di EMILIANO DELUCCA
E’ tutto oro quel che luccica…? Negli Stati Uniti nell’ultimo anno è risuonato spesso questo ritornello: “Chi è quel giocatore? A-Rod…oppure A-Fraud?”
Da quando Alex ha confessato di aver usato dal 2001 al 2003 sostanze dopanti per migliorare le sue prestazioni sportive, è cominciata per lui una battaglia per dimostrare a tutti e sopratutto ai Bronx Bombers che lui è un fuoriclasse al di là di ogni sospetto e per cercare di “salvare la sua anima sportiva”.
Alexander Emmanuel Rodriguez nasce il 27 luglio 1975 a New York City. I suoi genitori Victor e Lourdes possiedono a Washington Heights un negozio di scarpe e vivono in un piccolo appartamento dietro di esso.
Sono nativi della Repubblica Dominicana e lavorano duro per fare in modo di poter portare tutta la famiglia nella terra natale.
Alex intanto eredita dal padre la passione per il baseball. Gira ovunque con la sua mazza di plastica e la pallina di gomma trovando sempre il modo e il luogo per “perfezionare” il suo swing.
All’età di 4 anni deve fare però le valigie. I suoi genitori sono riusciti a comprare una bella casa a Santo Domingo.
Alex si trova bene, l’unico problema è il pullman per andare a scuola…la strada è piena di curve e tutte le mattine rischia di rimettere la colazione sui sedili dell’autobus!
All’inizio tutto sembra andare bene, ma una crisi economica che colpisce il paese costringe i suoi genitori a chiudere la farmacia che avevano aperto e tornare negli States, questa volta a Miami.
Alex purtroppo parla solo lo spagnolo e nella sua scuola deve imparare velocemente anche l’inglese, cosa che per lui è molto difficile.
Nel frattempo il padre parte per New York per cercare lavoro, ma non torna più a casa.
La madre si trova costretta a fare tre lavori da cameriera e ad accettare l’aiuto anche economico dei suoi vicini.
Alex potrebbe perdersi, ma trova aiuto e conforto nel baseball, che diventa la sua unica ragione di vita.
Entra nella squadra dei Boys and Girls of Miami assieme al suo grande amico Juan Diego. Il suo coach è Eddie Rodriguez, colui che ha scoperto gente come Jose Canseco e Rafael Palmeiro. Quando vede giocare Alex all’interbase si assicura che il ragazzo abbia una maglietta, un guanto e gli spikes.
Passano gli anni e Alex entra nella Christopher Columbus Catholic High School di Miami, dove
però non viene preso nella squadra di baseball. Il suo amico Juan gli dice di cambiare scuola perchè lui è nato per giocare e lo spinge verso la Westminster Christian (foto a destra, SI) , una scuola privata.
La squadra è ottima e lì giocano pure Doug Mientkievicz e Alex Gonzales, di cui diventa un grande amico. Prende il numero 13 e non lo lascerà più, in onore del suo grande idolo Dan Marino.
Fa fatica i primi anni, anche se dimostra grande freddezza che gli deriva dal ruolo di quarterback titolare che ha nella squadra di football della scuola.
Poi l’esplosione che lo porta anche a giocare i Mondiali Junior in Messico, dove arriva secondo con gli USA.
Quando torna trova Miami devastata dall’uragano Andrew…la stagione di football salta a causa dei danni inferti al campo della scuola. Solo baseball per Alex e le cifre della sua stagione sono mostruose: .505 di media battuta, 9 fuoricampo battuti. Le porte della MLB si spalancano.
Nel giugno del 1993 viene scelto con il numero 1 dai Seattle Mariners ma le trattative sono difficoltose anche a causa del suo procuratore Scott Boras che chiede una valanga di soldi per il suo assistito.
Praticamente per un anno resta coinvolto in problemi contrattuali quando per colpa di una pallina che lo colpisce nel dug out rischia di perdere un occhio. Capisce che ha corso il pericolo di perdere il treno per il successo e ordina al suo manager di raggiungere l’accordo con i Mariners.. Boras tergiversa, e allora Alex lo scavalca, firmando da solo il contratto con Seattle.
Dopo tutta la trafila nelle Minors, il 1996 è il suo primo anno a tempo pieno come Pro (foto sotto, SI). Batte
36 fuoricampo e ha la media battuta di .358, la terza più alta di sempre per un interbase!
Il 5 giugno del 97 batte un Cycle (singolo, doppio, triplo e fuoricampo nella stessa partita NDA) all’età di 21 anni e 10 mesi posizionandosi al quinto posto all time per quanto riguarda la minor età.
L’anno successivo batte 42 Home Run, record per un interbase, ed è il terzo in quel ruolo ad entrare nel club d’elite “40-40” (42 HR e 46 basi rubate!)… particolare non da poco, vince per il secondo anno di fila il Silver Slugger Award!
Nel 1999, pur mancando 30 partite per un infortunio, batte ancora 42 fuoricampo nonostante quasi metà della stagione sia stata giocata nel nuovo e splendido Safeco Field, notoriamente conosciuto come stadio non amico dei battitori.
Il 2000 è l’ultima stagione a Seattle per Alex, ormai conosciuto universalmente come A-Rod. Batte 41 HR ed è il primo interbase della storia a raggiungere in una stagione i 100 RBI, le 100 basi ball guadagnate e i 100 punti segnati!
Passa a Texas nel 2001 con un accordo da 252 milioni per 10 anni!!
Batte 52 fuoricampo e conquista una serie di record mostruosi considerando anche la sua giovane età, compreso quello di essere l’unico giocatore in quella stagione a giocare tutte le 162 partite.
Nell’anno successivo ne batte ben 57: in due anni consecutivi 109 Home Run, cosa mai successa a nessun battitore destro!
Nel 2003 vince il secondo Golden Glove consecutivo, a fine stagione il titolo di MVP dell’American League e diventa il giocatore più giovane della storia a battere 300 fuoricampo in carriera.
Ma il suo contratto diventa ingombrante per Texas, così si cerca di sistemarlo altrove.. Boston trova l’accordo ma l’associazione dei giocatori pone il voto perchè Alex si sarebbe dovuto autoridurre lo stipendio.. (???)
Come al solito,quando i milioni sono tanti, arrivano gli Yankees!!
Danno ai Rangers Alfonso Soriano e Joaquin Arias, si fanno pagare da Texas 67 milioni del contratto e loro si accollano i restanti 112 milioni.
Deve però giocare in terza base.. all’interbase c’è “un certo” Jeter…e Derek da lì non si muove pena sommosse popolari nel
Bronx!!
La stagione è ottima (36 HR, 106 punti battuti a casa e 28 basi rubate) ma finisce male, con la tremenda rimonta subita dai Red Sox, quando gli Yankees in vantaggio 3 a 0 nella serie, vennero poi eliminati 4 a 3!
Nel 2005 e nel 2007 (foto a destra, ESPN) rivince il titolo di MVP dell’American League collezionando record su record, fuoricampo su fuoricampo: dal 2004 al 2008 A-Rod batte 208 HR per i Bronx Bombers e il 4 agosto del 2007 batte il fuoricampo numero 500 contro Kyle Davies dei Royals. Come al solito Alex è il giocatore più giovane ad entrare in quell’esclusivo club nonché il secondo Yankee a riuscirci… l’altro era un certo Mickey Mantle..
Ma il 7 febbraio 2009 Sport Illustrated fa uscire il bubbone dei 104 giocatori positivi ai test antidoping. A-Rod all’inizio non conferma.. lo farà due giorni dopo, ammettendo l’uso di steroidi fra il 2001 e il 2003 e dichiarando di avere smesso durante lo Spring Training dello stesso anno.
New York non perdona e la stragrande maggioranza dei tifosi comincia a storcere il naso. “Un altro dopato??”, si chiedono spaventati e un po’ schifati i tifosi degli Yankees.
Durante il World Baseball Classic si infortuna all’anca e salta tutto il primo mese di regular season.. nonostante questo batte 30 fuoricampo, portando gli Yankees al dominio totale della AL East.
Il 4 ottobre 2009 durante l’ultima partita di regular season batte nel sesto inning due fuoricampo che fruttano sette Rbi, registrando così un nuovo record nell’American League!
In nottata gli Yankees affronteranno gli Angels per l’accesso alle World Series. Alex, stai attento perchè New York ti accoglie, ti copre di dollari…ma ti schiaccia se solo provi a tradirla.. New York sta aspettando prima di giudicarti…vuole sapere se sei A-Rod o A-Fraud..se luccichi perchè sei oro o perchè il sole l’ha abbagliata… vuoi essere l’idolo di New York, Alex..? Vinci le World Series… e diventerai l’Oro della Grande Mela.
ad arrivare a questo importantissimo risultato, ovvero le 30.000 visite totali.
carta,e soprattutto colpiva sempre quello a cui mirava..facile immaginare quale sport avrebbe praticato!
provviso Gabe Kapler di Tampa tira un siluro verso la staccionata..è lunga..lunghissima… DeWayne Wise (foto a sinistra) salta..la prende..ma la palla esce dal guanto..sembra finita, ma Wise con un gesto da felino la riprende con la mano nuda!! “Forse è la volta buona…” pensa Mark, e quando Ramirez assiste in prima base per l’ultima eliminazione della gara, arriva la certezza.
erato il più intimidatore fra i pitcher, a causa della stazza, del look, della velocità mostruosa della palla e anche della mancanza di controllo nei lanci…
riesce a battere il primo fuoricampo della sua carriera contro i Brewers…una notevole soddisfazione per un lanciatore che ha una media battuta di .128!!
partite vinte e 14 perse, cifre bugiarde che non mettono in luce lo splendido lavoro che Johnson ha fatto per tutta la stagione.
“nonnino” di 44 anni e con due ernie del disco alle spalle!
trascorre 8 stagioni a Cleveland, battendo 236 HR e 804 RBI in 967 partite, vince il Silver Slugger Award e gioca, nel ’95 e nel ’99,due World Series che purtroppo non riesce a portare a casa.
Grazie alla strana coppia Ramirez-Ortiz, Boston ribalta la serie e vincendo 8 partite consecutive fa sue le World Series dopo 86 anni di digiuno! (nella foto a destra Manny con il trofeo, Ezra Shaw).
Qualcosa non ha smesso di andare. Manny dice di essere infortunato, fa gli esami ma in realtà non ha nulla. I tifosi e i giornalisti ne hanno le tasche piene e chiedono che Ramirez venga ceduto..detto e fatto!
Angeles, l’8 gennaio del 1971. La sua famiglia è molto unita, Jason e il fratello minore Jeremy (insieme nella foto, Paul Connors) sono inseparabili, tanto che, nonostante i contratti miliardari, rimasero per anni nella loro casa d’infanzia.
Suzuki, dei Seattle Mariners, nella classifica dell’MVP.
a vincere gara 2 della serie.
contro come si fa ad amare un giocatore sempre schivo con i tifosi e a cui i giornalisti neanche si avvicinano per paura di essere mandati a quel paese…
sua capacità di buttare fuori la pallina…solo il primo anno a San Francisco i suoi fuoricampo aumentano a 46 e le basi rubate scendono a 29.
o riesce a fermare. Nonostante i guai fisici che lo affliggono (Barry ha già 42 anni e 21 anni di MLB alle spalle) il 4 agosto 2007 batte contro Clay Hensley dei Padres il fuoricampo numero 755, raggiungendo Aaron, e il 7 agosto conquista il record battendo un homerun contro Mike Bacsik dei Nationals (foto a sinistra).
da lasciare di stucco chiunque.
Firma un contratto di 7 anni a 100 milioni di dollari e, sebbene disturbato da una fastidiosa fascite plantare, batte .331 con 46 HR e 123 RBI. Lui, Jimmy Edmonds e Scott Rolen assumono il nickname di MV3 (vedi foto a destra) e portano i Cards alle World Series, dove però subiranno lo “sweep” dai Red Sox.
King Albert butta la pallina fuori dal Minute Maid Park..talmente fuori dallo stadio che la pallina atterra sui binari della ferrovia accanto al ballpark! (vedi foto a sinistra)




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