ROAD TO BARCELLONA (14): GLI SCATTI DI LORENZO BELLOCCHIO CI RACCONTANO LE FINAL FOUR DI BARCELLONA (PARTE SECONDA)

28 06 2009

di GIDEON 12

Concludiamo la rubrica Road To Barcellona con la seconda parte degli scatti fotografici realizzati da Lorenzo Bellocchio durante la trasferta spagnola di Barcellona.

La gara fotografata da Lorenzo è la finale di Final Four di Coppa Campioni vinta 1 a 0 dalla Caffè Danesi Nettuno contro la nostra Fortitudo.
Possibilità quindi, per i presenti a Barcellona e per i tifosi rimasti a casa, di (ri)vedere questa sfida nonostante l’esito negativo per i colori biancoblù, tramite le splendide fotografie di Lorenzo Bellocchio. Buona Visione!!!

 

 

Per vedere tutte le foto scattate da Lorenzo Bellocchio, cliccate qui .

* Questo video è stato inserito nella Playlist del sito www.baseball.it (29/6/2009).





ROAD TO BARCELLONA (13): GLI SCATTI DI LORENZO BELLOCCHIO CI RACCONTANO LE FINAL FOUR DI BARCELLONA (PARTE PRIMA)

26 06 2009

di GIDEON 12

Si potrebbe definire un ritorno in grande stile quello di Lorenzo Bellocchio, importante fotografo dell’hinterland bolognese. Dopo il successo ottenuto lo scorso anno con le sue foto della regular season, eccolo di nuovo sul sito Grande Slam con nuovi scatti della stagione 2009 della Fortitudo Baseball.

La gara fotografata da Lorenzo è la semifinale di Final Four vinta 6 a 0 dalla nostra Fortitudo contro gli olandesi dell’Amsterdam.
Possibilità quindi, per i presenti a Barcellona e per i tifosi rimasti a casa, di (ri)vedere le gesta e le giocate dei giocatori Fortitudo, in queste splendide fotografie di Lorenzo Bellocchio. Buona Visione!!!

 

 

Per vedere tutte le foto scattate da Lorenzo Bellocchio, cliccate qui .





ROAD TO BARCELLONA (12): I GIOCATORI E LO STAFF FORTITUDO RINGRAZIANO I TIFOSI

23 06 2009

da Barcellona (Spagna), GIDEON 12

Il Capitano della squadra Daniele Frignani, a nome suo, dei suoi compagni e di tutto lo staff tecnico biancoblù, tramite questo sito, vuole ringraziare tutti i tifosi che hanno sostenuto fino alla fine la squadra in questa trasferta spagnola.





ROAD TO BARCELLONA (11): COMMENTIAMO QUESTA FINAL FOUR 2009 INSIEME AL MANAGER BIANCOBLU’ MARCO NANNI

23 06 2009

da Barcellona (Spagna), GIDEON 12

Alla vigilia, la Fortitudo era considerata dagli addetti ai lavori tra le meno accreditate alla vittoria finale della Coppa Campioni 2009 . I motivi erano semplici: l’assenza di una mazza e di un guanto importante come Garabito e un avversarira di semifinale, l’Amsterdam, davvero ostica e difficile da battere. E invece la squadra allenata da Marco Nanni ha sorpreso ancora una volta in positivo tutti. Ha “matato” gli olandesi 6 a 0, mostrando un baseball eccezionale ed è arrivata a 27 metri (la distanza di una base all’altra e quindi dalla terza base a casa base, dove si segnano i punti) dalla Coppa Campioni. Un risultato insperato ad inizio stagione, ma che, grazie alla capacità e la volontà dei giocatori e dello staff tecnico, è stato possibile. Ora bisogna guardare avanti perchè la stagione continua e il campionato diventa ora l’obbiettivo primario per Frignani e compagni.
Abbiamo parlato di questo e della Final Four di Barcellona con Marco Nanni, Manager biancoblù.

GIDEON 12: Ciao Marco.
MARCO NANNI: Ciao a tutti.

GIDEON 12: Due grandi gare quelle giocate dalla Fortitudo Bologna qui a Barcellona, con la Coppa sfuggita per poco. Cosa è mancato alla Fortitudo per vincere il titolo?
MARCO NANNI: In Finale non siamo riusciti a concretizzare le occasioni che abbiamo avuto nei primi inning dove Farnsworth era più scontrollato, negli inning successivi ha trovato fiducia e controllo mettendoci in difficoltà sopratutto con breaking-ball.

GIDEON 12: Sempre riguardo alla finale contro il Nettuno, c’è un motivo preciso di aver preferito far battere Mazzuca invece che fargli fare il bunt?
MARCO NANNI: Il primo motivo e che ho giocato per vincere la partita e non per pareggiare, poi se Joe avesse eseguito il bunt correttamente portando l’uomo in terza, credo che avrebbero passato in base Angrisano per far battere Lele e Breveglieri, cosi facendo avrei tolto la possibilità di battere sia a Mazzuca che ad Angrisano due mazze importanti per la Fortitudo, purtroppo non è andata bene, chissà se facendo il bunt sarebbe andata diversamente…

GIDEON 12: Nonostante la sconfitta, è stata una partita dei lanciatori. Un commento sulla partita di Ribeiro, Moreno, Milano e Farnsworth.
MARCO NANNI: Tutti e quattro hanno dominato i line-up avversari, ma un complimento particolare va a Yulman (Ribeiro NDR) che a 23 anni ha lanciato una finale europea come un veterano.

GIDEON 12: Ritornando indietro, nella gara di sabato la Fortitudo ha giocato una delle migliori gare dell’anno, trascinata da un super Matos, cha ha vinto la sfida contro Blackley.
MARCO NANNI: Nella gara di sabato invece siamo riusciti ad andare in vantaggio nei primi inning e questo ha dato tranquillità a noi e tolto aggressività nel gioco dell’Amsterdam rendencoci le cose più facili.
Matos quando riesce nel giusto mix di lanci e location diventa un lanciatore difficile per tutti, sabato ha fatto questo alla perfezione ed è venuta fuori questa super prestazione.

GIDEON 12: E ora sotto di nuovo con il Campionato. Quale sarà la medicina per superare questa delusione????
MARCO NANNI: Guardiamo i lati positivi e prendiamo spunto dagli errori (pochi) per corregerci e già da domani stando uniti supereremo la delusione di una coppa persa per un soffio.

GIDEON 12: Grazie mille per la disponibilità.
MARCO NANNI: Grazie a te.





ROAD TO BARCELLONA (10): IL SOGNO FINISCE IN FINALE. IL NETTUNO VINCE GARA E COPPA. APPLAUSI, MERITATISSIMI, A QUESTI RAGAZZI

22 06 2009

da Barcellona (Spagna), GIDEON 12

Juan Pablo Angrisano, Matthew Stocco, Daniele Frignani, Joseph Mazzuca, Francesco Alaimo, Juan Carlos Infante, Giovanni Pantaleoni, Andrea D’Amico, Claudio Liverziani, Luca Breveglieri, Stefano Landuzzi, Jesus Matos, Victor Moreno, Yulman Ribeiro Perez, Fabio Betto, Fabio Milano, Alessandro Ularetti, Giuseppe Norrito, e lo staff tecnico composto da Marco Nanni, Fabio Frignani, Roberto Radaelli e Mauro Brandoli: grazie mille ragazzi per questa splendida avventura che ci avete regalato. Vittoria contro i più quotati olandesi dell’Amsterdam per 6 a 0, nella gara dove Jesus Matos ha brillato ancora una volta, e sconfitta nella finalissima per 1 a 0 contro il Nettuno, dopo nove drammatici inning nei quali la squadra ha lottato fino alla fine ma non ha avutio, forse, quel pizzico di fortuna che si meritava.
A vincere la coppa è il Nettuno, che ha avuto nel lanciatore Jeff Farnsworth (14 strike out alla fine per lui) e nell’ex Manny Gasparri gli uomini di punta, con il catcher autore della valida decisiva.

Di fronte ad una buona cornice di pubblico, si assiste ad una gara tra ottimi lanciatori: Farnsworth da una parte, Ribeiro dall’altra. Il pitcher biancoblù non subisce nulla al primo inning, mentre quello nettunese subisce valida in apertura da Infante ma, dopo aver conccesso la base ball a Stocco e con due eliminati, elimina al piatto Mazzuca.
Si arriva subito al momento decisivo della gara. Mazzanti va in base per ball. Sul tentativo di bunt di Gasparri, Stocco perde la palla e nel tentativo di eliminare il corridore avversario che si era allontato dalla prima base, lancia la pallina in prima ma il suo lancio improvviso e non preciso coglie impreparata la difesa e di conseguenza la pallina non viene fermata e raggiunge gli esterni permettendo al terza base nettunese di raggiungere la terza base. E qui, sulla valida di Manuel Gasparri, Mazzanti segna il punto che si rivelerà poi decisiovo. La Fortitudo non si perde d’animo e riempie subito cuscinetto di prima e seconda grazie alla base ball ricevuta da Angrisano e alla valida di Capitan Frignani. Breveglieri mostra il bunt ma è eliminato al piatto, imitato poi da Landuzzi e Infante. I tre inning successivi li fanno da padroni i lanciatori che non subiscono più nulla. Si arriva al sesto inning con Ribeiro che subisce valida da Alexander, che raggiunge poi la seconda su sacrificio di Tavarez. Nanni quindi sostituisce giustamente Yulman con Fabio Milano che si gioca Camilo in una sfida “mancino contro mancino”. E la scelta premia la mossa del Manager biancoblù in quanto Camilo è out al volto al centro. Milano concede poi la base intenzionale a Giuseppe Mazzanti ed è sostituito da Vic Moreno sul monte di lancio. Moreno, appena entrato, fredda Gasparri eliminandolo al piatto. Sempre 1 a 0 Nettuno.
Gli inning passano e Farnsworth rimane intoccablie. Ci prova Mazzuca a caricare i compagni con una valida ma il pitcher avversario è bravo a concludere l’inning senza subire punti e concedere altre valide, nonostante Joe fosse arrivato in terza base (saranno tre le volte in partita).
Mentre Moreno continua a fare il suo ottimo lavoro sul monte di lancio, la Fortitudo tenta di recupare la segnatura che la distanzia dal Nettuno. Pantaleoni, all’ottavo inning e con due eliminati, batte una valida interna ma Liverziani batte in diamante per il terzo out.
Si arriva quindi all’ultimo assalto al muro nettunese. Un doppio di Stocco riaccende le speranze dei tifosi bolognesi sugli spalti, e spinge Faraone al cambio sul monte. Entra Pezzullo. Mazzuca batte in diamante e Angrisano è out al volo. Vengono obbligate le basi con l’intenzionale a Frignani. Pezzullo si gioca Breveglieri e il lanciatore laziale ha la meglio. Strike out finale. Il Nettuno è Campione d’ Europa 2009, per il secondo anno consecutivo.

Ora bisognerà cercare di recupare tutte le forze, fisiche e morali, e cercare di continuare a fare bene in Italia, anche perchè la Fortitudo vista qui a Barcellona ha giocato molto bene, facendo entusiasmare i tifosi presenti. E con la possibilità di schierare tutti gli stranieri, Austin e Garabito inclusi, tutto è possibile…





ROAD TO BARCELLONA (9): I COMMENTI A CALDO DEI PROTAGONISTI DOPO LA SPLENDIDA VITTORIA CONTRO L’AMSTERDAM

20 06 2009

da Barcellona (Spagna), GIDEON 12

Il suo nome è Matos. Jesus Matos. Si può riassumere in questo modo, parafrasando la celebre frase detta da James Bond, la superba e splendida gara lanciata dal pitcher dominicano che a suon di strike out (8) e numerose eliminazioni ha “matato” gli avversari olandesi così come l’agente segreto ferma i nemici più ricercati. Per Jesus questa è la terza vittoria contro una squadra olandese, dopo la prima ottenuta nel 2004 contro gli olandesi del Bussum (firmò una No- Hit, ovvero gara senza valide subite) e la seconda ottenuta contro il Door Neptunus nel 2006, dove lanciò 10 inning con 8 K nella gara vinta agli extra inning per 3 a 2.
Speriamo di continuare sempre così contro le squadre olandesi” ha detto al sito Grandeslam Jesus Matos appena terminata la partita, in virtù di questo buon feeling contro le compagini dei Paesi Bassi. Grande gara quella del lanciatore nato a San Pedro de Macoris “sono molto soddisfatto della mia prestazione ma soprattutto di quella della squadra che domani si giocherà la finale” ha aggiunto Jesus Matos. Alla domanda se c’è un trucco per fare sempre così bene, Matos ha poi concluso dicendo “l’importante è tirare sempre strike, anche quando le cose non vanno per il verso giusto. Si deve sempre mirare a fare bene“.
Se Matos era sicuro di giocare la semifinale già da qualche giorno come detto dal Manager Nanni su questo sito qualche giorno fa, chi è stato informato all’ultimo di una sua presenza in campo oggi è stato Luca Breveglieri, che ha sostituito in extremis Eddy Garabito, rimasto a Bologna causa febbre alta.
Il trucco è stato di restare tranquillo e di seguire i consigli dei compagni, come Claudio (Liverziani NDR)” ha detto Breveglieri, autore di una bella gara culminata con il punto battuto a casa del 5 a 0 grazie ad una valida. Quando ha fatto l’ultimo out della gara Stefano Landuzzi, ecco cosa ha pensato Luca “finalmente è finita. Gran partita ma questa è soltanto un prima parte. Domani viene il più difficile. Comunque grande prova della squadra” ha poi concluso Luca Breveglieri.
E’ dello stesso pensiero Juan Pablo Angrisano, autore di due valide (triplo e doppio) e di due RBI “è stata una grande gara giocata ottimamente da tutti i giocatori, dove tutti hanno fatto la loro parte e dove tutti sono stati determinanti per la vittoria“.
Il commento finale spetta al Manager Marco Nanni, che afferma “abbiamo giocato con cuore senza nessuna paura di vincere, adottando la mentalità giusta“. Infine aggiunge “se fino ad adesso l’obbiettivo era di arrivare in finale, beh da oggi è cambiato. Ora puntiamo a vincere la Coppa.”





ROAD TO BARCELLONA (8): MATOS E’ DEVASTANTE. LA FORTITUDO ANCHE. “MATATO” L’AMSTERDAM 6 A 0. E DOMANI FINALISSIMA

20 06 2009

da Barcellona (Spagna), GIDEON 12

Cinque anni dopo la Fortitudo è di nuovo in finale di Coppa Campioni. Trascinata da un super Matos sul monte di lancio e da un grande collettivo, la squadra di Marco Nanni si impone per 6 a 0 sui Pirati di Amstedram e accede ad una meritatissima finale.

EQUILIBRATA E’ una sfida tra due ottimi lanciatori quella che va in scena allo stadio del baseball di Montjuic: Jesus Matos contro Adam Blackley, forte lanciatore australiano che sta trascinando la squadra in campionato.
Sono circa 40 i tifosi Fortitudo al seguito della squadra, mentre i supporter olandesi sono, invece, più numerosi anche se alla fine si sentiranno poco.
Il primo inning scorre veloce, nonostante un doppio degli avversari battuto da S. De Jong, che però Matos e e la difesa biancoblù riescono ad amministrare.
La squadra di Marco Nanni però risponde immediatamente e si porta subito in vantaggio ad inizio seconda ripresa. Singolo di Joe Mazzuca sull’interbase e poi triplo contro la recinzione di Juan Pablo Angrisano, per il vantaggio Bologna. Il Capitano Lele Frignani batte poi una volata di sacrificio che permette la segnatura del catcher ex Codogno. 2 a 0 Fortitudo.
Dall’altra parte, invece, tutto tranquillo anche perchè Matos è una sicurezza. Infila tre inning con tre battitori affrontati al box, a cui aggiunge tre strike out. E gli olandesi non vedono pallina.

NO MATOS NO PARTY I lanciatori forti e capaci sanno sempre come togliersi da eventuali problemi. E ovviamente Matos è uno di questi. Nel quinto inning, Alvarez, il DH dominicano di 49 anni, batte valida. Con un eliminato Jesus colpisce Bleij e con prima e seconda occupate il Coach Radaelli visita il lanciatore. E Matos risponde subito presente. Eliminazione in diamante e poi strike out . Fine inning sempre 2 a 0 Fortitudo. Questa è stata l’unica possibilità per l’Amsterdam di segnare un punto con il lanciatore dominicano sul monte. Matos infatti subirà solo un misero singolino all’ottavo inning lasciando la partita proprio finita l’ottava ripresa. I suoi numeri? 3 valide subite, 1 base ball concessa e 1 colpito, con ben 8 strike out in 8 riprese lanciate: APPLAUSI!!!

YES!!! Blackley però non si dimostra come il collega Fortitudo e concede valide e basi ball, ma non subisce altri punti negli altri quattro inning lanciati. Toccherà ai rilievi Stuifbergen e Walsma subire le altre segnature biancoblù. All’ottavo inning Liverziani batte un doppio al centro ed è portato in terza da Matt Stocco. La valida di uno scatenato Mazzuca (3 su 4 con RBI) porta a casa Claudio ed è ancora una volta Pablo Angrisano a punire la difesa olandese con il doppio che vale il 4 a 0 Fortitudo.
La valida di un ottimo Luca Breveglieri porta a casa il catcher biancoblù per il 5 a 0.
Nel nono inning Infante guadagna la base ball e ruba poi la seconda. La battuta di Pantaleoni permette a Infante di raggiungere il cuscinetto di terza e di segnare il punto numero sei Fortitudo sulla volata di Liverziani.
Milano sale sul monte per l’ultimo inning dopo che Matos ha abbandonato la gara tra gli applausi dei tifosi. Fabio subisce valida da Benner e da B.De Jong ma riesce ad uscire indenne da questa situazione e a portare la Fortitudo ad una meritatissima finale che avrà luogo domani alle ore 18.00.





ROAD TO BARCELLONA (7): RIBEIRO, MORENO E MATOS SONO GLI STRANIERI SCELTI DAL MANAGER NANNI. GARABITO E’ RIMASTO A BOLOGNA, CAUSA FEBBRE ALTA

19 06 2009

da Barcellona (Spagna), GIDEON 12

Doveva esserci la scelta tra i due lanciatori Ribeiro Perez e Victor Moreno, ma alla fine tutte e due sono tra i convocati per la Final Four di Barcellona. Infatti la febbre alta che ha colpito nelle ultime ore Eddy Garabito ha costretto il Manager Marco Nanni a rinunciare all’esterno centro, impossibilitato per la febbre a giocare, e a convocare i due lanciatori.
Saranno quindi Jesus Matos, Yulman Ribeiro e Victor Moreno i tre stranieri di questa Final Four 2009, che inizierà ufficialmente domani alle ore 12.00 e vedrà subito in campo la Fortitudo contro i forti olandesi dell’Amsterdam.





ROAD TO BARCELLONA (6): HA VINTO TUTTO IN CARRIERA E TENTA IN QUESTO FINE SETTIMANA DI AUMENTARE LE COPPE IN BACHECA…SIGNORE E SIGNORI…FABIO BETTO

17 06 2009

di GIDEON 12

In carriera ha vinto ogni trofeo: Campionati Nazionali, Coppe Italia, Coppe Campioni e Coppe Ceb. In poche parole tutto quello che un giocatore può ambire. E’ uno dei lanciatori che hanno fatto la storia di questo sport e non a caso, le statistiche parlano chiaro: 94 vittorie in carriera. A un passo dalla fatidica vittoria numero 100, che lo farebbe entrare ancora di più nella storia del baseball “made in Italy”.
In questo fine settimana sarà impegnato a Barcellona, nel tentativo di vincere l’unico trofeo che gli manca da quando è in Fortitudo: la Coppa Campioni (che ha però vinto per ben due volte con il Parma).
Ecco a voi, l’intervistato della settimana: Fabio Betto.

GIDEON 12: Ciao Fabio.
FABIO BETTO: Ciao a tutti.

GIDEON 12: La gara di stasera (sabato sera NDR) è stata una importante vittoria per la squadra ma non una gara da ricordare per te.
FABIO BETTO: Sono molto contento per la vittoria della squadra che in questo modo ha dimostrato ancora una volta il suo valore e ci permette di andare a Barcellona con un morale più alto e senza dover pensare alla classifica in campionato, visto che abbiamo un importante vantaggio sulle inseguitrici. Riguardo alla mia prestazione ti devo dire che è stata sicuramente una delle peggiori degli ultimi anni, anche perché mi ha messo in difficoltà il turno basso del line up cosa che di norma non dovrebbe succedere.

GIDEON 12: Due settimane fa, a Nettuno, la Fortitudo ha vinto la sua prima gara al tie break (nuova regola che vede il Manager scegliere il battitore e mettere in prima e seconda i due che lo precedono nel lineup, e giocare poi con 1 eliminato). Cosa ne pensi di questa innovazione?
FABIO BETTO: Quella del tie break è una regola dettata dall’IBAF (Federazione Internazionale Baseball) per cercare di velocizzare il gioco nel tentativo di fare rientrare questa disciplina alle Olimpiadi. Sotto questo punto di vista è anche giusto perché, soprattutto per coloro che lo vedono per la prima volta, una partita che dura quattro ore può essere massacrante. Però a parte questo, non è una soluzione che piace soprattutto ai puristi e anche a noi giocatori. Basta pensare a cosa è successo a Fabio (Milano NDR) a Nettuno, dove si è ritrovato Abrahm Nunez per due volte di fila contro. Cosa mai successo fino ad ora.

GIDEON 12: Arriviamo quindi all’avvenimento clou di questa prima parte di stagione, ovvero le Final Four di Barcellona. Tu che hai già vinto per due volte, con il Parma nel 1994 e nel 1998, questa competizione, quali consigli daresti?
FABIO BETTO: Sono quelle partite secche nelle quali se perdi sei fuori, se vinci sei dentro. Devi per forza fare meglio del tuo avversario e di conseguenza tendi a giocarti tutte le tue migliori “cartucce” subito e poi, qualora riesca la tua qualificazione, con le forze rimasti giochi la finale.

GIDEON 12: Si è parlato nella passata domanda delle tue due Coppe Campioni vinte insieme al Parma. Che ricordo hai di questa tua esperienza?
FABIO BETTO: Sono approdato a Parma nel 1994, dopo aver giocato in precedenza a Reggio Emilia, in serie B. Quella con la formazione ducale è stata la mia prima esperienza in Serie A1 e devo dirti che è stato molto bello in quanto ho avuto la fortuna di vincere tutto a livello di club, sia in Italia che in Europa (3 Scudetti, 2 Coppa Campioni, 1 Coppa CEB e 2 Coppa Italia NDR).

GIDEON 12: Se dovessi scegliere uno o due momenti di questa tua esperienza a Parma, quali sceglieresti?
FABIO BETTO: Sicuramente la seconda gara delle Finali Scudetto del 1994, nel primo anno a Parma. Lanciai 7 inning e concessi solo due valide. Un partitone. E poi la mia vittoria in gara 4 nelle Finali dell’anno successivo, dove entrai come rilievo al primo inning con la mia squadra sotto 3 a 0. Alla fine vincemmo per ben 15 a 4, per manifesta.

GIDEON 12: Dal 1999 poi, sei divenuto un giocatore della Fortitudo, squadra dove militi tutt’ora.
FABIO BETTO: Sì, dopo l’esperienza nella cittadina ducale, sono arrivato in Fortitudo dove da un prospetto quale ero considerato a Parma, sono diventato un giocatore di esperienza. Qui a Bologna mi trovo molto bene e al contrario di quanto facevo da giovane dove, essendo il baseball per me un lavoro, pensavo solamente a vincere, mi diverto. E qualora dovesse arrivare una sconfitta, mi dispiacerebbe, ma non ne farei una dramma.

GIDEON 12: Nel 2002 ti sei infortunato ai tendini della spalla. In alcune situazioni si sente di giocatori che si ritirano visto la gravità dell’infortunio. Tu invece hai deciso di continuare.
FABIO BETTO: Il principale motivo per cui ho deciso di continuare è che facevo il giocatore professionista e di conseguenza vivevo di baseball. Ringrazio per il sostegno avuto mia moglie e la stessa Fortitudo, che mi hanno aiutato in questo momento difficile.

GIDEON 12: Parlando di nazionale, invece, vediamo che molte volte sei convocato in azzurro. Ci sono possibilità di vederti ai prossimi Mondiali?
FABIO BETTO: Mi piacerebbe molto partecipare ai prossimi Mondiali, che tra le altre cose si disputeranno proprio in Italia, in quanto è l’unica competizione in cui non ho giocato con la maglia azzurra. Come hai detto tu, molto volte sono stato convocato ma per vari impegni lavorativi non sempre posso accettare la convocazione. Comunque non ho mai chiuso le porte con la nazionale, anche se è dal 2002, eccezion fatta per un inning lanciato lo scorso anno, che non ne faccio più parte. Di una mia possibile presenza ho parlato anche con il Manager Mazzieri, quindi vedremo.

GIDEON 12: Due o tre curiosità per concludere. Chi ti ha fatto conoscere il meraviglioso gioco del baseball? Dove e a che età hai esordito? Chi era il tuo giocatore preferito?
FABIO BETTO: Ho scoperto il baseball giocando in cortile con i miei cugini. Mi sono divertito e di conseguenza ho iniziato a praticarlo. Da giovane non avevo un idolo in quanto giocando a Castelfranco Veneto i miei idoli erano i giocatori che giocavano con la squadra maggiore nella quale io sognavo di poter giocare un giorno. A 17 anni andai a giocare a Reggio Emilia, compiendo una scelta di vita. Qui e in seguito in altre città, per 13 anni ho giocato come professionista, fino alla maturità (ride). Poi ho finalmente messo su famiglia e trovato un lavoro sempre nel mondo del baseball.

GIDEON 12: A proposito di lavoro nel mondo del baseball, sei a capo del reparto baseball della Macron. Di cosa ti occupi di preciso?
FABIO BETTO: Principalmente mi occupo dello sviluppo del baseball ed è un lavoro che mi gratifica molto. Ringrazio molto la Macron per questo lavoro che mi permette di restare comunque nel mondo del baseball, mia grande passione.

GIDEON 12: Infine l’ultima domanda. Per quale squadra tifi di MLB?
FABIO BETTO: Sono un tifoso dei Toronto Blue Jays dal 1993, dopo aver visto il celebre Walk Off Home Run di Joe Carter che ha permesso alla formazione canadese di sconfiggere in finale di World Series i Philadelphia Phillies. Inoltre ho avuto la fortuna di fare lo Spring Training di Singolo A con loro, motivo in più per tifarli.

GIDEON 12: Grazie mille per la disponibilità.
FABIO BETTO: Grazie a te.

LA SCHEDA DI FABIO BETTO

Nome: FABIO
Cognome: BETTO
Nato il: 25 SETTEMBRE 1972 A TREVISO
Ruoli: LANCIATORE
Squadre in cui ha giocato in Italia: REGGIO EMILIA, CARIPARMA PARMA E FORTITUDO BOLOGNA
Titoli vinti, in Fortitudo: CAMPIONE D’ITALIA 2003 e 2005
Hobby: IL SUO FILM PREFERITO E’ AMERICAN BEAUTY, DOVE VI RECITA KEVIN SPACEY, IL SUO ATTORE PREFERITO. A LIVELLO TELEVISIVO SEGUE GREY’S ANATOMY E HOUSE, DUE TELEFILM LEGGERI DOVE SI RIDE MA ANCHE SI RIFLETTE. ASCOLTA UN ROCK TRANQUILLO E I SUOI GRUPPI PREFERITI SONO I COUNTING CROWS E I PEARL JAM. LEGGE PRINCIPALMENTE TUTTI I GENERI DI LIBRI ANCHE SE AMA PRINCIPALMENTE QUELLI DI SPIONAGGIO E AVVENTURA. IL PRIMO LIBRO CHE HA LETTO E’ STATO IL GABBIANO JONATHAN LIVINGSTON E, INOLTRE, HA LETTO TUTTI I LIBRI DELLA SAGA DI HARRY POTTER.

Fabio Betto





ROAD TO BARCELLONA (5): DOPO IL NETTUNO, VEDIAMO ANCHE LA SUA AVVERSARIA: IL CORENDON KINHEIM

16 06 2009

di MARCO DALLA VITE

Il Corendon Kinheim dovrà affrontare in semifinale la compagine italiana della Caffè Danesi Nettuno. Vediamo assieme le sue caratteristiche.

SQUADRA Anche questa formazione come l’ Amsterdam è una buona squadra ma con una difesa pessima, in quanto ha commesso 51 errori in 30 gare disputate. Dei 51 errori 15 sono del terza base Weijgertse e 12 dell’ interbase Renick. Hanno una media battuta squadra di .283 ed il miglior battitore è l’ esterno centro Denny Rombley, che ha una media battuta di .364, con 17 RBI e 2 fuoricampo. Gli altri due battitori che superano i .300 in media battuta sono l’ “orange” Van’ t Klooster, che ha una media di .336 con 23 RBI e Drajier, che batte .308 con 9 RBI. Il battitore di potenza, anche lui “orange”, David Bergmanè il prima base Bryan Engelhardt, che ha una media battuta di .298, con 19 RBI e 4 fuoricampo. Hanno un buon monte di lancio, ispirato da Patrick Beljaards, che in 59,2 riprese lanciate ha una PGL di 1.66, con solo 28 strike out. L’altro buon lanciatore partente è David Bergman (foto a destra), che ha una PGL di 2.24, con 58 strike out in 68.1 riprese. La loro terza posizione in campionato è spiegata dallo scarso rendimento dei rilievi, che complessivamente hanno una PGL di 5.34. I rilievi hanno totalizzato un tabellino di marcia di 3 vittorie, 5 sconfitte e 7 salvezze.

IN STAGIONE Dopo aver vinto lo scorso anno la Coppa Campioni svoltasi a Grosseto, battendo proprio in finale la squadra di casa al decimo inning, il Kinheim è stata sweppato nella finale delle Holland Series dalla squadra di Amsterdam. Lo scorso anno ha disputato una stagione più che soddisfacente, ma quest’anno nel suo campionato sta faticando più del dovuto. Infatti la squadra è attualmente al terzo posto in classifica, in svantaggio di tre partite dalla capolista Amsterdam. Questo week-end ha vinto due delle tre partite in programma contro il Mr. Cocker.

NEI PRELIMINARI Il Corendon (foto a sotto)  si è guadagnato il biglietto kinheim team 2009per Barcellona, grazie alla vittoria nella finalina di Matino contro il San Marino. Il Kinheim aveva iniziato il suo percorso verso Barcellona con la sconfitta contro la Fortitudo, perdendo per 6 a 1, poi dopo aver vinto facilmente contro i francesì di Senart, sono arrivati alla gara decisiva contro il San Marino. La vittoria è stata agevolata dalle scelte, a parer mio, imbarazzanti del manager dei titani Doriano Bindi che aveva presentato sul monte come partente il giovane Matteo Tonellato, sprecando nelle gare precedenti Thiago Da Silva e Horacio Estrada. Il tabellino di Tonellato è stato di 3.2 riprese lanciate, 6 valide, 3 basi ball, 8 punti subiti, di cui 6 guadagnati su di lui. Girava voce che al San Marino non importasse partecipare alle final four di Barcellona, ma io francamente non credo fosse vero: la Coppa Campioni è sempre la Coppa Campioni.

Per battere questa squadra il Nettuno dovrà arrivare punto a punto fino alla fine e cercare di sfruttare gli errori della difesa (molto fallosa in campionato) e negli inning finali il cambio del partente con i rilievi che non sembrano all’ altezza della situazione, anche se la Coppa Campioni è un’altra cosa rispetto al campionato.