ALEX LIDDI CONTINUA A FARE BENE CON I TACOMA RAINIERS NELLO SPRING TRAINING DI TRIPLO A. CON LUI ANCHE DUSTIN ACKLEY

di DANIELE MATTIOLI

Dopo essere stato opzionato dai Tacoma Rainiers, Alex Liddi continua a fare bene colpendo fuoricampo su fuoricampo nello Spring Training di Triplo A. Con lui da qualche giorno anche Dustin Ackley, da molti considerato il futuro Rookie of the Year 2011.

Non si ferma più Alex Liddi. L’avevamo lasciato ai due Grandi Slam battuti nello Spring Training di Major League e lo ritroviamo a battare homer su homer anche nello Spring Training di Triplo A con la divisa dei Tacoma Rainiers. Dopo i due fuoricampo battuti nella stessa partita contro i Texas Rangers, il terza base di Sanremo ha battuto lungo e profondo anche nella sfida contro i Kansas City Royals, dove ha concluso la gara con un bel 3 su 4 al piatto.
Il nostro portabandiera, insieme ad Alessandro Maestri, sta giocando in compagnia di Dustin Ackley, da molti considerato addirittura come possibile Rookie of the Year 2011 dell’American League. Il prodotto dell’Unviersità di North Carolina, infatti, sarà impiegato con Tacoma per l’inizio della stagione, in modo tale da migliorare il lavoro difensivo in seconda base, ruolo dove Ackley giocherà con la divisa dei Seattle Mariners.
E la coppia Liddi e Ackley è già pronta a fare sfracelli in Triplo A, in attesa che ambedue facciano il salto tra le stelle del baseball mondiale.

A POCHE ORE DALL’INIZIO DELLA SFIDA TRA YANKEES ED ANGELS, EMILIANO DELUCCA CI RACCONTA LA VITA DI ALEX RODRIGUEZ, PROTAGONISTA INDISCUSSO DELLA MAJOR LEAGUE E DEI NEW YORK YANKEES

di EMILIANO DELUCCA

mlb-logo1E’ tutto oro quel che luccica…? Negli Stati Uniti nell’ultimo anno è risuonato spesso questo ritornello: “Chi è quel giocatore? A-Rod…oppure A-Fraud?”
Da quando Alex ha confessato di aver usato dal 2001 al 2003 sostanze dopanti per migliorare le sue prestazioni sportive, è cominciata per lui una battaglia per dimostrare a tutti e sopratutto ai Bronx Bombers che lui è un fuoriclasse al di là di ogni sospetto e per cercare di “salvare la sua anima sportiva”.

Alexander Emmanuel Rodriguez nasce il 27 luglio 1975 a New York City. I suoi genitori Victor e Lourdes possiedono a Washington Heights un negozio di scarpe e vivono in un piccolo appartamento dietro di esso.
Sono nativi della Repubblica Dominicana e lavorano duro per fare in modo di poter portare tutta la famiglia nella terra natale.
Alex intanto eredita dal padre la passione per il baseball. Gira ovunque con la sua mazza di plastica e la pallina di gomma trovando sempre il modo e il luogo per “perfezionare” il suo swing.
All’età di 4 anni deve fare però le valigie. I suoi genitori sono riusciti a comprare una bella casa a Santo Domingo.
Alex si trova bene, l’unico problema è il pullman per andare a scuola…la strada è piena di curve e tutte le mattine rischia di rimettere la colazione sui sedili dell’autobus!
All’inizio tutto sembra andare bene, ma una crisi economica che colpisce il paese costringe i suoi genitori a chiudere la farmacia che avevano aperto e tornare negli States, questa volta a Miami.
Alex purtroppo parla solo lo spagnolo e nella sua scuola deve imparare velocemente anche l’inglese, cosa che per lui è molto difficile.
Nel frattempo il padre parte per New York per cercare lavoro, ma non torna più a casa.
La madre si trova costretta a fare tre lavori da cameriera e ad accettare l’aiuto anche economico dei suoi vicini.
Alex potrebbe perdersi, ma trova aiuto e conforto nel baseball, che diventa la sua unica ragione di vita.
Entra nella squadra dei Boys and Girls of Miami assieme al suo grande amico Juan Diego. Il suo coach è Eddie Rodriguez, colui che ha scoperto gente come Jose Canseco e Rafael Palmeiro. Quando vede giocare Alex all’interbase si assicura che il ragazzo abbia una maglietta, un guanto e gli spikes.
Passano gli anni e Alex entra nella Christopher Columbus Catholic High School di Miami, doveAlex in maglia Westmister Academy mostra già le sue doti difensive / ESPN però non viene preso nella squadra di baseball. Il suo amico Juan gli dice di cambiare scuola perchè lui è nato per giocare e lo spinge verso la Westminster Christian (foto a destra, SI) , una scuola privata.
La squadra è ottima e lì giocano pure Doug Mientkievicz e Alex Gonzales, di cui diventa un grande amico. Prende il numero 13 e non lo lascerà più, in onore del suo grande idolo Dan Marino.
Fa fatica i primi anni, anche se dimostra grande freddezza che gli deriva dal ruolo di quarterback titolare che ha nella squadra di football della scuola.
Poi l’esplosione che lo porta anche a giocare i Mondiali Junior in Messico, dove arriva secondo con gli USA.
Quando torna trova Miami devastata dall’uragano Andrew…la stagione di football salta a causa dei danni inferti al campo della scuola. Solo baseball per Alex e le cifre della sua stagione sono mostruose: .505 di media battuta, 9 fuoricampo battuti. Le porte della MLB si spalancano.
Nel giugno del 1993 viene scelto con il numero 1 dai Seattle Mariners ma le trattative sono difficoltose anche a causa del suo procuratore Scott Boras che chiede una valanga di soldi per il suo assistito.
Praticamente per un anno resta coinvolto in problemi contrattuali quando per colpa di una pallina che lo colpisce nel dug out rischia di perdere un occhio. Capisce che ha corso il pericolo di perdere il treno per il successo e ordina al suo manager di raggiungere l’accordo con i Mariners.. Boras tergiversa, e allora Alex lo scavalca, firmando da solo il contratto con Seattle.
Dopo tutta la trafila nelle Minors, il 1996 è il suo primo anno a tempo pieno come Pro (foto sotto, SI). Batte Alex in maglia Mariners / ESPN36 fuoricampo e ha la media battuta di .358, la terza più alta di sempre per un interbase!
Il 5 giugno del 97 batte un Cycle (singolo, doppio, triplo e fuoricampo nella stessa partita NDA) all’età di 21 anni e 10 mesi posizionandosi al quinto posto all time per quanto riguarda la minor età.
L’anno successivo batte 42 Home Run, record per un interbase, ed è il terzo in quel ruolo ad entrare nel club d’elite “40-40” (42 HR e 46 basi rubate!)… particolare non da poco, vince per il secondo anno di fila il Silver Slugger Award!
Nel 1999, pur mancando 30 partite per un infortunio, batte ancora 42 fuoricampo nonostante quasi metà della stagione sia stata giocata nel nuovo e splendido Safeco Field, notoriamente conosciuto come stadio non amico dei battitori.
Il 2000 è l’ultima stagione a Seattle per Alex, ormai conosciuto universalmente come A-Rod. Batte 41 HR ed è il primo interbase della storia a raggiungere in una stagione i 100 RBI, le 100 basi ball guadagnate e i 100 punti segnati!
Passa a Texas nel 2001 con un accordo da 252 milioni per 10 anni!!
Batte 52 fuoricampo e conquista una serie di record mostruosi considerando anche la sua giovane età, compreso quello di essere l’unico giocatore in quella stagione a giocare tutte le 162 partite.
Nell’anno successivo ne batte ben 57: in due anni consecutivi 109 Home Run, cosa mai successa a nessun battitore destro!
Nel 2003 vince il secondo Golden Glove consecutivo, a fine stagione il titolo di MVP dell’American League e diventa il giocatore più giovane della storia a battere 300 fuoricampo in carriera.
Ma il suo contratto diventa ingombrante per Texas, così si cerca di sistemarlo altrove.. Boston trova l’accordo ma l’associazione dei giocatori pone il voto perchè Alex si sarebbe dovuto autoridurre lo stipendio.. (???)
Come al solito,quando i milioni sono tanti, arrivano gli Yankees!!
Danno ai Rangers Alfonso Soriano e Joaquin Arias, si fanno pagare da Texas 67 milioni del contratto e loro si accollano i restanti 112 milioni.
Deve però giocare in terza base.. all’interbase c’è “un certo” Jeter…e Derek da lì non si muove pena sommosse popolari nel A-Rod in maglia Yankees/ ESPNBronx!!
La stagione è ottima (36 HR, 106 punti battuti a casa e 28 basi rubate) ma finisce male, con la tremenda rimonta subita dai Red Sox, quando gli Yankees in vantaggio 3 a 0 nella serie, vennero poi eliminati 4 a 3!
Nel 2005 e nel 2007 (foto a destra, ESPN)  rivince il titolo di MVP dell’American League collezionando record su record, fuoricampo su fuoricampo: dal 2004 al 2008 A-Rod batte 208 HR per i Bronx Bombers e il 4 agosto del 2007 batte il fuoricampo numero 500 contro Kyle Davies dei Royals. Come al solito Alex è il giocatore più giovane ad entrare in quell’esclusivo club nonché il secondo Yankee a riuscirci… l’altro era un certo Mickey Mantle..
Ma il 7 febbraio 2009 Sport Illustrated fa uscire il bubbone dei 104 giocatori positivi ai test antidoping. A-Rod all’inizio non conferma.. lo farà due giorni dopo, ammettendo l’uso di steroidi fra il 2001 e il 2003 e dichiarando di avere smesso durante lo Spring Training dello stesso anno.
New York non perdona e la stragrande maggioranza dei tifosi comincia a storcere il naso. “Un altro dopato??”, si chiedono spaventati e un po’ schifati i tifosi degli Yankees.
Durante il World Baseball Classic si infortuna all’anca e salta tutto il primo mese di regular season.. nonostante questo batte 30 fuoricampo, portando gli Yankees al dominio totale della AL East.
Il 4 ottobre 2009 durante l’ultima partita di regular season batte nel sesto inning due fuoricampo che fruttano sette Rbi, registrando così un nuovo record nell’American League!

In nottata gli Yankees affronteranno gli Angels per l’accesso alle World Series. Alex, stai attento perchè New York ti accoglie, ti copre di dollari…ma ti schiaccia se solo provi a tradirla.. New York sta aspettando prima di giudicarti…vuole sapere se sei A-Rod o A-Fraud..se luccichi perchè sei oro o perchè il sole l’ha abbagliata… vuoi essere l’idolo di New York, Alex..? Vinci le World Series… e diventerai l’Oro della Grande Mela.

ALLA SCOPERTA DI ALEX SAMBUCCI, GRANDE PROMESSA DEL BASEBALL ITALIANO E TRASCINATORE DEL PARMA AL SUO PRIMO ANNO IN SERIE A1

di GIDEON 12IBL

Ci sono giocatori che quando salgono di categoria, non sono più loro stessi e si trovano in difficoltà, non riusciendo ad esprimere al meglio le loro capacità. C’è chi, invece, dopo la difficoltà iniziale, riesce ad ambientarsi e a dare il meglio di sè, aiutando così la squadra in ogni situazione.
L’intervistato di oggi ne è l’esempio. Un inizio di stagione sotto tono, ma poi, dopo aver fatto la conoscenza dei nuovi lanciatori, è diventato subito fondamentale, e, a suon di fuoricampo (ben 5), ha trascinato la squadra ai playoff. Ecco a voi Alex Sambucci.

GIDEON 12: Ciao Alex.
ALEX SAMBUCCI: Ciao a tutti.

GIDEON 12: Prima di tutto, come sta andando la tua off season?
ALEX SAMBUCCI: La mia off season è appena cominciata. Ho ricominciato ad andare in palestra e a correre e soprattutto sono ufficialmente a dieta perchè come tutti sanno sono un pochino sovrappeso e voglio arrivare all’anno prossimo in gran forma. Mi aspetta un’inverno duro e faticoso e soprattutto senza cibo, in quanto una delle cose che amo di più è mangiare (sorride).

GIDEON 12: Parliamo ora della tua prima stagione in IBL. Quali differenze hai trovato rispetto all’A2?
ALEX SAMBUCCI: La più grande differenza sono sicuramente i lanciatori, in IBL sono molto più controllati e molto più potenti, in A2 non trovavo lanciatori con gran velocità, più che altro giocavano sulla location dei lanci e usavano molto gli effetti. In A1, in particolar modo Lo swing di Alex / FIBS con me che sono un “rookie”, sfruttavano il fatto di non essere abituato alla velocità e anche la mia inesperienza.

GIDEON 12: Quarto posto in Regular Season, confermato poi ai Playoff, dopo una stagione combattuta fino all’ultimo out. Che giudizio dai al Cariparma per la stagione 2009?
ALEX SAMBUCCI: Vedendo le potenzialità della squadra saremmo potuti essere sicuramente fra le prime tre, ma si sà che non si gioca mai tutti al meglio è normale che alcuni in siano in forma ed altri no, però alla fine siamo rientrati nei playoff e questo era l’obbiettivo che ci eravamo prefissati. Diciamo che, almeno secondo il mio punto di vista, è stata una bella stagione. Certo se avessimo sfruttato alcune occasioni forse saremmo andati meglio, ma il mio rimane un giudizio positivo.

GIDEON 12: E ad Alex Sambucci, invece?
ALEX SAMBUCCI: La stagione di Alex Sambucci? Da lontano puo esser sembrata una grande stagione, essendo il mio primo campionato nella massima serie italiana ho giocato bene, invece dal mio punto di vista cè tanta strada da fare, non sono pienamente soddisfatto, devo ancora migliorare.

GIDEON 12: Sempre parlando della tua stagione, proprio una tua giocata ha permesso alla squadra ducale di accedere alla Post Season: il fuoricampo da 3 punti battuto allo Steno Borghese di Nettuno al nono inning, quando il risultato vedeva i laziali condurre per 4 a 2. Cosa hai provato quando hai visto la pallina andare oltre le recinzioni, in una gara di così grande importanza per le sorti del vostra stagione?
ALEX SAMBUCCI: Tutti dicono che quella giocata è stata la giocata che ci ha portato ai playoff, non è vero. Credo che anche se avessimo perso quella partita probabilmente avremmo poturo accedere alla post season, certo che quella battuta ci ha dato una mano.
Prima di andare nel box ero cosciente di poter essere l’ultimo out della partita e siccome per esperienze passate so cosa si prova ad essere l’ultimo out con il punto del pareggio sulle basi non volevo essere io quella persona, allora mi sono concentrato e il mio obbiettivo era solo di prolungare la partita e cercare di fare un punto alla volta, poi quando ho visto la pallina partire è stataAlex dopo un fuoricampo battuto / FIBS una gioia indescrivibile, un sogno. Il sogno di tutti penso: essere a un out dalla fine della partita, con i punti del pareggio sulle basi trovarsi nel box come punto della vittoria e fare fuoricampo…Bellissimo!!!!!

GIDEON 12: Il campionato 2009, è stato vinto dalla Fortitudo Bologna, che in Finale ha battuto agevolmente il San Marino. Quale pensi possa essere stata la chiave di questo successo per i bolognesi?
ALEX SAMBUCCI: Durante la Regular Season la Fortitudo ha battuto bene e i lanciatori hanno fatto un gran lavoro. Secondo me la chiave per la vittoria della Scudetto è stato il gran stato di forma di Garabito, Austin e Liverziani. Tutta la squadra era in gran forma ma loro erano ingiocabili, erano sempre sulle basi e sfruttavano tutte le occasioni che avevano e poi i lanciatori… insomma erano tutti in gran forma, una vittoria meritata.

GIDEON 12: Dopo la fine del campionato, è stato il turno dell’Italia, con la quale hai giocato il Pre Mondiale. Come è stato indossare la divisa della nazionale maggiore?
ALEX SAMBUCCI: Bhè, è stato bellissimo chi avrebbe mai immaginato di avere l’onore di indossare la maglia della Nazionale già a 19 anni. C’è un po di dispiacere per non aver preso parte al Mondiale, perchè con l’assenza di Liddi e di Mazzanti speravo nella convocazione, però purtroppo nel pre-mondiale non ho giocato come avrei dovuto e Mazzieri secondo me a fatto la scelta giusta a non portarmi, perchè in quel momento c’era gente più in forma di me…

GIDEON 12: Se dovessi dare un giudizio sulla prova della formazione azzurra quale sarebbe? Ti aspettavi una vittoria così agevole da parte della nazionale americana, imbattuta nella fase finale del torneo?
ALEX SAMBUCCI: La nazionale secondo me ha giocato molto bene purtroppo eravamo in un girone di ferro e la qualificazione era molto difficile. Se avessimo difeso un po meglio il nostro vantaggio in un paio di partite avremmo potuto superare il turno, però è facile parlare, quando si è in campo è un’altra storia.
Gli americani avevano uno squadrone, tutti gran prospetti e che battevano forte. Ero convinto che la finale sarebbe stata Cuba vs Usa, però ti dico che da spettatore che era allo stadio, l’America non ha avuto vita facile in finale, il risultato inganna. Tanto di cappello, però, all’America, e non sarei sorpreso di vedere qualcuno dei giocatori fare qualche apparizione durante la Postseason d’oltre oceano.

GIDEON 12: Ripercorrendo la tua carriera da giovane, dove e a che età hai esordito? Come è nata la tua passione per questo sport? Chi era il tuo idolo da giovane?
ALEX SAMBUCCI: Ho iniziato a giocare a Baseball quando avevo 8 anni. Eravamo a scuola e durante l’ora di ginnastica venne Claudio Mantovani a farci vedere il baseball, non sapevo nenche che cosa fosse. Piano piano giocandoci mi piacque. Ho fatto per due anni minibaseball a scuola poi ho deciso di provare anche sul campo e da lì non ho mai smesso.
La mia prima partita con la categoria ragazzi è stata contro il Nettuno ed ho giocato l’ultimo inning all’esterno (senza sfiorare la palla).
Io purtroppo sono un giocatore ignorante per quanto riguarda la storia del baseball italiano e soprattutto dei giocatori più forti mai esistiti, da piccolo non ho mai avuto un’ idolo ho sempre seguito Alex in difesa proprio contro la Fortitudo / FIBS gli insegnamenti dei miei allenatori e basta. Mi vergogno un po di non sapere chi fossero i migliori giocatori però mi sto rifacendo, diciamo che sto studiando.

GIDEON 12: Se dovessi fare una top three dei momenti più belli che hai vissuto da giocatore di baseball, quali sceglieresti?
ALEX SAMBUCCI: Al terzo posto direi il fuoricampo di Nettuno; al secondo la vittoria del Latina sul Buttrio alla 5° partita per 1 a 0 in finale playoff per andare in A2; e al primo la Vittoria dell’Europeo Juniores nel 2007 in Olanda (dove Alex ha vinto la classifica di RBI battuti del torneo, ben sette in cinque partite NDI).

GIDEON 12: Per quale squadra tifi di MLB? Chi è il tuo giocatore preferito?
ALEX SAMBUCCI: Io non ho una squadra preferita, ma mi piacciono molto Cubs, Cardinals, Red Sox e Tampa Bay.
Di solito ney playoff tifo per la squadra meno quotata alla vittoria. Non ho neanche giocatori preferiti, però adoro molto Dustin Pedroia, Jacoby Ellsbury, Manny Ramirez, Albert Pujols e anche qui mi piacciono molto i “Rookie”, giocatori al primo anno che giocano quasi alla pari con i Migliori.

GIDEON 12: In MLB è ora tempo di Playoff: chi vedi come squadra favorita per la vittoria finale? Una previsione?
ALEX SAMBUCCI: Difficile definire una favorita perchè i playoff sono molto differenti dalla regular season, però secondo me quest’anno gli Yankees stanno battendo molto e mi sembrano in gran forma. Ma nel baseball non si può mai sapere, un giro di mazza può cambiare l’esito di una stagione.

GIDEON 12: Grazie mille per la tua disponibilità.
ALEX SAMBUCCI: Grazie a te.

MONDIALI 2009 (14): GLI STATI UNITI SONO I NUOVI CAMPIONI DEL MONDO!!! IN FINALE CUBA E’ BATTUTO 10 A 5

di GIDEON 12

Ci sono volute tre ore di grande spettacolo per stabilire chi, tra USA e Cuba, diventasse la squadra Campione del Mondo. E lo Steno Borghese di Nettuno, campo della finale, ha emesso il suo verdetto: gli Stati Uniti sono i nuovi Campioni del Mondo, dopo aver battuto 10 a 5 la nazionale cubana. Le due squadre al momento degli inni nazionali / Foto Fibs

La nazionale a stelle e strisce si porta in vantaggio subito alla seconda ripresa. Tiffee batte valido e Kroeger è salvo in prima su errore della difesa, con il compagno che raggiunge il cuscino di terza. Il ricevitore Lucas May colpisce duro e profondo, per il fuoricampo del vantaggio USA.
Cuba non ci sta e già alla quarta ripresa si riporta sotto, grazie a Enriquez, Despaigne e Cepeda che battono valido in successione. La volata di sacrificio di Gourriel e il singolo di Pestano, portano il risultato sul 3 a 2.
L’ex Seattle Mariners e ora giocatore dei Kansas City Royals Tug Hullett riporta i suoi in vantaggio di due segnature nella ripresa successiva. Il seconda base infatti colpisce un bel fuoricampo a destra per il punto numero quattro della gara degli USA.
La nazionale cubana però non demorde, e se prima era arrivata ad un passo dal pari, ora lo raggiunge, grazie ad un fuoricampo da due punti di Borrero. Dopo sei riprese, Usa e Cuba sono sul quattro pari.

Alla settima ripresa, la nazionale cubana realizza due eliminazioni in successione, ma Hullett guadagna la base ball e raggiunge la terza sul doppio di Coates. Sul monte di lancio sale Lazo, che fa battere Plouffe sul seconda base. Olivera compie una grandissima giocata, ma il prima base cubano Borrero non riesce a trattenere la pallina. Gli Stati Uniti sono di nuovo in vantaggio. E colpiscono ben cinque valide consecutive, segnando altri quattro punti e mettendo fine alla prova di Lazo. E soprattuto si avvicinano sempre di più al titolo mondiale.
Ma Cuba, per l’ennesima volta, mostra l’orgoglio e la qualità che possiede e accorcia le distanze grazie al fuoricampo, undicesimo in questo Mondiale, di Despaigne. A sei eliminazioni dalla fine del torneo, gli Stati Uniti conducono 10 a 5.
La formazione caraibica ottiene tre eliminazioni facili e va in attacco cercando di allungare il più possibile la partita e perchè no, tentare una clamorosa rimonta.
Pestano è eliminato, ma Cespedes trova la La festa americana / Foto Fibsvalida, ma è eliminato in seconda sulla battuta in scelta difesa di Martin. Olivera però trova la valida e porta il compagno in terza, e subito dopo, Enriquez guadagna la base ball.
A basi piene e con due eliminati, sale sul monte degli Stati Uniti Nate Field, che si trova contro proprio Despaigne. Il battitore cubano batte, al primo lancio, un lungo legno a sinistra che per poco non si trasforma in grande slam. La pallina, invece, finisce nel guantone di Jon Weber. E gli Stati Uniti sono ancora Campioni del Mondo, dopo la vittoria ottenuta nel 2007, sempre in finale contro Cuba.

MLB IN UN CLICK: RAFAEL FURCAL E’ DEVSTANTE E I LOS ANGELS DODGERS SONO A UNA GARA DAI PLAYOFF

di GIDEON 12

Articolo della rubrica dedicata al mondo MLB che racconta, utilizzando una foto, quello che è successo nel batti e corri USA.

Rafeal Furcal

L’interbase dei Los Angeles Dodgers Rafael Furcal viene festeggiato a casa base dal compagno di squadea Andre Ethier, dopo il fuoricampo battuto dallo stesso Furcal, durante l’ottava ripresa nella sfida giocata giovedì contro i Washington Nationals. Valida che si è rivelata decisiva, in quanto i Dodgers hanno battuto i Nationals 7 a 6, e vedono sempre più vicino il tragurado dei Playoff, che ora è ad una partita.
Per i Washington, peggiore squadra della Lega, questa è, invece, la sconfitta numero 100 in stagione.

Foto scattata da: Manuel Balce Ceneta

NUOVA INTERVISTA ESCLUSIVA A JUSTIN SMOAK, MVP DI QUESTA PRIMA FASE DEL MONDIALE E PROSSIMO PRIMA BASE DEI TEXAS RANGERS IN MAJOR LEAGUE

di GIDEON 12

Baseball America, autorevole rivista americana di baseball che si occupa del mondo universitario negli USA, ha scritto di lui ” ha nelle mani azioni da futuro Golden Glove e instinti difensivi da prima base. Inoltre possiede grande abilità in battuta sia per valide di contatto che di potenza”.
Una descrizione che si è dimostrata più che veritiera in questi Mondiali 2009 che per lui si stanno rivelando fantastici. Nove fuoricampo realizzati fino ad oggi, diciannove punti battuti a casa e soprattutto una sicurezza difensiva che solo i veterani possiedono.
Peccato però che nel suo caso non si tratti di un vetrano, ma di un giocatore di ventidueanni che il prossimo anno difenderà, molto probabilmente, il cuscinetto di prima base dei Texas Rangers, formazione di punta della Major League Baseball.
Il giocatore che ho avuto il piacere di intervistare è Justin Smoak, prima base degli USA e MVP indiscusso di questa prima parte del Mondiale 2009.

GIDEON 12: Ciao Justin e grazie mille per la disponibilità.
JUSTIN SMOAK: Ciao a tutti.Smoak è festeggiato dai compagni/FIBS

GIDEON 12: Nella giornata di oggi, hai battuto il tuo nono fuoricampo (nella foto a destra, esulta dopo averne battuto uno, FIBS) in questo Mondiale 2009. Un momento magico per te.
JUSTIN SMOAK: Sì, sono molto contento di quanto sto facendo perchè in questo modo aiuto molto la squadra e ci permette di ottenere importanti risultati. L’importante è andare avanti e continuare in questo modo nel box di battuta.

GIDEON 12: La vittoria di oggi contro l’Australia vi ha garantito la vittoria del Girone in questa seconda fase e testimonia l’ottimo mondiale che state disputando.
JUSTIN SMOAK: Proprio così. Dopo la sconfitta iniziale contro il Venezuela (gara terminata 13 a 9 per i sudamericani NDR) nella prima fase, abbiamo incominciato a giocare molto bene e i risultati stanno di conseguenza arrivando. Dobbiamo cercare di continuare di questo passo anche nelle prossime gare che saranno sicuramente più difficili sia dal punto di vista fisico che mentale.

GIDEON 12: Gli scout MLB e i giornali specializzati ti hanno associato, per le stesse caratteristiche offensive e difensive che possiedi, a Mark Texeira, grandissimo prima base dei New York. Come ci si sente ad essere paragonati ad un giocatore di così importante livello?
JUSTIN SMOAK: E’ sicuramente un onore per me. Sono molto felice per quanto è stato detto, ma sono consapevole che per arrivare a Teixeira devo migliorarmi e allenamarmi ogni giorno. Solo così potrò Smoak in maglia Rangers/ESPNdiventare un giocatore migliore.

GIDEON 12: L’ultima domanda riguarda la prossima stagione, quella del 2010. In molti siti ti danno già come prima base titolare dei Texas Rangers (foto a sinistra, ESPN), un ruolo molto affascinante e importante. Come vivi queste voci?
JUSTIN SMOAK: Spero vivamente di raggiungere questo obiettivo, e solo con l’allenamento e il raggiungimento di risultati importanti potrò riuscirci. Spero di farcela.

GIDEON 12: Grazie mille.
JUSTIN SMOAK: Grazie a te.

MONDIALI 2009 (3): L’ITALIA BATTE L’OLANDA 6 A 4 E VINCE L’EUROPEAN BASEBALL SERIES

di GIDEON 12

Dopo la vittoria olandese in gara 3, per sapere il nome della vincitrice dell’European Baseball Series si doveva aspettare il risultato dell’ultima gara del torneo che si disputava ieri sul diamante di Ravenna. Alla fine, dopo nove inning equilibrati e ben giocati dalle due squadre, la partita ha visto la vittoria dell’Italia che ha battuto l’Olanda per 6 a 4.

Al secondo inning, Infante batteva valido e veniva portato a casa dal triplo di Leo Zileri, con l’aiuto di Bas De Jong, esterno Matteo D'Angelo / FIBSdestro olandese, che non riusciva a rilanciare la pallina incastrata nell’angolo. Toccava poi ad Andrea De Santis colpire la valida del 2 a 0 Italia. Sul monte italiano Matteo D’Angelo (foto a destra, FIBS)  imbrigliava alla perfezione le mazze olandese per i tre inning lanciati, subendo una sola segnatura in tutta la partita e precisamente alla terza ripresa. La risposta italiana non si faceva attendere e al quarto attacco Zileri batteva il secondo triplo della giornata e veniva portato a casa dalla volata di sacrificio di Camargo. Nel quinto inning, la squadra allenata da Mazzieri trovava altre tre segnature grazie alle valide di Angrisano (doppio), Rovinelli (singolo) e Infante (triplo) per il 6 a 1 Italia.
L’Olanda cercava la rimonta all’ottavo inning segnando due punti su Oberto e uno alla nona ripresa su De Santis, grazie al fuoricampo di Legito. Non era però sufficiente. L’Italia vinceva partita e torneo, dopo 4 giorni di grande baseball.

MONDIALI 2009 (2): IL COMMENTO DEI PROTAGONISTI DOPO ITALIA – OLANDA

da Godo, GIDEON 12

Dopo la vittoria in terra olandese per 1 a 0, c’era da aspettarsi una reazione della nazionale olandese nella terza sfida dell’European Baseball Series. E ovviamente così è stato.
L’Olanda è, infatti, passata subito in vantaggio in apertura di gara grazie ad un fuoricampo da 2 punti di Simon, e poi ha allungato nuovamente alla sesta ripresa realizzando altri quattro punti e mettendo in cassaforte la partita.Anche se la nazionale italiana fino all’ultimo ha provato a rimontare, trascinata da un sempre ottimo Infante.
Proprio l’interbase azzurro ha ricevuto un lungo applauso dai numerosi tifosi sugli spalti dopo il fuoricampo da un punto battuto al sesto inning che aveva riacceso le speranze nei supporters di casa.

E’ stato fantastico perché battere un fuoricampo con la maglia della nazionale è qualcosa di splendido” dice al sito Grandeslam Juan Carlos Infante, autore oltre che del fuoricampo anche di pregevoli giocate difensive. Il numero 6 azzurro continua poi commentando il suo homer “è stata una esecuzione perfetta, in quanto ho effettuato molto bene la meccanica nel box di battuta e sono riuscito a colpire nel modo giusto la pallina. Peccato poi per la linea che ho battuto sull’interbase da cui è scaturito un doppio gioco che ci ha penalizzato. In questa circostanza la fortuna non è stata d’aiuto”.
Sebbene le convocazioni ufficiali verranno diramate in serata dal Manager Mazzieri, sembra scontata quella dell’interbase della Fortitudo che in questo modo andrebbe a giocare lunedì sera a Bologna di fronte al pubblico della sua squadra di club “non vedo l’ora perché giocare di fronte ai tifosi della tua squadra di club con la maglia della nazionale è una grandissima esperienza. Spero di essere convocato e che anche gli altri giocatori della Fortitudo vengano scelti per giocare il Mondiale” conclude poi Infante.
Come Infante, anche Juan Pablo Angrisano sembra essere ad un passo dalla convocazione ai Mondiali. Questa per lui Juan Pablo Angrisano / FIBSsarebbe la seconda volta in azzurro (in una competizione di livello) dopo la Coppa Intercontinentale del 2006 e alla domanda se sente un po’ di pressione sulle proprie spalle, Angrisano (foto a destra, FIBS)  afferma “posso dirti che non sento nessuno peso addosso perché gioco per divertirmi e per cercare di dare il 110% in ogni azione di gioco”. Juan Pablo, sebbene questo torneo serva come test per i Mondiali, ha dimostrato ancora una volta la qualità che possiede come testimonia il fuoricampo battuto in Olanda nella prima partita “è stato bellissimo” racconta Angrisano “perché sin dal contatto avevo capito che la pallina sarebbe andata lontano, sebbene non avessi battuto per il fuoricampo ma per una semplice valida”.
Sebbene non abbia inciso in questa partita, anche per Alessandro Ularetti è stato un pre mondiale molto importante e soprattutto ricco di soddisfazioni come le ottime gare lanciate contro Cuba “ho giocato cercando di dare il meglio e di non aver paura di poter essere toccato duro, Ularetti / FIBSconoscendo ovviamente la loro forza e qualità. Ho tentato di tirare sempre strike e qualora avessero colpito la pallina, sarebbero stati bravi loro” dice il numero 27 della Fortitudo Bologna. Nonostante queste ottime prestazioni, Ularetti (foto a sinistra, FIBS) commenta questa esperienza dicendo che “non sono contento di quanto ho fatto fino adesso, in quanto posso fare molto meglio. Riguardo alla squadra, invece, posso dirti che sta facendo veramente molto bene
Anche Matteo D’Angelo commenta queste sfide in vista del Mondiale dicendo che “hanno visto un Italia giocare molto bene soprattutto nelle ultime due gare dell’Italian Baseball Week e in quelle dell’European Baseball Series. Ottimi siamo stati in difesa e sul monte di lancio. Manca ancora qualcosD'Angelo / FIBSa in’attacco ma la qualità c’è e questo è molto importante”. L’Italia, come l’Olanda, parte già dal secondo turno essendo paese organizzatore e per il lanciatore originario di Latina (foto a destra, FIBS), l’obiettivo per gli azzurri deve essere “quello di passare il turno, di raggiungere il terzo round, cosa che anche tutte le altre formazioni tenteranno di fare. Dovremo cercare di essere più bravi” conclude poi il lanciatore Fortitudo.
Tocca invece a Joseph Mazzuca commentare questa sconfitta dell’Italia e il seconda base dice che “è stata una sfida un po’ strana per noi giocatori in quanto è stata una lunga giornata visto che siamo partiti dall’Olanda alle 6.00 di quMazzuca / FIBSesta mattina e quindi eravamo un po’ stanchi. Peccato per il risultato, ma l’Olanda ha fatto quel qualcosa in più di noi”.
Per il numero 4 della Fortitudo Bologna (foto a sinistra, FIBS) questa è “un’esperienza bellissima, dove sono state giocate tante belle partite in vista dei Mondiali. Abbiamo lavorato duro e siamo pronti per fare del nostro meglio”. Tutto questo sarà il campo a deciderlo. Da domenica sera per la nazionale italiana non ci sarà più nessun’amichevole. Ci sarà da pensare solamente al Mondiale.

Abbiamo parlato del fuoricampo di Juan Carlos Infante, ed ecco IN ESCLUSIVA, le immagini del gesto tecnico realizzate dall’interbase della nazionale italiane e immortalate dal sito Grandeslam. Buona Visione!!!

MONDIALI 2009 (1): L’OLANDA VINCE A GODO E RIPORTA IN PARITA’ LA SFIDA NELL’EUROPEAN BASEBALL SERIES, TORNEO AMICHEVOLE DI PREPARAZIONE AI MONDIALI

da Godo, GIDEON 12

Dopo le due partite giocate in Olanda (un pareggio e una vittoria per gli azzurri), l’European Baseball Series si sposta in Italia e precisamente a Godo dove si disputa la terza gara di questo torneo tra le due squadre più forti del nostro continente.

Al Casadio di Godo, da poco rinnovato, Simon Esulta / FIBSgli Orange partono subito forte e colpiscono duro il partente italiano Thiago Da Silva. Valida di Legito al centro e poi lunga battuta di Randall Simon (foto a destra, FIBS)  che si perde dietro ad Andrea De Santis per il fuoricampo che vale i primi due punti della partita.
Se l’Olanda si mostra subito incisiva in fase offensiva, non si può dire lo stesso per l’Italia, che nei primi due inning subisce i lanci di un ottimo Juan Carlos Sulbaran.
Alla terza ripresa la squadra di casa però riesce a mandare per la prima volta l’uomo in prima base grazie alla base ball guadagnata da Francesco Imperiali. Il terza base azzurro avanza poi in seconda grazie alla fortunosa valida interna di Filippo Crociati e segna punto sul lancio pazzo del lanciatore dopo che Juan Carlos Infante aveva guadagnato la base ball. Dopo tre riprese di gioco il punteggio è 1 a 1.

Passano due riprese di totale dominio dei lanciatori e arriviamo al sesto inning della partita. Sul monte di lancio dell’Italia sale Alessandro Ularetti, autore di due ottime prestazioni contro Cuba nelle precedenti amichevoli. Contro il lanciatore neo campione d’Italia, l’Olanda trova due valide (singoli di Kingsale e Legito) e batte, con Simon, la volata di sacrificio che vale il 3 a 1 per gli ospiti. La valida di Smith, poi, permette agli Orange di siglare il punto del 4 a 1. Ularetti viene sostituto da Pizziconi sul monte che carica le basi, dopo i quattro ball tirati al designato Adriana. Mariekson Gregorius batte poiImperiali / Fibs in diamante, ma Imperiali sbaglia l’assistenza a casa permettendo all’Olanda di siglare i punti che portano il risultato sul 6-1. Al cambio campo, Juan Carlos Infante cerca di scuotere i suoi, colpendo un bel fuoricampo a destra per il momentaneo 6 a 2. Momentaneo perché al nono inning Imperiali (foto a sinistra, FIBS)  si riscatta alla grande colpendo un doppio e segnando sulla battuta in diamante di Crociati. La partita finisce 6 a 3 per l’Olanda.

La vittoria olandese porta in parità (1 a 1) questa sfida tra le due nazionali. Per decretare la squadra vincitrice dell’European Baseball Series, sarà decisiva l’ultima gara della manifestazione in programma oggi pomeriggio a Ravenna, alle ore 16.00.

I COMMENTI DEI PROTAGONISTI DOPO GARA 3 DI FINALE SCUDETTO

da San Marino, GIDEON 12

Il risultato finale poteva essere più ampio, viste le occasioni create (15 valide e 13 rimasti in base), ma l’importante è che la Fortitudo abbia vinto  gara tre di Finale Scudetto e si trovi ora a condurre 2 a 1 sul San Marino nella serie.
Dovevamo chiudere a metà gara, quando abbiamo avuto molte possibilità, ma nonostante tutto siamo stati bravi a rimanere concentrati e a portare a casa una vittoria di grande importanza” dice al sito Grandeslam Matteo D’Angelo, di nuovo sul monte di lancio dopo l’infortunio patito negli States che lo ha tenuto lontano dai campi da gioco per quasi un mese.
Commentato la sua gara, il numero 18 della Fortitudo afferma “E’ stato un rientro non malvagio anche se all’inizio non ero era fluido e sciolto come dovevo essere. Se contiamo anche che qui a San Marino il bullpen riservato a noi è quasi assente, devo dire che tutto sommato è stato un ritorno positivo. Peccato per quel lancio su La Fera dove ho subito il fuoricampo”.
Presenta la stessa analisi della gara il Manager Marco Nanni che dice “è stata una gara un po’ strana, in quanto abbiamo creato molto ma raccolto poco. E’ stata comunque una partita molto dura come ci si può aspettare da una sfida di Finale Scudetto. L’importante è avere ottenuto la vittoria che ci porta in vantaggio nella serie”.Richard Austin/Bellocchio Domani sfida tra i lanciatori stranieri e, a riguardo, Nanni conclude “sarà una bella sfida, confidiamo in Jesus (Matos NDR) sul monte”.
Richard Austin  (foto a destra, Bellocchio), invece, è stato spietato e matematico: un turno in battuta e un fuoricampo colpito, “ho aspettato la fastball in mezzo al piatto e quando è arrivata ho colpito duro. Non male, eh?” commenta sorridendo. Il Cleanup della Fortitudo ha fatto un solo turno nel box, in quanto nei rispettivi passaggi in battuta ha collezionato solo basi ball e in merito Richard dice “fa tutto parte del gioco, come anche il loro spostamento a destra quando vado a battere. L’importante è che la squadra abbia vinto e si sia portata in vantaggio nella serie. Domani ci aspetta un’altra gara dura come tutte le altre giocate fino ad oggi”.

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