DOPO PANTALEONI, INTERVISTA AL SECONDO GLADIATORE DI CUPRAMONTANA: DIEGO BONCI

1 07 2008

di GIDEON 12

 

Essendo un amante degli scacchi, possiede una buona concentrazione. Questa pregio gli torna utile anche quando gioca a baseball, in quanto alla stessa aggiunge la passione verso questo sport e la voglia di fare bene in ogni circostanza, come giusto che sia.

Queste qualità sono proprie di Diego Bonci, l’intervistato della settimana.

 

GIDEON 12: Ciao Diego.

DIEGO BONCI: Ciao a tutti.

GID12: Parlando subito del vittorioso trittico, qui a Godo, altra tripletta Fortitudo. Dove può arrivare la squadra?

DIEGO: Beh, penso che, visto il nostro rendimento sia in attacco che in difesa, lo scudetto sia il nostro obiettivo.

GID12: Quest’anno, stai giocando sia da esterno centro che da esterno sinistro. In quale delle due posizioni ti trovi meglio?

DIEGO: Sicuramente mi trovo meglio al centro, in quanto c’è tutto quello che puoi prendere.

GID12: Parlando invece degli avversari, chi ti ha colpito di più? Chi meno?

DIEGO: Ti posso dire che squadre come la nostra non ne ho viste, ma mi ha colpito il line-up del Nettuno, esplosivo. La squadra che mi ha colpito in negativo è invece il Redipuglia, formata da stranieri esperti e da qualche buon italiano. Non è abbastanza per competere in Serie A1.

GID12: Ripercorrendo la tua carriera da giovane, chi ti ha fatto conoscere il gioco del baseball? Dove e a che età hai iniziato?

DIEGO: Ho iniziato a giocare a baseball grazie a mio fratello, più grande di me, con il quale mi allenavo a Cupramontana. Nella città dove sono nato ho iniziato a giocare in prima squadra nel 1999. Prima lanciavo, ma, visto i risultati non incoraggianti, sono diventato un battitore.  

GID12: Dal 2005 in Fortitudo. Fai una top-three dei momenti più belli che hai vissuto in biancoblù.

DIEGO: Sicuramente al primo posto metto il Walk-Off Single dello scorso anno contro il Rimini (sotto per uno a zero a metà del nono inning, la Fortitudo trovò il pari con il triplo di Liverziani al centro. Ci pensò poi Diego a dare la vittoria ai felsinei colpendo valido, a basi piene Ndr), un’emozione bellissima. Al secondo posto, invece, il doppio nel 2005 contro il Nettuno al nono inning. Entrato come pinch-hitter, trovai la valida a destra segnando poi il punto della vittoria su lancio pazzo nettunese. Sul gradino più basso del podio metto il singolo a basi piene contro il Parma, nella gara vinta cinque a zero al Nino Cavalli. Una giocata molto importante per me, in quanto venivo da un momento non splendido.  

GID12: Parlando sempre di te, chi è il lanciatore avversario che soffri di più?

DIEGO: Non è ho uno in particolare, dipende molto dalla giornata.

GID12: Invece, chi è il giocatore avversario che ammiri di più per il comportamento?

DIEGO: Ti rispondo con il nome di Shaun Skrehot, l’interbase americano del Godo. Potrebbe fare il fenomeno, visto le statistiche e le qualità che ha, in una squadra non eccezionale ed invece sta con i piedi per terra. Un campione.

GID12: Parlando invece di Mlb,  per quale squadra tifi? Chi è il tuo giocatore preferito?

DIEGO: Tifo Milwaukee, perché era la squadra dove giocava Jason Conti prima di venire in Italia. Con lui avevo fatto una scommessa, affermando che i Brewers avrebbero raggiunto i play-off, al contrario di quello che diceva lui. Alla fine però, ha vinto lui. Come giocatore preferito, ti rispondo con il nome di Corey Hurt, giocatore sempre dei Milwaukee.

GID12: Hai tentato anche l’avventura in Australia, nell’Inverno del 2006, unendo il baseball al lavoro. Raccontaci questa tua esperienza.

DIEGO: A livello sportivo non è andato molto bene perché la categoria dove giocavo assomigliava principalmente alla nostra Serie C, anche se i buoni giocatori non mancavano. Per il resto è un paese bellissimo, dove è molto facile farsi una vita e trovare un lavoro. Abitavo a Perth ma ho avuto l’opportunità di visitare anche Brisbane e Sidney. Ma la cosa che mi ha colpito di più sono i piccoli paesini persi nel nulla. Bellissimi.

GID12: Infine Diego, toglici una curiosità. Navigando su internet, ho trovato questo sito: www.boncinetwork.com/bonci_nel_mondo.htm. Di che cosa si tratta?

DIEGO: Ne sono a conoscenza perché anche io, come tutte le persone ho provato a digitare il mio nome su internet, e ho trovato questa pagina. La solita idea di un americano che non aveva niente da fare (ride).

GID12: Grazie per la disponibilità Diego.

DIEGO: Grazie a te.

 

LA SCHEDA DI DIEGO BONCI

 

Nome: DIEGO

Cognome: BONCI

Nato il: 17 MARZO 1983 A CUPRAMONTANA

Ruoli: ESTERNO

Squadre in cui ha giocato: CUPRAMONTANA, REDSKINS IMOLA E FORTITUDO BOLOGNA

Titoli vinti, in Fortitudo: CAMPIONE D’ITALIA 2005

Musica al Falchi, prima di andare in battuta: BLACK GLOVES (GOOSE)

Hobby: DA GRANDE CINEFILO I SUOI FILM PREFERITI SONO FARGO DEI FRATELLI COEN, IL GRANDE SONNO CON HUMPHREY BOGART, BETTLEJUICE DI TIM BURTON E LE CENERI DI ANGELA DI ALAN PARKER. E’ UN AMANTE DELLA LETTERATURA E PRINCIPALMENTE DI FEDOR DOSTOEVSKIJ MENTRE A LIVELLO MUSICALE, ASCOLTA PRINCIPALMENTE L’ELETTRONICA ED E’ UN FAN DEI RADIOHEAD. INOLTRE E’UN GRANDE APPASSIONATO DI SCACCHI.

 

 

                DIEGO BONCI

 





INTERVISTA AL BRACCIO PIU’ VELOCE DELLA LEGA: JUAN PABLO ANGRISANO

23 06 2008

di GIDEON 12

 

.261 di media battuta, .369 di media arrivi in base, dodici Rbi frutto di diciotto valide (tra cui un fuoricampo) e la bellezza di sette colti rubando in quattordici tentativi. Numeri da veterano. C’è però un problema. Lui non è un veterano ma è al suo primo anno in Serie A1.

Stiamo parlando di Juan Pablo Angrisano, l’intervistato della settimana.   

 

GID12: Ciao Pablo.

PABLO: Ciao a tutti.

GID12: Hai battuto il tuo primo fuoricampo in A1 contro il Parma. Che cosa hai provato quando hai visto la pallina andare oltre le recinzioni?

PABLO: Beh, sono stato molto contento perché per me era la prima volta. A dire il vero avevo girato per fare una volata e quindi per portare a casa un punto. Alla fine ne sono entrati tre, meglio.

GID12: Questo è il tuo primo anno in Serie A1. Quali differenze hai riscontrato rispetto all’A2?

PABLO: A parte la diversa suddivisione all’interno della società, la differenza maggiore che ho riscontrato è quella che i lanciatori dell’A1, tirano molto più forte rispetto a quelli cadetti.

GID12: Fino l’anno scorso eri un giocatore del Codogno poi, nel mercato invernale, hai deciso di indossare la maglia biancoblù. Cosa ti ha spinto a scegliere Bologna?

PABLO: Ho scelto di venire a Bologna soprattutto perché mi hanno parlato bene della società, sempre seria, nonché della squadra. Inoltre la frequenza con cui la Fortitudo raggiunge i play-off ha fatto la sua parte.

GID12: Com’è stato il tuo inserimento in squadra? Conoscevi qualcuno?

PABLO: Conoscevo già Fabio Milano, Giovanni Pantaloni e Matteo D’Angelo. Mi sono trovato benissimo con tutti in squadra. E’ un gruppo unito dove non esiste quello degli oriundi, degli stranieri o degli italiani ma ne è presente solo uno. Ed il bello è proprio quello. 

GID12: Tu sei nato a Buenos Aires, Argentina, patria di grandi campioni di calcio. Com’è nata la tua la passione per il baseball? Chi ti ha fatto conoscere il gioco? Quale era il tuo idolo da giovane?

PABLO: Ho conosciuto questo sport in un modo un po’ strano. Le mie sorelle giocavano a hockey su prato e il fratello di una loro compagna giocava a baseball. E così a cinque anni iniziai a giocare. Come giocatore preferito ti rispondo con i nomi di due giocatori dell’Mlb, visto che in Argentina è poco diffuso. Il primo, quando ero piccolo, è Barry Bonds mentre quando incominciai a capire il gioco e a giocare catcher, il ricevitore dei Detroit Tigers, Ivan Rodriguez.

GID12: Sempre rimanendo in tema di Mlb, per quale squadra tifi?

PABLO: La mia squadra preferita sono i Pittsburgh Pirates anche se simpatizzo per i Detroit Tigers per due motivi. Il primo perché ci gioca Ivan Rodriguez ed il secondo perché la lettera D, mi ricorda la squadra con cui giocavo in Argentina, i Daom.

GID12: Sempre parlando di te, sei dal 2003 in Italia (esordio con lo Junior Parma). Fai una top-three dei momenti più belli che hai vissuto.

PABLO: Al primo posto la stagione 2006, dove ho giocato molto bene sia in attacco (otto fuoricampo, tra cui un grande slam) che in difesa. Al secondo, invece, il mio primo anno in Italia con lo Junior Parma dove mi sono trovato molto bene. Sul gradino più basso del podio metto la gioia che provo quando riesco ad eliminare un corridore che tenta di rubare una base.

GID12: Chi è il lanciatore che soffri di più?

PABLO: Non ti posso rispondere con un nome perché nel box di battuta posso battere contro tutti i lanciatori e nello stesso tempo non riuscirci.

GID12: Il lanciatore con il quale ti sei trovato meglio in batteria, invece?

PABLO: I lanciatori con cui mi sono trovato meglio sono Luca Bassi quando giocavo allo Junior Parma mentre a Codogno, Ernesto Comoglio e i fratelli Schiavoni.

GID12: Infine Pablo, toglici una curiosità. Ma come fai ad eliminare così tanti corridori che tentano di rubare le basi?

PABLO: Il trucco è semplice: tanto, tanto e tanto allenamento con la speranza che la pallina arrivi prima del giocatore avversario.

GID12: Grazie per la disponibilità Pablo.

PABLO: Grazie a te.

 

LA SCHEDA DI JUAN PABLO ANGRISANO

 

Nome: JUAN PABLO

Cognome: ANGRISANO

Nato l’: 8 APRILE 1980 A BUENOS AIRES, ARGENTINA

Ruoli: RICEVITORE

Squadre in cui ha giocato: JUNIOR PARMA, CODOGNO.

Musica al Falchi, prima di andare in battuta: BABY TE QUIERO AMOR

Hobby: AMANTE DEL CINEMA E PRINCIPALMENTE DI COMMEDIE, ANGRISANO E’ UN GRANDE FAN DEL TELEFILM PRISON BREAK. INOLTRE ASCOLTA TUTTI I TIPI DI MUSICA ANCHE SE ULTIMAMENTE HA UN DEBOLE PER L’ELETTRONICA. SEGUE, OLTRE AL BASEBALL, TUTTI GLI SPORT.

  

 

         JUAN PABLO ANGRISANO

 





IL SUO CONTRIBUTO ALLA SQUADRA NON MANCA MAI: VI PRESENTIAMO STEFANO LANDUZZI

19 06 2008

di GIDEON 12

 

Quando subisci un infortunio di quel genere puoi utilizzarlo come pretesto per smettere e dedicarti ad altro. Lui invece, con la sua determinazione e l’amore verso la Fortitudo, l’ha superato al meglio ed è sempre pronto ed a disposizione della squadra.

Stiamo parlando di Stefano Landuzzi, l’intervistato di questa settimana.

 

GIDEON 12: Ciao Bidi.

STEFANO LANDUZZI: Ciao a tutti.

GID12: E’ mancata per poco la vittoria contro il Parma. Raccontaci la partita dal campo.

BIDI: E’ stata una partita equilibrata, caratterizzata da un buon baseball e dagli ottimi lanciatori. Questo risultato punto a punto conferma il fatto che il baseball è bello per questo. Oggi ha vinto il Parma, che ha battuto di più. Giusto così.

GID12: Sempre parlando del campionato, quale è la squadra che ti ha colpito di più?

BIDI: Sicuramente la nostra squadra, la Fortitudo, perché pur avendo molte difficoltà, economiche (manca lo sponsor) e infortunistiche (out Connell, Gasparri e Frignani), siamo primi in classifica. Siamo la squadra rivelazione, perché sinceramente nessuno ci avrebbe messo al primo posto, dove tutti i giocatori riescono a trovare il loro spazio.

GID12: Parlando invece di Stefano Landuzzi, come è nata la tua passione per il baseball e per il ruolo da catcher?

BIDI: Il mio amore verso questo sport è nato negli anni ottanta, complice anche il boom che aveva avuto, dovuto alle vittorie di Bologna di quel periodo. Mi ricordo che giocavo spesso con gli amici in cortile, poi, ho iniziato il corso in parrocchia fino ad arrivare in biancoblù. Per quanto riguarda il ruolo di ricevitore, mi è stato dato sin da ragazzino dagli allenatori. A proposito di allenatori, vorrei ringraziare Paolo Frignani e E.Barbieri che mi hanno dato le basi giuste per essere un buon giocatore: cercare sempre di fare bene e soprattutto il rispetto verso gli altri.

Ora dopo l’infortunio che mi ha colpito, cerco di essere disponibile nei confronti della squadra, giocando all’esterno.

GID12: Sempre riguardo al ruolo di ricevitore, che consiglio daresti ai giovani catcher?

BIDI: Potrei dire tante cose, ma quella più importante è soprattutto lavorare nel bullpen, perché così puoi conoscere i lanciatori e i loro tipi di lancio. E’ importante che questo non venga preso come una sorta di punizione ma come un importante insegnamento per migliorare se stessi e l’affiatamento con il pitcher.

GID12: Chi è stato il lanciatore con cui ti sei trovato meglio?

BIDI: Come lanciatore straniero, considerando che Matos non l’ho mai ricevuto e quindi non posso esprimermi, dico Yoshimune Wakita, uno dei lanciatori più bravi che ho ricevuto. Tra gli italiani, ti posso rispondere con i nomi di Cretis e Betto. Deve essere bello ricevere D’Angelo, anche se purtroppo non ne ho mai avuto l’occasione, complice l’infortunio.

GID12: Dal 1991 in Fortitudo (esordio con fuoricampo a Paolo Cherubini, della Mediolanum). Fai una top-three dei momenti più belli che hai vissuto da giocatore.

BIDI: Al primo posto metto lo Scudetto del 2003, un emozione indescrivibile vincerlo con la squadra della propria città. Al secondo posto l’Olimpiade di Sidney 2000, uno dei momenti più belli per la vita di uno sportivo. In terza posizione dico la tripletta fatta a Grosseto, importante per la classifica e per la gloria ma soprattutto ricca di soddisfazione perché ottenuta contro tanti ex, compreso l’allenatore che non ha mai creduto in me nella sua permanenza a Bologna.

GID12: Chi è il lanciatore che soffri di più?

BIDI: Più che lanciatore direi lanciatori (ride). Sicuramente Lincoln Mikkelsen. Non ci ho mai capito niente.

GID12: Invece, chi è che ammiri di più per il comportamento?

BIDI: David Sheldon, un giocatore che ci mette sempre il cuore.

GID12: Parlando di Mlb, per quale squadra tifi? Chi è il tuo giocatore preferito?

BIDI: Come squadra dico New York Yankees, mentre come giocatore, anche se non gioca nella Grande Mela, Ivan Rodriguez, il ricevitore dei Detroit Tigers.

GID12: Infine, svelaci perché il tuo soprannome è Bidi.

BIDI: Tutta colpa di una canzone di una pubblicità che cantavo sempre agli amici quando ero piccolo (ride). Il ritornello faceva “Bidi-Bodi” e da qui ecco il soprannome con il quale sono conosciuto ovunque.

GID12: Grazie per la disponibilità Bidi.

BIDI: Grazie a te.

 

LA SCHEDA DI STEFANO LANDUZZI

 

Nome: STEFANO

Cognome: LANDUZZI

Nato il: 2 FEBBRAIO 1973 A BOLOGNA

Ruoli: RICEVITORE ED ESTERNO

Squadre in cui ha giocato: FORTITUDO BOLOGNA

Titoli vinti, in Fortitudo: CAMPIONE D’ITALIA 2003 e 2005

Musica al Falchi, prima di andare in battuta: SONG 2 (BLUR)

Hobby: GLI PIACE MOLTO IL CINEMA ED IL SUO FILM PREFERITO E’ “ IL MIGLIORE” CON ROBERT REDFORD. OLTRE IL CINEMA ED IL BASEBALL, AMA LA MUSICA ED IL SUO CANTANTE PREFERITO E’ VASCO ROSSI.

 

 

              STEFANO LANDUZZI

 





INTERVISTA A SUPERFRANCESCO ALAIMO

9 06 2008

di GIDEON 12

 

Quando non sei un titolare, sai che devi farti trovare pronto in ogni occasione per dare una mano alla squadra. Il giocatore che andiamo a conoscere, ha dimostrato nuovamente di saperlo fare nel trittico contro il San Marino dove è risultato sia devastante nella gara pomeridiana, battendo tra le altre cose il suo primo triplo in Serie A1 e per di più a basi piene, sia utile per il risultato nella gara serale.

Se non lo avete ancora indovinato l’intervistato di questa settimana è Francesco Alaimo.  

 

GIDEON 12: Ciao Francesco.

FRANCESCO ALAIMO: Ciao a tutti.

GID12: MVP di Gara 2 contro il San Marino con un sontuoso tre su cinque fra cui un meraviglioso triplo a destra a basi piene con il quale hai sparecchiato le basi. Prima di tutto ciò, avevi battuto il singolo che aveva permesso alla Fortitudo di passare in vantaggio. Cosa hai provato in questa situazione e quando hai visto la tua palla superare Colicchio (esterno destro del San Marino Ndr)?  

FRAN: Sono molto contento sia per la partita vinta sia per la mia prestazione con la quale ho aiutato la squadra. Quando ho visto la pallina superare Colicchio, ho detto…però, bella battuta… (ride).

GID12: Questo è il tuo primo anno in A1. Quali differenze hai incontrato rispetto all’A2?

FRAN: E’ sicuramente un salto molto grande dove tutto è diverso, dalla qualità del gioco alla mentalità con la quale si scende in campo. Sto lavorando per adattarmi e migliorare anche se questo è solo l’inizio.

GID12: Come è stato il tuo inserimento in squadra? Conoscevi già qualcuno?

FRAN: Come giocatori ne conoscevo qualcuno ma solo di nome. Sono stato aiutato da tutti,  mi hanno dato una grande mano ad inserirmi nel gruppo. Sono contento della scelta che ho fatto e cioè di venire a Bologna.

GID12: Ripercorrendo la tua carriera da giovane, chi ti ha fatto conoscere il meraviglioso gioco del baseball? Dove e a che età hai iniziato? Chi era il tuo giocatore preferito?

FRAN: Ho iniziato per caso. Sono stati i miei genitori, grandi appassionati di baseball, a farmi conoscere il gioco. Correndo molto veloce da piccolo, ho iniziato a giocare a otto anni nella mia città natale, Torino. Come giocatore preferito, ti rispondo con due giocatori americani: Alex Rodriguez e Derek Jeter. Anche se preferisco di più il secondo. Infatti per questo motivo, i miei compagni mi hanno dato il soprannome di Jeter.

GID12: Dopo aver scoperto che il tuo giocatore preferito gioca in Mlb, per quale squadra di Major League tifi?

FRAN: Ovviamente i New York Yankees. Anche se sono in minoranza nello spogliatoio, visto i tanti compagni che tifano Boston (ride).

GID12: Con un occhio rivolto nei decenni passati, chi era il tuo giocatore preferito?

FRAN: Sicuramente Ty Cobb.

GID12: Sempre parlando a livello personale, quale è il lanciatore che soffri di più?

FRAN: Beh, in A2 nessuno in particolare in quanto battevo in modo regolare. Per la Serie A1 invece, è ancora presto.

GID12: Il giocatore che ammiri di più per il comportamento invece chi è?

FRAN: Ti rispondo con David Sheldon, un grande campione dentro e fuori dal campo.

GID12: Per ultimo, fai una top three dei momenti più belli della tua carriera.

FRAN: Al primo posto metto il fuoricampo interno che ho battuto contro il Macerata nel 2007, peccato che la gara non sia stata omologata. Poi al secondo posto, dico le due gare, nel 2006 e 2005, dove ho concluso con la media battuta a mille. Una delle quali è stata contro il Firenze. Infine il doppio gioco difensivo contro il Nettuno, che ho iniziato ed è stato concluso da Bautista.                                   

GID12: Grazie mille per la disponibilità.

FRAN: Grazie a te.

 

LA SCHEDA DI FRANCESCO ALAIMO

 

Nome: FRANCESCO

Cognome: ALAIMO

Nato il: 30 LUGLIO 1985 A TORINO

Ruoli:  SECONDA BASE

Squadre in cui ha giocato: JUVE 98’, RICCIONE BASEBALL E FORTITUDO BOLOGNA 

Musica al Falchi, prima di andare sul monte: SQUARE DANCE (EMINEM)

Hobby: ESSENDO UN CINEFILO AMA TUTTI I GENERI ED IL SUO FILM PREFERITO E’ LA MOSCA DI DAVID CRONENBERG CON JEFF GOLDBLUM.

COME TELEFILM SEGUE NIP&TUCK MENTRE I SUOI LIBRI PREFERITI SONO IL RITRATTO DI DORIAN GRAY E LO STRANO CASO DEL DOTTOR JEKILL E DEL SIGNOR HYDE.AMA BALLARE (E’STATO INSEGNANTE DI HIP HOP) ED ASCOLTA TUTTI I GENERI DI MUSICA, BASTA CHE SIA ORECCHIABILE.

   

 

              FRANCESCO ALAIMO

 

 





INTERVISTA AL DIRETTORE D’ORCHESTRA DELLA FORTITUDO BAND: MARCO NANNI

3 06 2008

di GIDEON 12

 

Se la Fortitudo è lassù in alto, in vetta alla classifica con quattro gare di vantaggio sulle inseguitrici, ampio merito è soprattutto del Manager biancoblù, Marco Nanni, capace di gestire al meglio una squadra ricostruita nel mercato invernale, dimostrando le proprie capacità anche quando in situazione di emergenza è riuscito a trovare la formazione giusta per ottenere la vittoria.

E’ proprio Marco Nanni, l’intervistato di questa settimana.

 

GIDEON 12: Ciao Marco.

MARCO NANNI: Ciao a tutti.

GID12: Dopo il girone d’andata, la Fortitudo è prima in classifica con uno sbalorditivo record di diciotto vinte e solo tre perse, ribaltando i pronostici degli addetti ai lavori. Qual è il segreto di questo successo?

NANO: Non c’è nessun segreto. La squadra è stata costruita perfettamente in tutti i reparti e ha la qualità di non avere paura di nessuno, pur rispettando enormemente gli avversari. Inoltre abbiamo raggiunto un certa solidità difensiva, la nostra arma in più.

GID12: Rispetto agli altri anni, vedendo la squadra da fuori, sembra esserci un clima più sereno in spogliatoio. C’è stato questo miglioramento?

NANO: Sotto questo punto di vista, posso assicurarti che non ci sono differenze rispetto gli altri anni. Penso che l’innesto di giocatori di qualità, abbia dato una maggior tranquillità al resto del gruppo, compattandolo ancora di più.

GID12: Il sedici e il diciassette maggio, la Fortitudo Baseball è entrata nella storia, sconfiggendo per ben tre volte il Grosseto nella sua tana, cosa che non accadeva da dodici anni (l’ultima squadra a riuscire a vincere tre volte a Grosseto, fu il Parma Ndr). Cosa hai provato per questa rivincita dopo la batosta subita nei play-off dello scorso anno?

NANO: Sicuramente una gioia enorme, perché non succede tutti i giorni di battere, per ben tre volte e fuori casa, la squadra campione d’Italia in carica che quest’anno è il Grosseto. E’ stato un week-end spettacolare soprattutto in attacco, dove abbiamo battuto tantissimo.

GID12: Facendo un salto dall’altra parte dell’Oceano, a quale allenatore dell’Mlb ti ispiri maggiormente?

NANO: Non ho nessun punto di riferimento, cerco di guardare tutti i manager (ringrazia l’arrivo di Nasn, il canale satelittare che trasmette la Major League, per questo) e di prendere le caratteristiche migliori di tutti per metterle al servizio della squadra.

GID12: Rimanendo in tema di baseball americano, per quale squadra tifi?

NANO: Tifo a ovest i Los Angeles Dodgers di cui amo soprattutto la tranquillità di Joe Torre mentre a est mi piacciono i New York Yankees.

GID12: Prima di entrare a far parte dello staff tecnico biancoblù e di diventare Manager della Fortitudo, giocavi come catcher. Chi ti ha fatto conoscere il gioco del baseball? A che età hai esordito? Qual è stata la giocata più bella che hai fatto? Quali erano i tuoi idoli da giovane?

NANO: Essendo nato alla Ponticella, vicino al Falchi, fu normale l’essermi appassionato a questo sport e averlo iniziato a praticare insieme a tanti altri ragazzi. Non a caso la zona dove nacqui era chiamata la “la piccola Nettuno” per i tanti ragazzi che praticavano il baseball. Esordii in Fortitudo nell’1984, anno in cui vincemmo lo scudetto. Ritornai a Bologna nel 1990, dove, sebbene non dovessi giocare nemmeno una partita, mi ritrovai titolare per tutte e tre le partite di ogni fine settimana. Una grande soddisfazione. Da piccolo mi piaceva molto Elio Gambuti, un grandissimo catcher, da esempio per tutti i ricevitori.

GID12: Dopo anni da suggeritore, sei diventato Manager. Come hai vissuto questo nuovo incarico? E quali elementi e persone ti hanno aiutato ad entrare in questo nuovo mondo?

NANO: Prima di tutto ho incontrato responsabilità maggiori in quanto, non dovevo più scambiare le mie opinioni con Mauro (Mazzotti Ndr), ma prendere delle decisioni da solo. In questo sono stato aiutato molto dalla società Fortitudo, che non mi ha mai messo pressione sulle spalle, ma mi ha sempre dato quella tranquillità anche nei momenti dove ho sbagliato.

GID12: Secondo te è possibile arrivare alle Franchigie? Se sì, in quanto tempo?

NANO: Spero che avvenga perché è sicuramente un progetto molto affascinante. Dovremo aspettare il 2010, per vedere come sarà riuscito.

GID12: Ultima domanda. Riuscirai a riportare lo scudetto a Bologna?

NANO: Speriamo, anche se ci sono altre squadre attrezzate per questo obiettivo.

GID12: Tante grazie per la disponibilità, Marco.

GID12: Grazie a te.

 

LA SCHEDA DI MARCO NANNI

 

Nome: MARCO

Cognome: NANNI

Ruoli: DA GIOCATORE CATCHER, ORA E’ IL MANAGER DELLA FORTITUDO.

Squadre che ha allenato: FORTITUDO BOLOGNA

Titoli vinti, in Fortitudo: CAMPIONE D’ITALIA 2003 e 2005

Hobby: IL SUO FILM PREFERITO E’ IL GLADIATORE, CON R.CROWE, E SEMPRE A LIVELLO CINEMATOGRAFICO GLI PIACCIONO I FILM D’AZIONE. A LIVELLO TELEVISIVO SEGUE COME TELEFILM CRIMINAL MINDS E NCIS, ENTRAMBI IN ONDA SU RAIDUE. HA UN DEBOLE PER VASCO ROSSI ANCHE SE ASCOLTA TUTTI I TIPI DI MUSICA. TRA GLI ALTRI HOBBY, AMA MOLTO L’ELETTRONICA.

                                                                                                                                   

                     MARCO NANNI

 

 





INTERVISTA AL CLOSER PER ECCELLENZA: FABIO MILANO

28 05 2008

di GIDEON 12

 

Quando sale sul monte di lancio sai di poter stare tranquillo. Infatti Fabio Milano ha collezionato nella sua carriera ben trentaotto salvezze molte delle quali entrate nella memoria collettiva, come per esempio quella nella in gara 5 della Finale Scudetto del 2003, ed addirittura vittorie tra le quali vale ricordare  quella in gara 5 nelle Semifinali Play Off 2005 contro il Rimini dove per cinque inning mise a freno l’attacco romagnolo.

L’ultima vittoria ottenuta è stata quella a Grosseto in gara 2, dove ha dimostrato ancora una volta di essere il miglior closer del campionato.

Ed è proprio l’Eroe di Grosseto, il nostro intervistato.

 

GIDEON 12: Ciao Fabio

FABIO MILANO: Ciao a tutti.

GID12: L’eroe di Gara 2 contro il Grosseto, con una grande prova di orgoglio e ovviamente di bravura. Cosa hai pensato quando K.Ramos ha battuto il fuoricampo del pareggio e quando, invece, hai visto Diego Bonci con il guantone alzato pronto per fare l’out conclusivo? 

FMIL: Riguardo al fuoricampo, non ho pensato niente perché avevo fatto un buon lancio ma Kelly conoscendomi bene, in quanto abbiamo giocato assieme per due anni, sa la tipologia dei miei lanci ed ha colpito forte. Quando Diego invece ha compiuto l’ultimo out, ero felicissimo ma anche un poco stanco perché fino a quel momento non avevo lanciato per più di due inning.

GID12: Cosa è invece mancato alla Fortitudo, in questa gara 2 contro il Nettuno?

FMIL: Sicuramente abbiamo sprecato alcune ghiotte occasioni, lasciando vari uomini sulle basi, poi anche la durata non ha certamente aiutato per la freschezza fisica e mentale.

GID12: Dopo questo trittico hai visto, esclusa Rimini, tutte le squadre. Quali sono quelle che ti hanno colpito di più e quali meno?

FMIL: Sicuramente la squadra che ho visto più in forma è il Nettuno che possiede un forte line-up e ha un parco lanciatori, soprattutto tra i partenti, molto buono. Tra quelle che mi hanno deluso di più, dico il Parma perché la pensavo più forte anche se quando l’abbiamo incontrata, non avevano il lanciatore straniero partente che sicuramente ha influito.

GID12: Sempre parlando di avversari, quale è il battitore che soffri di più?

FMIL: Kelly Ramos. Capisce sempre i miei lanci.

GID12: Mentre per quanto riguarda il comportamento, chi è il giocatore che ammiri di più?

FMIL: Io sono amico di tutti, ma se ti devo dire un nome ti rispondo con quello di Orlando Munoz, un giocatore che sarebbe bello avere come compagno di squadra.

GID12: Ripercorrendo la tua carriera da giovane, invece, chi ti ha fatto conoscere il meraviglioso gioco del baseball? Dove e a che età hai esordito? Chi era il tuo giocatore preferito?

FMIL: Essendo nato a Providence (seconda città del New England, dopo Boston), essere appassionati di baseball è una cosa naturale. Ho iniziato a giocare a cinque anni tentando di emulare i campioni che si vedevano in televisione come per esempio Ken Griffey Jr, quando giocava nei Seattle Mariners insieme a campioni come Randy Johnson o Edgar Martinez.

Da giovane giocavo principalmente come prima base ma è stato Tony Pontecilli, mio allenatore della High School ed ex giocatore di Major in squadre come Cubs, Padres e Yankees, ad insegnarmi la tecnica utile per diventare un buon lanciatore.

GID12: Rimanendo in tema di Mlb, Fabio Milano per quale squadra tifa?

FMIL: Essendo di Providence, Boston Red Sox.

GID12: Il tuo giocatore preferito, invece?

FMIL: Sicuramente Josh Beckett, un grande lanciatore molto bravo con le palle veloci. Poi mi piace tanto Jose Reyes, l’interbase dei New York Mets. E’ un uomo spettacolo, capace di fare di tutto e di più.

GID12: Dal 2001 in Fortitudo. Fai una top three dei momenti più belli che hai vissuto in biancoblù. 

FMIL: Al primo posto metto Gara 5 delle finali scudetto del 2003, dove entrai e ottenni la salvezza decisiva. Un momento indescrivibile, con tutti sopra di me. Indimenticabile.

Al secondo posto metto la mia prima gara ufficiale in Fortitudo, culminata con la salvezza. Era gara tre del trittico contro il Parma nel 2001 (Fabio entrò al settimo inning quando il punteggio era 3 a 1 per i bolognesi e per questo ottenne la salvezza. La gara terminò con il punteggio di 14 a 1, frutto di un big-inning all’ottavo Ndr).

Al terzo invece, il Try-Out (una sorta di test-match per testarne le qualità Ndr) contro il Reggio Emilia. In quella partita lanciai sette inning con diciassette strike out e nessuna valida subita. Subito dopo Mauro (Mazzotti Ndr) mi firmò

GID12: L’ultima domanda, invece, riguarda il lanciatore. E’ vero, come ci racconta Charlie Brown nelle sue storie, che il pitcher è da solo sul monte di lancio? Cosa deve pensare? Che consiglio dai ai giovani atleti a riguardo?

FMIL: Il lanciatore deve pensare a fare bene i suoi lanci cercando di migliorarli volta per volta. Il mio consiglio per i giovani atleti è quello di non ripensare mai all’azione precedente o a quella che accadrà in futuro. Bisogna rimanere concentrati solamente sul presente se no, l’errore è in agguato.

GID12: Grazie mille per la disponibilità, Fabio.

FMIL: Grazie a te.

 

LA SCHEDA DI FABIO MILANO

 

Nome: FABIO

Cognome: MILANO

Nato il: 2 AGOSTO 1977 A PROVIDENCE, USA

Ruoli: LANCIATORE (CLOSER)

Squadre in cui ha giocato: FORTITUDO BOLOGNA

Titoli vinti, in Fortitudo: CAMPIONE D’ITALIA 2003 e 2005

Musica al Falchi, prima di andare sul monte: A BREVE, REMEMBER THE NAME (FORT MINOR). GLI ANNI PASSATI: NUMB-ENCORE (JAY Z FEAT LINKIN PARK).

Hobby: IL SUO FILM PREFERITO E’ MAJOR LEAGUE MENTRE COME  TELEFILM AMA I CANALI FOX SU SKY CON PREFERENZE MAGGIORI PER DR.HOUSE, I SIMPSON E CSI. ASCOLTA TUTTI I GENERI MUSICALI (ECCEZION FATTA PER IL JAZZ) E AMA I FORT MINOR, MENTRE UNO DEI SUOI LIBRI PREFERITI E’ IL BEST-SELLER SUL DOPING NELL’MLB DI JOSE’ CANSECO.

 

                                                                                                       

                                                                   

                        FABIO MILANO

 

 





INTERVISTA ALL’MVP DI GARA 1 CONTRO IL NETTUNO: GIOVANNI PANTALEONI

26 05 2008
di GIDEON 12

 

Quando sul risultato di parità e con un uomo in terza base da portare a casa, l’allenatore ti chiama dalla panchina per andare a battere, la tua mente corre a mille e la tensione si fa sentire a più non posso, soprattutto se giochi contro il Nettuno.

Invece, pur essendo “acciaccato”, Giovanni Pantaleoni si è fatto trovare pronto e ha battuto valido, facendo esplodere di gioia il Gianni Falchi.

Ed è proprio lui il primo intervistato della settimana.

 

GID12: Ciao Panta.

PANTA: Ciao a tutti

GID12: MVP of the match di questa gara 1 contro il Nettuno. Appena entrato come pinch hitter al posto di Alaimo hai battuto l’RBI del vantaggio con un singolo a sinistra. Com’è stato l’impatto con la gara?

PANTA: Penso che sia il sogno di tutti i “panchinari” (sia per scelta tecnica o no), entrare in campo e rispondere presente come in questo caso. E’ molto importante aver fatto bene oggi perché dopo la sbornia di Grosseto era basilare riprenderci a livello mentale. Poi oggi abbiamo fatto un gran partita con una squadra rimaneggiata, dimostrando il nostro valore.

GID12: La Fortitudo è entrata nella storia con la tripletta a Grosseto. Era, infatti, da più di dieci anni che lo Jannella non veniva espugnato per tre volte. Spiegaci l’anatomia di questo successo.

PANTA: Penso che questo nostro grande trittico sia dovuto ad una concentrazione maggiore, soprattutto in difesa, perché pur essendo in vantaggio di parecchi punti siamo rimasti concentrati fino alla fine. Questo nostro atteggiamento ha messo in crisi il Grosseto che con noi ha da sempre una tradizione favorevole, (come noi l’abbiamo con il Parma o il San Marino con il Grosseto stesso), dovuta ad una maggiore confidenza che i maremmani hanno nei nostri confronti.

Penso che questa loro superficialità sia stata un’arma importante per noi..

GID12: Ripercorrendo la tua carriera da giovane, chi ti ha fatto conoscere il meraviglioso gioco del baseball? Dove e a che età hai esordito? Chi era il tuo giocatore preferito?

PANTA: La mia fortuna è stata che sono nato quando il baseball era appena arrivato a Cupramontana e che da subito scorazzavo per il campo complice la vicinanza dello stesso all’asilo che frequentavo. Per quanto riguarda il mio esordio ho dei ricordi sfuocati perché all’inizio mi sembrava di essere “un pesce fuor d’acqua” per il fatto che imparavo sempre qualche cosa mentre gli altri sembravano già esperti. Come giocatore mi piaceva molto Mike Romano interbase del Rimini (e ora allenatore della squadra romagnola Ndr.) che avevo la possibilità di ammirare quando andavo a vedere le partite.

Romano incorona il tipo di giocatore che mi piace, quello che pur non essendo “fisicato” ci mette l’anima in ogni lancio e cerca di dare sempre il massimo. Un po’ come i giocatori degli Oakland Athletics, nell’Mlb.

GID12: Scoperto il tuo debole per la squadra della baia californiana spiegaci il motivo di questa tua passione e qual’è il tuo giocatore preferito.

PANTA: Mi piacciono gli Athletics soprattutto per la linea della squadra, che punta molto sulla valorizzazione dei giovani oltre che per il fatto che non mollano mai. Come giocatore potrei dire Eric Chavez, un vero fenomeno, invece, ti rispondo con Mark Ellis, il seconda base degli Oakland, che, zitto zitto, fa sempre il suo dovere.

GID12: Dal 2004 in biancoblù: fai una top three dei momenti più belli che hai vissuto in Fortitudo.

PANTA: Beh, reputo più importante la vittoria di squadra che quella individuale e per questo metto in prima posizione Gara 7 delle Finali Scudetto contro il San Marino. Oltre alla felicità per la vittoria, ricordo l’emozione di giocare di fronte ad uno stadio strapieno.

Al secondo posto metto una giocata individuale, la prima presa in tuffo dopo l’operazione alla spalla nel 2005. Erano le semifinali play-off contro il Rimini e precisamente gara 4 quando lanciava Figueroa (la Fortutudo vinse la partita con i 15 K di Figueroa in nove riprese lanciate oltre che la serie per 4 a 1).

Infine al terzo posto il trittico vittorioso in Maremma, una grande soddisfazione personale nonché di squadra.

GID12: Hai già visto tutte le squadre, eccezion fatta per il Rimini. Chi ti ha colpito di più?

PANTA: Sicuramente il Nettuno perché oltre ad avere giocatori forti è anche una squadra. Poi ci metto il San Marino e, pur non avendoci giocato contro, dico il Rimini perché è una squadra forte ma pazza e quindi divertente.

GID12: Sempre riguardante gli avversari, qual è il lanciatore che soffri di più?

PANTA: Il pitcher che mi ha messo di più in difficoltà è sicuramente Ivan Montanè. Non ci ho mai capito niente (ride).

GID12: Mentre chi ammiri di più per il comportamento?

PANTA: Tra gli avversari ammiro molto Orlando Munoz e Gary Ermini.

GID12: Grazie mille Panta.

PANTA: Grazie a te. 

 

LA SCHEDA DI GIOVANNI PANTALEONI

 

Nome: GIOVANNI

Cognome: PANTALEONI

Nato il: 16 MARZO 1978

Ruoli: 3B MA PUO’ RICOPRIRE TUTTI I RUOLI DELL’INFIELD

Squadre con cui ha giocato: CUPRAMONTANA, RIMINI E FORTITUDO BASEBALL

Titoli vinti, in Fortitudo: CAMPIONE D’ITALIA 2005

Musica al Falchi, prima di andare in battuta: HEY YA (OUTKAST), SEVEN NATION ARMY (WHITE STRIPES), DAFT PUNK IS PLAYING AT MY HOUSE (LCD SOUNDSYSTEM)

Hobby: A LIVELLO CINEMATOGRAFICO, IL SUO FILM PREFERITO E’ IL GRANDE LEBOWSKI DEI FRATELLI COEN, MENTRE GIURA DI ADDORMENTARSI QUANDO GUARDA HARRY POTTER.

COME TELEFILM GUARDA DR.HOUSE E MAGNUM P.I (DICE CHE GLI DA LA CARICA PRIMA DI ANDARE AL LAVORO) MENTRE COME LIBRI GLI PIACE LEGGERE GRISHAM, CLIVE CUSSLER E KEN FOLLETT.  A LIVELLO MUSICALE ASCOLTA GLI LCD SOUNDSYSTEM ANCHE SE MOLTE VOLTE SI FA CONSIGLIARE DA DIEGO BONCI, SUO COMPAGNO DI SQUADRA.

                                                              

                                                        

                                                                    GIOVANNI PANTALEONI





DUE CHIACCHERE CON IL GRANDE CLAUDIO

4 05 2008

di GIDEON 12   

 

 

Claudio Liverziani è ripartito da dove si era fermato lo scorso anno. Ovvero a battere e tanto. Ci ricordiamo ancora tutti del 647 di media battuta con cui ha concluso i playoff 2007.

Quest’anno è ripartito alla grande con una media battuta di 375, con già un homer battuto e ben 6 Rbi (statistiche aggiornate al 30.4.08).

Sfortunatamente Claudio si è infortunato (problema alla gamba) nel trittico contro il Godo ma, come ci ha confermato in questa intervista, non è niente di grave. 

 

GIDEON 12: Ciao Claudio.

CLAUDIO LIVERZIANI: Ciao a tutti.

GID12: Prima di tutto, come va la gamba? Ci sarai contro il Redipuglia?

LIVER: La gamba va bene ma, per precauzione, penso di stare a riposo nel prossimo week-end per essere al meglio nella sfida contro il Grosseto.

GID12: Ripercorrendo la tua carriera da giovane, dove e a che età hai esordito?

LIVER: Ho iniziato a giocare a 9 anni nel Porta Mortara mentre il mio esordio professionistico è avvenuto nel 1991 contro il San Marino. In quella partita ho battuto valido contro Parham, con le basi piene. Sono stati i primi due punti battuti a casa della mia carriera.

GID12: Hai avuto un esperienza in America, con l’organizzazione dei Seattle Mariners. Che ricordo ne hai e soprattutto quanto ti è servita in futuro?

LIVER: Mi sono trovato molto bene, integrandomi da subito nel gioco. L’unico peccato è che battevo molti singoli e non fuoricampo come volevano gli allenatori. Comunque è stata un esperienza utile, anche per l’inglese che ho imparato meglio.

GID12: Per concludere il discorso America, per quale squadra tifi nell’Mlb? Il tuo giocatore preferito?

LIVER: Boston Red Sox!! Ovviamente Manny Ramirez.

GID12: Dal 2002 in Fortitudo: fai una top three dei momenti più belli che hai vissuto in maglia biancoblù.

LIVER: Al primo posto metto i due fuoricampo battuti nella stessa partita contro il Nettuno nel 2002 (gara di campionato, disputata al Falchi, dove Claudio chiuse con 3 su 4, 2 Hr e 5 Rbi Ndr) mentre al secondo, gara 3 del trittico di ritorno tra Bologna e Rimini del 2007, dove ho battuto il triplo del pareggio (la Fortitudo era sotto, al nono inning, per 5 a 4, con un out e Alvarez in prima, Liver colpì un triplo al centro. La gara fu vinta grazie ad un singolo di Bonci Ndr).

Al terzo posto metto gara 1 delle finali scudetto 2005 dove riuscimmo a sconfiggere il San Marino.

GID12: Parlando del 2008, Liverziani sta colpendo valida da otto partite consecutive. Vuoi battere il record assoluto dell’hit streak? (se la mia memoria non inganna, dovrebbe essere di Dallospedale con tredici gare Ndr)

LIVER: Beh, tenterò di batterlo ma l’importante è non pensarci. Se ci pensi è finita.

GID12: In questi anni ti sei spostato, a livello difensivo, tra l’esterno destro e la prima base. Quali sono le differenze tra i due ruoli? Dove ti sei trovato meglio?

LIVER: Le differenze tra i due ruoli sono abissali e fare il prima base è sicuramente più impegnativo. Mi trovo meglio all’esterno destro, perché ho la possibilità di correre usando questa mia capacità.

GID12: Parlando di nazionale, ho visto che sei stato convocato per l’amichevole con il Godo. Che sia un grande ritorno per aiutare una squadra “in crisi”?

LIVER: La mia chiamata è dovuta più in qualità di amico che ad un ritorno. Sfortunatamente, per via dell’infortunio, non sarò della partita.

GID12: Ti ricordo due gare: la prima è la gara contro Taiwan all’Olimpiade di Atene 2004, quando, in diretta nazionale, al nono inning sotto 4 a 3, hai battuto il fuoricampo vincente (da due punti) e, la seconda, il tuo esordio al World Baseball Classic 2005 contro l’Australia. Cosa ti ricordi?

LIVER: Per quanto riguarda l’Olimpiade, c’è stata molta soddisfazione complice un’annata che non era andata per il meglio. Riguardo al Classic, mi ricordo che mi tremavano le gambe dall’emozione che provavo.

GID12: Grazie mille Claudio.

LIVER: Grazie a te.

 

LA SCHEDA DI CLAUDIO LIVERZIANI

 

Nome: CLAUDIO

Cognome: LIVERZIANI

Nato il: 4 MARZO 1975

Ruoli: RF e 1B

Squadre in cui ha giocato: PORTA MORTARA, TELEMARKET RIMINI E FORTITUDO BOLOGNA

Titoli vinti, in Fortitudo: CAMPIONE D’ITALIA 2003 e 2005

Musica al Falchi, prima di andare in battuta: BLEED IT OUT (LINKIN PARK). GLI ANNI PASSATI: WAKE UP (RAGE AGANIST MACHINE) e CUBICLE (RINOCEROSE)

Hobby: IL SUO FILM PREFERITO E’ CINDERELLA MAN CON R.CROWE MENTRE TRA I TELEFILM SEGUE DEXTER E FRIDAY NIGHT LIGHTS (in Italia con il titolo di HIGH SCHOOL TEAM). GLI PIACE LEGGERE (AL MOMENTO THRILLER) E HA UN DEBOLE, A LIVELLO MUSICALE, PER I COUNTING CROWS.

                                                             

                                                                   CLAUDIO LIVERZIANI

                                                               





DANIELE INTERVISTA DANIELE: CONOSCIAMO IL CAPITANO.

28 04 2008

di GIDEON 12   

 

Ha una faccia felice ed estremamente soddisfatta Daniele Frignani. La Fortitudo ha appena battuto il Parma per la terza volta su tre tentativi e lo stesso capitano, al ritorno dopo un infortunio muscolare, ha battuto due valide e segnato due degli otto punti della formazione biancoblù.

Ed è proprio Daniele Frignani l’intervistato di questa settimana. 

 

GIDEON 12: Ciao Lele.

DANIELE FRIGNANI: Ciao a tutti.

GID12: Iniziamo l’intervista ripercorrendo la tua carriera.

Chi ti ha avviato al gioco del baseball? Chi era il tuo idolo da giovane?

DFRIGN: Sono stati mio padre e mio fratello a farmi appassionare al meraviglioso mondo del batti e corri. Il primo mi ha allenato quando ero un ragazzo mentre ero la mascotte della squadra quando mio fratello giocava. Il mio idolo da giovane era Roberto Bianchi, mio vicino di casa.

GID12: Cosa ti ricordi del tuo esordio in A2 avvenuto nel 1993 con le Calze Verdi? E di quello con la maglia Fortitudo?

DFRIGN: Nel 1993 indossavo la casacca Calze Verdi per via di un accordo tra le due squadre per far maturare i giovani biancoblù. Così i miei allenatori mi premiarono e al mio esordio in A2, battei  valido contro Riccione, e precisamente contro Daniel Newman (poi suo compagno di squadra).

Con la Fortitudo giocai la prima partita in serie A1 l’anno seguente. Disputavamo la prima partita della stagione e sul monte di lancio avversario c’era Chris Rauth. Al primo turno venni messo strike-out ma dopo infilai tre valide di cui un triplo (i compagni segnarono i punti del pareggio Ndr.). Peccato che poi commisi l’errore che costò la vittoria a Bologna.

GID12: Sempre ripensando al passato, fai una top-three dei tuoi momenti più belli in Fortitudo.

DFRIGN: Al primo posto metto lo scudetto 2003 ma soprattutto tutta l’annata, che abbiamo dominato in lungo e in largo. Al secondo metto la stagione 2004 per i risultati raggiunti con la squadra (secondo posto in Europa e in Italia Ndr.) e a livello personale la chiamata alle Olimpiadi di Atene. Un emozione bellissima.

Al terzo posto invece la stagione 2005, altro campionato bellissimo e concluso con la nostra vittoria.

GID12: Ritornando ad oggi, cosa ne pensi della Fortitudo 2008? Dove può arrivare?

DFRIGN: Sicuramente, rispetto all’anno scorso la squadra è più forte. Per quanto riguarda dove possiamo arrivare, penso che al momento non conosciamo neppure noi le nostre potenzialità.

GID12: Parlando delle avversarie, quali sono quelle più accreditate per i play-off, secondo te?

DFRIGN: Beh, ti posso rispondere, non avendole ancora incontrate tutte, con i nomi che dicono anche gli esperti: Grosseto, Nettuno e Rimini.

GID12: Infine parlando di Mlb, Daniele Frignani per quale squadra tifa?

DFRIGN: Forza New York Mets!!!

GID12: E il tuo giocatore preferito?

DFRIGN: David Wright, il terza base dei Mets.

GID12: Grazie dell’intervista Lele.

DFRIGN: Grazie a te.

 

LA SCHEDA DI DANIELE FRIGNANI                                                            

               

Nome: DANIELE

Cognome: FRIGNANI

Nato il: 29 GIUGNO 1977

Ruoli: LF e 1B, oltre che quello di CAPITANO

Squadre in cui ha gi