ENTERTAINMENT: “UN LAVORO DA GRANDE”, OVVERO ESSERE MANAGER DI UNA SQUADRA MLB A 12 ANNI

di DANIELE MATTIOLI

Articolo della rubrica dedicata al mondo dell’entertainment sul baseball. Parleremo infatti di musica, film, giochi elettronici e libri sul batti e corri mondiale.

E’ il sogno di ogni persona amante del baseball, quello di essere presidente di una squadra di Major League e di diventarne, successivamente, anche il Manager, stando a contatto con quelli che poco tempo prima erano soltanto i tuoi beniamini. Tutto questo succede nella pellicola “Un Lavoro Da Grande“, film per famiglie uscito nel 1994.

TRAMA: Quando Thomas Heywood muore, la squadra dei Minnesota Twins viene lasciata, per volere del nonno, al nipote Billy, dodicenne ma esperto conoscitore di baseball. Dopo aver licenziato il Manager, per via dei metodi troppo duri con i giocatori, Billy diventerà il nuovo allenatore della squadra e dopo un difficile inizio, le cose incominciano a funzionare…riuscirà a portare la squadra ai Play Off?

CAST Il ruolo di Billy è interpretato da Luke Edwards, divenuto celebre con questo film, che ora salta da un telefilm ad un altro come “guest star”. E’ invece Timothy Busfield a recitare il ruolo del miglior giocatore della squadra Lou Collins. Per Timothy questo ruolo è stato il trampolino di lancio per una carriera televisiva molto importante, con ruoli in telefilm di successo come “West Wing”.

LA CURIOSITA’: Nel film appaiono in alcuni camei numerosi campioni della Major League, da Ivan Rodriguez a Randy Johnson fino ad arrivare a Ken Griffey Junior. Interessante anche l’interprete dell’interbase dei Twins nella pellicola: si tratta di Kevin Elster, vero giocatore di Major League, il quale ha disputato tante stagioni nella Grande Lega, tra cui la spettacolare annata del 1996 quando con i Texas Rangers chiuse con 24 fuoricampo e 99 punti battuti a casa.

LA SCHEDA DIUN LAVORO DA GRANDE

TITOLO ORIGINALE: “Little Big League”
ANNO: 1994
DURATA: 119 minuti
GENERE: Commedia, Sportivo
REGIA: Andrew Scheinman
CAST: Luke Edwards, Timothy Busfield e Ashley Crow.

UNA SCENA DEL FILM (in lingua inglese):

LA QUARTA PUNTATA DI “GRANDESLAM SHOW” NON VA IN ONDA CAUSA MOTIVI TECNICI

di DANIELE MATTIOLI

Ci abbiamo provato fino alla fine a sistemare alcuni problemi tecnici di trasmissione, ma, purtroppo, non ci siamo riusciti. La quarta puntata della rubrica radiofonica “Grandeslam Show”, che doveva essere dedicata alla nazionale azzurra impiegata in questi giorni nell’Europeo in Germania, è saltata e di conseguenza ci scusiamo enormemente per il disagio.

E allora, lunedì 2 agosto, la diretta della rubrica non sarà più solamente di 45 minuti ma di ’90 in modo tale da parlare sia della nazionale italiana che dei playoff che partiranno mercoledì 4 agosto. Vi aspettiamo numerosi!

ENTERTAINMENT: PARTONO QUESTA SETTIMANA LE RIPRESE DEL FILM “MONEYBALL” CON BRAD PITT E KATHRYN MORRIS

di DANIELE MATTIOLI

Dopo tanti problemi in fase di pre-produzione, alla fine il film “Moneyball” si farà e anzi già in questa settimana è previsto l’inizio delle riprese a Los Angeles.
“Moneyball” che racconta la vera storia di Billy Beane, il general manager degli Oakland Atheltics, che pur con un budget ridotto a disposizione riuscì ad assemblare una squadra di baseball competitiva, grazie a una sosfisticata analisi al computer per scegliere quali giocatori ingaggiare sarà diretto da Bennet Miller e potrà vantare un cast di tutto rispetto.
Brad Pitt sarà infatti il Manger Beane, mentre la bella e altrettanto brava Kathryn Morris, star del telfilm di successo “Cold Case”, sarà la seconda moglie del Manager di Oakland. Il cast vanta anche attori del calibro di Jonah Hill, Philip Seymour Hoffman, Robin Wright e Stephen Bishop.

LUNEDI’ ALLE 20.30 IL TERZO EPISODIO DI “GRANDESLAM SHOW”

di DANIELE MATTIOLI

Il terzo episodio della rubrica radiofonica “Grandeslam Show” si intitolerà “Born In The USA” e avrà come tema prinicipale quello che sta accadendo in Major League, con la classifica delle 30 squadre del momento.

Inoltre, sarà ospite della trasmissione Walter Morandelli, esperto di calcio internazionale e soprattutto di calcio USA, che ci racconterà l’avventura della nazionale a stelle e strisce al Mondiale 2010 e ci spiegherà se quanto fatto di buono dalla nazionale permetterà al soccer di raggiungere il livello di sport come appunto il baseball USA. Inoltre ci segnalerà alcuni giocatori da tenere sotto controllo nel mercato estivo calcistico.

Il terzo episodio di “Grandeslam Show” sarà in onda lunedì 19, dalle 20.30 alle 21.15! Per ascoltare la trasmissione, questo è il link: Grandeslam Show

DOPO LA PAUSA DELL’ALL STAR GAME, ECCO IL PUNTO DELLA SITUAZIONE IN MAJOR LEAGUE

di RUBEN HERNANDEZ

In occasione dell’All Star Game giocato ad Anaheim, in California, con la vittoria della squadra della National League per 3 a 1 (MVP il ricevitore degli Atlanta Braves Brian McCan), si può tranquillamente dire che la Major League Baseball è arrivata al bivio di metà stagione.
In questa prima parte ci sono state tante situazioni e vicende interessanti, caratterizate da grandi sorprese sia in positivo, sia in negativo.

Partendo tra le sorprese in positivo si devono per forza citare i San Diego Padres, i Cincinnati Reds e i Texas Rangers, ovvero tutte squadre che partite contro i pronostici di inizio anno stanno facendo dei campionati da urlo e al momento si trovano in testa nelle rispettive Division. Per quanto riguarda i Texas Rangers, la squadra sta vivendo un grande momento grazie soprattuto ad un attacco da urlo (media battuta offensiva di squadra vicino a .290) e con l’arrivo sul monte di lancio di Cliff Lee dai Seattle Mariners, si può certamente parlare di squadra candidata alle World Series, in quanto Lee è il lanciatore numeuro uno (in gergo “l’Ace”) che mancava alla squadra. Si parla sempre di sorpresa, ma in questo caso meno “forte”, per descrivere la stagione dei Chicago White Sox. La squadra allenata da Ozzy Guillen ha infatti, dopo un lungo inseguimento (è stata distante dalla vetta anche 10 gare), occupato il primo posto della Division, superando i Minnesota Twins e i Detroit Tigers.

Sorprese sì, ma anche delusioni. Rientrano in quest’ultima categoria le stagioni da dimenticare dei Seattle Mariners e dei Chicago Cubs. L’ex squadra di Cliff Lee ha seri problemi in attacco, con il solo Ichiro Suzuki che batte più di .300 e la trade fatta con Texas, con l’arrivo nelle terre del Nord di giovani prospetti, significa che i Mariners stanno probabilmente pensando già al 2011. Per quanto riguarda i Cubs, la squadra ha avuto serie problemi in fase offensiva e non è servita, per il momento, l’ottima stagione di Carlos Silva sul monte. Derek Lee e compagni dovranno fare una seconda parte di stagione da urlo se voglio ambire alla Post Season.

Questo è per quando riguarda le formazioni. Se si parla invece dei giocatori che hanno fatto la differenza in questa prima parte di campionato, due sono i protagonisti indiscussi, almeno nel box di battuta: Josh Hamilton e Miguel Cabrera. L’esterno dei Texas Rangers ha battuto già 22 fuoricampo, con 68 RBI e una media battuta di .346, la stessa che tiene il prima base Cabrera dei Detroit Tigers. La stella di Detroit vanta, però, un numero maggior di punti battuti a casa (77), con gli stessi fuoricampo (22) ed una cosa è certa: si può parlare di lotta tra i due per vincere la Tripla Corona.
Parlando dei lanciatori, invece, si può senza ombra di dubbio evidenziare come questa prima parte di stagione sia stata storica per loro. Tre Perfect Game lanciati (voglio considerare anche quello di Gallaraga, oltre alle gare perfette di Dallas Braden e Roy Halladay) e la No Hit di Edwin Jackson, unico acuto per gli Arizona Diamondbacks in questa stagione. Ha siglato anche una partita senza subire valide Ubaldo Jimenez, lanciatore dei Colorado Rockies, e numero uno del campionato. Per lui 15 vittorie, una sola sconfitta con media ERA di 2.20 e la possibilità di arrivare a lanciare più di 30 partite in un anno in Regular Season. Da sottolineare anche l’ottima prova di David Price sul monte per i Tampa Bay Rays (autore di 12 vittorie) e di Josh Johnson per i Florida Marlins, che detiene il record come miglior ERA della Major League con 1,70.

Questo è quanto successo nella prima parte di stagione. Ora tutto diventerà molto più interessante. Le squadre giocheranno per vincere sempre sperando di ottenere il pass per i Play Off e in questo modo il livello delle sfide si alzerà ancora di più.

JESUS MATOS E’ ANCORA UNA VOLTA IL MIGLIOR LANCIATORE DEL CAMPIONATO ITALIANO. CARLOS DURAN VINCE LA TRIPLA CORONA DOPO 19 ANNI

di DANIELE MATTIOLI

Sono Jesus Matos e Carlos Duran i due protagonisti indiscussi della Regular Season 2010 del Campionato IBL.
Il lanciatore originario di San Pedro de Macoris ha ancora una volta vinto la classifica delle vittorie stagionali, ben 10, e ha anche trionfato in quella PGL (pari a 1.44) a testimonianza che per Matos passano gli anni ma la classe e la qualità rimane sempre la stessa.
Merita applausi scroscianti la performance in Regular Season di Carlos Duran, esterno del San Marino, e vincitore a 19 anni di distanza della Tripla Corona, che consiste nell’essere primo nella classifica di media battuta (.349), punti battuti a casa (39) e fuoricampo (6, seppure a pari merito). L’ex battitore della Caffè Danesi Nettuno è il quarto giocatore nella storia del campionato italiano a riuscirci dopo Bianchi, Castelli e Gandini. Da segnalare, inoltre, la vittoria di Juan Figueroa nella classifica degli strikeout, con 92.

STASERA ALLE ORE 19.30 LA SECONDA PUNTATA DI “GRANDESLAM SHOW”

di DANIELE MATTIOLI

Dopo l’esordio della settimana scorsa, continua l’appuntamento settimanale con la rubrica radiofonica del nostro sito “Grandeslam Show”.
Tra i temi della puntata, l’analisi del fine settimana della Fortitudo Bologna, il commento alla stagione biancoblù fin qua disputata, l’analisi di quello che ci aspetterà nella Poule Scudetto e uno sguardo all’imminente Campionato Europeo di Baseball e all’All Star Game MLB.

L’orario di inizio è alle ore 19.30 (per circa ’50) e per chi volesse seguire la diretta questo è il link: Grandeslam Show

TRIPLETTA DEL RIMINI SULLA FORTITUDO NELL’ULTIMO WEEKEND DI REGULAR SEASON. I CAMPIONI D’ITALIA CHIUDONO QUARTI IN CLASSIFICA

di DANIELE MATTIOLI

Era dal lontano 2002 che la Fortitudo Bologna non perdeva tre partite nello stesso fine settimana, mentre si doveva ritornare al 2000 per leggere cinque sconfitte consecutive nel ruolino di marcia dei biancoblù. In ambedue le circostanze c’era lo zampino della Telemarket Rimini, che inflisse lo sweep sia nel 2002 che nel 2000, e ora, otto anni più tardi, si è ripetuta nuovamente. Nell’ultimo trittico della Regular Season, infatti, la squadra romagnola ha battuto tre volte in tre occasioni i Campioni d’Italia, guadagnando di fatto la terza piazza in campionato e interrompendo il “no sweep” biancoblù che risaliva, appunto, al 2002. I record, si sa, vengono prima o poi battuti e così è stato, peccato.

Il dato preoccupante è forse quello che indica che la Fortitudo non segna da ben 30 inning, ovvero dal pareggio alla sesta ripresa in gara tre contro il Parma Baseball, e ciò non vuol dire che la squadra non batta valido o non raggiunga la prima base (nel fine settimana contro il Rimini sono ben 30 gli uomini rimasti in base) ma è mancata quella battuta al momento giusto che poteva sbloccare il risultato e concretizzare quanto di buono si era costruito, passo dopo passo.
Ora arriva la pausa “Nazionale”, prima impegnata nell’Italian Baseball Week e poi nell’Europeo in terra tedesca, con la Fortitudo che avrà la possibilità di ricaricarsi in vista dell’avvio della Poule Scudetto il 4 agosto in casa contro il Parma, per riprendersi da questo brutto periodo e continuare a far bene, dopo una stagione per il momento da definirsi comunque positiva.

GARA 1: TELEMARKET RIMINI vs FORTITUDO BOLOGNA 5 a 0
Vincente Bower – Perdente Matos – Salvezza Di Roma

Nella partita che permette alla Telemarket Rimini di raggiungere la post season con due gare di anticipo e di eliminare la Caffè Danesi Nettuno dai playoff, la Fortitudo è “sprecona” in più di una occasione e non gli basta un Infante da 5 su 5 per avere la meglio sulla compagine romagnola. Alla terza ripresa il doppio di Santora e la valida di Gonzales valgono il 2 a 0, nell’inning successivo i due doppi di Balgera e Avagnina firmano il momentaneo triplo vantaggio e il doppio da 2 RBI di Gonzales su Moreno porta il punteggio sul definitivo 5 a 0 finale.

GARA 2: FORTITUDO BOLOGNA vs TELEMARKET RIMINI 0 a 3
Vincente Marquez – Perdente Ribeiro – Salvezza Di Roma

Sebbene siano solamente quattro le valide battute dalla Fortitudo, i Campioni d’Italia lasciano altri 8 corridori sulle basi e a nulla serva la prestazione da 9 strike out di Cillo in 6 riprese (con solo una valida al passivo) per avere la meglio della Telemarket. A decidere è il lancio sbagliato di Ribeiro (comunque in ripresa, dopo le ultime uscite sottotono) che permette a Carvajal di battere il fuoricampo da 3 punti che fissa la gara sul definitivo 3 a 0.

GARA 3: FORTITUDO BOLOGNA vs TELEMARKET RIMINI 0 a 7
Vincente Patrone – Perdente Betto – Salvezza —–

La Fortitudo cerca di evitare lo sweep (sarebbe il primo subito dal 2002) ma incappa in una brutta serata e perde 7 a 0 la terza partita del fine settimana. Decisiva è la sesta ripresa, quando la Telemarket fa passare 10 battitori nel box di battuta segnando 6 punti sul rilievo di Ularetti. Fortitudo che lascia poi 8 battitori sulle basi nelle successive tre riprese senza però concretizzare nulla. Dopo esserci riuscito nel 2002, il Rimini “sweppa” nuovamente la Fortitudo.

MLB IN UN CLICK: CLIFF LEE SALUTA SEATTLE E PASSA A TEXAS. AI MARINERS ARRIVA JUSTIN SMOAK

di DANIELE MATTIOLI

A 24 ore dall’annuncio shock di LeBron James che ha deciso di lasciare Cleveland per andare ai Miami Heat e avere maggiori possibilità di vincere il titolo, anche in MLB si è registrato un colpo di mercato di grande importanza e destinato a mutare ancora una volta gli equilibri del batti e corri americano. Cliff Lee, miglior lanciatore dell’American League, da ieri, non è più un lanciatore dei Seattle Mariners.
Notizia che era già nell’aria da tempo visto che il lanciatore aveva più volte espresso la sua volontà di giocare in una squadra da titolo e non in una destinata a rimanere ancora una volta fuori dalla Post Season. La meta di Lee non saranno, come molti siti web avevano detto qualche giorno fa, i New York Yankees, ma i Texas Rangers, una delle migliori squadre della lega e vogliosa di vincere quest’anno un titolo che manca da molto tempo.
La squadra texana per questo scambio ha però dovuto cedere ai Mariners quattro giocatori di grande potenziale, tra cui Justin Smoak, che dopo un esordio difficile in MLB, si sta riprendendo gradualmente, Blake Beavan, Josh Lueke e Matthew Lawson.

Sembrerebbe dopo una prima lettura dello scambio che a guadagnarci siano stati i Texas Rangers, capaci di impossesarsi delle doti di una delle stelle assolute della Major e autore di una prima parte di stagione da 8 vittorie, 3 sconfitte e una media ERA di 2.54. Numeri di grande classe che potrebbero portare Texas direttamente alle World Series. C’è però un grande “se” in tutto questo. I Rangers hanno comperato Lee per vincere nell’immediato, ma nello stesso tempo hanno ceduto a Seattle quattro dei loro migliori prospetti e qualora la vittoria del titolo non arrivasse, sarebbero loro a perderci in quanto avrebbero lasciato ad una rivale di Divison come i Mariners giovani dalle grandi potenzialità.
Seattle è arrivata a questo punto della stagione consapevole di non poter più dire la sua nella lotta per la Post Season (è distaccata dalle prime posizioni di 16 partite) e ha deciso, giustamente, di ricostruire sin da ora la squadra in vista della prossima stagione. E se il monte di lancio, nonostante la perdita di Lee, ha ancora ottimi elementi come Felix Hernandez, Erik Bedard e Jason Vargas, l’acquisto di una mazza “pesante” come quella di Justin Smoak potrebbe permettere alla squadra allenata da Don Wakamatsu di fare quel salto di qualità anche in battuta e di farla finalmente competere per l’accesso ai Play Off.

INTERVISTA ESCLUSIVA A JAKUB HAJTMAR, GRANDE STELLA DEL BASEBALL EUROPEO

di DANIELE MATTIOLI

E’ il sogno di ogni giocatore europeo quello di poter giocare in America, a stretto contatto con i grandi campioni a stelle e strisce. L’intervistato di questa settimana può dire di esserci riuscito: esperienza con i Minnesota Twins negli anni 2007 e 2008 per uno dei migliori giocatori europei. Ecco a voi Jakub Hajtmar, classe 1987, bandiera del Draci Brno e miglior giocatore del girone di qualifacazione alla Coppa Campioni 2010 di Brno.

DANIELE MATTIOLI: Ciao Jakub.
JAKUB HAJTMAR: Ciao a tutti.

DANIELE MATTIOLI: Iniziamo l’intervista parlando del primo turno di Coppa Campioni giocato ad inizio giugno a Brno. In queste partite, tu e i tuoi compagni del Draci avete battuto la Forititudo Bologna e gli olandesi del Minolta Pioniers, ovvero le due squadre più accreditate per il passaggio del turno. Quanto sono importanti queste due vittorie per il baseball ceco?
JAKUB HAJTMAR: Tutte le partite che abbiamo giocato in Coppa sono state meravigliose, in quanto abbiamo avuto la possibilità di vincere in ognuna di esse e questo è sicuramente molto positivo. Parlando delle due partite contro la Fortitudo e il Minolta, credo che questi due successi possano aiutarci in vista del Campionato Europeo che si giocherà a fine luglio. Abbiamo capito che se noi facciamo tutte le “piccole cose” giuste e giochiamo a baseball nel giusto modo, noi possiamo battere chiunque. Il talento c’è, quello che manca è l’esperienza ed ogni vittoria contro squadre così blasonate è molto importante per noi.

DANIELE MATTIOLI: Hai una qualche azione di queste due sfide che sono impresse nella tua mente?
JAKUB HAJTMAR: Al momento ci sono due momenti che probabilmente mai dimenticherò e ed ambedue riguardano la sfida contro la Fortitudo Bologna. Il primo è quando eravamo sopra di tre punti alla settima ripresa e tutti noi ragazzi eravamo sicuri della vittoria e abbiamo perso la concentrazione e il lanciatore ha tirato varie basi ball e abbiamo commesso un errore difensivo su una facile rimbalzante. Dopo questo inning, nel dug-out ci siamo parlati e abbiamo ritrovato la concentrazione necessaria per affrontare la parte finale della gara. Come abbiamo fatto? Abbiamo pensato che fosse una normale gara, senza sentire così la pressione dell’incontro sulle spalle. Il secondo momento è stato l’ultimo out, dove ho realizzato il doppio gioco e ho potuto festeggiare assieme a tutti i compagni.

DANIELE MATTIOLI: Sei stato nominato “MVP” del torneo, con numeri davvero importanti (media battuta di .458 e ottime giocate difensive).
JAKUB HAJTMAR: Sono onorato di essere stato nominato MVP di una grandissima competizione come la Coppa Campioni, dove si sfidano tutti i migliori giocatori del continente. Ho lavorato duro per ottenere il riconoscimento ma devo sottolineare quanto sono stato fortunato ad avere compagni che mi hanno dato una mano per raggiungere questo riconoscimento.

DANIELE MATTIOLI: Se dovessimo invece commentare quanto ha fatto la Fortitudo Bologna, cosa diresti?
JAKUB HAJTMAR: Bologna è la squadra con più talento e grazie anche all’esperienza, a mio avviso, ha molte possibilità di vincere la Coppa quest’anno.

DANIELE MATTIOLI: Cambiamo argomento e parliamo un pò della “Cezch League”, ovvero del campionato ceco. E’ da tanto tempo che tu e il Draci vincete consecutivamente il titolo. Qual’è il segreto di queste vittorie?
JAKUB HAJTMAR: Sono tanti gli aspetti che hanno permesso al Draci Brno di diventare una squadra di grande successo in patria. Prima di tutto, credo la stessa qualità dei giocatori che sono molto capaci dal punto di vista tecnico e soprattutto la bravura degli allenatori che insegnano come comportarsi in campo e danno l’opportunità di studiare e giocare a baseball ogni giorno, migliorandoci dal punto di vista umano oltre che tecnico.

DANIELE MATTIOLI: Subito dopo il torneo europeo, però, avete perso le prime due partite stagionali in campionato (ora sono tre, contro 23 vittorie NDI), interrompendo la vostra stagione perfetta. Cosa è successo?
JAKUB HAJTMAR: Dopo la Coppa Campioni abbiamo avuto qualche giorno di riposo, senza allenarsi. Probabilmente la prima gara è stata persa proprio per questo motivo, mentre per la seconda abbiamo giocato bene, ma gli avversari sono stati più bravi grazie anche un pò di fortuna nel finale.

DANIELE MATTIOLI: Ora ripercorriamo la tua carriera. Come hai iniziato a giocare a baseball? Chi erano i tuoi giocatori preferiti quando eri piccolo?
JAKUB HAJTMAR: Ho iniziato a giocare a baseball quando avevo otto anni a scuola e poi sono diventato un giocatore del Draci Brno subito dopo quando mi sono iscritto nella squadra Under 12. Il mio giocatore preferito è sempre stato Derek Jeter di cui ho il poster nella mia camera da quando ho 10 anni.

DANIELE MATTIOLI: Hai trascorso il 2007 con i Minnesota Twins, nello Spring Training e hai debuttato nel baseball americano nel 2008 con i GCL Twins, squadra di Minor League. Cosa ti ricordi di questa splendida esperienza?
JAKUB HAJTMAR: E’ un esperienza che mai dimenticherò e senza ombra di dubbio posso dirti che è stata l’avventura più bella della mia vita per quanto riguarda il baseball. Ho avuto il piacere di incontrare persone fantastiche, vedere veramente come si dovrebbe giocare a baseball e ovviamente migliorare la mia tecnica di gioco.

DANIELE MATTIOLI: In queste stagioni hai anche incontrato Johan Santana.
JAKUB HAJTMAR: Eravamo andatai a vedere i Minnesota Twins giocare a Tampa e ci hanno permesso di andare a vedere in campo a vedere il riscaldamento e allora ho parlato con tutti i giocatori tra cui proprio Santana. Ho scattato una foto con lui e abbiamo parlato della partita di giocata il giorno prima. Una grande emozione.

DANIELE MATTIOLI: Quali sono i tuoi sogni riguardanti il baseball? E’ possibile, ad esempio, che tu giocherai al di fuori della Repubblica Ceca (in Italia?) per fare una nuova esperienza sportiva?
JAKUB HAJTMAR: Il mio sogno è di restare in salute e di giocare a baseball il più a lungo possiblie. Mi piacerebbe che il baseball diventasse il mio lavoro, perchè mi piace molto, mi diverto a giocarlo e ovviamente fa già parte della mia vita. Non so se giocherò tutta la mia vita in Repubblica Ceca, ma sicuramente il baseball italiano e olandese sono mete interessanti.

DANIELE MATTIOLI: Siamo arrivati all’ultima domanda. Hai qualche hobbies?
JAKUB HAJTMAR: Mi piace praticare tanti altri sport nel mio tempo libero, come l’hockey su giacchio, basket, pallavolo. Sono un amante della pesca e adoro spendere il mio tempo nella casa di campagna con la mia famiglia. Mi piace molto giocare alla Playstation 3 e divertirmi insieme agli amici e alla mia ragazza. A proposito di divertimento: seguo molto, in televisione, South Park e American Dad: sono molto divertenti.

DANIELE MATTIOLI: Grazie mille.
JAKUB HAJTMAR: Grazie a te.

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