di DANIELE MATTIOLI
In ogni sport ci sono giocatori discreti, buoni e ottimi, con gli ultimi che vengono propriamente definiti campioni. Il giocatore che abbiamo intervistato appartiene a quest’ultima categoria. Per lui, infatti, parlano i numerosi successi ottenuti e le ottime statistiche realizzate dall’anno dell’esordio in A1, nel 1990, con il Grosseto, fino a quello conclusivo del 2005 con la Fortitudo Bologna. Una media vita battuta di .313 (in 663 gare giocate), condita da 62 fuoricampo realizzati, ben 370 punti battuti a casa e soprattutto la bellezza di 354 basi rubate su 422 tentativi che ne hanno fatto il giocatore più veloce della storia del baseball italiano. Sono numeri degni di un campione. Sono i numeri di David Rigoli.
DANIELE MATTIOLI: Ciao David.
DAVID RIGOLI: Ciao a tutti.
DANIELE MATTIOLI: La prima domanda di questa intervista riguarda te. Fino a questo inverno eri il Team Manager del BBC Grosseto poi le dimissioni. Cosa è successo? Ora di cosa ti occupi?
DAVID RIGOLI: Quando sono stato chiamato a ricoprire il ruolo del General manager al Bbc Grosseto credevo che ci fosse la volontà da parte della società di dare una svolta al loro modo di operare e soprattutto di fare una programmazione di medio periodo che potesse riportare entusiasmo a tutti i livelli nei giocatori, nei settori giovanili e anche sugli spalti. Purtroppo la mia visione non era in linea con quella del presidente e allora ho deciso di farmi da parte e tornare ad essere un semplice appassionato che guarda le partite dalla tribuna.
DANIELE MATTIOLI: Nel prossimo fine settimana, allo Janella di Grosseto si andranno ad affrontare le tue due ex squadre: i padroni di casa del BBC Grosseto e la Fortitudo Baseball. Un tuo pronostico a riguardo?
DAVID RIGOLI: Fare pronostici è sempre difficile e credo che le due squadre in questo momento si equivalgono, per questo non so dire chi vincerà la serie, ma di sicuro non ci sarà la tripletta da parte di nessuna delle due squadre.
DANIELE MATTIOLI: La Fortitudo ha cambiato molto in questa off season, complice le partenze di alcuni grossi calibri, come Liverziani, Pantaleoni, Frignani e Austin, puntando su linea giovani. Cosa ne pensi?
DAVID RIGOLI: Penso che una società che ha dimostrato di saper vincere sia anche consapevole che i cicli costruiti con alcuni giocatori sono destinati a finire e che, prima che sia troppo tardi, è giusto investire su nuovi talenti in modo da crearne un altro il prima possibile, per questo credo che la società abbia fatto una scelta saggia che forse potrà non dare risultati immediati, ma che nel medio termine sicuramente darà i frutti attesi.
DANIELE MATTIOLI: A riguardo di nuovi arrivi in biancoblù, quale pensi sarà l’accoglienza che il pubblico grossetano riserverà ad Jairo Ramos Gizzi, bandiera della squadra toscana per molte stagioni?
DAVID RIGOLI: Jairo ha dato molto al Bbc Grosseto con il quale ha vinto 2 scudetti e una Coppa dei Campioni e la scelta di andare via da Grosseto è da imputare più alla volontà della società che a quella del giocatore. Nonostante il suo rapporto di amore e odio con il pubblico di Grosseto credo che Ramos sia un grande giocatore e non si lascerà influenzare dall’accoglienza che il pubblico di Grosseto gli riserverà, qualunque essa sia.
DANIELE MATTIOLI: Sempre riguardo alla squadra allenata da Marco Nanni, il 10 aprile 2010 Fabio Betto ha ottenuto la vittoria numero 100 della sua carriera. Un tuo commento a riguardo.
DAVID RIGOLI: Lunedì scorso ho chiamato Fabio per complimentarmi con lui per lo splendido risultato che ha raggiunto, soprattutto perché la sua carriera è passata attraverso momenti di forte difficoltà, più volte è stato dato per finito, come se non avesse più niente da dare, ma grazie al suo carattere tenace ha saputo reagire sempre da grande campione per questo credo che si meriti pienamente tutti i successi che ha raggiunto nella sua carriera.
DANIELE MATTIOLI: Passando invece dalla sponda dei padroni di casa, cosa ne pensi della squadra allestita che ha il compito di riscattare la difficile annata del 2009?
DAVID RIGOLI: Personalmente avrei fatto scelte diverse, con un programma che aveva ambizioni di medio termine e non di breve, come invece sono state fatte dal BBC. Detto questo credo il Grosseto ha nel reparto lanciatori il suo punto di forza, anche se ha perso un giocatore importante come Oberto, per quanto riguarda il resto della squadra è sicuramente un buon gruppo di giocatori che, se riescono a trovare i giusti stimoli, saranno in grado di lottare fino in fondo, non credo però che tutti i problemi che si sono manifestati l’anno scorso siano stati risolti e questo potrebbe essere sicuramente un grande limite per arrivare in finale.
DANIELE MATTIOLI: Parlando invece del campionato, chi vedi tra le favorite per la vittoria finale?
DAVID RIGOLI: Considerato che si gioca un campionato a 8 squadre e che già oggi la classica è divisa in due tronconi con sei squadre che lottano per i playoff e due che non hanno particolari ambizioni, non è mai facile fare un pronostico, ma penso che le candidate allo scudetto possono essere Rimini, Bologna, Nettuno e San Marino.
DANIELE MATTIOLI: E’ un anno importante questo per il nostro movimento. E’ infatti entrata in vigore la regola delle franchigie e il numero degli italiani in campo è aumentato a 6. Che pensiero ti sei fatto di questi cambiamenti?
DAVID RIGOLI: Personalmente, come consigliere federale, ho partecipato attivamente per la realizzazione di questo tipo di campionato e credo che sia l’unica soluzione per riportare interesse nel Baseball. Certamente
le regole che abbiamo introdotto sono tutte rivolte al miglioramento del nostro sport, ma se non saranno condivise dagli attori principali, atleti, tecnici e dirigenti è ovvio che anche così sarà difficile che si ottengano grandi cambiamenti.
DANIELE MATTIOLI: Visto che il paragone alla MLB è ovvio per quanto riguarda le Franchigie, due piccole curiosità: che squadra tifi in Major League? Il tuo giocatore preferito?
DAVID RIGOLI: Onestamente non ho mai avuto una squadra per la quale tifare in modo particolare, diciamo che ho sempre avuto un occhio di riguardo per gli Atlanta Braves perché il giocatore al quale mi sono sempre ispirato è Chipper Jones.
DANIELE MATTIOLI: Ripercorriamo ora la tua carriera sin dagli inizi. Chi ti ha fatto conoscere il meraviglioso gioco del baseball? Dove e a che età hai esordito? Chi era il tuo giocatore preferito?
DAVID RIGOLI: Il gioco del baseball l’ho conosciuto perché la scuola che frequentavo era proprio dietro lo stadio e soprattutto perché in quel periodo il baseball a Grosseto era giocato ovunque e quindi è stato quasi inevitabile iniziare, devo dire però che è stato un amore a prima vista.
Ho esordito nel 1990 con il Grosseto, quell’anno ho fatto solo poche apparizioni al piatto, l’anno successivo invece sono diventato titolare. Il giocatore che ammiravo di più da ragazzo era Giammario Costa, un vero idolo prima, un amico adesso.
DANIELE MATTIOLI: Prima di arrivare in Fortitudo nel 2003, hai giocato a Grosseto e a Parma. Che ricordi hai di queste esperienze?
DAVID RIGOLI: Senza dubbio l’esperienza più importante e quella che mi ha permesso di farmi conoscere è stata quella di Parma dove ho vissuto i tre anni più belli della mia carriera sportiva e non solo, è stata un’esperienza che mi ha permesso di confrontarmi con i migliori giocatori di quel periodo che per la maggior parte erano anche i miei compagni di squadra. Grosseto è stato un rapporto di amore e odio, ho sempre avuto un rapporto ottimo con tutti i miei compagni di squadra, ma più volte non sono stato in sintonia con la dirigenza da qui il motivo per cui me ne sono andato per due volte a giocare in atre squadre.
DANIELE MATTIOLI: Nel 2003 eccoti a Bologna, dove vinci subito lo Scudetto da protagonista.
DAVID RIGOLI: Per quanto riguarda Bologna è stata un’esperienza molto bella, soprattutto perché affrontata insieme a dei compagni di squadra che, prima di tutto, erano degli amici e ho trovato una dirigenza con la quale ho instaurato da subito un ottimo rapporto. Ovviamente la ricordo con piacere anche perché è stata l’ultima squadra con la quale ho giocato.
DANIELE MATTIOLI: Due anni più tardi, c’è il bis con la vittoria in gara 7 di fronte ad un Gianni Falchi strapieno. Che emozione è stata quella di vincere il tricolore davanti a 4000 persone?
DAVID RIGOLI: Sicuramente ogni finale scudetto ha il suo fascino, ma sicuramente quella finale è stata speciale sia per la presenza del pubblico che ci ha supportato sia perché abbiamo recuperato una serie che ci vedeva indietro 3 a 2.
DANIELE MATTIOLI: Sempre in quell’anno, è arrivata la tua decisione di appendere il guantone al chiodo. Hai un pò di rammarico, visto che il tuo ritiro è arrivato a 33 anni, età che nel baseball non si può ritenere certamente elevata?
DAVID RIGOLI: La decisione del mio ritiro è maturata durante l’ultimo anno di attività, infatti, i problemi alla schiena erano diventati troppo importanti e questo non mi permetteva di esprimermi ai livelli che volevo. Certo smettere di giocare non è stato facile, ma sicuramente dopo ormai 15 credo che sia stata la decisione giusta.
DANIELE MATTIOLI: Dopo il tuo addio dai campi di gioco, è arrivata l’incarico da opinionista per il programma Extra-Inning, in onda sul canale Teletirreno.
DAVID RIGOLI: Più che un incarico quello di Teletirreno è stato un divertimento, anche perché sia i conduttori sia il direttore sono degli amici e quindi alla loro richiesta di un mio coinvolgimento nel programma, ho dato subito la mia disponibilità. Credo che quella trasmissione sia stata un’esperienza importante che mi ha fatto conoscere un altro modo di vedere il baseball, non più come attore principale, ma bensì come osservatore.
DANIELE MATTIOLI: Ed eccoci arrivati all’ultima domanda della nostra intervista. Detieni il record di basi rubate nella storia della campionato italiano. Cosa si prova ad essere nella storia, vittorie di squadra a parte, di questo sport?
DAVID RIGOLI: Non ho mai giocato per battere dei record, soprattutto perché il baseball è un gioco di squadra e quello che conta alla fine è il risultato del collettivo. In ogni caso sono certamente orgoglioso di essere riuscito nella mia carriera ha raggiungere un traguardo importante, sono consapevole anche del fatto che questo record è stato il frutto di molto impegno, dedizione e collaborazione da parte dei compagni di squadra che mi hanno aiutato nel corso della mia carriera.
DANIELE MATTIOLI: Grazie mille per la disponibilità.
DAVID RIGOLI: Grazie a te.
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I COMMENTI DEI PROTAGONISTI DELLA VITTORIA FORTITUDO IN GARA 3 A SAN MARINO
Dopo esser stata sotto per sei inning, la Fortitudo ha appena impattato il risultato a San Marino e ha ora la possibilità di portarsi in vantaggio. Daniele Malengo è ora sul cuscinetto di terza base, mentre Francesco Alaimo è impiegato nel box di battuta. La tensione è alle stelle. Il numero 26 Campione d’Italia mostra il bunt. La difesa lo capisce, ma lo squeeze play di Alaimo è perfetto. Malengo arriva in scivolata salvo a casa base. E’ il punto del vantaggio Fortitudo. E’ il punto della vittoria.
della Squadra, e autore anche lui di due valide “sono contento della mia prestazione, compreso anche il mio ritorno nel ruolo originiario di ricevitore che mi ha dato una carica ancor maggior, ma ancora di più di quella della squadra che ha dimostrato questa sera il vero valore della Fortitudo, dopo le due brutte prove di giovedì e venerdì sera“. Il numero 12 Campione d’Italia continua poi dicendo “abbiamo dimostrato di essere vivi e grande merito di questa vittoria va dato a Fabio, che ha lanciato una formidabile gara. E’ la sua vittoria numero 100 in carriera e questo risultato testimonia ampiamente la sua classe e professionalità“.
molto sofferta e di grande importanza, giocata con la giusta mentalità. Il risultato delle 100 vittorie? Finalmente è arrivato (sorride). E’ sicuramente un bel traguardo per un lanciatore, potevo arrivarci prima se avessi avuto una carriera più tranquilla dal punto di vista degli infortuni, ma va bene lo stesso” dice Fabio Betto. Lo stesso lanciatore fa poi una dedica ”la faccio a tutti coloro che mi hanno supportato e mi sono stati vicini in questi anni, sia nel mondo del baseball che fuori“. E’ la vittoria numero 100 di Fabio Betto, la quarta stagionale della Fortitudo Bologna. Che da venerdì prossimo, in occasione del trittico casalingo contro il Paternò, cercherà di incrementare il proprio bottino stagionale.
“Ho pensato solamente di mettere la pallina in campo” dice al sito Grandeslam Francesco Alaimo “e ho sperato che Daniele (Malengo NDR) riuscisse ad arrivare a salvo per segnare il punto. Chiamata azzeccatissima che alla fine è risultata decisiva per la partita. Sono molto soddisfatto” continua il seconda base Fortitudo, ieri impiegato all’esterno sinistro “perchè sono riuscito a riscattare un inizio in difesa non eccellente per me e perchè così ho contribuito ad aiutare la squadra a raggiungere la vittoria. E soprattutto perchè in questo modo Fabio (Betto NDI) è riuscito a vincere la gara numero 100 della sua carriera. Una vittoria strameritata per lui “.
L’altro protagonista della spettacolare azione Fortitudo, è stato Daniele Malengo, trascinatore della squadra in battuta, dove ha colpito due valide, e in difesa con giocate importanti “sono molto contento della vittoria, abbiamo lottato duramente e soprattutto fino alla fine e siamo riusciti a portare a casa una gara difficile, perchè giocata contro una grande formazione come il San Marino“. E’ dello stesso avviso Juan Carlos Infante, che sebbene non fosse al 100% per via di un infortunio al gomito è risultato ancora una volta decisivo. E’ stata sua, infatti, la valida alla settima ripresa, che ha portato a casa i due punti per il momentaneo pareggio Fortitudo “è stata una grande partita, dove i lanciatori hanno lanciato molto bene. Sono contento per Fabio per il risultato raggiunto e speriamo di continuare così anche nelle prossime gare“.
Uno dei trascinatori della squadra in quarta vittoria della stagione, è stato sicuramente Stefano “Bidi” Landuzzi, Capitano
“Se non fosse passato attraverso gravi infortuni, Fabio avrebbe già raggiunto quota 100 vittorie da tempo” afferma Marco Nanni, Manager della Fortitudo, “vista la sua grande classe. Sono tutte vittore strameritate quelle ottenute da lui, come quella di stasera. Eravamo in un momento di difficoltà, e Fabio si è messo al serivizio della squadra, superando, seppur ad inizio di stagione, il numero di lanci (100) che ci eravamo dati. Gli abbiamo chiesto gli straordinari e lui ce li ha dati“.
Il miglior Manager della scorsa stagione commenta poi la gara “è stato importante ritornare a Bologna con una vittoria che vuole dire tante cose. Quella di stasera (ieri sera NDI) è stata una partita che abbiamo giocato bene e abbiamo avuto la capacità di restare attaccati al punteggio. E nonostante le assenze, siamo stati bravi a portarla a casa e ad evitare lo sweep che manca dal lontano 2002“.
E’ arrivata, come detto dai compagni e dallo stesso Manager, la vittoria numero 100 in carriera per Fabio Betto, che ancora una volta ha mostrato tutta la sua classe e bravura: 7 inning lanciati, 6 valide concesse, 2 punti subiti, 2 basi ball e ben 7 eliminazioni al piatto effettuate. Chapeau.
“E’ stata una vittoria
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