito di Manny Ramirez come è ti apparso il suo spostamento da Boston a Los Angels, sponda Dodgers?

 

LIVER: Ovviamente mi è dispiaciuto molto, in quanto poteva comportarsi meglio nei confronti della società. Andando via si è comportato come un calciatore viziato della Serie A. Speriamo che comunque rimanga nella National League, sebbene stia cercando una nuova squadra chiedendo in cambio un altissimo contratto. E’ incredibile come un giocatore del suo calibro, abbia dei problemi economici di questo tipo.

 

GID12: L’ultima domanda riguarda le tue due serie preferite Friday Night Lights (in italiano High School Team) e Dexter. Cosa ti ha colpito maggiormente di questi due telefilm?

 

LIVER: Il primo, sebbene ambientato nel mondo delle High Schools (le nostre superiori Ndr) unisce egregiamente lo sport, in questo caso il football, alle vicende dei protagonisti. Inoltre mi piace molto la figura dell’allenatore, interpretata molto bene da Kyle Chandler.

Riguardo a Dexter, il serial killer dei serial killer, essendo amante del genere thriller non ho avuta difficoltà ad amare questa pregevole serie. Menzione speciale per l’attore che interpreta Dexter, Micheal C. Hall, veramente molto bravo. 

 

GID12: Grazie ancora per la disponibilità. 

LIVER: Grazie a te.

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I TELEFILM PREFERITI DA CLAUDIO LIVERZIANI (AL CENTRO MENTRE E’ IN BATTUTA) SONO DEXTER E FRIDAY NIGHT LIGHTS.

I NUOVI CAMPIONI DEL MONDO SONO I PHILADELPHIA PHILLIES!! SCONFIGGONO 4 A 3 I RAYS IN GARA CINQUE E VINCONO LE WORLD SERIES 2008. IL LANCIATORE COLE HAMELS E’ NOMINATO MVP DELLA FINALE

E la festa ha inizio. Dopo 28 anni e una partita lunga 50 ore, Philadelphia ha di nuovo il titolo del baseball. A conquistarlo i Phillies di Charlie Manuel, la squadra più perdente degli sport pro americani con oltre 10.000 sconfitte, che liquida 4-1 i Tampa Bay Rays nelle World Series più bagnate della storia vincendo 4-3 in gara 5, interrotta lunedì per pioggia e proseguita per una resa dei conti lunga tre inning e mezzo. Anche per la città di Philadelphia è una liberazione, visto che l’ultimo titolo da queste parti lo avevano festeggiato nel 1983, quando i 76ers vinsero l’Nba.

 

Il nuovo idolo della città dell’amore fraterno si chiama Cole Hamels, il lanciatore votato Mvp della classica di ottobre, salito sul monte di lancio in gara 1 e nella prima parte di gara 5. Ma la stagione dei Phillies, che in ottobre hanno ottenuto sette vittorie su sette in casa, incorona anche Ryan Howard, il re dei fuoricampo in regular season (ben 48), e il 45enne lanciatore Jamie Moyer, che nel 1980 marinò la scuola per andare a vedere la parata dei Phillies campioni, simboli di una squadra che ha dato a una franchigia vecchia 125 anni il secondo titolo della sua storia.

 

Nessuno di loro però è stato protagonista nella prosecuzione di gara 5. Hamels infatti ha visto tutta la sfida dalla panchina, sostituito al piatto nel proprio turno di battuta all’inizio della parte bassa del sesto inning da Geoff Jenkins, che centra subito una valida che lo porta in seconda. Poi, dopo il sacrificio di Rollins che lo porta in terza base, sul singolo di Werth l’esterno destro 34enne corre a casa base per il 3-2 dei Phillies. Charlie Manuel nel settimo manda Ryan Madson sul monte di lancio al posto di Hamels, ma Rocco Baldelli colpisce un home run, il 26esimo della postseason dei Rays, e ristabilisce la parità. Ci pensa Eric Bruntlett a rompere l’equilibrio nella parte bassa del settimo, correndo sul singolo di Pat Burrell che vale il 4-3 di Philadelphia. Per portare a casa l’incontro i Phillies si affidano a Brad Lidge, che ottiene la 48esima salvezza stagionale (la settima in ottobre, un record), facendo esplodere la festa del Citizens Bank Park, durata un’ora e mezza dopo la partita e destinata a proseguire sulle strade della città. Il pubblico ha riservato sonori fischi a Bud Selig, il commissioner responsabile ai loro occhi di quest’attesa lunga 50 ore nella partita più lunga della storia.

 

A Tampa Bay, passata in un solo inverno da cenerentola della Major a battuta nelle World Series, non resta che tornare a casa con la sensazione di aver sfiorato l’impresa epica. Joe Maddon sa di avere a disposizione un gruppo giovane, destinato probabilmente a crescere ancora, che forse ha pagato un po’ d’inesperienza nei momenti chiave. Nelle World Series i Rays sono infatti stati traditi da Carlos Pena e Evan Longoria, i loro migliori battitori, che combinati hanno prodotto appena 3 valide in 37 apparizioni al piatto. Ma quando i due hanno battuto come sanno, come nel quarto inning di gara 5, per i Phillies sono stati guai grossi. La festa però è sulle strade di Philadelphia. E durerà ancora per molto.

I Philadelphia Phillies sono i Campioni del Mondo 2008!!! Nel video l’ultimo out della gara con la festa del post-partita (dei giocatori e in città).

E’ LA PIOGGIA LA VINCITRICE DI GARA CINQUE DELLE WORLD SERIES. LA PARTITA, SOSPESA A META’ SESTO INNING, ERA SUL PUNTEGGIO DI DUE A DUE

Nessun verdetto nell’ottobre del baseball. Gara 5 delle World Series, interrotta ieri notte per pioggia a metà del sesto inning sul punteggio di 2-2, non riprenderà visto che su Philadelphia continua a piovere. Nella serie al meglio delle sette, i Phillies sono avanti 3-1.

 

La sfida è stata prima interrotta e poi sospesa a metà del sesto inning, dopo che nel suo turno d’attacco Tampa aveva pareggiato 2-2. Si è trattato della prima interruzione nella storia delle World Series. E dire che per i Phillies, che non vincono un titolo dal 1980, le cose si erano subito messe bene. Scott Kazmir, lanciatore partente dei Rays, inizia con due basi ball e colpendo il battitore, consentendo a Philadelphia di caricare le basi. Il 24enne nato a Houston regala poi una valida a Victorino che manda Werth e Utley a segnare per il 2-0.  

 

Nel quarto inning però succede quello che tutta Tampa Bay stava aspettando per ricominciare a sognare quella rimonta da 1-3 riuscita solo cinque volte nella storia: prima Carlos Pena colpisce una valida, la prima delle sue World Series, Werth manca la presa al volo e il dominicano dei Rays vola fino in seconda base. Al turno successivo anche Evan Longoria centra la prima battuta nella classica di ottobre, consentendo al compagno di correre e dimezzare lo svantaggio. Fino a questo momento della serie i due avevano prodotto zero battute in 31 tentativi, con Cole Hamels, il lanciatore dei Phillies, che aveva liquidato i primi tre inning con appena 33 lanci. 

 

A metà del quarto sul Citizens Bank Park la pioggia si fa molto più intensa: i 45.900 sugli spalti si coprono, ma sul diamante si continua a giocare. Kazmir intanto rischia grosso nella parte bassa, in cui riesce comunque a salvarsi, e poi annaspa nel quinto: dopo due basi ball consecutive (che portano a sei il totale della sua serata) Joe Maddon lo rimpiazza con Grant Balfour, che chiude l’inning senza danni.

 

Nel sesto, mentre la pioggia si è trasformata in acquazzone e gli addetti al campo lavorano in ogni attimo disponibile per mantenere praticabile il Citizens Bank Park, i Rays pareggiano. Upton si costruisce una corsa con un singolo al suo turno in battuta, poi ruba la seconda base mentre al piatto c’è Pena, che colpendo la seconda valida della sua serata consente al compagno di impattare sul 2-2. Quando il turno in attacco finisce gli arbitri decidono di interrompere la partita a causa della pioggia che non smette di cadere. Per sapere chi vincerà le World Series 2008 bisognerà aspettare ancora.

LE WORLD SERIES 2008 PRENDONO LA STRADA DI PHILA CHE SCONFIGGE PER 10 A 2 TAMPA, E VEDE IL TROFEO. DEVASTANTE HOWARD CHE BATTE BEN DUE FUORICAMPO

Nella città dell’amore fraterno adesso è lecito sognare. I Phillies travolgono i Tampa Bay Rays 10-2 in gara-4 delle World Series, si portano sul 3-1 nella serie al meglio delle sette sfide e stanotte si giocano in casa il match point che darebbe loro il primo titolo dal 1980, interrompendo il digiuno che condanna la città di Philadelphia a non festeggiare nessun titolo nei quattro sport pro dal 1983.

 

La squadra di Charlie Manuel ha ricordato ai Rays che anche le favole possono avere un finale triste martellandoli con quattro home run, uno firmato addirittura dal lanciatore Joe Blanton, il primo nel suo ruolo a battere un fuori campo nella classica di ottobre dal 1974. I Phillies nella postseason hanno vinto sei gare su sei al Citizens Bank Park, e per Tampa Bay, che stanotte dovrà cercare di riportare la serie in Florida per continuare a sognare di diventare la prima squadra a passare dal peggior record al titolo, questo è un campanello d’allarme quasi quanto lo 0/29 con 15 strike out di Carlos Pena e Evan Longoria al piatto durante le World Series.

 

Philadelphia comincia a mettere le cose in chiaro da subito, correndo con Rollins nel primo inning e con Utley nel terzo. Poi comincia la sagra degli home run. Nel quarto inning Blanton concede il giro d’onore tra le basi a Carl Crawford, che riporta in partita i Rays, ma nella parte bassa i Phillies rispondono con un home run da tre punti firmato Ryan Howard, l’uomo dei 48 fuori campo in regular season, che manda in casa base anche Rollins e Werth.

Ormai si segna solo mandando la pallina oltre i limiti del campo. Nel quinto inning Blanton prima concede un fuoricampo a Hinske (il venticinquesimo di Tampa Bay nella postseason 2008, due meno del record assoluto ottenuto da San Francisco nel 2002), poi manda in delirio il Citizens Bank Park diventando il 15° lanciatore della storia a battere un home run alle World Series. I Phillies a questo punto sono avanti 6-2, e chiudono definitivamente i conti nell’ottavo inning. Dan Wheeler, terzo lanciatore di Tampa della serata, concede a Jayson Werth un fuoricampo che manda a casa base anche Rollins, al terzo punto della serata. Poi, con Trever Miller sul monte di lancio, Howard firma il secondo home run della sua serata, che sommato alla corsa di Utley fa 10-2 per Philadelphia. Gara 4 è in archivio, ora i Phillies proveranno ad entrare nella storia a dispetto delle favole.