VICTOR MORENO E’ STATO RILASCIATO DAI DETROIT TIGERS

di DANIELE MATTIOLI

Si è fermata allo Spring Training l’avventura americana con la casacca dei Detroit Tigers di Victor Moreno. Il lanciatore venezuelano, stella fondamentale dei successi 2009 e 2010 della Fortitudo Bologna, è stato infatti rilasciato dalla squadra di Major League.

Victor Moreno, artefice di due annate super con la casacca della Fortitudo Bologna nelle stagioni 2009 e 2010, è stato rilasciato dai Detroit Tigers. La notizia, appena giunta, sta riscontrando conferma dalle nostre fonti.

Il lanciatore venezuelano aveva ottenuto la possibilità di giocarsi le ultime chance di entrare in Major League con un invito allo Spring Training della formazione americana, ma alla fine non ci è riuscito.

SEGUONO AGGIORNAMENTI.

(Si chiede, inoltre, qualora venissero prese notizie da questo articolo, di linkare la fonte. Grazie).

LA LEGGENDA DEL BASEBALL VENEZUELANO ROBERT PEREZ A UN PASSO DALLA FIRMA CON IL NOVARA BASEBALL

di DANIELE MATTIOLI (con la collaborazione di RUBEN HERNANDEZ)

Dopo essere entrata ufficialmente nell’IBL 2011 al posto del Paternò, il Novara Baseball cala l’asso: in arrivo Robert Perez, esterno classe 1969, dal lungo passato in Major League e chiamato “El Hombre de Historia” in Venezuela.

Entra nel vivo il mercato dell’Italian Baseball League a circa due mesi dall’inizio del Campionato. A calare l’asso in tavola è il Novara Baseball, che dopo aver avuto l’ok per l’iscrizione al campionato (prende il posto di Paternò), realizza un colpo di mercato spettacolare. La squadra piemontese è infatti ad un passo dal firmare Robert Perez, leggenda del baseball venezuelano e al momento impegnato con nel campionato venezuelano con i Cardenales de Lara.

L’esterno classe 1969 è considerato una leggende in Venezuela e non a caso è chiamato “El Hombre de Historia” perchè sta cercando di realizzare un record a dir poco impressionante. Perez sta, infatti, per diventare il secondo giocatore nella storia del baseabll venezuelano a colpire 500 RBI e 90 fuoricampo in carriera in Venezuela.
Robert Perez vanta una carriera importante anche in Major League, dove ha giocato dal 1994 al 2001 con i Toronto Blue Jays (1994-1997), i Seattle Mariners (1998), i Montreal Expos (1998), i New York Yankees (2001) e i Milwaukee Brewers (2001).
In 221 gare giocate, Perez ha battutto per una media di .254 (126 su 497), con 8 fuoricampo, 74 punti battuti a casa e 49 punti segnati. Ha colpito anche 19 doppi, 1 triplo e rubato 3 basi.

La firma, che pare imminente, mostra l’obiettivo del Novara: quello di non essere la squadra materasso per la stagione 2011 e di puntare a fare bene in una nuova realtà come quella dell’IBL. Non a caso, pare certa la conferma anche di Renny Duarte sul monte di lancio per la partita del lanciatore straniero.

ALLA SCOPERTA DI DANIELE MALENGO, VOLTO NUOVO IN BIANCOBLU’

di DANIELE MATTIOLI

E’ il sogno di ogni giocatore quello di passare, nel giro di un anno, da una squadra che lotta per la salvezza ad una che ha come obiettivo quello dei playoff e che, soprattutto, ha lo Scudetto sulla casacca.
A gennaio, per lui, questo sogno è diventato realtà. Dopo l’ottima prima stagione in A1 a Godo, Daniele Malengo è infatti diventato un giocatore della Fortitudo. E proprio il nuovo acquisto biancoblù è il nostro intervistato della settimana.

DANIELE MATTIOLI: Ciao Daniele.
DANIELE MALENGO: Ciao a tutti.

DANIELE MATTIOLI: Partiamo subito con un commento al weekend. Primo fine settimana e subito tripletta, ottenuta soprattutto contro la tua ex squadra, la De Angelis Godo.
DANIELE MALENGO: Sono stracontento, è importante partire subito bene. Aver ottenuto la vittoria contro la mia ex squadra è ancora più bello, ero carichissimo prima dell’inizio della gara.

DANIELE MATTIOLI: Sei passato dalla De Angelis Godo, squadra il cui obiettivo era la salvezza, alla Fortitudo Bologna, Campione d’Italia in carica e che punta alla post season. Cosa comporta questo cambiamento per te?
DANIELE MALENGO: Il mio obiettivo è quello di vincere sempre e di giocare non al 100% ma di più, anche al 3000% e di lottare fino all’ultimo out, perchè finchè non si arriva alla venitsettesima eliminazione tutto può succedereQuesti sono gli insegnamenti che mi sono stati dati all’Accademia del Baseball e che mi caratterizzano in campo. Ovvio che la pressione qui alla Fortitudo è maggiore, giocare con lo Scudetto sulla maglia vuole dire anche quello.

DANIELE MATTIOLI: Rimanendo sempre in tema di mercato, in questa off season, molte squadre si sono rinforzate. Quale ti ha colpito di più?
DANIELE MALENGO: Ti rispondo sinceramente, non ho guardato più di tanto come si sono mosse le altre squadre nel mercato invernale perchè sennò mi impanico ancora di più (sorride). Più che guardare al mercato invernale, sono uno che studia gli avversari in prossimità del trittico contro di loro, per arrivare meglio preparati alla sfida.

DANIELE MATTIOLI: Sempre nell’Off Season, il baseball italiano ha assistito a due importanti innovazioni: la creazione delle franchigie e il numero degli italiani in campo contemporaneamente, passato da 5 a 6. Cosa ne pensi?
DANIELE MALENGO: Ritengo che sia una grande cosa per tutto il nostro movimento, in quanto, così, abbiamo maggior possibilità di giocare e perchè no di poter ambire alla nazionale.

DANIELE MATTIOLI: Parliamo ora di te. Ripercorrendo la tua carriera da giovane, chi ti ha fatto conoscere il meraviglioso gioco del baseball?
DANIELE MALENGO: Se ho conosciuto il gioco del baseball, lo devo a mio padre, anche lui giocatore che sin da piccolo mi ha portato al campo. Sono stato chiamato all’Accademia del Baseball da Bill Holmberg e poi prima di arrivare a Godo, ho esordito a Rovigo, e giocato a Livorno e a Marina di Ravenna.

DANIELE MATTIOLI: Avevi un giocatore preferito?
DANIELE MALENGO: Stimo moltissimo Claudio Liverziani. Ho avuto modo di conoscerlo il primo anno in Accademia e da quel momento è diventato, se così si può definire, il mio idolo. E’ una grande persona e spero di poterci giocare assieme in futuro. Sarebbe un sogno che si avvera.

DANIELE MATTIOLI: Ti si può definire come un “utility player”, in quanto puoi ricoprire sia ruoli all’esterno che all’interno. Tu in quale ti trovi meglio?
DANIELE MALENGO: Io prima di tutto sono contento di poter giocare a baseball e qualsiasi ruolo mi va bene, ma avendo esordito da interno, in terza base, ti rispondo che preferisco giocare in diamante, ma giocare anche all’esterno va benissimo.

DANIELE MATTIOLI: Nel 2007 sei stato uno dei protagonisti della vittoria della nazionale italiana all’Europeo Juniores. Che ricordo hai di quell’esperienza?
DANIELE MALENGO: Un ricordo bellissimo, dove abbiamo messo in campo la nostra mentalità vincente, sconfiggendo la nazionale russa in Finale.

DANIELE MATTIOLI: Se dovessi scegliere una giocata della tua carriera che maggiormente hai cuore, per quale opteresti?
DANIELE MALENGO: E’ sempre collegata alla finale dell’Europeo, e vedeva la nostra nazionale in difficoltà. Il battitore russo finta il bunt ma poi batte. Ma in tuffo riesco ad eliminarlo. Una bella giocata.

DANIELE MATTIOLI: Volando ora negli USA, hai un giocatore preferito in MLB?
DANIELE MALENGO: Sì, è David Wright, terza base dei New York Mets. Essendo io un ex terza base, lo considero uno dei migliori nel suo ruolo.

DANIELE MATTIOLI: Sempre negli States hai scelto la tua canzone quando vai nel box di battuta, ovvero “Remember The Name” dei Fort Minor. Per quale motivo l’hai scelta?
DANIELE MALENGO: Per via del ritornello. Mi da un carica enorme ed equivale alla mentalità con cui, diciamo sono cresciuto: quello di fare il meglio possibile.

DANIELE MATTIOLI: Hai qualche altro hobby?
DANIELE MALENGO: Sì, mi piace molto la chitarra che so anche suonare, avendo fatto tre anni di conservatorio.

DANIELE MATTIOLI: Grazie mille per la disponibilità.
DANIELE MALENGO: Grazie a te.

DA GROSSETO A PARMA, PASSANDO PER RHO, NETTUNO E BOLOGNA: ECCO A VOI MANUEL GASPARRI

di DANIELE MATTIOLI

All’appello manca solo Rimini e poi avrà praticamente giocato in tutte le squadre “storiche” del baseball italiano. Dopo Grosseto, Nettuno e Bologna, sta per affrontare una nuova ed importante avventura in quel di Parma, dove cercherà di portare tutta la sua bravura ed esperienza per aiutare il club ducale a raggiungere la post season per il secondo anno consecutivo. In sua compagnia abbiamo parlato della sua off season e della sua carriera, compresa la sua esperienza alla Fortitudo Bologna. Ecco a voi l’intervistato della settimana, Manuel Gasparri.

DANIELE MATTIOLI: Ciao Manny.
MANUEL GASPARRI: Ciao a tutti.

DANIELE MATTIOLI: La prima domanda di questa intervista riguarda la tua off season. In questo mercato invernale infatti ti sei spostato da Nettuno a Parma. Cosa ti ha spinto a questa scelta?
MANUEL GASPARRI: Niente di particolare. Non c’era più l’occasione di rimanere a Nettuno, colpa anche della mia stagione non brillantissima e ho accettato l’offerta del Parma, che già in passato mi aveva cercato più di una volta.

DANIELE MATTIOLI: Il Cariparma ha poi, sempre dal Nettuno, prelevato anche Juan Camlio.
MANUEL GASPARRI: Sì, è stata una notizia che mi ha sorpreso notevolmente. Quando ho lasciato Nettuno, pensavo che l’ultimo giocatore che se ne sarebbe andato dalla Caffè Danesi sarebbe stato Juan. Invece non è stato così.

DANIELE MATTIOLI: Cosa ti aspetti da questa nuova esperienza? E poi quali sono le aspettative del Parma?
MANUEL GASPARRI: Per quanto riguarda il sottoscritto, devo cercare di riscattare la stagione dello scorso anno, che è stata una delle peggiori. Per quanto riguarda il Parma continuare a fare bene. L’anno scorso è arrivato alla Post Season e quindi il nostro obiettivo di questa stagione sarà di raggiungere nuovamente i playoff.

DANIELE MATTIOLI: Hai chiamato in causa la stagione passata, che ha visto il tuo ritorno, dopo due anni passati a Bologna, a Nettuno. E’ stata una stagione in chiaroscuro per voi. Acuto in Coppa Campioni, che avete vinto, e poi, però, solo delusioni: mancata qualificazione alla post season e eliminazione in Coppa Italia. Cosa vi è mancato?
MANUEL GASPARRI: E’ mancato il carattere nettunese e soprattutto i giocatori chiave, compreso me, nel momento del bisogno. E’ un peccato perchè sulla carta potevamo competere con la Fortitudo, e invece non è andata così.

DANIELE MATTIOLI: A proposito di Coppa Campioni, però, il tuo apporto è stato fondamentale. In finale, proprio contro la Fortitudo Bologna, singolo decisivo nel secondo inning e Mazzanti che segna il punto del vantaggio, risultato poi decisivo. Cosa si prova ad essere stato il match winner di una gara di così grande valore?
MANUEL GASPARRI: Sicuramente è stata una grande soddisfazione perchè ha riscattato in parte la mia stagione. I problemi alla schiena e la difficoltà ad allenarmi bene e con la squadra infatti sono stati tra cause maggiori di questa mia annata deludente.

DANIELE MATTIOLI: Collegandoci alla Coppa Campioni 2009, tocchiamo l’argometo Fortitudo Bologna, squadra dove tu hai militato nelle annate 2007 e 2008. La squadra allenata da Marco Nanni ha vinto il titolo di Campione d’Italia. Quale è stato secondo te l’elemento chiavo di questo successo per te?
MANUEL GASPARRI: Ho rivisto la Fortitudo del 2008, quella del record di vittorie consecutive (16, compresa la celeberrima tripletta a Grosseto NDI), che non si è spenta prima dei playoff come successo, ma anzi ha alzato ancor di più il livello nella parte decisiva. E’ cambiato l’epilogo.

DANIELE MATTIOLI: Sempre a proposito di Fortitudo, che ricordi hai di questa tua esperienza in biancoblù?
MANUEL GASPARRI: Sicuarmente positivi, soprattutto nei due gironi d’andata dove eravamo quasi imbattibili. Sono stato sfortunato per via dei due infortuni che mi sono accorsi (al polso e al ginocchio) e che non mi hanno permesso di poter essere al top nel momento più importante della stagione.

DANIELE MATTIOLI: Questo sarà un anno importante per il baseball italiano, a causa della nascita delle franchigie e della regola dei sei giocatori ASI (di scuola italiana) in campo a partita. Che idea te ne sei fatto a riguardo?
MANUEL GASPARRI: Per quanto riguarda le franchigie credo che si sia venuto a creare un campionato di riguardo, dove le altre squadre giocano il campionato federale che non porta, praticamente, a nulla. E così non si ha nessun nesso tra IBL e il campionato federale. Inoltre penso che l’idea di professionismo sia ancora lontana dall’essere realizzata.
La scelta riguardante gli italiani in campo, mi sembra giusta ma nello stesso tempo mette in difficoltà le squadre che a quanto sembra non hanno nomi validi per sopperire alle mancanze in campo, con la conseguenza che alla fine sono sempre gli stessi giocatori, come me o altri, ad esempio, a girare tra le varie formazioni.

DANIELE MATTIOLI: E infine due o tre curiosità per concludere l’intervista. Chi ti ha fatto conoscere il meraviglioso gioco del baseball? Chi era il tuo giocatore preferito da piccolo? Che squadra tifi di MLB?
MANUEL GASPARRI: Ho iniziato a giocare a 8/10 anni, seguendo le orme di mio padre anche lui giocatore. Non ho mai avuto un idolo in particolare da piccolo, ma mi ricordo che mi piaceva vedere giocare i vari Trinci, Bianchi e Ceccaroli allo stadio e sono stato, tra le altre cose, fortunato per averci giocato contro (sorride). Per quanto riguarda la Major League, simpatizzo New York Yankees e, dopo nove anni di digiuno, sono finalmente contento che siano ritornati al titolo, trascinati ancora una volta dal grande Derek Jeter, mio giocatore preferito in MLB.

DANIELE MATTIOLI: Grazie mille per la disponibilità.
MANUEL GASPARRI: Grazie a te.

IL MIGLIOR MANAGER DELLA STAGIONE 2009 MARCO NANNI COMMENTA L’OFF SEASON DEL BASEBALL ITALIANO E AMERICANO

di DANIELE MATTIOLI (alias di GIDEON 12)

Dopo gli arrivi di Mattia Reginato e Livinston Santaniello, la Fortitudo Baseball, Campione d’Italia in carica, compie altri due acquisti importanti: Daniele Malengo dal Godo e il forte battitore Jairo Ramos Gizzi dal BBC Grosseto, oltre a richiamare dal Castenaso il promettente Riccardo Fornasari. Acquisti molto importanti che dimostrano come la Fortitudo Bologna, nonostante gli importanti addii, voglia essere ancora “dire la sua” nel campionato IBL e soprattutto abbia già incominciato a pensare al futuro, comperando alcuni dei più interessanti giovani italiani sulla piazza.
A guidare la Fortitudo, per il quinto anno consecutivo, ci sarà ancora Marco Nanni. E proprio con il Migliore Allenatore della passata stagione abbiamo parlato di questo e di quanto sta succedendo nel baseball italiano e americano.

DANIELE MATTIOLI: Ciao Marco.
MARCO NANNI: Ciao a tutti.

DANIELE MATTIOLI: Prima di incominciare a parlare della stagione 2010, ritorniamo un secondo al 2009, e precisamente all’8 Dicembre, al Galà dei Diamanti. Cosa hai provato quando hai ricevuto il premio come Miglior Allenatore dell’Anno, premio deciso dalla stampa e dai tifosi di tutta Italia e non?
MARCO NANNI:E’ stata una bella emozione, il premio lo condivido con tutto lo staff tecnico. E’ il mio primo premio personale da allenatore e per questo devo ringraziare chi mi ha votato e sopratutto tutti i giocatori e lo staff che hanno sempre creduto nel valore della squadra e mi hanno permesso di vincere questo riconoscimento. Le fortune di noi allenatori sono da attribuire alla squadra.

DANIELE MATTIOLI: Poco prima di questa serata, la Foritudo Baseball è stata nominata come migliore squadra europea del 2009. Come ci si sente ad aver raggiunto questo risultato?
MARCO NANNI: Anche questa notizia mi ha reso particolarmente felice, essere la prima squadra nel ranking europeo non è cosa da poco, anchè perchè in questa classifica si guardano anche i risultati e i piazzamenti degli anni precedenti.

DANIELE MATTIOLI: Chiuso il capitolo 2009, arriviamo a quello 2010, che vedrà assenti in casa Fortitudo numerosì artefici della vittoria dello Scudetto 2009 e delle altre grandi passate stagioni. Si può definire tutto ciò come la fine di una delle “Dinastie” più importanti dello Sport Bolognese (3 Scudetti, 2 Coppe Italia e 1 Supercoppa Italiana vinte, 4 Finali Scudetto e 2 Finali di Coppe Campioni raggiunte, negli ultimi sette anni)?
MARCO NANNI: Si… sicuramente si è chiuso un ciclo importante, un ciclo che durava dal 2000, in tutti questi anni siamo stata la squadra dello sport Bolognese e del baseball italiano che a vinto più di tutti, ma questo non vuol dire che ci siamo stancati di essere protagonisti. Ora riparte un progetto nuovo, un progetto con giocatori nuovi, giovani e sopratutto con ottime potenzialità future, come tutti i progetti si costruiscono si modificano strada facendo, avendo pazienza di far crescere in tutta tranquillità i ragazzi.

DANIELE MATTIOLI: Mattia Genturio Reginato, Livinston Santaniello e Daniele Malengo sono i nuovi acquisti della Fortitudo Bologna. Un tuo commento a riguardo?
MARCO NANNI: Intanto la cosa che mi ha colpito è che tutti e tre hanno un gran entusiasmo e una gran voglia di far bene.
Mattia sotto l’aspetto tecnico è un ottimo ricevitore, ha buonissimi fondamentali, piedi rapidi e un discreto braccio, però il ruolo è delicato, per ricevere non basta avere buone doti tecniche ma bisogna avere esperienza e sopratutto leadership, cose che vengono con gli anni di gioco. In attacco pur non essendo di grande statura per la sua età è abbastanza potente, deve piano piano abituarsi ai lanciatori di IBL1 e fare qualche piccola correzione.
Livisnston, ottimo atleta, veloce sulle basi e buonissimo difensore, deve mettere un pò più di potenza in battuta ed essere un pò più selettivo al piatto, poi diventerà noioso per chiunque.
Daniele, è anche lui un ottimo atleta, ha velocità nelle gambe e deve solo migliorare come correre le basi. Difensivamente è un utility con buone mani, e buon braccio, dovremo specializzarlo in 2 ruoli. In attacco il suo fisico e la sua statura devono dargli qualche extrabase in più.
Non dimentichiamoci che in squadra è salito dal settore giovanile e l’anno scorso a Castenaso, anche Riccardo Fornasari che non ha ancora assaggiato l’IBL da titolare, ma tutte le volte che si è aggregato con noi ha sempre fatto bene.
Per l’età che ha, è tecnicamente ottimo, anche da lui ci aspettiamo un miglioramento e una grossa mano nel sostituire i titolari.

DANIELE MATTIOLI: In una delle precedenti interviste, hai dichiarato che la velocità in un giocatore è una qualità che adori vedere. Gli acquisti di questo mercato 2010 indicano che la Fortitudo adotterà un gioco molto agressivo sulle basi?
MARCO NANNI:E’ vero a me piace vedere correre le basi e cercare di prendere sempre una base in più, forse perchè io non potevo farlo…
I ragazzi che abbiamo preso hanno queste caratteristiche fisiche, però prima bisogna arrivare in base poi vedere se gli avversari te lo concedono.

DANIELE MATTIOLI: Nella giornata di martedì, poi, la conferma dell’arrivo di Jairo Ramos Gizzi. Cosa ti aspetti da un giocatore come lui? Sempre riguardo all’ex giocatore del BBC Grosseto, lo valuti più come slugger o come cleanup ovvero come numero 3 o 4 del lineup?
MARCO NANNI: Jairo porta esperienza in una squadra dove ce nè bisogno, è ASI ed è un cleanup di sicuro valore, tutte cose che a noi servono. Arriverà motivato per far bene.

DANIELE MATTIOLI: Sempre dal BBC Grosseto è arrivato come Coach Mario Labastidas. Quale commento fai riguardo all’ex Allenatore del Modena Baseball e questo su arrivo implica la non conferma di qualcuno dello staff tecnico?
MARCO NANNI: Lo staff era giustamente stato confermato in blocco, ci conoscevamo alla perfezione ed ognuno sapeva cosa fare anche senza dirci niente, poi purtroppo Fabio (Frignani) ha dovuto declinare per motivi familiari e questo ci è dispiaciuto. A “Face” va il mio più sentito ringraziamento per il lavoro fatto, spesso “sporco”, in questi anni e poche volte sotto i riflettori. Grosso merito dei successi va anche a lui.
Mario è la miglior soluzione che uno può cercare in un tecnico straniero, conosce il baseball come pochi, fa il coach anche in Venezuela nel Aguilas, è da tanti anni in Italia e conosce come un italiano il nostro baseball e tutte le situazioni che si trovano in Italia.

DANIELE MATTIOLI: Juan Camilo al Parma ed Enorbel Marquez al Rimini, sono solo alcuni dei colpi di mercato di questa Off Season. Fortitudo a parte, chi più ti ha impressionato in questa sessione invernale di mercato come squadra dell’IBL?
MARCO NANNI: Con Camilo il Parma trova il quarto in battuta che mancava. In questi due anni in Italia Camilo in fase offensiva ha sempre fatto bene, quindi sicuramente è un buon acquisto per Parma.
Marquez deve dimostrare anche in Italia il suo valore; in Germania e con la nazionale tedesca ha sempre ottenuto buoni risultati. Un pitcher mancino con una buona varietà di lanci e controllo, potrebbe essere un acquisto azzeccatissimo!

DANIELE MATTIOLI: Sempre a proposito di mercato invernale, voliamo in America e parliamo un attimo di MLB. E’ stata una finale molto equilibrata, dove gli Yankees hanno maggiormente meritato sebbene i Philadelphia Phillies siano stai mai domi. Quale giocatore, di ambedue le squadre, ti ha colpito maggiormente? Perchè?
MARCO NANNI: La squadra degli Yankees in toto, tutti i giocatori chiamati in causa hanno fatto almeno una “cosa” importante per vincere, prima la singola partita poi la serie, si vedeva chiaramente che tutti stavano bene e che volevano riportare a New York l’anello che mancava da parecchi anni.
Per Philadelfia dico Utley letteralmente ingiocabile nelle finali, i lanciatori sbagliavano di poco e lui castigava…

DANIELE MATTIOLI: Secondo te, l’acquisto di Jason Bay da parte dei New York Mets, riuscirà a rilanciare la seconda squadra della Wind City?
MARCO NANNI: I Mets nel 2009 hanno pagato i troppi infortuni dei giocatori importanti, Jason Bay li aiuterà a fare una buona stagione.

DANIELE MATTIOLI: Sempre in questo mercato MLB, ha destato scalpore lo scambio avvenuto tra Philadelphia Phillies, Seattle Mariners e Toronto Blue Jays. I primi hanno ricevuto dai canadesi Roy Halladay, mentre i Seattle Cliff Lee dai Phillies. Chi, se si può stabilire, ci ha guadagnato maggiormante delle tre compagini secondo te? Perchè?
MARCO NANNI: Tra Halladay e Lee preferisco seppur di poco il secondo, quindi secondo me il guadagno maggiore va ai Mariners.

DANIELE MATTIOLI: Ci hai confessato che il tuo film preferito è Il Gladiatore. Cosa ti ha colpito maggiormente di questa pellicola interpretata da Russell Crowe e diretta da Ridley Scott?
MARCO NANNI: Il modo come combatteva e sopratutto il suo essere leader silenzioso sono le cose che mi hanno colpito del Gladiatore Russell Crowe.

DANIELE MATTIOLI:Nelle passate interviste, abbiamo scoperto la tua passione per il telefilm più visto negli USA, NCIS. Secondo te, gli sceneggiatori quali colpi di scena ci regaleranno negli ultimi episodi della sesta stagione, attualmente in onda su Raidue?
MARCO NANNI: Telefilm divertente e appasionante, credo che a dispetto del tipo di telefilm nascerà una storia tra Di Nozzo e Ziva.

DANIELE MATTIOLI: Ed infine, se dovessi porti un obiettivo per la prossima stagione, quale sarebbe?
MARCO NANNI: Porre obiettivi di squadra ora è difficile, spero in una crescita importante a livello tecnico per i nuovi arrivati; questo è sicuramente un obiettivo mio e dei ragazzi.

DANIELE MATTIOLI: Grazie mille per la disponibilità.
MARCO NANNI: Grazie a te.

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INTERVISTA A MATTIA REGINATO

ENORBEL MARQUEZ AL RIMINI BASEBALL

NUOVA INTERVISTA ESCLUSIVA A JUSTIN SMOAK, MVP DI QUESTA PRIMA FASE DEL MONDIALE E PROSSIMO PRIMA BASE DEI TEXAS RANGERS IN MAJOR LEAGUE

di GIDEON 12

Baseball America, autorevole rivista americana di baseball che si occupa del mondo universitario negli USA, ha scritto di lui ” ha nelle mani azioni da futuro Golden Glove e instinti difensivi da prima base. Inoltre possiede grande abilità in battuta sia per valide di contatto che di potenza”.
Una descrizione che si è dimostrata più che veritiera in questi Mondiali 2009 che per lui si stanno rivelando fantastici. Nove fuoricampo realizzati fino ad oggi, diciannove punti battuti a casa e soprattutto una sicurezza difensiva che solo i veterani possiedono.
Peccato però che nel suo caso non si tratti di un vetrano, ma di un giocatore di ventidueanni che il prossimo anno difenderà, molto probabilmente, il cuscinetto di prima base dei Texas Rangers, formazione di punta della Major League Baseball.
Il giocatore che ho avuto il piacere di intervistare è Justin Smoak, prima base degli USA e MVP indiscusso di questa prima parte del Mondiale 2009.

GIDEON 12: Ciao Justin e grazie mille per la disponibilità.
JUSTIN SMOAK: Ciao a tutti.Smoak è festeggiato dai compagni/FIBS

GIDEON 12: Nella giornata di oggi, hai battuto il tuo nono fuoricampo (nella foto a destra, esulta dopo averne battuto uno, FIBS) in questo Mondiale 2009. Un momento magico per te.
JUSTIN SMOAK: Sì, sono molto contento di quanto sto facendo perchè in questo modo aiuto molto la squadra e ci permette di ottenere importanti risultati. L’importante è andare avanti e continuare in questo modo nel box di battuta.

GIDEON 12: La vittoria di oggi contro l’Australia vi ha garantito la vittoria del Girone in questa seconda fase e testimonia l’ottimo mondiale che state disputando.
JUSTIN SMOAK: Proprio così. Dopo la sconfitta iniziale contro il Venezuela (gara terminata 13 a 9 per i sudamericani NDR) nella prima fase, abbiamo incominciato a giocare molto bene e i risultati stanno di conseguenza arrivando. Dobbiamo cercare di continuare di questo passo anche nelle prossime gare che saranno sicuramente più difficili sia dal punto di vista fisico che mentale.

GIDEON 12: Gli scout MLB e i giornali specializzati ti hanno associato, per le stesse caratteristiche offensive e difensive che possiedi, a Mark Texeira, grandissimo prima base dei New York. Come ci si sente ad essere paragonati ad un giocatore di così importante livello?
JUSTIN SMOAK: E’ sicuramente un onore per me. Sono molto felice per quanto è stato detto, ma sono consapevole che per arrivare a Teixeira devo migliorarmi e allenamarmi ogni giorno. Solo così potrò Smoak in maglia Rangers/ESPNdiventare un giocatore migliore.

GIDEON 12: L’ultima domanda riguarda la prossima stagione, quella del 2010. In molti siti ti danno già come prima base titolare dei Texas Rangers (foto a sinistra, ESPN), un ruolo molto affascinante e importante. Come vivi queste voci?
JUSTIN SMOAK: Spero vivamente di raggiungere questo obiettivo, e solo con l’allenamento e il raggiungimento di risultati importanti potrò riuscirci. Spero di farcela.

GIDEON 12: Grazie mille.
JUSTIN SMOAK: Grazie a te.

INTERVISTA ESCLUSIVA A CHRIS SNELLING, GIOCATORE DI MAJOR LEAGUE E TRASCINATORE DELL’AUSTRALIA AI MONDIALI 2009

di GIDEON 12

Chi sabato pomeriggio era al Gianni Falchi di Bologna ad assistere alla partita di Coppa del Mondo tra Giappone e Australia non ha potuto fare a meno di notare il numero 14 della formazione australiana, Christopher Chris Snelling con la maglia australiana/ ESPNSnelling. Ottime giocate all’esterno ed in tre turni al box di battuta ben due valide colpite, una delle quali un bel fuoricampo da un punto a destra.
Questo è stato il secondo homer colpito nel mondiale da Snelling (foto a destra) che, a suon di valide, sta trascinando l’Australia a lottare per il Titolo di Campione del Mondo. Inoltre, sempre in questi Mondiali, Snelling è stato decisivo, perchè ha battuto a casa il punto della vittoria contro la nazionale italiana, al nono inning.
Ed è in occasione della sfida contro il Giappone che ho avuto la fortuna di conoscere e intervistare proprio Chris Snelling, giocatore di Major League dal 2002 e trascinatore dell’Australia in questo Mondiale 2009.

GIDEON 12: Ciao Chris.
CHRIS SNELLING: Ciao a tutti!

GIDEON 12: Anche oggi decisivo nella vittoria contro il Giappone: due valide, una delle quali è stato un fuoricampo a destra.
CHRIS SNELLING: Sì. È stato molto importante vincere oggi, in quanto ci ha permesso di qualificarci aritmeticamente per il turno successivo. Per quanto riguarda il fuoricampo, beh è stato bello (sorride).

GIDEON 12: A proposito di Australia, se dovessi commentare il vostro Mondiale fino a qui dimostrato, come lo definiresti?
CHRIS SNELLING: Stiamo giocando un bel baseball, e di conseguenza i risultati Fantastic Catch by Snelling / ESPNsono dalla nostra. Speriamo di continuare il più a lungo così.

GIDEON 12: Tu hai giocato per 5 anni in Major League con squadre come Seattle, Washington (foto a sinistra in una grande presa al volo, SI) e Philadelphia. Dove ti sei trovato meglio e perché?
CHRIS SNELLING: Sono state tutte tappe importanti della mia carriera e devo dirti che mi sono trovato bene in ciascuna di queste squadre.

GIDEON 12: A proposito di Seattle, tu hai iniziato la tua carriera nel mondo professionistico americano proprio con la Franchigia dei Mariners, con i quali hai esordito in MLB il 22 Maggio del 2002. Che ricordo hai di questa esperienza?
CHRIS SNELLING: L’esperienza con la casacca dei Mariners è stata molto bella: ottima squadra, bel posto e soprattutto grandi tifosi. Qualcosa di meraviglioso.

GIDEON 12: L’ultimissima domanda riguarda Ichiro Suzuki. Avendoci giocato assieme, come lo descriveresti?
CHRIS SNELLING: Ichiro è un grandissimo giocatore e soprattutto una bella persona. In poche parole uno dei migliori dell’intera Major League.

GIDEON 12: Grazie mille per la disponibilità e in bocca al lupo per il proseguo del Mondiale.
CHRIS SNELLING: Crepi!

 Chris con la maglia dei Mariners, sua prima squadra in MLB

 CHRIS CON LA CASACCA DEI SEATTLE MARINERS, SQUADRA CON LA QUALE HA ESORDITO IN MLB NEL 2002.

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