di GIDEON 12
E’ il suo primo anno in Fortitudo e non batte né lancia. Il suo compito fondamentale è quello di suggerire. Suggerire ai corridori sulle basi, aiutandoli nel compiere la scelta migliore e più adatta da eseguire. Abbiamo parlato di questo suo incarico, della stagione della Fortitudo e della vicinissima Final Four di Coppa Campioni.
Ecco a voi l’intervistato della settimana Mauro Brandoli.
GIDEON 12: Ciao Mauro.
MAURO BRANDOLI: Ciao a tutti.
GIDEON 12: Gara di grande pathos stasera, decisa da un Walk Off Single di Juan Carlos Infante. Cosa hai provato quando hai visto che nessuno difensore del Rimini poteva raggiungere la pallina colpita da Carlos?
MAURO BRANDOLI: Ovviamente una grande felicità in quanto ci ha permesso di superare il Rimini e di diventare primi in classifica. E’ stata una gara giocata molto bene dalle due squadre e ci ha visto trionfare all’ultimo, grazie anche al bel fuoricampo battuto da Juan Pablo Angrisano, che ci ha permesso di tornare in parità.
GIDEON 12: Con questa vittoria la Fortitudo si è laureata “Campione di Primavera”, ovvero vincitrice del girone d’andata dell’IBL 2009.
MAURO BRANDOLI: E’ sicuramente un ottimo risultato quello raggiunto dalla squadra, dopo i problemi iniziali che ci avevano colpito, come per esempio i numerosi infortuni. Superati questi problemi ed essendosi compattato del tutto lo spogliatoio in quanto una buona parte dei giocatori era nuova abbiamo iniziato a giocare bene. Il ritorno di Austin e il prossimo rientro di Frignani vanno a formare uno dei line up più forti visti da me ultimamente.
GIDEON 12: Sempre rimanendo in discorso campionato, qual ‘è il giocatore che ti ha colpito maggiormente dopo questo girone d’andata? La squadra che ti ha impressionato di più?
MAURO BRANDOLI: Sicuramente Eddy Rios. Il terza base del Rimini ha la battuta da fuoricampo ogni volta che va al box e di conseguenza è sempre pericoloso, come si è già dimostrato nella seconda gara contro di noi, dove ha battuto due fuoricampo consecutivi.
Per quanto riguarda la squadra che mi ha colpito di più, ti rispondo Rimini perché ha un roster profondo e pieno di campioni. Sarà una squadra che lotterà per la vittoria finale fino alla fine. Non trascurerei nemmeno il Nettuno. Quando gli abbiamo affrontati è stato troppo facile per noi, complici anche alcune loro assenze. Per questo motivo rimangono sempre avversari temibilissimi.
GIDEON 12: Tra meno di un mese ci sarà la Final Four di Coppa Campioni di Barcellona. Riguardo questo nella gara di venerdì sera erano presenti anche due emissari dell’Amsterdam, giunti a Bologna per visionare la Fortitudo. State già pensando a questa importante avvenimento?
MAURO BRANDOLI: Sarebbe una bugia se ti rispondessi di no, ma al momento viviamo alla giornata e siamo tutti concentrati sul campionato. C’è sicuramente grande attesa e ovviamente andremo là per fare bene. Siamo in ballo, quindi balliamo…
GIDEON 12: Parlando invece di te, oltre ad essere uno dei Coach della Fortitudo, sei anche uno dei suggeritori. In cosa consiste il tuo ruolo all’interno della squadra?
MAURO BRANDOLI: Nel raccogliere gli oggetti che i battitori mi danno dopo aver raggiunto la base (ride). Cerco di aiutarli nel prendere le decisioni migliori sulle basi, tenendo conto delle varie situazioni. Sono però dei professionisti e di conseguenza non hanno sempre bisogno del nostro aiuto
GIDEON 12: Se il suggerimento non porta, sfortunatamente, al risultato sperato, cosa pensi dentro di te?
MAURO BRANDOLI: Un misto tra rabbia e delusione, perché lo vivi come se fossi tu a commettere l’errore.
GIDEON 12: Chi ti ha fatto conoscere il meraviglioso gioco del baseball? Chi era il tuo giocatore preferito da piccolo?
MAURO BRANDOLI: Ho iniziato a giocare a baseball, in modo casuale, grazie ad un amico che mi ha mostrato come si giocava…sono passati trentatre anni da quel giorno. Come giocatore il mio idolo da giovane era Mike Romano, che ho conosciuto più tardi ad un convention. Pensa che in quell’occasione gli ho chiesto anche l’autografo (ride). Da piccolo inoltre ero un gran tifoso della Fortitudo, targata allora Biemme.
GIDEON 12: Negli anni scorsi sei stato Manager del Carpi Baseball. Cosa ti ricordi di quell’esperienza?
MAURO BRANDOLI: Tante bellissime cose. Sono arrivato in una squadra senza fondamentali e in tre anni sono riuscito a portarli alla vittoria in molte occasioni, sono risultati importanti anche sotto il punto di vista personale. Tra le altre cose ricordo con piacere anche di essere riuscito a migliorare notevolmente le giovanili, portando a giocare ben 85 ragazzi, Due di quelli sono stati poi chiamati alle selezioni. Un’esperienza molto importante e gratificante sotto il punto di vista umano
GIDEON 12: Se dovessi fare una top three della tua carriera nel mondo del baseball, quale sarebbe?
MAURO BRANDOLI: Metterei sicuramente l’esperienza di Carpi, poi il mio primo anno in assoluto di baseball, dove giocavo nella seconda squadra di Modena. Siamo arrivati in finale di campionato e seppur sconfitti ed io fui il lanciatore perdente, io e il mio avversario apparimmo sul giornale dove venne scritto che lanciammo una grande partita. Infine la mia prima valida in A1 contro Martinez, lanciatore dell’Anzio. Ero nono in battuta e nessuno prima di me aveva raggiunto salvo il cuscino di prima. Io fui il primo a battere valido contro il lanciatore straniero.
GIDEON 12: Due o tre curiosità per concludere. Per quale squadra tifi di MLB? Chi è il tuo giocatore preferito?
MAURO BRANDOLI: Tifo Boston Red Sox, grazie anche all’influenza di un mio ex giocatore che tifava per le calzette rosse. Il mio giocatore preferito è Dustin Pedroia, soprattutto per l’esplosività nel box di battuta. Pensare che inizialmente era solo un innesto per i Red Sox, mentre ora è uno dei cardini della squadra…
GIDEON 12: Una tua grande passione è la fotografia. Come è nata?
MAURO BRANDOLI: Sì, sono innamorato della fotografia!! Penso di aver scattato più di 40000 foto di cui 17.000 in Kenia, quando ho lavorato per due anni in un lodge. Ho approfittato di quest’esperienza e ho fotografato di tutto, da animali a paesaggi naturali e inoltre ho avuto la fortuna di saliroe sul Kilimangaro.
GIDEON 12: Sei un grande fan del telefilm Angel. Cosa ti ha colpito di questo personaggio televisivo?
MAURO BRANDOLI: Mi ha colpito soprattutto perché seppur vampiro è un buono, che cerca di tutelare i buoni dai cattivi. Sarebbe utile al giorno d’oggi…
GIDEON 12: Prima di salutarci volevi fare un piccolo appello, giusto?
MAURO BRANDOLI: Sì, proprio così. Sono stato molto contento dell’affluenza di pubblico contro il Rimini, ma bisogna incitare maggiormente la squadra, fare sentire il proprio appoggio in ogni azione, soprattutto in queste gare punto a punto.
GIDEON 12: Grazie mille Mauro.
MAURO BRANDOLI: Grazie a te.
LA SCHEDA DI MAURO BRANDOLI
Nome: MAURO
Cognome: BRANDOLI
Ruoli: COACH (in passato LANCIATORE E SECONDA BASE)
Hobby: IL SUO FILM PREFERITO E’ BLUES BROTHERS, MENTRE ASCOLTA LA MUSICA DI BRUCE “THE BOSS” SPRINGSTEEN (CANZONE PREFERITA: BORN TO RUN). IL SUO TELEFILM PREFERITO E’ ANGEL ED E’ UN GRANDE APPASSIONATO DI FOTOGRAFIA. GLI PIACCIONO I LIBRI DI AVVENTURA, PRINCIPALMENTE AMBIENTATA IN AFRICA, COME QUELLI SCRITTI DA WILBUR SMITH O CLIVE CUSSLER (IL SUO PERSONAGGIO PREFERITO E’ DIRK PITT). INOLTRE E’ UN GRANDE LETTORE DELLE OPERE SCRITTE DA ERNST HEMINGWAY.

MAURO BRANDOLI
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